SIMON SCARROW.
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IL PRETORIANO.
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Ciclo: Aquile dell'Impero 11.
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Parte 1.
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Titolo originale: Praetorian. 2011. Eagles of the empire series.
Traduzione di: Roberto Lanzi.
2012. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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Undicesimo romanzo del ciclo: Aquile di Roma.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Dedica: A Carolyn.
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Lorganizzazione di una legione romana.
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La Seconda Legione, come tutte le legioni, era composta da circa cinquemila e cinquecento uomini. Lunit base era la centuria di ottanta uomini, comandata da un centurione, con un optio come vicecomandante. La centuria si divideva in sezioni di otto uomini, che condividevano una stanza nella caserma e una tenda durante le campagne. Sei centurie formavano una coorte e dieci coorti una legione; la prima coorte contava il doppio degli uomini rispetto alle altre. Ogni legione era accompagnata da un reparto di cavalleria di centoventi uomini, divisi in quattro squadroni, che fungevano da ricognitori e messaggeri. In ordine discendente, i ranghi principali erano: Il legato, un uomo di origini aristocratiche. In genere oltre la trentina, comandava la legione per cinque anni e sperava di farsi un nome in modo da lanciare la propria successiva carriera politica.
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Il prefetto del campo era un veterano, gi centurione capo della legione, allapice della carriera professionale di un soldato. Dotato di grande esperienza e integrit, toccava a lui il comando della legione se il legato era assente o fuori combattimento.
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Sei tribuni fungevano da stato maggiore. Di solito avevano da poco passato la ventina e servivano nellesercito per la prima volta, per fare esperienza amministrativa prima di occupare posti subalterni nellamministrazione civile. Il tribuno anziano aveva un ruolo diverso: era destinato a un alto incarico politico e, eventualmente, al comando della legione.
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Sessanta centurioni rappresentavano la spina dorsale dellesercito, relativamente alla disciplina e alladdestramento. Venivano scelti singolarmente per la loro attitudine al comando e per la prontezza a combattere fino alla morte. Di conseguenza, la percentuale di morti tra le loro file superava di gran lunga quella di altri ranghi. Il centurione pi anziano comandava la prima centuria della prima coorte ed era un individuo altamente decorato e rispettato.
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La catena di comando dellesercito romano nel 43 d.C.
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I quattro decurioni della legione comandavano gli squadroni di cavalleria e speravano nella promozione a comandante dei reparti di cavalleria ausiliari. Ogni centurione era assistito da un optio, che fungeva da attendente, con incarichi di comando di minore importanza. Gli optiones aspettavano un posto vacante nel centurionato.
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Sotto gli optiones cerano i legionari, uomini che si erano arruolati impegnandosi per venticinque anni. In teoria, bisognava essere cittadini romani per potersi arruolare, ma sempre pi reclute provenivano dalle popolazioni locali e la cittadinanza romana veniva conferita loro allatto dellarruolamento.
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Lo status pi basso rispetto ai legionari era occupato dagli uomini delle coorti ausiliarie. Venivano reclutati dalle province e fornivano allimpero romano cavalleria, fanteria leggera e altre abilit specialistiche. Al termine dei venticinque anni di servizio venivano ricompensati con la cittadinanza romana.
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CAPITOLO UNO.
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Quando attravers il confine della provincia della Gallia Cisalpina, il piccolo convoglio di carri
coperti viaggiava ormai da dieci giorni. Sulle montagne che svettavano a Nord, oltre la strada, era gi
caduta la prima neve: le cime rilucevano contro lazzurro intenso del cielo. Linverno, seppur precoce,
era stato clemente con i soldati che marciavano in coda alla colonna e, nonostante la gelida aria
pungente, non cera stato un solo giorno di pioggia da quando avevano lasciato la zecca imperiale con
sede a Narbo Martius, nella Gallia Narbonense. La temperatura rigida aveva indurito il terreno,
rendendolo ottimale per le ruote dei carri stracarichi.
Il tribuno pretoriano al comando anticipava di poco la testa del convoglio e quando la strada
raggiunse la cima di una collina, diede un leggero strattone alle redini, facendo fermare il cavallo. Di
fronte a lui la strada si allungava in linea retta seguendo londulazione naturale del terreno. Il tribuno
aveva una vista chiara e tersa della citt di Ausculum, distante appena qualche miglio, in cui avrebbe
dovuto incontrarsi con la scorta a cavallo inviata dalla Guardia pretoriana di Roma, il corpo scelto di
soldati incaricati di proteggere limperatore Claudio e la sua famiglia. La centuria di ausiliari che aveva
scortato i quattro carri da Narbo Martius sarebbe poi tornata indietro alle caserme nei pressi della
zecca, lasciando che, per il resto del viaggio fino alla capitale, della protezione del piccolo convoglio si
occupassero i pretoriani sopraggiunti, al comando del tribuno.
Balbo si gir sulla sella per controllare il convoglio che risaliva il pendio alle sue spalle. Gli
ausiliari erano guerrieri germanici reclutati nella trib dei Cherusci: colossi dallaspetto feroce con
lunghe barbe incolte che spuntavano dai paraguance degli elmi. Il tribuno aveva ordinato loro di tenerli
in testa mentre attraversavano le colline, come misura precauzionale contro eventuali imboscate da
parte di bande di briganti che erano solite attaccare e depredare i viandanti incauti. Balbo sapeva
perfettamente che era assai improbabile che dei briganti potessero azzardare un attacco contro il
convoglio. Il vero motivo di quellordine era di tener nascoste quanto pi possibile le barbare
capigliature degli ausiliari onde evitare di allarmare le popolazioni che avrebbero incontrato. Per
quanto fosse certo di poter fare totale affidamento sui guerrieri germanici per la difesa del prezioso
conio della zecca in virt della loro diretta lealt allimperatore, nutriva comunque un assai romano
disprezzo per quegli uomini reclutati tra le selvagge trib doltre Reno.
Barbari, mormor tra s e s, scuotendo la testa. Abituato al lindore delle coorti pretoriane,
aveva mal sopportato linvio in Gallia per prendere in consegna lultima spedizione di monete
dargento dalla zecca imperiale. Dopo i tanti anni di servizio come pretoriano, Balbo si era formato
unidea ben precisa di come dovesse presentarsi un soldato, e semmai gli fosse stato assegnato il
comando di una coorte di ausiliari germanici, come prima cosa avrebbe ordinato loro di tagliarsi quelle
orribili barbe e darsi cos laspetto di veri soldati.
Come se non bastasse, sentiva la nostalgia delle comodit di Roma.
Balbo era diventato tribuno in maniera assai tipica. Si era arruolato nella Guardia pretoriana e
aveva servito Roma, risalendo pian piano i gradini della scala gerarchica per poi accettare un
trasferimento come centurione alla Tredicesima Legione sul Danubio, in cui aveva prestato servizio per
lunghi anni prima di chiedere di essere nuovamente trasferito nella Guardia pretoriana. E trascorso
qualche altro anno di servizio regolare aveva ottenuto la nomina a tribuno al comando di una delle nove
coorti della guardia personale dellimperatore. Di l a qualche anno Balbo avrebbe appeso larmatura al
chiodo con una generosa gratifica di pensione, per accettare magari una qualche carica amministrativa
in una citt della penisola italica. Aveva gi fatto la bocca su Pompei in cui il fratello minore possedeva
delle thermae con palestra. La cittadina era ubicata sulla costa e aveva una splendida vista sulla baia di
Napoli; era dotata di una scelta di teatri di tutto rispetto e anche di un bellanfiteatro per giochi
circondato da taverne che vendevano vino a prezzi stracciati. E con un po di fortuna cera anche la
possibilit di qualche occasionale scazzottata con gli uomini che arrivavano dalla limitrofa cittadina di
Nuceria, pens Balbo nostalgico.
Dietro le prime cinque unit di ausiliari arrancavano i quattro carri, pesanti veicoli trainati da
dieci muli ciascuno. Accanto a ogni conducente era seduto un soldato e alle loro spalle teloni di pelle di
capra nascondevano alla vista i forzieri sistemati sui pianali dei carri. Ogni mezzo trasportava cinque
forzieri, ognuno dei quali conteneva centomila monete dargento di recentissimo conio, per un valore
complessivo sufficiente a pagare unintera legione per un anno.
Balbo non pot sottrarsi a una breve considerazione su cosa avrebbe potuto fare disponendo di
una fortuna simile. Poi scacci quel capriccio. Lui era un soldato; aveva giurato di obbedire
allimperatore e di proteggerlo. Il suo dovere era assicurarsi che i carri raggiungessero le casse
dellerario a Roma. Il tribuno serr le labbra, ricordando che alcuni suoi compagni pretoriani avevano
una comprensione assai pi elastica del concetto di dovere.
Non era trascorso neanche un decennio da quando alcuni membri della Guardia pretoriana
avevano assassinato il precedente imperatore e la sua famiglia. Era innegabile che Gaio Caligola si
fosse sempre comportato da pazzo furioso e tiranno, ma per Balbo il giuramento di fedelt rimaneva
sempre il pi solenne degli impegni. Non aveva mai smesso di deplorare leliminazione di Caligola, ma
allo stesso tempo riconosceva che il nuovo imperatore scelto dai pretoriani aveva poi dimostrato di
essere un sovrano decisamente migliore. Ripens a quanto lascesa di Claudio al trono fosse stata una
vicenda dai contorni confusi. Nelle intenzioni degli ufficiali che avevano assassinato il suo
predecessore, in partenza cera stata la precisa volont di restituire il potere al senato romano. Quando
per il resto dei loro compagni aveva preso coscienza del fatto che assenza di imperatore voleva dire
addio Guardia pretoriana, con la perdita di tutti i privilegi che ne conseguivano, i soldati si erano messi
in fretta e furia a cercare un successore al trono ed erano arrivati a Claudio. Sebbene, da uomo debole
quale era e con pronunciata balbuzie, Claudio non rappresentasse esattamente il prestanome ideale per
il pi grande impero del mondo conosciuto, Balbo doveva riconoscere che aveva poi dato
dimostrazione di essere un sovrano equo e operativo.
Spost lo sguardo sulle cinque ultime sezioni di ausiliari germanici che marciavano in coda ai
carri. Sebbene il loro aspetto non fosse proprio quello di veri soldati, Balbo sapeva che erano
comunque ottimi combattenti e la loro fama era tale che solo i pi sconsiderati dei briganti avrebbero
avuto il coraggio di attaccare il convoglio. Ad ogni modo, quando la colonna inizi a scendere verso
lampia pianura del fiume Po, il pericolo poteva dirsi ormai superato.
Fece schioccare la lingua e diede un colpo di tacco contro i fianchi del cavallo. Sbuffando,
lanimale scatt in avanti e Balbo lo guid di nuovo sulla strada; super le file di testa degli ausiliari e
il loro comandante, il centurione Arminio, finch non riprese posto davanti al convoglio di carri.
Avevano persino un buon anticipo sulla tabella di marcia. Non era ancora mezzogiorno e di l a unora
sarebbero entrati a Ausculum, per poi attendere larrivo della scorta pretoriana, se nel frattempo essa
non avesse gi raggiunto la citt.
Distavano ancora un paio di miglia da Ausculum quando Balbo ud avvicinarsi dei cavalli. La
colonna stava attraversando un piccolo bosco di pini il cui odore saturava laria gelida. Poco oltre un
affioramento roccioso oscurava la visuale sulla strada. Istintivamente Balbo ripens al suo periodo di
servizio sul Danubio, dove lo stratagemma preferito del nemico era di intrappolare le colonne romane
in corridoi come quello. Tir a s le redini e sollev una mano.
Fermi! Gi le sarcine!.
Mentre i carri si arrestavano con un gran boato, gli ausiliari germanici buttarono velocemente le
furcae da marcia cariche del rispettivo bagaglio sul ciglio della strada e serrarono i ranghi in testa e in
coda al convoglio. Balbo spost le redini nella mano sinistra, preparandosi a sfoderare la spada, e
scandagli con gli occhi la zona circostante, ombreggiata dagli alberi. Nessun movimento. Il rumore di
zoccoli al galoppo, per, si faceva sempre pi forte, echeggiando sul terreno indurito e sulle rocce. Poi,
da dietro una curva apparve il primo uomo a cavallo con indosso il mantello rosso degli ufficiali.
Lelmo crestato penzolava da un pomello della sella. Dietro di lui arrivarono al galoppo unaltra
ventina di uomini, con i mantelli bianchi da pretoriani completamente inzaccherati.
Balbo soffi risollevato e url: Riposo!.
Gli ausiliari abbassarono gli scudi e le aste delle lance e Balbo attese che i cavalieri fossero
vicini. Lufficiale fece rallentare il cavallo portandolo al semplice trotto e poi al passo per coprire
lultimo tratto.
Tribuno Balbo?.
Balbo osserv attentamente laltro ufficiale. Il viso gli era familiare.
Qual  la corretta frase di riconoscimento, centurione?, gli chiese.
Luva della Campania  pronta per la vendemmia, signore, rispose formalmente laltro.
Balbo fece un cenno di conferma alla frase che si aspettava di sentire. Molto bene. Era previsto
che ci aspettaste a Ausculum, centurione....
Gaio Sinio, signore. Centurione della Seconda Centuria, Ottava Coorte.
Ah s. Balbo aveva effettivamente un vago ricordo del nome delluomo. Per quale motivo,
dunque, ci state venendo incontro?
Siamo arrivati a Ausculum ieri, signore. Sembra una citt morta. La maggior parte degli
abitanti  andata a un tempio della zona per una festivit. Per cui ho pensato che tanto valeva venire
incontro a voi e ai vostri uomini, rispose Sinio, indicando gli ausiliari germanici.
Non sono miei uomini, grugn Balbo.
Ad ogni modo, vi abbiamo visto approssimarvi alla citt, signore, ed eccoci qua. Pronti a
scortare i carri a Roma.
Balbo osserv in silenzio il centurione per qualche istante. Apprezzava i soldati che si
attenevano alla lettera agli ordini ricevuti e non era certo di approvare la decisione di Sinio di venirgli
incontro invece di attenderli nella citt come stabilito. Il piano per la presa in consegna dellargento era
stato delineato gi da due mesi a Roma e tutte le parti coinvolte dovevano attenersi alle indicazioni
ricevute. Se gli ufficiali si prendevano delle libert sugli ordini, il piano iniziava a cadere a pezzi.
Decise quindi che avrebbe fatto un discorsetto a quattrocchi con il diretto superiore di Sinio non
appena avessero raggiunto il campo pretoriano fuori delle mura di Roma.
Centurione Arminio!, chiam Balbo al di sopra della spalla. Da me!.
Lufficiale al comando degli ausiliari part spedito verso di lui. Arminio era un uomo alto e
dalle spalle larghe, larmatura a piastre riusciva a malapena a contenerne il busto muscoloso. Guard il
tribuno in sella, la barba resa quasi rosso fuoco dalla luce del sole.
Signore?.
Balbo fece un cenno in direzione degli uomini a cavallo. I soldati da Roma. Da questo punto
saranno loro a scortare il convoglio. Voi potete fare immediatamente ritorno a Narbo Martius.
Lufficiale germanico contrasse le labbra scontento e rispose in un latino marcato dal forte
accento: Ma noi avevamo ordini di fare il passaggio a Ausculum, signore. I miei uomini speravano di
potersi divertire in citt durante la notte prima di ripartire.
S, be, penso che non sia pi necessario adesso. Tra laltro dubito che i locali prenderebbero
cos bene linvasione di una piccola orda di barbari. So quello che possono diventare i tuoi uomini
quando si ficcano alcol in corpo.
Far in modo che non causino problemi, signore, rispose accigliato Arminio.
Non ne avranno occasione. Ti sto ordinando di fare dietrofront e rimettervi in marcia verso la
Gallia, allistante, mi hai sentito?.
Laltro uomo annu lentamente e visibilmente amareggiato. Poi, fece un brusco cenno della
testa al superiore, gir il cavallo e ritorn al convoglio. Raccogliete le sarcine. Preparatevi a marciare!
Si torna in Gallia, ragazzi.
Alcuni brontolarono e uno lanci unimprecazione a voce alta nella sua lingua madre,
provocando un rimprovero da parte del suo comandante.
Balbo guard Sinio e gli disse a mezzavoce: Non posso permettere che un branco di barbari
dal culo peloso impongano la loro presenza a gente rispettabile.
Ci mancherebbe altro, signore, annu Sinio.  gi un sacrilegio che questi germani siano
stati scelti per fare la guardia alla zecca e alle spedizioni di monete dargento. Dovrebbe essere compito
di veri soldati, legionari o di una coorte della Guardia.
A quanto sembra limperatore non si fida troppo di noi, rispose Balbo in tono mesto. Troppi
ufficiali anziani che si sono divertiti a fare i politici negli ultimi anni. E questo  ci che noi altri
dobbiamo poi tollerare. Ad ogni modo, non possiamo farci niente, termin, ritornando in posizione
eretta sulla sella. Riferisci ai tuoi uomini di posizionarsi alle due estremit della colonna. Non appena
gli ausiliari saranno andati, ci metteremo in marcia.
S, signore. Il centurione Sinio salut e si volt per riportare gli ordini ai suoi uomini. Mentre,
brontolando, i germani si incolonnavano oltre i carri, gli uomini a cavallo presero lentamente le
posizioni assegnate e in breve le due piccole colonne furono pronte a dividersi. Balbo si avvicin ad
Arminio per impartirgli le sue istruzioni di commiato.
Dovrete far ritorno a Narbo Martius quanto pi velocemente possibile. E giacch non sar l a
tenere docchio i tuoi uomini, fa in modo che non causino problemi nei villaggi che attraverserete al
ritorno. Intesi?.
Lufficiale serr le labbra formando un linea sottile e annu.
E allora potete andare.
Senza attendere risposte, Balbo gir il cavallo nella direzione opposta e torn trottando alla
testa della colonna dove lattendeva il centurione Sinio. Giunto l, abbass un braccio in avanti dando
cos lordine di avanzata a cavalieri e carri. Le redini dei conducenti schioccarono e i pesanti mezzi si
misero in movimento, rombando con le possenti ruote ferrate. A tutto quel clangore e fracasso si
aggiunse il tramestio degli zoccoli dei muli e dei cavalli. Balbo part senza guardare indietro e si volt
solo quando ebbe raggiunto laffioramento roccioso. A un quarto di miglio di distanza lungo la strada
vide le spalle della colonna di ausiliari che se ne tornavano a passo pesante in Gallia.
Che liberazione, mormor tra s e s.
I carri con la nuova scorta aggirarono le rocce e poi lavanzata riprese diritta attraverso un
ulteriore quarto di miglio coperto di alberi di pino, verso Ausculum. Liberatosi definitivamente dei
barbari, Balbo si sent tornare il buonumore. Fece rallentare il cavallo finch non si trov fianco a
fianco con il centurione Sinio.
Allora, quali sono le ultime notizie da Roma?.
Sinio ci pens su un paio di secondi e rispose con un sorriso divertito. La nuova fiamma
dellimperatore continua a stringergli la corda intorno al collo.
Oh!, fece Balbo, storcendo il naso a quel triviale riferimento allimperatrice.
Eh gi, a palazzo gira voce che Agrippina abbia chiesto a Claudio di dare il benservito alle sue
amanti e naturalmente a lui lidea non va granch. Ma questa  comunque lultima delle sue
preoccupazioni. Conoscete il figlio di lei, Lucio Domizio? Be, Agrippina sta mettendo in giro la storia
che il ragazzo verr adottato da Claudio.
Mi sembra giusto, rispose Balbo. Che senso ha far sentire il ragazzo un escluso?.
Sinio lo guard di nuovo con un sorriso divertito. Signore,  evidente che non siete al corrente
di come stanno in realt le cose. Agrippina sta palesemente spingendo Claudio a nominare il giovane
Lucio come suo erede.
Balbo lo guard stupito e incredulo. Mossa assai pericolosa; limperatore aveva gi un erede
legittimo, Britannico  il figlio di primo letto avuto dalla moglie Messalina , che adesso si sarebbe
trovato un rivale al trono. Scuotendo la testa, il tribuno chiese: Ma per quale motivo limperatore
dovrebbe assecondare una cosa del genere?
Forse la sua mente si sta indebolendo, sugger Sinio. Agrippina sostiene di voler solo
garantire un protettore per Britannico e chi meglio potrebbe farlo se non il nuovo fratellone? Qualcuno
che ne salvaguardi gli interessi una volta che Claudio avr tirato le cuoia. Tanto pi che quel giorno
non  poi cos lontano. Il vecchio ragazzo  quanto mai fiaccato, per cui una volta che lui sar andato,
sembra proprio che il nuovo datore di lavoro dei pretoriani sar il giovane Lucio Domizio. Bel colpo di
scena, no?
Gi, rispose Balbo. Tacque qualche istante, ponderando le implicazioni. Sin dalla nascita
Britannico aveva goduto di grande popolarit tra la Guardia pretoriana; accompagnava sempre il padre
nelle sue visite ai castra, indossando una piccola armatura e insistendo per prendere parte alle
esercitazioni e alla pratica delle armi, suscitando grande divertimento tra i soldati. Il bambino poi era
diventato un ragazzo e si dedicava ormai esclusivamente allo studio. Adesso il giovane Britannico
avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche per tenersi laffetto dei pretoriani.
E c dellaltro, signore, aggiunse sottovoce Sinio, buttandosi un occhio alle spalle quasi a
volersi sincerare che gli uomini non lo sentissero. Se siete interessato....
Balbo lo guard brusco, chiedendosi fino a che punto potesse fidarsi di quellufficiale. Negli
ultimi anni aveva visto fin troppi uomini giustiziati per non aver tenuto a freno la lingua e non aveva
nessuna voglia di fare la loro stessa fine. C forse qualche pericolo nellascoltare ci che vuoi
dirmi?.
Sinio si strinse nelle spalle. Questo dipende da voi, signore. O meglio, dipende dal beneficiario
della vostra prima lealt.
La mia prima e unica lealt  per limperatore. Come anche la vostra e quella di tutti gli
uomini della Guardia pretoriana.
Davvero?. Sinio lo fiss, sorridendo. Avrei detto che un romano dovesse prima di tutto
essere leale a Roma.
Roma e limperatore sono la stessa cosa, rispose seccamente Balbo. Il nostro giuramento ci
lega a entrambi allo stesso modo.  rischioso affermare altrimenti e ti consiglio di non tirar pi fuori
questo discorso.
Sinio scrut il tribuno per un breve istante e poi distolse lo sguardo. Giusto. Naturalmente
avete ragione voi.
Sinio fece rallentare il cavallo fin quando non si ritrov alle spalle del superiore. La colonna di
carri raggiunse la fine del boschetto di pini e spunt in aperta campagna. Balbo non aveva incrociato
altri viaggiatori dallalba e non ne vedeva neanche davanti a s lungo la strada per Ausculum. Poi
ricord ci che aveva saputo da Sinio a proposito della festivit locale. Poco oltre la strada digradava
verso un lieve avvallamento; scorgendo del movimento tra gli arbusti rachitici, Balbo si raddrizz sulla
sella.
C qualcosa l davanti, disse a Sinio. Sollev poi un braccio per indicare. Vedi? A circa un
quarto di miglio, dritto davanti a noi, dove la strada inizia a scendere.
Sinio guard nella direzione indicata e scosse la testa.
Ma sei cieco? C chiaramente qualcosa che si sta muovendo l. Ecco, adesso riesco a
distinguerlo meglio.  un gruppetto di piccoli carri con muli, tra gli arbusti.
Ah, adesso li vedo, signore. Sinio osserv lavvallamento per un istante e poi aggiunse: Non
potrebbe essere una carovana di mercanti accampata?
A questora del giorno? E a cos poca distanza da Ausculum?, bofonchi Balbo. Non penso
proprio. Vieni con me, dobbiamo vedere pi da vicino.
Spron il cavallo che si avvi trottando lungo la strada verso gli arbusti annidati
nellavvallamento. Sinio fece un cenno alla sezione di testa dei suoi uomini perch li seguissero e part
anchegli alle spalle del superiore. A mano a mano che la distanza si riduceva, Balbo si rese conto che i
carri erano molto pi numerosi di quanto avesse pensato in un primo momento e riusciva anche a
vedere alcuni uomini appostati tra gli arbusti. La sensazione di allarme che aveva avvertito solo un
istante prima torn a pizzicargli la base della nuca come minuscoli aghi di ghiaccio. Giunto a un
centinaio di passi dagli uomini e dai carri, Balbo tir a s le redini e attese che gli altri lo
raggiungessero.
La cosa non mi piace. Questi furfanti non stanno combinando nulla di buono, ne sono sicuro.
Sinio, fa preparare i tuoi uomini.
S, signore, rispose il centurione in tono inespressivo.
Balbo ud il graffio metallico di una spada estratta dal fodero e rinserr la presa sulle redini,
pronto a guidare il drappello di guardie a cavallo.
Mi dispiace, signore, disse Sinio con un filo di voce, piantandogli la lama tra le scapole. La
punta squarci il tessuto del mantello e della tunica, penetrando poi nella carne e nelle ossa fin nella
spina dorsale. Allimpatto, Balbo scatt indietro con la testa ed emise un rantolo secco, spalancando le
dita delle mani e mollando la presa sulle redini. Sinio ruot violentemente la spada e la estrasse poi con
uno strattone. Il tribuno si accasci in avanti tra i pomelli della sella con le braccia penzolanti lungo i
fianchi del cavallo. Lanimale sobbalz spaventato e il movimento brusco disarcion il tribuno che
rovin pesantemente a terra, rotolando sulla schiena. Balbo rimase immobile con gli occhi spalancati e
fissi verso lalto e la bocca tremolante.
Sinio si volt verso i suoi uomini. Occupatevi dei conducenti e poi portateli ai carri. Poi
abbass gli occhi sul tribuno.
Mi spiace, signore. Siete un buon ufficiale e non meritate questo, ma devo eseguire gli ordini.
Balbo tent di parlare ma le sue labbra non emisero alcun suono. Sentiva freddo e per la prima
volta in vita sua aveva paura. Quando la vista inizi a farsi sfocata, cap che stava morendo. Addio alla
tranquilla vita a Pompei che aveva sempre sognato, pens, rammaricandosi anche, per un breve istante,
di non poter pi vedere il fratello. Rimase immobile a terra mentre gli occhi perdevano velocemente
vita, fissi al cielo. Poco distante, lungo la strada, giunsero le grida di sorpresa dei conducenti, che si
smorzarono nellistante in cui gli uomini furono brutalmente uccisi. Poi il convoglio con il prezioso
carico e i cavalieri ripartirono in direzione dei carri in attesa. Sinio si volt verso un uomo di
corporatura massiccia che gli stava alle spalle e indic il corpo del tribuno. Cestio, fallo caricare
insieme agli altri su uno dei barrocci. Voglio due uomini in testa, e che tengano gli occhi ben aperti.
Altri due mandali indietro alla curva per controllare che agli ausiliari non vengano strane idee e
facciano dietrofront per prendersi una licenza non autorizzata a Ausculum.
Da dietro gli arbusti spuntarono gli uomini con i barrocci, che allinearono lungo il ciglio della
strada. Per ordine di Sinio le casse dargento furono poi velocemente scaricate e ricaricate una a una sui
carri pi piccoli. Dopo averle assicurate con delle funi, gli uomini le coprirono con cumuli di vecchi
cenci, sacchi di cereali o stracci aggrovigliati. I muli furono liberati dei collari con tirelle e ridistribuiti
tra i barrocci ormai carichi per trainare il peso aggiuntivo. Una volta svuotati completamente, i grossi
carri del convoglio furono spinti e nascosti tra gli arbusti, i coprimozzo degli assali fatti saltare e le
ruote staccate in modo da far abbassare i carri e renderli non pi visibili dalla strada. I corpi dei soldati
uccisi furono trascinati nel folto della macchia, gettati in un fossato fangoso e ricoperti di ramaglie.
Alla fine gli uomini di Sinio si raggrupparono intorno ai barrocci, in attesa che il loro comandante e
altri strappassero dei rami per occultare gli spazi aperti tra i cespugli dal passaggio dei carri e per
smuovere le tracce delle ruote sullerba. Sul terreno gelato, per contro, non rimanevano solchi visibili.
Cos pu andare, decise Sinio, lanciando via un ultimo fascio di rami. E adesso  ora di
cambiarsi, signori!.
Si sfilarono velocemente i mantelli e le tuniche per indossare indumenti civili di foggia e colori
variegati. Arrotolate e messe via le uniformi sul retro delle selle, gli uomini si disposero davanti a Sinio
perch li passasse in rassegna. Il centurione annu soddisfatto: somigliavano proprio ai mercanti che
percorrevano regolarmente le strade tra una citt e laltra dellItalia.
Sapete cosa dovete fare. Partiremo a gruppi separati. Una volta superata Ausculum, seguite il
percorso indicato fino al magazzino a Roma. Io vi aspetter l. E occhio ai carri: non voglio che
qualche ladruncolo possa vedere cosa contengono le casse. Tenete bassa la testa e recitate la vostra
parte e nessuno sospetter nulla. Sono stato chiaro?. Lanci unocchiata generale. Bene. Che partano
i primi carri, allora!.
Nellora che segu, i carri si mossero alla spicciolata dal piccolo avvallamento della strada, a
intervalli regolari, alternandosi con gruppetti di uomini a cavallo. Alcuni si diressero verso Ausculum,
altri imboccarono delle deviazioni allultimo incrocio prima della citt, aggirandola a oriente o a
occidente e proseguendo poi su percorsi alternativi per Roma. Quando anche lultimo carro fu partito,
Sinio lanci unultima occhiata di controllo alla zona. Era ancora visibile qualche traccia di ruote e di
zoccoli di mulo e cavallo, ma dubitava che avrebbero potuto attirare lattenzione di viaggiatori diretti o
in partenza da Ausculum.
Annu soddisfatto e fece girare il cavallo sulla strada, mettendosi in marcia tranquillamente in
direzione della citt. Giunto alla porta, vers il pedaggio dovuto alla sentinella e si ferm in una taverna
per una scodella di stufato di carne e un boccale di vino caldo prima di rimettersi in viaggio. Usc dalla
citt attraverso la porta meridionale e si avvi sulla strada per Roma.
Era tardo pomeriggio quando avvist una piccola colonna di cavalieri ammantellati di bianco
provenienti da Sud. Sinio si abbass sulla testa il cappuccio della logora tunica che aveva indosso per
non farsi riconoscere, e sollev una mano in segno di saluto quando incroci i pretoriani diretti
allappuntamento con la colonna di carri da Narbo Martius. Lufficiale che guidava la scorta ignor
altezzosamente il gesto di Sinio che sogghign tra s e s, pensando alle spiegazioni che quelluomo
avrebbe dovuto dare ai suoi superiori sulla sparizione dei carri e delle casse dargento, una volta tornato
a Roma.
...
.
...
CAPITOLO DUE.
...
.
...
Ostia, gennaio, 51 d.C.
Il mare grosso era grigio, eccetto nei punti in cui il forte vento sollevava veli di spuma bianca
dalle creste delle onde gonfie che correvano verso la spiaggia. In alto, il cielo era annerito da una
nuvolaglia bassa che si allungava ininterrotta sino allorizzonte. Una leggera pioggerella gelata
contribuiva a rendere ancor pi mesto il gi deprimente paesaggio; con gli occhi puntati in direzione
del porto, il centurione Macrone aveva i capelli neri fradici e incollati alla testa. Ostia era molto
cambiata dalla sua ultima visita, qualche anno prima, al ritorno dalla campagna militare in Britannia. A
quel tempo il porto era poco pi che un punto di attracco non riparato per il trasbordo di merci e
passeggeri in viaggio da e per la citt di Roma, che si trovava pi nellentroterra, a una ventina di
miglia dalla foce del fiume Tevere. Erano stati costruiti alcuni moli di legno che dalla spiaggia si
inoltravano in mare per permettere lo sbarco dei carichi mercantili provenienti da tutto limpero. Il
traffico commerciale in uscita dallItalia per le distanti province romane, invece, era un po pi esiguo.
In quel momento il porto era interessato da un imponente progetto di ampliamento che rientrava
nelle ambizioni dellimperatore di incrementare gli scambi commerciali. A differenza del suo
predecessore, Claudio preferiva utilizzare il denaro pubblico per opere di vero interesse collettivo
invece che per insensati sfoggi di lusso. Erano in costruzione due enormi moli: come titanici arti si
inoltravano in mare ad abbracciare le acque del porto in rinnovamento. I lavori non si interrompevano
mai, stagione dopo stagione; lo sguardo di Macrone si attard qualche istante sulle file di poveri schiavi
incatenati luno allaltro che, rotolandoli su tronchi di legno, spingevano enormi blocchi di pietra verso
le estremit dei moli da dove poi venivano gettati in mare. Blocco dopo blocco si stava costruendo una
muraglia per dare riparo al traffico marittimo. Pi al largo, oltre i moli, si trovava il frangiflutti. Il
proprietario della locanda in cui Macrone e Catone soggiornavano gli aveva raccontato che il vascello
pi grande mai costruito era stato caricato allinverosimile di pietre e poi intenzionalmente affondato
per fornire la base per il frangiflutti. Sullo scafo erano stati poi gettati altri blocchi di pietra fino a che
la struttura era stata completata; di recente invece erano iniziati i lavori per la costruzione della base del
faro. Macrone riusciva a malapena a distinguere le minuscole figure dei muratori al lavoro sulle
impalcature per completare lennesimo strato di appoggio.
Meglio loro che io, mormor Macrone tra s e s, stringendosi il mantello sulle spalle.
Da due mesi ogni mattina Macrone si faceva regolarmente quella stessa passeggiata lungo la
spiaggia e seguiva lo stato di avanzamento dei lavori con sempre minor interesse. Nella zona degli
attracchi, come molte altre citt portuali, anche Ostia era affollata di chiassose taverne che
prosperavano grazie alle frotte di marinai che, paga sonante alla mano, sbarcavano alla fine di ogni
viaggio. Tutti personaggi assai interessanti con cui Macrone, per buona parte dellanno, avrebbe potuto
condividere qualche bicchiere e racconti. Poche, per, erano le navi che salpavano nei mesi invernali,
ragione per cui in quel periodo il porto era particolarmente calmo e le taverne frequentate solo da
qualche sporadico avventore in cerca di una semplice bevuta. Dapprima Catone aveva accettato di buon
grado di unirsi a lui per un paio di boccali di vino caldo, ma poi aveva iniziato a rimuginare sul fatto
che la donna che intendeva sposare era a Roma, distante appena un giorno di marcia, ma che gli ordini
ricevuti dal palazzo imperiale gli proibivano severamente di vederla, o addirittura di farle sapere che lui
si trovava a Ostia. Macrone comprendeva benissimo i pensieri del giovane amico: era passato quasi un
anno dallultima volta che Catone aveva visto Giulia.
Prima di approdare nella citt portuale, Macrone e Catone avevano prestato servizio in Egitto,
dove Catone era stato costretto ad assumere il comando di un esiguo esercito improvvisato per
respingere gli invasori nubiani, riuscendo persino a sbaragliarli, seppur di assai stretta misura. Erano
poi tornati in Italia convinti di ricevere una meritata ricompensa per il loro grande impegno: per
Macrone, il comando di una legione di sua scelta e per Catone la conferma della promozione a prefetto.
Dopo essersi presentati a rapporto sullisola di Capri, il segretario particolare dellimperatore, Narciso,
li aveva invece inviati a Ostia in attesa di ulteriori istruzioni. Di recente era stata scoperta una
cospirazione per spodestare limperatore e il segretario imperiale avrebbe avuto bisogno del loro aiuto
per fronteggiare la minaccia. Gli ordini di Narciso erano stati chiari: dovevano trovarsi una stanza sotto
falso nome in una locanda di Ostia e l rimanere fino a nuove istruzioni. Il proprietario dellalbergo era
un liberto che in passato aveva prestato servizio a palazzo ed era stato poi ricompensato con la libert e
una piccola buonuscita che gli era bastata per avviare lattivit a Ostia. Luomo godeva della piena
fiducia del segretario imperiale e si sarebbe preso cura dei due ospiti senza fare domande. Era
fondamentale che nessuno a Roma venisse a sapere della loro presenza l. E ovviamente non era stato
necessario che in quel nessuno Narciso includesse esplicitamente Giulia Sempronia. Catone aveva
capito benissimo il senso delle sue parole e per i primi giorni era anche riuscito a contenere la
frustrazione. Poi i giorni erano diventati un mese, poi due e senza nessuna novit da parte di Narciso,
per cui la pazienza del giovane ufficiale ormai era arrivata al limite.
Lunica informazione che Narciso aveva fornito spontaneamente era che nella congiura contro
limperatore era coinvolta una misteriosa organizzazione di cospiratori che intendeva restituire il potere
al senato. Lo stesso senato che dopo lassassinio di Giulio Cesare aveva gettato la Repubblica in
decenni di sanguinosa guerra civile, pens Macrone amaramente. Ai senatori non si poteva affidare il
potere: erano uomini troppo inclini ai compromessi politici senza mostrare la bench minima
considerazione per le conseguenze dei loro giochi. Naturalmente esisteva qualche rara e onorabile
eccezione, continu a riflettere lufficiale. Uomini come il padre di Giulia, per esempio, Sempronio, o
anche Vespasiano, che era stato al comando della Seconda Legione, in cui Macrone e Catone avevano
prestato servizio durante la campagna di Britannia. Entrambi uomini ineccepibili.
Macrone diede unultima occhiata agli schiavi che lavoravano sul frangiflutti e si abbass il
cappuccio del mantello militare. Si volt e si incammin lungo il sentiero costiero in direzione della
citt. Anche su quel tratto cerano evidenti segni della riqualificazione di Ostia. Alle spalle della nuova
banchina era spuntato un gran numero di imponenti magazzini e molti altri erano in costruzione nella
zona del vecchio porto, rasa al suolo per lasciare spazio ai nuovi progetti urbanistici. Macrone si
rendeva conto che, al completamente dei lavori, sarebbe stato un bel porto moderno: lennesima prova
della ricchezza e del potere di Roma.
Il sentiero si immise nella strada maestra che portava in citt e i chiodi delle suole dei calzari
militari di Macrone risuonarono rumorosamente sulla superficie lastricata. Attravers il cancello
scambiandosi rapidi cenni con la sentinella, che ebbe il buonsenso di non chiedere il pedaggio a un
legionario. Uno dei vantaggi dellessere un soldato era la dispensa da alcune delle grette regole che
irreggimentavano la vita dei civili. Il che era semplicemente giusto, pens Macrone, se si considerava
che era proprio il sacrificio dei soldati a garantire pace e prosperit nellimpero. Eccezion fatta per
quegli stupidi scansafatiche che ricoprivano comodi incarichi di guarnigione in zone tranquille come la
Grecia o per quegli stronzi che si pavoneggiavano nella Guardia pretoriana. Non gli andava proprio
gi. Quelli erano pagati addirittura il doppio dei legionari, e tutto ci che dovevano fare era agghindarsi
per la bizzarra cerimonia e assicurarsi che i nemici dellimperatore fossero debitamente giustiziati. Le
possibilit di un vero servizio attivo erano molto esigue. Ci detto, Macrone li aveva comunque visti in
azione una volta, mentre si trovava ancora in Britannia, durante la breve visita dellimperatore per
prendersi gli onori dei successi della campagna. E anche se, a bocca storta, gli pesava riconoscerlo,
quella volta li aveva visti combattere veramente bene.
Le insulae su entrambi i lati della strada, a tre o quattro piani, appesantivano la gi smorta luce
del giorno, gettando una fredda cupezza lungo la strada che conduceva dritto nel cuore della citt.
Raggiunto lincrocio da cui partivano le strade verso gli altri quartieri di Ostia, Macrone svolt a destra,
sulla lunga via principale che attraversava il centro cittadino dove in sequenza si trovavano i templi
principali, le terme pi lussuose e il Foro, quasi accalcati luno sullaltro in una sorta di gara come
edificio pi prestigioso. Era giorno di mercato e la grande via centrale era gremita di mercanti e
animata da un viavai di burocrati municipali presi dalle proprie incombenze. Una fila di schiavi
incatenati alle caviglie si trascinava lungo il ciglio della strada sotto locchio vigile di un gruppetto di
guardiani corpulenti armati di verghe, che la conduceva al recinto per la vendita. Macrone attravers il
Foro che si sviluppava su entrambi i lati della via, e imbocc poi una strada laterale dove vide
limponente facciata a colonne della Biblioteca di Menelao davanti alla quale si era dato appuntamento
con Catone. La biblioteca era stata donata alla citt di Ostia da un liberto di origini greche che aveva
fatto grande fortuna con le importazioni di olio di oliva e comprendeva un vasto assortimento di testi,
disposti sugli scaffali in modi diversi.
Mentre saliva i pochi gradini che portavano allentrata della biblioteca, Macrone si riabbass il
cappuccio, scoprendosi la testa. Appena oltre la soglia, dietro a una semplice scrivania di legno sedeva
un addetto allaccoglienza, riscaldato dal fuoco di un braciere. Luomo fece unespressione diffidente
alla vista dei suoi indumenti militari.
Posso aiutarvi in qualche modo, signore?.
Macrone si asciug la fronte e annu. Sto cercando una persona. Un soldato, come me.
Ah s?, rispose il bibliotecario in tono sorpreso. Siete proprio sicuro che sia questo il posto
giusto, signore? Siamo in una biblioteca.
Macrone lo fisso. Lo so.
Posso suggerirvi, signore, che potreste avere pi fortuna se cercaste il vostro compagno in una
delle taverne in prossimit del Foro? Penso che tra i soldati godano di maggiore popolarit rispetto a
questa biblioteca.
Credimi, il mio amico mi ha detto di cercarlo qui.
Be, non  certo il luogo in cui solitamente si danno convegno i soldati, signore, insistette
secco il bibliotecario.
Giusto, ma  anche vero che il mio amico non  il classico militare, sorrise Macrone. Per
cui, lhai visto? Limitati a rispondere solo a questa domanda, va bene? Risparmiati la puzza sotto il
naso, sempre che tu voglia continuare ad averlo, un naso.
Rendendosi conto che non sarebbe riuscito facilmente a sbarazzarsi di quel visitatore muscoloso
e apparentemente lesto di mano, luomo si schiar la gola e afferr uno stilus e una tavoletta cerata
come per voler mostrare che era stato interrotto nellesecuzione di una complessa e vitale incombenza
burocratica. Ho preso servizio solo da poco, signore. Se il vostro amico si trova qui, doveva essere gi
dentro al mio arrivo perch io non lho visto e non ho idea di dove possa essere. Vi suggerisco di
andare a cercarlo.
Capisco, rispose tranquillamente Macrone. Rimase per un momento impalato e poi si chin
sulla scrivania e lasci che un lembo del mantello gocciolasse sulla tavola cerata del bibliotecario.
Luomo raggel e sollev gli occhi allarmato.
Signore?
Un ultimo pensiero di commiato, gli grugn Macrone. Tieni per te i tuoi toni scontrosi,
amico. Provaci ancora e potrei anche scambiare la tua bella e linda biblioteca per una taverna parecchio
rovente, non so se mi hai capito.
Il bibliotecario deglut. S, certo signore. Le mie scuse. Vi prego di far uso della struttura della
biblioteca come meglio credete.
Ecco, bravo!. Macrone si raddrizz sfoderando un sorriso gentile. Vedi che essere educati 
facile come fare gli stronzi, eh?.
Il bibliotecario si guard intorno nervoso per verificare se fossero in vista altri suoi colleghi, ma
era solo. Poi guard diffidente il soldato in piedi davanti al tavolo. S, signore. Come dite.
Macrone si volt e si freg le mani per riscaldarle. Nutriva unincallita avversione per tutti quei
meschini funzionari che sembrava non servissero altra causa se non quella di mettere i bastoni tra le
ruote a chi, per contro, aveva veramente azioni utili da compiere.
La biblioteca aveva un ampio atrio con due porte che immettevano nelle sale laterali e una
esattamente di fronte allentrata. Dopo aver riflettuto un istante, Macrone si diresse verso quella al
centro. Le alte pareti rimandavano leco dei suoi passi. Entr in una lunga stanza con i muri tappezzati
di scaffali traboccanti di pergamene. Il soffitto, circa trenta piedi dal pavimento a mattonelle, era
decorato con scene nautiche illuminate dalla luce che filtrava da feritoie in alto sul muro. Al centro
della sala principale era sistemata una fila di tavoli con panche; era ancora mattina presto, faceva
freddo e cerano solo tre persone: due anziani chini su una pergamena e occupati in una sommessa
conversazione e linequivocabile figura slanciata di Catone avvolto dal mantello militare. Aveva
trovato posto allestremit opposta della sala, sotto un debole fascio di luce che illuminava quel tanto
che bastava a leggere i grandi fogli di papiro srotolati davanti a s.
Al picchiettio metallico delle calighe di Macrone, i due anziani smisero di conversare e
sollevarono lo sguardo, squadrando di sbieco il nuovo arrivato che aveva disturbato la solita quiete di
quel luogo. Sebbene anche Catone dovesse per forza aver udito il rumore dei calzari dellamico,
continu tranquillamente a leggere finch Macrone non gli arriv sotto il naso; Catone allora appoggi
un dito sul papiro per tenere il segno e sollev lo sguardo. Aveva il viso scarno e, impassibile, fiss
Macrone mentre questi si sedeva sulla panca esattamente di fronte. Durante la campagna in Egitto,
Catone era stato gravemente ferito in faccia: la linea bianca della cicatrice gli segnava la fronte,
scendeva sul sopracciglio e arrivava alla guancia. Una ferita impressionante, anche se non laveva
seriamente sfigurato. Un segno di cui andare fieri, era convinto Macrone. Un qualcosa che avrebbe
distinto Catone da tutti gli altri ufficiali dalla faccia fresca e pulita al servizio diretto dellimperatore,
trasformandolo nel veterano consumato che era diventato da quando, otto anni prima, era entrato nella
Seconda Legione da recluta gracilina.
Trovato quello che cercavi?. Macrone indic con un cenno della testa i fogli che Catone
aveva davanti e poi gli scaffali carichi addossati alle pareti. Ce n di roba da leggere qui per tenerti
occupato, eh? Utile per passare il tempo.
Fino a quando, mi chiedo.... Catone sollev la mano libera e si gratt leggermente la guancia
nel punto in cui terminava la cicatrice. Ormai  quasi un mese che Narciso non ci fa avere sue
notizie.
Tramite il tenutario della locanda, Catone aveva inviato un messaggio al segretario imperiale
chiedendogli per quale motivo lui e Macrone dovessero ancora rimanere a Ostia. La risposta era stata
assai laconica e fondamentalmente diceva solo di aspettare. In quel suo forzato soggiorno, Catone
alternava momenti di noia a accessi di rabbia acuta per limpossibilit di incontrare Giulia. E rimaneva
sempre e comunque tormentato dal pensiero di come lei avrebbe potuto reagire vedendo la cicatrice.
Lavrebbe presa bene, accogliendolo di nuovo tra le sue braccia? O lavrebbe allontanato da s,
disgustata? Pi di tutto, per, temeva che Giulia avrebbe potuto concedersi a lui solo perch mossa da
compassione. Il solo pensiero lo nauseava. Solo rivedendola, per, avrebbe potuto conoscere la
risposta. E neanche poteva prepararla allincontro giacch Narciso gli aveva proibito di contattarla.
Che cosa stai leggendo?, gli chiese Macrone, irrompendo nelle sue riflessioni.
Catone si concentr e torn in s.  una copia degli Acta Diurna da Roma. Volevo tenermi
aggiornato sugli avvenimenti in citt degli ultimi mesi per cercare magari qualche indizio su cosa possa
volere da noi Narciso.
E...?
Niente di particolare. Solo la solita routine di cerimonie, annunci di nomine, nascite,
matrimoni e morti dei grandi e giusti. C un riferimento al senatore Sempronio:  stato encomiato
dallimperatore per aver sedato la rivolta degli schiavi a Creta.
Del nostro contributo non si dice niente, posso immaginare, fece Macrone.
Ahim no.
Be, questa s che  una sorpresa. Altre notizie degne di nota?.
Catone riabbass gli occhi sui fogli e scosse la testa. Niente di significativo, a meno che....
Smosse i fogli, leggendoli velocemente e poi ne estrasse uno. Ecco. Una segnalazione di un paio di
settimane fa in cui si informa che un ufficiale pretoriano  stato vittima di un agguato di briganti e
ucciso nei pressi di Ausculum. I briganti non sono stati trovati... Lascia una vedova distrutta dal dolore
e un figlio piccolo eccetera. Catone risollev gli occhi. Tutto qua.
Non mi pare possa avere a che fare con la nostra segregazione qui, comment Macrone.
Penso di no. Catone si appoggi allo schienale e sbadigli, stiracchiando le braccia in fuori.
Quando ebbe finito, si puntell con i gomiti sul tavolo e fiss Macrone. Un altro giorno nella ridente
citt di Ostia, dunque. Cosa possiamo fare per distrarci? A teatro non danno niente. Troppo freddo per
andare in spiaggia a nuotare. Le terme sono quasi tutte chiuse fino alla riapertura dei mercati in
primavera e il nostro amico Spurio la sera si rifiuta di accendere il fuoco per riscaldare la locanda.
Macrone scoppi a ridere. Accidenti! Sei proprio di umore nero, eh?. Medit qualche
secondo e poi gli si illumin la faccia. Te lo dico io cosa facciamo adesso. Spurio dice che ci sono
nuovi arrivi al postribolo vicino alle terme di Mitra. Ti va di andare a vedere che offerte fanno? Magari
troviamo qualcosa che ci tenga caldi e allegri. Che dici?
Allettante, ma non sono dellumore.
Stronzate! Ti stai preservando per quella ragazza, vero?.
Catone fece spallucce. La verit era che una visita alle meretrici consumate dalle malattie, che
si offrivano a cittadini e marinai di passaggio, non lo entusiasmava poi cos tanto. Se si fosse preso
qualcosa da loro, i progetti di un matrimonio felice con Giulia sarebbero stati rovinati per sempre. Vai
tu, se proprio hai voglia. Io torno alla locanda per mettere qualcosa sotto i denti e poi poter leggere
comodamente.
Leggere?, ripet Macrone allibito. Ma coshai nelle vene, ragazzo? Sangue o brodaglia di
pollo?
Comunque sia, io rimango in stanza a leggere. Tu puoi fare quello che ti pare.
Contaci. Dopo aver mangiato qualcosa per rimettermi in forze.
Si alzarono spostando indietro le panche e facendole raschiare rumorosamente sul pavimento.
Catone raccolse i fogli degli Acta e li ripose sullo scaffale prima di uscire con Macrone dalla biblioteca,
disturbando di nuovo con il passo pesante gli altri due visitatori anziani.
Shhh!, sibil uno dei due, premendosi un dito sulle labbra. Questa  una biblioteca, non lo
sapete?
Biblioteca?, ribatt Macrone. Un puttanaio di idee, ecco cos! Con lunica differenza che
una biblioteca non ti lascia mai con quel bel calore dentro, no?
Scandaloso!, protest indignato luomo. Poi, rivolgendosi a Catone, aggiunse: Signore, vi
prego, siate gentile e portate via il vostro compagno da questi locali.
Non ha bisogno di essere sollecitato, credetemi. Andiamo, Macrone. Catone lo stratton per
un braccio e lo guid verso luscita.
Il cuoco di Spurio, un vecchio marinaio che aveva perso una gamba in un incidente, serv loro
uno stufato brodoso di orzo con grossi bocconi di carne che potevano benissimo essere stati staccati da
uno stinco di agnello ben condito; ma era difficile dirlo, giacch avevano perso ogni sapore e acquistato
la consistenza di una corteccia dalbero marcia. Era comunque un piatto caldo che riusc a placare
lappetito dei due amici. Quando Catone chiese del pane, il cuoco lo guard in cagnesco e fil via,
tornando poi con una pagnotta rafferma che sbatt sul tavolo con un tonfo.
Ehi! Spurio!, sbrait Macrone, spaventando gli altri quattro avventori della locanda. Spurio
era dietro il bancone della mescita e sistemava sulla credenza le sue scodelle di argilla da quattro soldi.
Si volt irritato e si affrett a raggiungere il tavolo.
Che c? E ti spiacerebbe per favore tenere la voce bassa?.
Macrone indic la pentola dello stufato, piena ancora per un terzo. Posso anche essere
affamato a tal punto da farmi andar gi questo pastone per porci, ma con il pane ci metto una croce
sopra, non lo darei nemmeno a uno schifoso maiale. Prese su la pagnotta e la sbatt sul piano del
tavolo. Dura come un sasso.
E allora intingila nello stufato: vedrai che si ammoller in un attimo, gli sugger Spurio in
tono servizievole.
Voglio del buon pane, ribatt deciso Macrone. Appena sfornato. E lo voglio adesso.
Spiacente, ma non ce n.
Macrone spinse indietro la sedia, continuando a parlare sottovoce per evitare che gli altri clienti
sentissero. Stammi a sentire, hai il compito di prenderti cura di noi e di sicuro vieni anche pagato
profumatamente per le stanze e il cibo che ci fornisci.
Vengo pagato una miseria per voi due, gli brontol di risposta il locandiere. O almeno lo
sar, pagato, quando ve ne andrete e Narciso si decider a saldare il conto. Nel frattempo state
mangiando a mie spese.
Macrone sorrise. Quella serpe di Narciso non d mai pi del dovuto e non  detto che non ti
imbrogli considerato come rispetta la parola data; labbiamo scoperto sulla nostra pelle in pi di
unoccasione.
Macrone, finiscila, lo mise in guardia Catone. Non parliamo degli affari nostri.
Macrone lo squadr incupito, poi la sua espressione si plac. Daccordo. Ma non mi piace
essere abbandonato a me stesso a Ostia in una bettola del genere per dormire e mangiare. Non  giusto,
Catone.
Certo che non  giusto, ma non possiamo farci nulla per ora. Poi, rivolgendosi al locandiere,
Catone aggiunse: So benissimo che siamo un peso sgradito per te. Non piace nemmeno a noi questa
situazione, ma nellinteresse di tutti, suggerisco di fare qualcosa per migliorare i pasti. E tanto per
cominciare, fossi in te, porterei al mio amico il pane che ti chiede.
Spurio fece un profondo sospiro per calmarsi e annu lentamente. Vedo cosa posso trovare. Se
promettete di non causarmi problemi con gli altri clienti.
Catone annu. Promesso.
Il locandiere torn al bancone e disse qualcosa sottovoce al cuoco. Catone sorrise dolcemente a
Macrone. Vedi cosa si riesce a ottenere con un po di buonsenso?.
Macrone tir su con il naso. Va bene, ma devo dire che ho avuto riprova che anche la forza
pu essere altrettanto efficace per lottenimento di risultati di tanto in tanto.
Non se ti preme passare inosservato.
Macrone scosse la testa. Un po di attenzione  poca cosa, Catone.  questo posto che mi sta
facendo diventare matto. Non basta che siamo qui ad aspettare i comodi di Narciso, no. Quel bastardo
non ci ha nemmeno anticipato una briciola degli arretrati della paga che ci spetterebbe e non possiamo
permetterci del cibo decente o un letto pi comodo.
Catone rimase zitto per qualche istante. Scommetto che fa tutto parte di una strategia per
tenerci buoni
Prima che Macrone potesse ribattere, allesterno si ud lo sferragliamento di ruote di carro; poi
il rumore si interruppe di colpo quando il veicolo si ferm proprio di fronte alla locanda. Spurio si
affrett alluscio, lo socchiuse di uno spiraglio e poi sgusci fuori lesto, richiudendosi la porta alle
spalle. Macrone e Catone udirono un breve parlottare smorzato, poi il carro riprese a muoversi intorno
alledificio, verso il retro, dove cera un piccolo piazzale con stalle per i cavalli dei viandanti che si
fermavano alla locanda.
Nuovi clienti per la topaia, comment Macrone. Pensi che dovremmo metterli in guardia?
Ma finiscila, disse Catone, ormai stufo. Abbass poi gli occhi sulla scodella per qualche
istante prima di prendere su il cucchiaio e ingurgitare ancora un po dello stufato. Poco dopo rispunt il
cuoco e, con aria agiata, zoppic fino al loro tavolo appoggiandoci sopra una pagnotta di pane fresco.
Macrone lo annus e poi si gir verso Catone: Appena sfornato!.
Lo prese in mano, lo spezz in due e ne lanci una met a Catone, prima di azzannare con gusto
la calda, soffice massa. Dalle stanze sul retro della locanda arrivarono il suono di alcune voci e il
rumore di mobilio che veniva spostato; un istante dopo Spurio riapparve dalla bassa porticina dietro il
bancone. Guard gli altri clienti e attravers la saletta diretto verso il tavolo di Macrone e Catone.
Che c adesso?, borbott Macrone. Scommetto che questo bastardo vuole buttarci fuori
dalla stanza per far posto ai nuovi arrivati.
Non penso.
Spurio si chin su di loro e parl con un filo di voce. Seguitemi.
Catone e Macrone si scambiarono una rapida occhiata; poi Catone rispose: Per quale motivo?
Per quale motivo?, ripet Spurio preoccupato. Seguitemi e basta, signori. Capirete tutto tra
un attimo. Non posso dirvi altro. Fece un rapido cenno con la testa indicando gli altri avventori. Se
riuscite a capirmi.
No, scroll le spalle Macrone.
Andiamo, avanti, disse Catone.
Lasciarono il resto del pasto non finito e si alzarono per seguire il locandiere dallaltra parte
della stanza, per entrare poi nella porta che conduceva sul retro. Gli altri presenti non poterono fare a
meno di guardarli incuriositi mentre i tre passavano loro accanto, not Catone con un sorriso divertito,
appena accennato.
Spurio entr per primo, seguito da Macrone, e per ultimo Catone che dovette curvarsi sotto lo
stipite della porta. Oltre la soglia cera un corridoio stretto e lungo illuminato da una sola lampada a
olio. Nonostante la luce fioca, Catone vide che alle pareti erano allineate giare di vino, ceste di verdure
e del pane fresco in una rete appesa a un gancio, accanto a due tagli di carne essiccata. Il locandiere si
trattava bene, dunque, a differenza di quello che propinava ai suoi clienti. Sul fondo della stanza cera
una seconda porta socchiusa; dalla cornice filtrava la luce di un fuoco acceso nella stanza attigua.
Spurio entr, seguito da Macrone, che lanci immediatamente unimprecazione. Al centro della stanza,
assai spaziosa, cera un ampio tavolo; sotto la griglia metallica ardeva un fuoco vispo appena acceso
che diffondeva tuttintorno una bella luce rosea. Al capo opposto della tavola sedeva una figura magra
con un semplice mantello sulle spalle. La persona sollev gli occhi dal pane e formaggio che gli era
stato deposto davanti e sorrise nel vedere Macrone e Catone.
Salve signori. Felice che abbiate voluto unirvi a me!. Narciso indic la panca che aveva di
fronte. O meglio, che io abbia raggiunto voi.
Cosa ci fai qui?, gli chiese Macrone. Iniziavo a temere che non ci avresti mai pi fatto
muovere il culo da qui.
Anche per me  un piacere rivederti, centurione, rispose cortesemente Narciso. Lattesa 
finita. Limperatore ha di nuovo bisogno di voi. Adesso pi che mai....
...
.
...
CAPITOLO TRE.
...
.
...
Catone rispose ai saluti del segretario imperiale con unocchiata algida. Seppur nato da schiavo
nel palazzo imperiale, Narciso aveva lavorato duro ed era stato poi affrancato da Claudio qualche anno
prima che questi diventasse imperatore. In qualit di liberto, Narciso aveva uno status sociale pi basso
del pi umile dei cittadini romani, ma in qualit di consigliere particolare dellimperatore il suo potere
e la sua influenza superavano quelli di qualsiasi aristocratico con un seggio al senato. Ed era sempre lui
che controllava la rete di spie deputate a smascherare ogni pericolo minacciasse il suo patronus. In
questo ruolo si era gi servito in precedenza di Catone e Macrone e tutto faceva pensare che lavrebbe
fatto ancora, riflett amaramente Catone.
Appena il locandiere ebbe portato una brocca di vino e tre coppe, Narciso lo licenzi. Per ora
questo pu bastare, Spurio. Fa in modo che non ci siano interruzioni o orecchi indiscreti.
S, signore. Spurio chin appena la testa e si volt per andarsene. Giunto alla porta, si ferm.
Signore?
Cosa c?
Riguardo a mia figlia. Qualche notizia su di lei?
Pergilla, giusto? S, sto ancora tentando di persuadere limperatore a donarle la libert. Queste
cose necessitano di tempo. Tu rispetta il nostro accordo e io far tutto il possibile per lei. Poi, con un
cenno della mano, Narciso aggiunse: Adesso lasciaci soli.
Spurio usc velocemente dalla stanza e Narciso attese finch il rumore dei passi fu svanito del
tutto e la porta in fondo al corridoio di collegamento richiusa.
 un servitore bravo e fedele, ma talvolta pu essere un po impegnativo. Ad ogni modo, basta
parlare di lui!. Narciso si chin in avanti e indic il boccale con la testa. Macrone, perch non ci
versi da bere? Dobbiamo festeggiare questo ricongiungimento fra vecchi amici.
Macrone scosse la testa. Tu per me puoi essere tutto tranne che un amico.
Narciso lo guard per un istante e poi annu. Molto bene, allora, centurione. Far io gli onori.
Si allung, tolse il tappo e vers il vino rosso scuro in ognuna delle coppe. Riappoggi poi il boccale
sul tavolo e sollev la propria coppa. Almeno unisciti a me per un brindisi... morte ai nemici
dellimperatore!.
Macrone, che per tutto quel tempo aveva osservato con occhio avido il vino, non si fece pregare
troppo: agguant la coppa pi vicina e ripet il brindisi. Trangugi un bel sorso ed emise un verso di
apprezzamento. Quindi quel bastardo taccagno di Spurio ce lha sempre tenuto nascosto.
Ne devo forse dedurre che non siete stati ospitati a dovere?, chiese Narciso. Spurio aveva
precise istruzioni di trattarvi con ogni riguardo.
Ha fatto del suo meglio, disse Catone. Se bisognava prestar fede alle parole del locandiere,
luomo non era stato risarcito per i due ospiti imposti per tutti quei mesi. E inoltre, se Narciso stava
usando la figlia per imporre la propria volont su Spurio, Catone si sarebbe guardato bene
dallaggiungere altri problemi a quelli che luomo aveva gi. La stanza  pulita e il cibo  regolare
ogni giorno. Spurio ti ha servito bene.
Gi, immagino. Narciso osserv lespressione sorpresa di Macrone e inarc poi un
sopracciglio. Sembra per che non abbia servito voi altrettanto bene.
Noi siamo soldati e siamo abituati al peggio, rispose Macrone.
Gi, soldati. Ed  arrivato il momento di servire di nuovo Roma. Narciso bevve un piccolo
sorso di vino e poi si lecc le labbra. Falerno. Spurio vuole fare bella figura!
Immagino che tu abbia fretta di tornare al palazzo, Narciso, si inser Catone. Meglio andare
dritto al sodo.
Quanta premura da parte tua, giovane Catone, rispose in tono gelido Narciso, riappoggiando
la coppa sul tavolo con un gesto secco. Benissimo. Ricordate il nostro ultimo incontro?
A Capri, certo.
In quelloccasione vi accennai a una nuova minaccia posta dai Liberatori. Quella feccia non si
fermer se non quando sar riuscita a sbarazzarsi dellimperatore. Naturalmente sostengono di agire
nellinteresse del senato e del popolo di Roma, ma in realt faranno di nuovo sprofondare lUrbe in
unepoca nera di tiranni come Lucio Cornelio Silla e Gaio Mario. Il senato finirebbe lacerato da fazioni
in lotta per il potere e a distanza di pochi mesi dalla caduta di Claudio scoppierebbe sicuramente una
guerra civile. Narciso fece una breve pausa. Il senato poteva avere un suo perch in unepoca in cui
Roma non era ancora un impero. Adesso solo una suprema autorit pu garantire lordine necessario. Il
problema  che ai senatori non si pu affidare la sicurezza di Roma.
Catone fece una risata ironica. E a te s, invece?.
Narciso rimase in silenzio per qualche istante, le narici dilatate per lo sdegno. Poi annu. S. Io
e tutti coloro che lavorano per me siamo lunica barriera tra lordine e il caos pi tremendo.
Il che pu anche essere vero, ammise Catone, ma il fatto  che lordine che sostieni di
difendere talvolta  altrettanto tremendo.
C un prezzo da pagare anche per lordine. Pensi forse che pace e prosperit possano essere
preservate senza un minimo spargimento di sangue? Voi soldati dovreste saperlo meglio di tutti...
Quello per che non sapete  che le guerre che voi combattete per Roma non terminano quando le
battaglie sono concluse. C un altro campo di scontro, lontano dalla frontiera, che non si quieta mai e
che ha a che fare con lordine. Quella  la guerra che io combatto. I miei nemici non sono i barbari
urlanti: sono individui dalla sottile retorica che si nascondono nellombra, che cercano il potere
personale a spese del bene pubblico. Possono anche travestire le loro basse ambizioni da sani principi,
ma credimi: non c male che non sarebbero disposti a perpetrare per raggiungere i propri scopi. Ecco
perch Roma ha bisogno di me, e di voi. Gli uomini come noi sono la sua unica speranza di
sopravvivenza. A quel punto Narciso fece una pausa per mescersi altro vino, e si lecc le labbra.
Buffo, fece Catone. Quando altri uomini agiscono nel proprio interesse personale, tu lo
chiami male. Quando siamo noi a farlo, diventiamo patrioti.
Questo perch la nostra  una giusta causa. La loro, per contro, non lo .
Dipende dal punto di vista.
Non nobilitare i nostri nemici con le tue astrusit filosofiche, Catone. Chiediti solo in quale
Roma preferiresti vivere: la nostra o la loro?.
Macrone fece schioccare la lingua. Come dargli torto....
Vedi?, fece Narciso raggiante. Persino il centurione Macrone  in grado di capire cosa
intendo.
Macrone lo guard in cagnesco. Persino il centurione Macrone...? Be, grazie....
Narciso fece una risata secca e gli rabbocc la coppa. Non era mia intenzione offenderti. Era
solo un modo per dire che anche a un uomo di azione come te  chiaro il giusto e lo sbagliato della
cosa.
Mentre Macrone rifletteva su quelle parole, il segretario imperiale si affrett a proseguire: In
ogni caso, Catone, la situazione lascia ben poca scelta. Se da una parte rispetto il tuo diritto di
esprimere un punto di vista, per quanto poveramente ponderato, dovete fare come vi ordino io; almeno,
se tu e Macrone volete un avanzamento di carriera e soprattutto se tu vuoi veramente prendere per
moglie la bellissima figlia del senatore Sempronio.
Catone abbass la testa e si pass lentamente le dita tra i riccioli scuri scarmigliati. Narciso li
aveva portati esattamente dove aveva intenzione di portarli. La cosa che lui e Macrone desideravano
maggiormente era proprio tornare nel servizio attivo dellesercito. E Catone aveva bisogno di una
promozione che gli avrebbe aperto le porte della classe equestre. Solo quello avrebbe reso accettabile il
suo matrimonio nella famiglia di un senatore.
Be, ragazzo, Macrone interruppe la sua catena di pensieri. Che dici? Qualsiasi cosa pur di
andarcene da questo posto. E inoltre non pu essere un lavoro cos terribile. Non pi pericoloso di
quanto non abbiamo affrontato sinora, non pensi?.
Narciso serr le labbra ma non disse nulla.
Sospirando pesantemente, Catone risollev la testa e guard il segretario imperiale dritto negli
occhi. Cosa vuoi che facciamo?.
Narciso abbozz lentamente un sorriso, con laria di chi  abituato ad averla sempre vinta.
Lasciate che prima vi spieghi qualcosa sui retroscena della situazione. Si appoggi comodamente
allo schienale e incroci le dita. Come gi sapete, il regime era stato quasi rovesciato dalle
cospirazioni messe in atto da Messalina. Quella donna era veleno allo stato puro. Non cera
dissolutezza che le fosse estranea; lunica cosa che eguagliava la sua mancanza di moralit era la sua
ambizione. Sapeva esattamente come manipolare Claudio, e non solo lui, ma anche molti altri, tra cui
anche uno degli altri consiglieri dellimperatore, Polibio.
Il nome mi  familiare, disse Catone. Non  quello che si  suicidato?
Questo  ci che gli  stato ordinato di fare. In nome dellimperatore. Non ha neanche avuto il
tempo per potersi appellare a Claudio quando le guardie pretoriane gli fecero visita, facendogli
particolari pressioni.
Assassinato?
Il confine tra assassinio, esecuzione e suicidio si  fatto molto labile negli ultimi tempi. La
morte  in un modo o nellaltro  risolve una difficolt politica, o un desiderio di vendetta o
semplicemente pu arrivare come capriccio da parte di chi ha il potere di ordinarla. Ragion per cui a
Messalina non poteva essere permesso di rimanere in una posizione che le avrebbe dato piena libert di
influenzare limperatore pi dei suoi pi stretti consiglieri. Quindi, quando lei decise di approfittare
della sua assenza da Roma per divorziare da lui, sposare il proprio amante e poi prendere il potere, noi
siamo stati costretti ad agire. Claudio si trovava qui a Ostia a ispezionare lo stato di avanzamento dei
lavori del porto. E proprio in quel momento io ho ricevuto la notizia. Non mi ci  voluto molto per
capire quanto il pericolo fosse imminente e mi consultai con i pi stretti collaboratori dellimperatore,
Callisto e Pallante.  stato necessario tutto il nostro potere di persuasione per convincere Claudio ad
accettare la verit su Messalina. Lui negava tutto, diceva che non poteva essere vero. Narciso stava
visibilmente tremando a quel ricordo. E allora labbiamo incoraggiato a bere del vino per mitigare il
colpo.  stato a quel punto che gli abbiamo messo davanti un mandato di arresto e condanna a morte
per Messalina, mischiati fra altri mandati preparati per larresto dei suoi alleati.
Ah, volponi!, comment Macrone ammirato. E cosha fatto limperatore quando ha ripreso i
sensi?
Ha pianto per un mese, mentre noi tre facevamo piazza pulita degli altri componenti della
congiura di Messalina. Tutto questo per farvi capire quanto sia facile abbindolare limperatore, cosa
che lo rende vulnerabile, e con lui anche Roma.
E com invece la storia sulla sua nuova moglie Agrippina?, chiese Macrone.  sua nipote,
se non ricordo male.
Esatto, e questo ha causato un bello scandalo quando Claudio ha annunciato in pubblico la
scelta della sua nuova sposa. Non immaginate quanto abbia dovuto darmi da fare per far escludere dal
senato questo tipo di matrimonio dalla legge sullincesto. Gli di poi vollero che un senatore di punta
avesse velleit di ingraziarsi limperatore. Si assunse limpegno e riusc a far passare la modifica. Una
vera impresa, credetemi.
Durante il racconto, Catone aveva riflettuto. A chi era venuta lidea di suggerire Agrippina?.
Narciso rispose in tono velenoso dopo una brevissima pausa: A Pallante. Diceva che sarebbe
stato pi facile evitare il ripetersi di episodi come quello di Messalina, se avessimo scelto una sposa
allinterno della famiglia. E inoltre, Pallante aveva un certo ascendente su di lei. Pensammo che
saremmo stati in grado di tenerla sotto controllo e fare in modo che Claudio continuasse a prendere
consigli da noi.
E ha funzionato? La nuova imperatrice sta rivestendo il proprio ruolo con il giusto grado di
aderenza?.
Narciso inclin la testa di lato. Non ha creato troppi problemi. Lunico  che si  presentata al
matrimonio con un bagaglio piuttosto scomodo.
Bagaglio?
Il figlio Lucio Domizio Enobarbo. O almeno questo era il suo nome prima che lei convincesse
limperatore ad adottarlo. Adesso  noto con il nome di Claudio Tiberio Druso Nerone Germanico.
Britannico, il figlio naturale di Claudio, non lha presa affatto bene: si rifiuta di riconoscere il
fratellastro e di chiamarlo Nerone. Per cui tra i due ragazzi non corre assolutamente buon sangue e non
c dubbio che se le daranno di santa ragione per la successione di Claudio, quando lui andr nel
mondo delle ombre, o quale che sia il luogo in cui vanno gli imperatori deificati.
Macrone scosse la testa. Sembra proprio che quando arriver il momento, ci sar una gran
bella spartizione alla vecchia maniera.
Catone riflett un istante prima di chiedere ancora. Britannico, per,  lerede dellimperatore
per cui  il primo nella linea di successione, giusto?
Se solo fosse stato cos semplice e lineare, rispose Narciso. Nerone ha quattordici anni,
quattro pi del fratellastro. Britannico ha lulteriore svantaggio che sua madre era Messalina e questo
crea qualche risvolto poco chiaro in merito a chi sia il suo vero padre. Se dovesse diventare imperatore,
allora tremo per i nemici della madre:  il classico tipo di ragazzo che metterebbe la vendetta prima di
tutto.
Macrone sorrise. Allora esiste una giustizia in questa vita. Questeventualit ti sta gi
togliendo il sonno, immagino.
Lespressione di Narciso si irrigid allistante. Centurione, se tu fossi a conoscenza anche solo
di una frazione di ci che mi turba la mente, dubito che riusciresti a dormire. Limperatore 
vulnerabile ad attacchi da ogni provenienza. La sua salute sta iniziando a incrinarsi e io devo fare tutto
ci che  in mio potere per proteggerlo e assicurarmi che la pace e lordine siano duraturi.
E quando il vecchio ragazzo morir? Cosa accadr poi?, chiese Macrone in tono sagace.
A quel punto dovremo fare in modo che venga scelto il giusto successore.
A chi pensi?, chiese Catone.
Non ho ancora le idee del tutto chiare. Nerone e Britannico sono giovani e ognuno ha i propri
pregi e difetti. Quando arriver il momento, io e gli altri consiglieri dellimperatore faremo la nostra
scelta e orienteremo Claudio nella giusta direzione quando dovr nominare il suo successore.
Catone serr le labbra dubbioso. Non capisco come questo possa avere a che fare con me e
Macrone. Noi non possiamo fare nulla per influenzare gli eventi.
Allinizio ho detto che dovevo illustrarvi la situazione nel suo complesso cos che possiate
comprenderne la gravit, quando vi dir cosa devo chiedervi di fare.
I due ufficiali si scambiarono una rapida occhiata, poi Catone fece segno a Narciso di
continuare.
Il segretario imperiale raccolse le idee e riprese a parlare in un tono pacato. Con queste
spaccature a palazzo, i Liberatori hanno deciso di agire. La chiave per qualsiasi cambio di potere a
Roma  il controllo della Guardia pretoriana. Fu proprio il sostegno dei pretoriani che permise a
Claudio di ascendere al trono, e alla morte dellimperatore saranno sempre i pretoriani il sommo arbitro
su chi dovr succedergli. Ora, se i Liberatori riusciranno ad avere il controllo dei pretoriani, la
questione su quale dei due figli dellimperatore diventer il suo successore sar irrilevante. I servitori e
gli alleati, come anche tutto il resto della famiglia imperiale, saranno tolti di mezzo. A quel punto
Narciso si ferm per lasciar decantare le sue parole. Ecco perch il comando della Guardia  diviso tra
due prefetti e il corpo di guardia personale dellimperatore  costituito da mercenari germanici, uomini
di cui egli si pu fidare. Ad ogni modo, uno dei prefetti  malato da diversi mesi ormai, il che lascia
tutto il controllo della Guardia nelle sole mani dellaltro, Lucio Lusio Geta, che ci d parecchi motivi di
preoccupazione. Di recente Lucio ha incrementato gli allenamenti degli uomini, mettendoli sotto
pressione con marce periodiche, esercizi con le armi e simulazioni di battaglia. E inoltre, le
esercitazioni di combattimento hanno cambiato impostazione: adesso i soldati si allenano in corpo a
corpo per strada e tecniche di assedio.
Mi sembra un comandante coscienzioso, fece Macrone. Se mi trovassi al suo posto, farei
lavorare gli uomini allo stesso modo.
Non ho dubbi. Ma questa non era la consuetudine dei prefetti precedenti. La cosa pi
preoccupante, comunque,  che la maggior parte degli ufficiali sembra nutrire incrollabile fedelt e
grande stima per Geta. Narciso apr le mani. Capirete quindi che ho buoni motivi di guardare
quelluomo con un certo grado di sospetto.
Macrone si strinse nelle spalle mentre Catone fece un leggero cenno della testa.
C dellaltro. Lo scorso mese uno dei tribuni della Guardia  stato ucciso mentre era in
viaggio.
Catone annu deciso. Balbo.
Esatto. Come lo sapevi?
Lho letto sugli Acta Diurna. Non che abbia molto altro da fare con tutto questo tempo a
disposizione. Deduco che Balbo  stato ucciso da briganti.
Questa  la versione che  stata fatta circolare. Ci che non era scritto nel resoconto era che
Balbo era al comando di un convoglio che trasportava monete dargento di fresco conio partite dalla
zecca di Narbo Martius. La squadra di perlustratori ha trovato il suo cadavere denudato sul ciglio della
strada, sicuramente per farlo passare vittima di una rapina. Non ci  voluto molto per ritrovare anche i
resti dei carri del convoglio. Le casse di monete, per, erano sparite. In totale circa due milioni di
denarii andati in fumo.
Macrone fece un fischio.
Parecchio. Una somma sconfinata e il problema  che solo pochi uomini  tra servi imperiali e
pretoriani  sapevano del convoglio in viaggio.  stato un attacco organizzato dallinterno, non c
dubbio. Ho fatto interrogare tutti quelli che ne erano a conoscenza, alcuni sono stati addirittura
torturati, ma non siamo riusciti a tirar fuori nulla. Per cui o sono innocenti o sono talmente duri da non
cedere sotto alcun tipo di pressione.
Magari la notizia del convoglio pu essere trapelata, sugger Catone. Qualcuno che pu aver
sentito o visto qualcosa e che lha poi riferito a qualcun altro.
Possibile, ma so che i miei uomini sono fidati e discreti; sanno che pagherebbero un prezzo
molto alto se mi deludessero. Per cui non rimangono che i pretoriani. O il loro sistema di sicurezza fa
acqua o tra le loro file si nascondono dei traditori.  quello che pensavo fino a pochi giorni fa, poi
abbiamo avuto un vero colpo di fortuna: uno dei pretoriani si  ubriacato e ha scatenato una rissa in una
bettola dalle parti del Circo Massimo. Quando  stato riportato in caserma si  scoperto che aveva speso
soldi tutto il giorno, offrendo da bere a chiunque, amici e passanti. Aveva anche perso una piccola
fortuna in monete dargento alle corse e, ciononostante, non aveva toccato un solo soldo dai suoi
risparmi conservati nei baraccamenti. Ho dato ordine di rilasciarlo e il suo centurione lha messo ai
lavori di fatica per un mese. Due sere fa ho ordinato ai miei agenti di prenderlo e portarlo in un qualche
edificio fuori citt per interrogarlo. Ha dimostrato di essere un tipo duro e purtroppo siamo stati
costretti a usare altri tipi di tecniche di persuasione. Prima di morire ha confessato di aver preso parte
allimboscata al convoglio e ha fatto un nome. Un centurione che presta servizio nella coorte
responsabile della sicurezza nel palazzo imperiale, Marco Lurco. Secondo il pretoriano, Marco Lurco 
uno dei capi cospiratori, per cui adesso sappiamo che c una fazione di traditori allinterno della
Guardia pretoriana.
Il pretoriano ha fatto parola di un qualche legame con i Liberatori?, chiese Catone.
S. Narciso fece un profondo respiro. La situazione  seria. C solo un motivo per cui
potrebbero essere stati interessati a una ricchezza simile: stanno accumulando una cassa di guerra. Una
volta che avranno raccolto denaro sufficiente, sono certo che lo useranno per corrompere la Guardia
pretoriana perch li appoggi quando tenteranno di rovesciare limperatore.
I tre rimasero in silenzio per qualche istante. Macrone svuot la coppa e se ne vers unaltra,
sforzandosi di avere laria di uno che sta riflettendo. Tutto questo  interessante, ma cosha a che fare
con noi?
Semplice. Ho bisogno di uomini dallinterno di cui possa fidarmi ciecamente. Voglio che tu e
Catone vi uniate ai pretoriani, penetriate tra i cospiratori, ne identifichiate i capi e poi, se necessario, li
eliminiate. E anche che troviate e riportiate indietro le monete rubate, naturalmente.
Macrone lo fiss un istante e poi scoppi a ridere. Un gioco da ragazzi. Sono certo che avrai
agenti abituati a tutte queste stronzate di spionaggio, non  vero? Noi siamo soldati e non abbiamo idea
di come muoverci per andare, trovare un uomo e pugnalarlo alle spalle. Deve per forza esserci
qualcuno migliore di noi che tu possa usare.
Oh, a dire il vero ho una piccola cerchia di uomini su cui posso contare. Un gruppo molto
ristretto che non posso assolutamente permettermi di perdere. E inoltre per questo lavoro ho bisogno di
uomini che possano essere tranquillamente scambiati per soldati. Narciso fece una pausa e abbozz un
sorriso. Smettiamola di tirarla tanto per le lunghe con chiacchiere inutili. Voi siete mercenari e
sacrificabili e poi so che accetterete. Potreste fare altrimenti?.
Macrone scosse la testa. Saremmo pazzi ad accettare un incarico simile.
Non avete scelta, considerato che ci che volete posso darvelo  o negarvelo  solo io, a mio
piacimento, rispose Narciso, spostando lo sguardo su Catone. Non  forse vero?.
Catone annu riluttante. Ha ragione, Macrone. Se vogliamo ritornare nellesercito e se io
voglio avere la mia promozione, cosaltro possiamo fare?
Esattamente.
No, rispose Macrone. Pensaci un attimo, Catone. Siamo soldati. Siamo addestrati per
combattere, non per fare le spie, non per recitare la parte dellagente segreto imperiale. Ci
scoprirebbero allistante e io non ho nessuna intenzione di finire con la gola tagliata e buttato, cadavere,
dentro la Cloaca Massima. Non io. Io non lo far e non lo farai neanche tu se hai un minimo di
buonsenso.
Non si tratta di un progettino che mi  venuto in sogno mentre ero in viaggio da Roma, disse
Narciso con gelida intensit. Ho considerato attentamente la questione e sono sicuro che voi due avete
molte pi possibilit di riuscita dei miei stessi agenti. Siete soldati di esperienza e saprete mischiarvi
bene tra i pretoriani dove, invece, i miei risalterebbero come un pugno in un occhio. E siete anche
virtualmente sconosciuti a Roma, mentre i miei uomini sono facce note e se dovr usare qualcun altro,
sar costretto ad assoldare uomini da fuori della capitale, uomini di cui non conosco le capacit e di cui
non so fino a che punto potermi fidare. Se riuscirete a portare a termine il compito, avete la mia parola
donore che sarete entrambi generosamente ricompensati.
Non sono cos sicuro che la tua parola abbia tutto questo valore, comment Macrone.
E come pensi di farci entrare nella Guardia pretoriana?, intervenne Catone. Se spuntano un
paio di ufficiali e si mettono a fare domande, penso che gli avversari si faranno venire necessariamente
dei sospetti.
Ovvio, ecco perch entrerete nei pretoriani come soldati semplici: due veterani della Seconda
Legione appena rientrati dalla Britannia e per i quali la nomina nella Guardia  stata concessa come
ricompensa per il valoroso servizio prestato contro i Barbari. Storia credibile e anche molto vicina alla
vostra reale esperienza, per cui non dovrete nemmeno recitare troppo. Lunica cosa che sar diversa  il
grado. Non penso sia un ruolo troppo difficile da recitare.
Facile a dire per te, borbott Macrone. E se incontriamo qualcuno che abbiamo gi
conosciuto in passato?
Improbabile. Il vostro ultimo passaggio a Roma risale a pi di tre anni fa e affittavate una
stanza nella Suburra perch stavate a met paga. Nessun pretoriano vi conosce e a parte qualche mio
collaboratore che potrebbe ricordare la vostra faccia, nessuno a palazzo dovrebbe riconoscervi.
E il senatore Sempronio?, chiese Catone. E Giulia? Se li incontriamo, la nostra identit sar
esposta.
Ho pensato anche a questo, rispose Narciso, sorridendo. Ho fatto in modo che il senatore sia
impegnato in un inventario delle propriet imperiali in Campania e gli ho suggerito di portare con s la
figlia cosicch possa godere dellambiente sociale. Un compito molto leggero per lui ma in grado di
tenerlo lontano da Roma fino alla prossima primavera, entro la quale sono certo che avrete scovato i
traditori nella Guardia pretoriana e gli eventuali complici in citt.
Ci sono altre persone che potrebbero riconoscerci: il senatore Vespasiano, per esempio.
Narciso annu. Ne sono consapevole. Vespasiano  stato eletto console questanno e sar
occupato in senato.
Vespasiano console?, ripet Macrone sorpreso. E bravo Vespasiano!.
Pur condividendo la tua stima per le sue capacit, devo dire che lascesa di Vespasiano al
consolato un po mi mette pensiero: potrebbe rivelarsi molto pi ambizioso di quanto non lo ritenessi.
Ma per favore!, sbott Macrone, scuotendo la testa. Non puoi essere sospettoso di
Vespasiano. Dopo tutto quello che ha fatto per limperatore? Perch? Se non fosse stato per lui, oserei
dire che la campagna in Britannia sarebbe stata un disastro. E poi la storia con i pirati. Ha servito
Claudio con estrema lealt.
Lo so, ma  mio compito essere sempre vigile contro i segnali di pericolo e ogni
manifestazione di ambizione deve essere attentamente esaminata. Ragion per cui Vespasiano  sotto
controllo. Su quelle parole, Narciso fece una pausa e un istante dopo riprese a parlare. Sarebbe un
grave errore correre il rischio di farci vedere insieme, per cui i vostri rapporti me li farete recapitare da
uno dei miei agenti, Settimo. Oltre a me, lui sar lunico informato di tutto. Lo troverete alla Vigna di
Dioniso al Foro Boario tra due giorni.
Come faremo a riconoscerlo?, chiese Catone.
Narciso si sfil un anello dal mignolo della mano sinistra e lo pass a Catone. Indossa questo:
il mio agente avr il gemello.
Catone sollev lanello per esaminarlo e vide che aveva un disegno scolpito ad arte nella pietra
rossa: una effigie di Roma a cavallo di una sfinge. Bello.
Naturalmente mi aspetto che tu me lo restituisca una volta che avr svolto la sua funzione.
Poi, guardando entrambi, Narciso aggiunse: Allora, ci sono altre domande?
Solo una, fece rapido Macrone, chinandosi in avanti. Cosa sar di noi se rifiutiamo la tua
gentile offerta di impiego?.
Narciso gli punt addosso uno sguardo glaciale. Non ho ancora considerato questa evenienza
per la sola buona ragione che non riesco a immaginare che possiate essere cos idioti da rifiutare il
lavoro.
E allora faresti meglio a iniziare a considerarla, rispose Macrone, appoggiandosi allo
schienale e incrociando le braccia. Cercati qualche altro gonzo per il tuo sporco lavoro. Io sono un
buon soldato. Prima o poi ci saranno opportunit anche per me, posso aspettare.
Per quanto tempo, mi chiedo? Forse non tanto a lungo quanto io, invece, potrei decidere di
tenervi qui a marcire.
Lespressione del viso di Macrone si irrigid. Al diavolo te e i tuoi meschini disegni. Serr le
mani a pugno e per un attimo Catone temette che lamico potesse farsi venire in mente di ridurre il
segretario imperiale a un cumuletto di polvere. Lo stesso pensiero venne anche a Narciso che si ritrasse
di scatto. Macrone lo fiss torvo per qualche istante, poi balz in piedi. Catone, andiamo a berci
qualcosa. Da unaltra parte, qui laria si sta facendo fin troppo fetida.
No, rispose deciso Catone. Dobbiamo farlo. Io non rimarr a Ostia un solo giorno di pi, se
posso evitarlo.
Macrone guard il compagno per un momento e poi scosse la testa. Tu sei pazzo, Catone.
Questa serpe ci porter alla morte. Perch dovremmo riuscire, io e te, a smascherare i Liberatori
quando le spie dellimperatore hanno sempre fallito in questi anni?
Lo far comunque e tu verrai con me.
Argh!, sbrait Macrone, buttando le braccia in alto. Pensavo di conoscerti. Pensavo fossi pi
intelligente. Ma a quanto pare mi sono sbagliato. Ci andrai da solo, Catone. Io ne rimango fuori.
Detto questo, Macrone si diresse a passo sostenuto verso la porta, lapr con uno strattone e se la
richiuse alle spalle, sbattendola. Catone ud svanire il rumore dei suoi passi con un senso di angoscia
sul cuore. Macrone aveva ragione sui pericoli e Catone si rendeva conto di non avere tutta questa
certezza di poter portare a termine la missione senza il duro e fidato centurione al suo fianco. Per la
prima volta in molti mesi, si sent spaventato. Il pensiero di affrontare da solo gli oscuri nemici
dellimperatore lo terrorizzava.
Io non mi preoccuperei di lui, ridacchi Narciso. Adesso che ha avuto loccasione di sfogare
la rabbia contro di me, torner sui suoi passi in men che non si dica.
Mi auguro che tu abbia ragione.
Fidati, so leggere in faccia a qualsiasi uomo come fosse una pergamena srotolata, e il nostro
amico Macrone non  una lettura molto pi impegnativa di altre. Sbaglio? Tu lo conosci bene.
Catone riflett un istante. Macrone  capace di arguzie sorprendenti, non dovresti
sottovalutarlo, ma s, penso anchio che verr con me. Appena avr sbollito e si sar reso conto che
puoi rendergli la vita difficile. Penso che intendessi in questo senso.
Alzandosi per congedarsi, Narciso abbozz un sorriso forzato. Tu cosa dici?
Penso che sia cos. Ma voglio darti un consiglio, se vuoi che la missione vada in porto.
Catone fece una pausa. Non chiamarlo pi amico in sua presenza.
...
.
...
CAPITOLO QUATTRO.
...
.
...
In quel tardo pomeriggio la chiatta si apriva la strada, in direzione di Roma, tra la distesa
maculata di rifiuti ed escrementi che ricopriva la superficie del Tevere. Un gruppo di muli trainava la
piccola imbarcazione risalendo la corrente; il conducente, uno schiavo di giovanissima et, pelle e ossa
e scalzo, di tanto in tanto faceva schioccare il frustino perch gli animali non perdessero il passo.
Davanti a lui, la citt era sovrastata da una densa cappa di fumo di legna che gli abitanti
facevano ardere in enormi pire collettive, autorizzate dalle autorit, per cercare quanto pi possibile di
riscaldarsi nei rigidi mesi invernali: fumo che si andava ad aggiungere a quello delle concerie, delle
botteghe dei ferrai e al vapore delle terme di cui la capitale era cospicuamente fornita.
Catone arricci il naso quando lo sferzante vento orientale gli sospinse addosso una vampata del
nauseante lezzo che aleggiava sulla superficie del fiume.
Ci si dimentica presto di quanto questo posto possa puzzare, gli mormor amaramente
Macrone al suo fianco sul piccolo ponte di prua del barcone. Erano i soli passeggeri a bordo. Il resto
dello spazio era ingombro di giare di olio di oliva dalla penisola iberica. La chiatta era talmente carica
che rimaneva appena un piede di bordo libero al di sopra della distesa scintillante del Tevere.
Oh, non  cos terribile, fece una voce squillante alle loro spalle; i due si voltarono e videro il
capitano dellimbarcazione che si avvicinava da dietro il cumulo di giare. La corporatura esile
delluomo risaltava addirittura da sotto la tunica e il pesante mantello. Portava un cappello di feltro ben
calcato sulla testa da sotto il quale spuntavano ciocche di capelli neri. Luomo sorrise, mettendo in
bella mostra una frastagliata sfilza di denti che ricord a Catone un ammasso di lapidi annerite e
abbandonate. Dicono che ci si abitua presto quando si vive qui. Certo, non vale per me visto che con il
ragazzo laggi faccio il viaggio da Ostia solo cinque o sei volte al mese. Indic il figlio al timone di
poppa della chiatta, allampanato come il padre e con non pi di dieci anni. In confronto Ostia odora
come un cavolo di mercato dei profumi....
Ma non mi dire, rispose secco Macrone.
S, s, annu il capitano del barcone. E qual  il motivo della vostra visita a Roma, amici?
Soldati in licenza, eh? Di ritorno dalle province...?.
Macrone strizz gli occhi, diffidente. Chi siamo e cosa ci facciamo qui non sono affari che ti
riguardano, amico.
Luomo alz le mani in segno di resa, ma continu a sorridere. Senza offesa! Non volevo
ficcare il naso. Solo una domanda gentile. Ho capito che eravate soldati appena siete saliti a bordo a
Ostia. E allora lho detto a mio figlio: lo vedi da come stanno belli dritti. Orgogliosi e dritti, ecco.
Guerrieri. E pure dalle cicatrici, si vede, gli ho detto. Era ovvio. Quindi non volevo offendere, signori.
Tranquillo, gli sorrise Catone. E comunque hai ragione, stiamo tornando dalla campagna in
Britannia.
Britannia?, luomo si gratt la guancia. Mi pare di averla sentita. Dov che sta?
Sopra la Gallia, oltre il mare.
Oh, s, adesso ho capito!  quel posto di cui tutti non facevano che parlare quando
limperatore ha celebrato il trionfo qualche anno fa.
Esatto.
Ma allora vuol dire che la campagna continua ancora? Ci aveva detto che il posto era stato
conquistato.
Abbiamo battuto le trib pi importanti. Lesercito sta soffocando quelle che rimangono,
spieg tranquillamente Catone. Erano passati quasi quattro anni dal loro ritorno dalla Britannia e a lui
erano arrivati solo brandelli di notizie sullavanzamento della campagna; era chiaro, invece, che il
capitano del barcone ne sapeva molto meno di lui. Narciso aveva promesso a Catone un rapporto
dettagliato insieme ai documenti che attestavano la loro entrata nella Guardia pretoriana, oltre a false
lettere di raccomandazione da parte del governatore della nuova provincia quando avrebbero incontrato
il contatto a Roma. Io e il mio compagno infatti abbiamo combattuto nella battaglia decisiva.
Abbiamo guidato la nostra legione alla carica e abbiamo catturato il capo dei Celti. Ecco perch siamo
qui. Il governatore ci ha raccomandati per un posto nella Guardia pretoriana, come ricompensa.
Il capitano sgran gli occhi e scosse la testa. Chi lavrebbe mai detto?! Niente meno che due
eroi di guerra sulla mia chiatta! Aspettate che il ragazzino lo sappia! Ha sempre detto di voler fare il
soldato da grande. Io ho sempre pensato che  una bella vita, no!? Bella paga, ti trattano bene. E poi
luniforme! Fa girare la testa a parecchie signore, no?! E poi la vita allaria aperta e la possibilit di
avere gloria e bottini di guerra, no?! Non  cos?
Oh s, sorrise Macrone.  una gran bella vita. Uninterminabile festa, ho pensato quando ho
messo la firma. Non pensavo mica di dover combattere contro barbari dal culo peloso in terre
dimenticate dagli di, gelate e disseminate di acquitrini. Strano come le cose possano dimostrarsi
diverse, disse, strizzando locchio al capitano. Lunica cosa che mi tiene sveglio la notte  chiedermi
come spendere i soldi che mi pagheranno.
Non stare a sentire il mio amico, fece Catone. Stamattina  sceso dal lato sbagliato del letto.
Letteralmente. Ha fatto il pieno ieri sera e quando si  svegliato ha dato una craniata contro il muro.
Molto divertente, grugn Macrone. Avevo i miei buoni motivi per ubriacarmi, non  cos?
Motivi maledettamente validi. E penso gi che sarei dovuto rimanere l dovero.
Il capitano sembrava stupito. Cosa? E lasciarsi cos sfuggire loccasione di essere un
pretoriano?.
Macrone lo fiss gelidamente. Ti assicuro che se lavessi potuto evitare, lavrei fatto con molto
piacere.
Catone si affrett a intervenire. Sono i postumi della sbornia che lo fanno parlare cos. Sono
sicuro che gli passer. Gli serve solo un po di riposo e silenzio.
Eccome se gli serve!, comment il capitano con una fragorosa risata di fronte alla faccia di
Macrone. Io comunque mi ci abituerei, se fossi come voi. Li ho visti come bevono, i pretoriani, nelle
locande gi al porto. Non ci vanno mica leggeri e possono diventare una bella rogna quando alzano il
gomito, lascia che te lo dica!. Luomo si ferm e si incup. E con la mano pure parecchio pesante
ultimamente.
Ah s?, gli fece Catone in tono incuriosito. Ci sono stati problemi?
Parecchi, negli ultimi mesi, annu il capitano. Le scorte di granaglie hanno iniziato a
diminuire con tutto quello che  successo in Egitto lo scorso anno. E i prezzi invece ad aumentare senza
sosta. E al popolo questo non va gi, qualche bottega  stata saccheggiata e alcuni mercanti di grano
sono stati assaliti e malmenati. Allora la Guardia pretoriana ha iniziato a spaccare qualche testa. Be,
anche molto pi di questo. Hanno proprio ammazzato un po di gente. Luomo guard i due soldati
con aria diffidente. Dovevano, suppongo. Voglio dire, voi ricevete ordini, giusto?
S, tagli corto Macrone.
Ad ogni modo non vogliamo distrarti dal tuo lavoro, fece Catone, indicando con un cenno
della testa la poppa del barcone.
Oh, non vi preoccupate di questo. Il ragazzo se la sa cavare benissimo anche da solo fino a
quando non attracchiamo a riva, rispose, sorridendo. Nessuna necessit di interrompere la nostra
festicciola.
Qui non c nessuna festa, disse Macrone, e adesso torna al tuo lavoro.
Il capitano fece unespressione sorpresa, poi parve quasi ferito; allora si volt e se ne torn
mesto e senza fretta verso poppa.
Catone sospir. Era proprio necessario?
Cosa? Sbarazzarmi di quellallegro rompicoglioni? Mi stavo divertendo prima che tu ti
mettessi a spifferare gli affari nostri. Quel tipo ha la bocca larga come la foce del Tevere. Adesso
mezza Roma sapr che stiamo arrivando prima che faccia buio.
E dove sta il problema?. Catone diede unocchiata verso la poppa dove il capitano aveva
ripreso possesso della barra del timone e fissava avanti attento. E cosa dovrebbe dire, secondo te? Che
ha trasportato da Ostia due soldati che dovevano entrare nella Guardia pretoriana. Questo non pu
crearci nessun problema, tutto il contrario anzi. Se a qualcuno venisse voglia di fare ricerche su di noi,
lui potrebbe sempre confermare la storia di copertura. E chiunque gli parli si renderebbe subito conto
che  troppo ingenuo per ripetere a menadito una storia che gli  stato detto di raccontare. Catone si
ferm per dar modo a Macrone di rifletterci sopra. Rilassati. Devi cercare di non pensare come una
spia, altrimenti rischi di non comportarti pi da soldato. E se questo dovesse accadere, il nemico ci
metterebbe un attimo a smascherarci.
Nemico?, sbuff Macrone. Questa  bella. Faremo finta di essere pretoriani per poter dare la
caccia e far fuori altri cittadini romani che hanno solo vedute politiche diverse dalle nostre. Allo stesso
tempo loro stanno montando un complotto per uccidere limperatore e chiunque gli intralci il cammino.
E nel frattempo i confini dellimpero brulicano di veri nemici che non desidererebbero altro che vederci
litigare tra noi. Perdonami se posso sembrare ingenuo, Catone, ma non ti sembra che la cosa sia giusto
un po incasinata?.
Catone rimase in silenzio qualche minuto, poi rispose: S,  un vero casino, ma non  un
problema nostro. Siamo qui per fare un lavoro. Comunque tu possa pensarla, non  molto diverso dai
nostri compiti come soldati. Dobbiamo individuare il nemico, infiltrarci tra le sue fila e stanarlo.
Macrone, non  compito di un soldato farsi troppe domande. Non ci mettiamo a discutere i perch e i
percome delle campagne che combattiamo per Roma. E lo stesso vale anche per questo lavoro. Giusto
o sbagliato che sia, abbiamo giurato fedelt allimperatore e chiunque decida di essere suo nemico
diventa automaticamente anche nemico nostro. E poi, per Roma potrebbe esserci di peggio che Claudio
sul trono, molto peggio.
Catone si stese sul ponte di prua e guard il tentacolare panorama di palazzi, templi, teatri,
mercati, terme, residenze private e insulae che ricoprivano i colli di Roma. Lamarezza sulla faccia di
Macrone svan e lui ridacchi tra s e s.
Che c di tanto divertente?
Stavo solo pensando. Quando ci siamo conosciuti, io ero quello con le certezze del lavoro e tu
quello che vedeva sempre laltra faccia delle cose. Per tutti gli di, quanto mi mandava in bestia questa
cosa!.
Le persone cambiano.
Non sono daccordo. Non cos tanto, perlomeno. No, penso di capirti bene, Catone. Si tratta di
ottenere finalmente la tua promozione per poter sposare Giulia. Buffo fino a che punto un uomo possa
arrivare per giustificare i desideri del cuore con la ragione.
Catone gli lanci unocchiataccia, irritato con se stesso per essere cos trasparente. Poi si calm.
La cosa scioccante era che per met credeva veramente a ci che aveva detto a Macrone. Lunico
briciolo di conforto era che Macrone, pi di chiunque altro, lo conosceva abbastanza bene da riuscire a
leggerlo tra le righe. Doveva solo sperare di recitare bene la propria parte nei giorni a seguire. In caso
contrario, sarebbe sicuramente stato scoperto e ucciso.
Il barcone continu a scivolare verso gli enormi magazzini alle pendici del colle Aventino. Di
fronte agli edifici si trovava il porto fluviale: il pontile si allungava lungo largine del Tevere ed era
gremito di centinaia di imbarcazioni di tutte le dimensioni. In lontananza, nel punto in cui il fiume
curvava a ovest, Catone vide il Sublicio, il ponte di legno che segnava la fine del traffico commerciale
da Ostia. Non mancava molto al tramonto e alcuni particolari della citt iniziavano gi a fondersi in
indistinte forme grigie in lontananza.
Il traino di muli raggiunse il punto terminale allinizio del pontile. Il giovane schiavo sciolse il
giogo e pass la fune di traino a un gruppetto di uomini corpulenti che attendevano per tirare la chiatta
al proprio ormeggio. Il capitano sganci la pala del timone e, insieme al figlio, prese alcune grosse aste
di legno per fare spazio alla chiatta tra le imbarcazioni gi ormeggiate lungo il pontile. Alcune erano
legate insieme, fianco a fianco, due o tre in fila, e sopra il bordo erano appoggiate le passerelle per il
carico o lo scarico delle merci. Il capitano guard avanti e, resosi conto dellassenza di spazi di
ormeggio, indic una barca solitaria poco oltre.
Laggi!, disse, indicando il punto agli uomini che tiravano la fune di traino. Il capo annu e
un istante dopo la chiatta fu assicurata. Catone e Macrone raccolsero il bagaglio e le furcae e attesero
che le passerelle fossero ben legate prima di scendere dallimbarcazione.
Tanti auguri per il nuovo incarico!, disse raggiante il capitano, accompagnando il figlio verso
di loro. Questo  il mio ragazzo. Saluta gli eroi della campagna in Britannia, avanti figliolo.
Il ragazzo sollev timidamente gli occhi e bisbigli un saluto smorzato dalle urla della squadra
di scaricatori al lavoro sul pontile. Catone gli sorrise e gli strinse dolcemente la spalla. Tuo padre dice
che vuoi arruolarti nelle legioni. Pensi di essere abbastanza forte?.
Il ragazzo scosse velocemente la testa. Non ancora.
Sono certo che un giorno lo sarai. Avresti dovuto vedere me quando avevo la tua stessa et.
Nientaltro che pelle e ossa e mi  andato tutto bene.
Macrone lo guard con simulato stupore ma Catone lo ignor e prosegu: Allenati molto nel
fisico e un giorno potrai essere un eroe e rendere orgoglioso tuo padre.
Oppure, Macrone si intromise sottovoce, potresti finire a fare la bestia da soma di un libero
imperiale maneggione....
Il sorriso del capitano perse di smalto. Sono gi orgoglioso di lui.
Certo che lo sei, rispose rapido Catone. Avanti Macrone, in marcia.
Con la sarcina penzolante dalla furca, Catone si incammin con cautela sulla passerella che,
scavalcando limbarcazione accanto, arrivava al pontile, sentendosi poi enormemente sollevato di avere
del solido terreno sotto i calzari, seppur ricoperto di sporcizia. Macrone lo raggiunse e insieme si
guardarono intorno per orientarsi.
Dove hai detto che dovevamo incontrare il contatto di Narciso?, chiese a Catone.
In una locanda chiamata la Vigna di Dioniso, nel versante nord del Foro Boario. A detta di
Narciso, dovrebbe essere da quella parte, rispose Catone, indicando gli edifici alla fine del complesso
di magazzini. Si incamminarono fuori dal pontile. Dopo la relativa quiete delle strade di Ostia, la
capitale dellimpero era un caos ribollente di rumori e frenesia, appesantito dal puzzo di sudore del
popolo mischiato allodore acre del fumo di legna. Gruppi di schiavi, alcuni incatenati insieme,
arrancavano sotto il peso di grossi sacchi di tessuti esotici, giare di vino e olio, e casse imbottite di
paglia per proteggere piccoli vasi sigillati contenenti profumi e fragranze importate dallOriente. Altri
trasportavano zanne di avorio o pezzi di legni pregiati. Tuttintorno si affaccendavano i capitani delle
chiatte, mercanti e venditori di ogni specie e laria era un gorgoglio di voci e lingue tra le pi varie:
latino, greco, dialetti celtici, giudeo e altre che Catone non aveva mai sentito prima. Il crepuscolo si
infittiva sempre pi incupendo la tetra atmosfera invernale. In quella semioscurit, i fuochi sfarfallanti
dei bracieri gettavano uno spaventoso chiarore rossastro sul pontile lastricato ricoperto di fango e
rifiuti. Cani e gatti randagi schizzavano tra la folla in cerca di cibo. Sotto gli archi e davanti alle porte
sprangate si acquattavano mendicanti, sbattendo ciotole di legno o di ottone e chiedendo monete.
Catone si fece largo tra la calca, seguito da Macrone, attento a non mollare la presa sulla furca.
Di tanto in tanto si dava unocchiata alle spalle per sincerarsi che la sarcina con i suoi averi non fosse
stata adocchiata da qualche ladruncolo. Aveva sentito raccontare di mani abili che squarciavano le
sacche di pelle di capra rubando qualsiasi cosa allinterno, senza che la vittima se ne accorgesse se non
quando era ormai troppo tardi.
Dannazione!  come trovarsi in mezzo a un combattimento.
Senza il pericolo, rispose Catone, laconico, aggiungendo poi, o il sangue, i cadaveri, le urla
e lenorme gelida mano del terrore che ti serra la nuca. Ma altrimenti, s,  proprio cos.
Divertente.
La calca si dirad un po mentre si stavano avvicinando allarco che dava accesso al mercato
del Foro Boario. Come i magazzini, anchesso aveva dimensioni grandiose con unentrata a colonne e
un frontone sormontato dalle statue degli statisti dellera repubblicana, i cui colori erano ormai velati da
una patina di sporcizia e guano di uccelli. Laria era satura del puzzo di sangue e carne proveniente dai
banchi dei macellai. Sullaltro lato dellentrata si apriva una vista panoramica in grado di contenere
unintera legione, valut a occhio Catone. I banchi provvisori erano stati gi smontati e caricati,
insieme alla merce, su piccoli carretti spinti a mano per essere trasportati al sicuro nelle botteghe nei
pressi del Foro Boario. Altrove i banchi permanenti venivano chiusi per la notte. Al limitare del
mercato cera un colonnato a due livelli: il pianterreno era occupato da negozi e taverne, mentre sopra
cerano gli uffici dei burocrati che riscuotevano dazi e affitti dai commercianti. Anche molti banchieri
della citt prendevano stanze al secondo piano per tenersi al riparo dalla confusione sottostante mentre
contavano gli introiti.
Non ebbero difficolt a trovare la Vigna di Dioniso: sullentrata era affisso un enorme
manifesto su cui era stato dipinto grossolanamente un uomo con un enorme sorriso, che teneva
sollevato un traboccante corno potorio di fronte a una vigna stracarica di grappoli e in mezzo alla quale
amoreggiavano coppie in uneccitante variet di posizioni, senza esclusione di colpi. Macrone si
attard un istante allesterno con unespressione interrogativa in faccia.
Sarebbe questa? Non  possibile.
Lo diventer dopo che avrai provato i nostri vini!, annunci una voce allegra. Un ometto
tozzo con i capelli bisunti si stacc dalle colonne ai lati dellentrata e fece loro cenno di entrare. Le
merci della Vigna di Dioniso sono famose in tutta Roma e oltre. Benvenuti amici! Prego, entrate! C
un tavolo per tutti, un fuoco caldo, buon cibo, ottimi vini e la migliore compagnia, continu,
ammiccando, a prezzi assai ragionevoli, signori.
Ci serve del cibo e da bere, nientaltro, rispose Catone.
Per adesso, almeno, aggiunse lesto Macrone, con gli occhi ancora puntati sullillustrazione al
di sopra della porta. Vedremo come va, daccordo?.
Limbonitore fece ancora segno ai due clienti di entrare prima che potessero cambiare idea e
passare oltre, e li segu dentro. La sala interna era molto pi grande di quanto lesterno potesse far
pensare e si allungava per circa sessanta piedi. Al centro di una parete era stato sistemato un bancone;
ai lati alcune alcove, due delle quali con le tendine tirate. In una terza attendeva, distesa e con laria
annoiata, una donna magra e truccatissima con ispidi capelli rossi, la testa puntellata con una mano, lo
sguardo perso nel vuoto. Il locale si stava riempiendo con i primi avventori della sera: uomini
provenienti dal Foro Boario che avevano smontato i banchi di vendita o chiuso bottega per quel giorno.
La maggior parte per una bevuta veloce prima di rincasare per la notte; qua e l qualche vecchio
ubriacone, occhi annebbiati e guance e naso rubizzi, che stava appena iniziando una lunga notte di
bevute fino allo stordimento.
Limbonitore che aveva raccattato Catone e Macrone dalla strada diede una voce al locandiere,
il quale annu e segn con un gessetto due croci sul muro, sopra le giare di vino, da aggiungere al
conteggio dei clienti che quello stesso imbonitore aveva gi portato dentro.
Ecco il vostro tavolo, disse luomo, indicando una semplice panca di legno con quattro sedili
intorno, a poca distanza dalla porta. Catone e Macrone fecero un cenno di ringraziamento, si fecero
largo tra gli altri avventori e appoggiarono a terra le furcae prima di sedersi.
Macrone diede unocchiata intorno e annus. Narciso ha scelto bene.
Gi. Il tipico posto in cui una persona pu perdersi tra la folla. Carino e discreto.
Io veramente pensavo che era ben scelto perch  proprio il tipo di posto che piace a me.
Economico, allegro e predisposto per una bella scazzottata in qualsiasi momento.
Proprio cos, rispose Catone noncurante. Scandagli la stanza in cerca del contatto. Cerano
solo pochi clienti che bevevano da soli, ma nessuno di loro ricambi il suo sguardo in maniera
inequivocabile. Un istante dopo il locandiere gli si avvicin.
Cosa volete che vi porti, signori?
Cosa proponi?, chiese Macrone.
Sta tutto sul muro. Luomo indic una lavagna dietro il bancone con su scritta a gesso una
lunga lista di vini regionali.
Mmmmm!, fece radioso Macrone, scorrendo i nomi dei vini. LEtrusco?
Finito.
Oh, va bene. E il Calabrese?
Finito.
E il Falerno?.
Il locandiere scosse di nuovo la testa.
Be, allora dicci quale vino hai.
Oggi c il Ligure o il Belga. Basta.
Belga?, ripet Catone, sgranando gli occhi. Pensavo che quelli facessero la birra.
E la fanno. Il locandiere si gratt il naso. Per quanto mi riguarda, dovrebbero fare solo
quella.
Capisco, rispose Catone, stringendosi le spalle. Allora portaci del Ligure. Una brocca
piccola e tre bicchieri.
S, signore, ottima scelta. Il locandiere fece un cenno sbrigativo con la testa e si volt per
tornare al bancone.
Sta cercando di essere spiritoso?, brontol Macrone. E comunque, il Ligure? Mai sentito.
E allora stasera impareremo qualcosa, no?.
Il locandiere torn con il vino e i bicchieri e li poggi sul tavolo. Cinque sesterzi.
Cinque?, Macrone scroll la testa. Questo  un furto.
Questo  il prezzo, amico.
Molto bene, tagli corto Catone, pescando delle monete dalla piccola somma che Narciso gli
aveva anticipato. Prendi.
Il locandiere raccolse le monete dal tavolo e fece un cenno di ringraziamento con la testa.
Catone afferr la brocca e ne annus il contenuto. Arricci il naso al pungente odore acido. Poi
riemp un bicchiere ciascuno di quel vino rosso scuro, quasi nero. Macrone sollev il proprio bicchiere
simulando scherzosamente un brindisi e ne bevve un sorso. Fece subito una smorfia di disgusto. Per
Bacco, spero che ci siano locande migliori vicino al campo dei pretoriani.
Catone prese un sorsetto prudente e sent il liquido acre e bruciante scendergli gi fino nelle
viscere. Riappoggi il bicchiere sul tavolo e si lasci andare con le spalle contro il muro. Auguriamoci
che il nostro contatto si faccia presto vivo.
Macrone annu. Rimasero seduti in silenzio mentre intorno a loro i locali trangugiavano copiose
quantit dellunico vino disponibile, apparentemente insensibili al suo sapore violento. Latmosfera era
allegra ad eccezione del tavolo dei due soldati, che aspettavano con crescente impazienza mentre fuori
iniziava a farsi sempre pi buio. Alla fine Macrone si diede una scossa, svuot il bicchiere con un
sussulto e scatt in piedi. Poi indic la donna ancora distesa sola nellalcova. Io, ehm, vado laggi.
Non adesso, Macrone, stiamo aspettando qualcuno. Unaltra volta.
Be, visto che ancora non si  fatto vivo, io intanto vado a divertirmi.
Non dobbiamo rischiare di attirare lattenzione su di noi.
Non lo far. Poi facendo un cenno in direzione della tendina, aggiunse: Vado solo a
familiarizzare con i locali, diciamo.
Mentre parlava, una delle tendine che riparava le altre alcove si apr lentamente e ne usc un
uomo alto e muscoloso con corti capelli neri. Si era gi rimesso la tunica e teneva un fazzoletto da collo
in mano. Dietro di lui una donna si infilava la corta tunica che ne indicava chiaramente la professione.
Luomo si volt e le lanci una manciata di monete sul piccolo talamo, poi si diresse verso il centro
della sala.
Guarda, fece Macrone, nessuno sta facendo caso a lui.
Catone osserv luomo guardarsi intorno e poi individuare i due sedili liberi al loro tavolo. Si
avvicin a loro. Permettete?
No, stiamo aspettando un amico, rispose Catone, scuotendo la testa.
Lo so, sono io. Luomo sorrise e poi si sedette di fronte ai due soldati. Sollev la mano
perch vedessero lanello e la riabbass accanto a quella di Catone perch questultimo verificasse che
i disegni erano identici. Il giovane lo osserv attentamente, ne not gli occhi scuri, le guance lisce e
fresche di rasatura e la mezzaluna e la stella tatuate sul collo, prima che fossero nascoste dalla striscia
di stoffa che luomo si annod mollemente intorno al collo. Ma Catone avvert una fitta di diffidenza
anche quando luomo disse a voce bassa: Mi ha mandato Narciso.
Davvero? E come ti chiami, amico?
Oscano Ottimo Settimo, rispose a voce talmente bassa che Catone fece quasi fatica a udirlo.
E dovrei riprendermi quellanello, se non hai niente in contrario, aggiunse tenendo tesa la mano.
Catone esit un istante prima di sfilarsi lanello e consegnarglielo. Suppongo che questo non
sia il tuo vero nome.
Di servizio. E per quanto riguarda voi, da oggi in poi per chiunque sarete le guardie Tito
Ovidio Capito e Vibio Gallo Calido, sono stato chiaro? Non sarebbe una mossa saggia rivelare a me le
vostre reali identit.
I due nomi erano chiaramente riportati sui documenti che Catone aveva ricevuto; a lui era stato
assegnato il nome di Capito e a Macrone quello di Calido, entrambi veterani della Seconda Legione.
Quel segno che hai sul collo..., comment Macrone, mi sembra di capire che hai prestato
servizio sul confine orientale.
Settimo socchiuse gli occhi. Potrei averlo fatto.
Nelle legioni o nelle coorti ausiliarie?.
Settimo rimase in silenzio per un istante, poi scroll le spalle. Non  importante, ma per un
periodo ho lavorato in una coorte di cavalleria prima di essere reclutato da Narciso. Poi, indicandosi il
collo, aggiunse: Questo era lemblema della coorte. Ce lha la maggior parte dei soldati che ci sono
stati. Un po una scocciatura adesso, giacch devo tenerlo coperto per via del mio lavoro.
Immagino, comment Macrone. Fece un profondo respiro ed espir impaziente. Ad ogni
modo sei in ritardo. Ci hai fatti aspettare mentre te la spassavi con la tua donna, laggi.
Settimo si accigli. La mia donna? Non penso proprio. La stavo usando come copertura.
Come dici tu.
Lagente di Narciso guard Macrone in cagnesco. Se avessi una donna, non sarebbe certo
come quella. E in ogni caso la sua alcova era un ottimo posto per individuarvi quando foste entrati. E
anche per tenere docchio gli altri clienti. Solo per assicurarmi che nessuno vi seguisse. Spiacente per
lattesa, ma dovevo essere certo. Questo lavoro  troppo pericoloso per correre rischi. Bene,
presentazioni fatte. Adesso andiamo.
Andiamo?, chiese Catone, sporgendosi leggermente in avanti. Andare dove?
In un posto sicuro, dove potremo parlare senza rischiare di essere ascoltati.  anche un posto
in cui possiamo incontrarci e dove voi potete lasciare messaggi in tutta sicurezza. Non dovreste avere
problemi a raggiungerlo dal campo pretoriano: i soldati entrano ed escono liberamente dai
baraccamenti. Comunicheremo per lo pi in questo modo. Settimo si guard intorno circospetto.
Seguitemi, ma cerchiamo di farlo in maniera naturale. Meglio terminare di bere prima.
Settimo si vers del vino e disse a voce pi alta: Alla strada!.
Catone e Macrone gli fecero eco e svuotarono quello che rimaneva loro nei bicchieri, poi
afferrarono la sarcina e si alzarono. A quel punto la locanda era gremita di clienti e i tre furono costretti
a farsi letteralmente largo per uscire. Allesterno limbonitore stava ancora cercando nuovi clienti.
Quando li vide, sorrise. Ve ne andate cos presto? La notte sta per iniziare, signori. Rimanete ancora e
fatevi unaltra bevuta.
Macrone gli si blocc davanti. Prese aria e parl a voce abbastanza alta perch i passanti lo
sentissero bene: Chiunque si faccia una bevuta dello sciacquabudella venduto in questo posto rischia
di rimanerci ben pi che a lungo:  veleno.
Limbonitore fece una risata forzata e diede un buffetto a Macrone sulla spalla mentre lui si
girava per unirsi a Catone e Settimo. Macrone si volt come un fulmine e gli moll un diretto nello
stomaco. Mentre luomo crollava a terra, boccheggiante, Macrone indietreggi con unespressione
compiaciuta.
Una bella sgonfiatina al minchione, cos per un po la finisce di vendere porcherie.
Settimo guard nervosamente la gente che si era fermata per assistere alla scena.
Macrone, gli sibil Catone. Andiamo prima che attiri troppe attenzioni, avanti!.
Si incamminarono senza fretta lungo il perimetro del Foro Boario e imboccarono lampia via
che si allungava tra il Palatino e il Campidoglio. Alla loro destra gli edifici del complesso del palazzo
imperiale coprivano interamente il secondo dei due colli; torce e bracieri illuminavano le colonne e le
statue che si affacciavano sul resto di Roma. A sinistra incombeva la mole del Tempio di Giove,
costruito su un basamento roccioso a picco e accessibile attraverso unampia rampa che saliva
zigzagante fino al perimetro del tempio. I tre uomini entrarono nel Foro e lattraversarono passando
davanti alla Curia Iulia, sede del senato. Dalla direzione opposta arrivava un gruppetto di giovani
elegantemente abbigliati: si scambiavano a gran voce i desideri per i divertimenti di quella notte.
Passando accanto ai due soldati e alla spia imperiale, i ragazzi abbassarono un po la voce, poi, tornati a
distanza di sicurezza, ripresero a parlare come prima. Sullaltro versante del Foro, unaltra via superava
il Tempio della Pace e si incuneava poi nella Suburra, uno dei quartieri pi poveri della citt, per giunta
martoriato dal crimine, i cui edifici erano costruiti talmente male che non passava mese senza il crollo
di uno dei suoi sgangherati palazzi popolari.
Narciso non ci sta mica mettendo a vivere in questa merda di Suburra, vorrei sperare, disse
sottovoce Macrone a Catone. Mi  bastato lultima volta che siamo stati a Roma.
Settimo si guard alle spalle. Siamo quasi arrivati. Al limitare della Suburra. Comodo da
raggiungere dal campo. Non vi preoccupate. Lappartamento  in una delle insulae migliori. O almeno
 quello che mi ha detto il proprietario quando lho preso.
E tu gli hai creduto?
Non mi interessa. Non ci devo mica vivere dentro.
La strada inizi a scendere attraverso le prime alte strutture in mattoni in cui viveva la maggior
parte dei cittadini romani. I palazzi affollavano letteralmente la via e svettavano altissimi impedendo
quasi al cielo notturno di gettare seppur un minimo di chiarore. Alle entrate degli edifici ardevano delle
lampade, ma le vie erano assolutamente buie. Il che non era poi un grosso problema, rifletteva Catone
mentre laria appestata gli saturava le narici: meglio non sapere dove stava mettendo i piedi. Intorno e
sopra le loro teste si udivano delle voci, risate, sporadiche conversazioni bisbigliate, rare urla di rabbia,
pianti di bambini e scrosci di brodaglia che veniva svuotata sulle strade.
Eccoci arrivati, annunci Settimo, salendo alcuni gradini che dalla via portavano a una stretta
entrata. Una lampada a olio sfarfallava nel supporto rivelando un uomo muscoloso con una semplice
tunica, seduto su uno sgabello subito fuori della porta. Squadr attentamente Settimo e poi fece un
cenno con la testa, accendendo un cero dalla fiamma della lampada e consegnandola alla spia
imperiale. Davanti a loro si apr un corto corridoio con una scalinata alla fine. Facendo strada su per la
scala, Settimo teneva una mano davanti alla fiamma per evitare che si spegnesse. Arrivato al quarto
piano, si ferm di fronte a una porta e sollev il chiavistello. Fece strada allinterno e Macrone e
Catone poterono finalmente liberarsi del bagaglio appoggiandolo sul pavimento di legno.
Solo un istante, accendo una lampada, disse Settimo, avvicinandosi a uno scaffale. La piccola
fiamma della candela scintill un istante e poi prese lentamente vigore e fermezza nella lampada;
Settimo stacc la candela e la spense. Ecco fatto.
Riappoggi la lampada sullo scaffale e si volt. La fioca luce permise a Catone di vedere che la
stanza era vuota ad eccezione di un paio di giacigli arrotolati. Misurava allincirca una decina di passi
per ogni lato; unaltra porta conduceva in una seconda stanza di uguale grandezza.
Non si pu certo dire che abbia tutte le comodit, si lament Macrone, dando un calcio a una
delle stuoie con la punta del calzare.
A noi va bene cos, rispose Settimo. Niente da rubare. Ad ogni modo, il guardiano tiene
docchio il posto per la maggior parte del tempo. Infil una mano nella tunica, prese una piccola borsa
e ne estrasse un piccolo fascio di rotoli e due tavolette cerate che consegn a loro. Il resto dei vostri
documenti e il rapporto sulla Britannia. Stanotte potete dormire qui e domani mattina potrete andare al
campo. Se dovete lasciarmi messaggi, metteteli l, sotto lo scaffale. Lasse del pavimento  volante e
sotto c un piccolo incavo. Fate in modo di venire qui a controllare regolarmente. Se lasciate un
messaggio, girate la lanterna verso la porta, altrimenti puntatela nella direzione opposta. Se invece 
girata in qualsiasi altra direzione, allora  segno che lappartamento  compromesso.
Compromesso?, ridacchi Macrone. Che cos, un gergo da agenti segreti?
Abbiamo capito, disse Catone. Suppongo che possiamo usare questo posto per nasconderci
se ne abbiamo bisogno. O per nascondere qualcosa.
Settimo annu. E anche se volete vedermi per qualsiasi motivo. Assicuratevi solo che nessuno
vi segua mai fin qui. Se il nemico riesce a farlo, potrebbero tenere docchio i movimenti e risalire a
Narciso. Guardatevi sempre le spalle e non correte rischi inutili. Poi, guardando Macrone: Sono stato
chiaro?
Io non avr problemi.  lui quello a cui devi stare attento. Catone.
No!, sbott Settimo, buttando in aria una mano. Da adesso in poi usate solo i vostri nomi di
copertura. Sempre. Dimenticatevi di chi eravate prima, da oggi in poi siete Capito e Calido. Settimo li
fiss per qualche istante, poi si diresse alla porta. Adesso cercate di dormire. Domani entrerete nella
Guardia pretoriana.
...
.
...
CAPITOLO CINQUE.
...
.
...
Lindomani, di buonora, Macrone e Catone varcarono le mura della citt attraverso la Porta
Viminalis immettendosi nel quartiere periferico in cui durante il regno di Tiberio erano stati costruiti i
Castra Praetoria. Cadeva una leggera pioggia che formava pozzanghere nellimmenso campo di Marte
che dalle mura cittadine arrivava fino allaccampamento. I due attraversarono lo spazio aperto fino al
cancello principale e si presentarono alloptio di guardia. Era un uomo basso ma fisicamente massiccio
con capelli corti e leggermente stempiato. Macrone e Catone posarono a terra le furcae, rimanendo poi
sullattenti mentre la pioggia gocciolava dallorlo dei mantelli.
Che cosabbiamo qui?, chiese loptio amichevolmente.
Catone infil una mano nella tracolla, tir fuori il documento di nomina nella Guardia
pretoriana e glielo consegn. Trasferimento dalla Seconda Legione, signore. Legionari Tito Ovidio
Capito e Vibio Gallo Calido. Siamo stati nominati nella Guardia.
Davvero? Capito e Calido? Sembra il titolo di una pantomima in due atti. Loptio prese il
documento e lo srotol. Lo lesse velocemente e poi risollev gli occhi. Qui dice Per condotta
meritevole sul campo. Avete sconfitto voi due da soli lesercito dei barbari, o cosa?.
Catone avvert il desiderio passeggero di staccare una striscia alloptio, ma soffoc limpulso.
Erano tornati soldati semplici e dovevano comportarsi di conseguenza.
No, optio.
No? E allora vorrei sapere cosavete fatto voi due soldati per giustificare il trasferimento nella
Guardia pretoriana. Per questo, per, bisogner aspettare. Guard oltre loro e fece un cenno a uno
degli uomini che presidiavano i lati della porta. Vieni qua!.
Il pretoriano arriv correndo e scatt sullattenti. Catone lo guard. Era giovane, forse neanche
ancora ventenne. Come i pretoriani che erano apparsi velocemente durante le prime fasi della
campagna in Britannia, anche il ragazzo indossava tunica e mantellina bianco sporco. Sotto la
mantellina scintillava una lorica a piastre dello stesso modello ancora usato da alcuni legionari. Il resto
dellequipaggiamento  spada, pugnale, caligae, pterugi ed elmo  erano del modello standard. Solo lo
scudo era diverso, ovale invece che rettangolare come quello duso nelle legioni. Sul davanti uno
scorpione a decorazione, simbolo scelto da un prefetto precedente, Seiano, per lusingare il proprio
dominus, limperatore Tiberio, nato proprio sotto quel segno zodiacale.
Loptio riavvolse il rotolo e lo riconsegn a Catone. Accompagna questi due al quartier
generale. Il centurione Sinio  il responsabile del reclutamento, delladdestramento e dei trasferimenti.
Portali da lui.
S, signore.
Andate ragazzi. Oh, e benvenuti nella Guardia pretoriana. La troverete un po diversa dalla
vita nelle legioni.
S, signore. Grazie, signore, annu Catone.
Si ricaricarono sulle spalle le furcae e seguirono il pretoriano fuori della guardiola e sotto
lentrata ad arco. Il giovane attese che si fossero sistemati comodamente le furcae e poi part lungo
lampio viale che conduceva nel cuore dellaccampamento pretoriano. Su entrambi i lati si trovavano le
caserme a due piani che si estendevano in profondit per circa un centinaio di passi. Il rivestimento in
gesso era pulito e sembrava essere stato rinfrescato di recente. Anche la strada era altrettanto pulita e
tutto faceva pensare che fosse spazzata regolarmente.
Avete un campo pulito e ordinato, comment Macrone.
Oh, tutto merito di Geta, rispose il giovane pretoriano.  un accanito sostenitore degli
standard elevati. Ci tiene sempre parecchio attivi. Ispezioni a sorpresa alle caserme, chiamata alle armi
nel bel mezzo della notte e periodiche verifiche dellequipaggiamento sono allordine del giorno qui,
amico. Non so come stanno le cose nelle legioni, ma vi consiglio di fare come vuole lui quando sarete
qui a Roma, o altrove.
Catone guard il giovane. Capisco che non sei stato trasferito da una legione.
Io? No. Molti sono reclutati dallItalia centrale. Con tutti i benefici accessori della professione,
non  cos facile entrare, ma di solito una lettera di raccomandazione da parte di un magistrato locale
funziona. Purtroppo io sono arrivato con qualche anno di ritardo sul donativo che limperatore ha
elargito quando  salito al trono. Ben cinque anni di stipendium, a tutti! Che fortuna! E comunque
Claudio non durer mica per sempre e chiunque lo seguir dovr sganciare di nuovo, se tiene alla
propria incolumit.
Macrone fece un colpo di tosse. La tua fedelt allimperatore  a dir poco toccante.
Il giovane lo guard con unespressione persa e poi sorrise quando cap che Macrone lo stava
prendendo in giro. Sono abbastanza fedele. Senza un imperatore da proteggere, cosa ne sarebbe della
Guardia pretoriana? Smobilitata e spedita nelle legioni, ecco che fine farebbe. Con la paga ridotta a
met, infossati in qualche avamposto di confine abbandonato nel nulla e circondato da barbari che non
aspettano altro che tagliarti la gola alla prima occasione. La chiami vita questa?. Il ragazzo fece una
pausa e fiss gli altri due. Senza offesa, ovviamente.
Nessun problema, rispose Catone. Dimmi una cosa: ma tutti i pretoriani sono cinici come
te? Nessuna offesa ovviamente, ma mi sembri, come dire, giusto un po mercenario.
Mercenario?. Il giovane pretoriano riflett brevemente sullillazione di Catone. Be, penso
che alcuni possano vederla cos. Sicuramente  per lo pi un lavoro di tutto riposo. Buona paga, alloggi
comodi, buoni posti ai giochi e nemmeno troppo servizio attivo. E voi siete pure arrivati in un
momento fortunato, se posso dire cos. Tra dieci giorni ci sono i giochi dellAscesa.
Giochi dellAscesa?
Per lanniversario del giorno in cui Claudio  diventato imperatore. Organizza una parata
proprio qui, al campo, combattimenti di gladiatori e qualche altro evento. Non si dimentica di chi lha
portato al potere e fa in modo di mantenere buoni rapporti con la Guardia pretoriana. Per cui le coccole
dellimperatore non mancano mai. Detto questo, per, non  che sia tutta una vacanza. Geta ci fa
allenare duro e se veniamo convocati per qualcosa, ce la sappiamo battere parecchio bene.
Abbiamo visto i pretoriani in combattimento, fece Macrone. Quando stavamo in Britannia.
Se la sono cavata veramente bene.
Il viso del giovane pretoriano si fece raggiante. Eravate l? A Camulodunum?.
Macrone annu.
Ho sentito dire da quelli che accompagnavano limperatore che  stata una battaglia molto
dura.
Veramente dura, s, ma avrebbe potuto evitarsi. Il nemico ci aveva teso una bella trappola. Se
Claudio non avesse avuto tutta quella smania di andare allattacco e prendersi la sua grande vittoria,
non saremmo stati colti alla sprovvista. La Seconda Legione, per, ha salvato la situazione e la pelle dei
pretoriani e dellimperatore.
Voi eravate l con la Seconda Legione, mi sembra di capire.
Esatto. E orgogliosi di esserci stati. La Seconda Legione Augusta  la migliore dellintero
esercito. Avresti dovuto vederci, ragazzo. Abbiamo demolito i celti battaglia dopo battaglia. Non che ci
andassero leggeri loro, comunque. I celti sono grandi e grossi, coraggiosi e combattere, per loro,  tutto
nella vita. Non  stata una campagna facile. So che c gente a Roma che afferma il contrario, ma loro
non stavano l, mentre io cero e so quello che ho visto e dico la verit. Non  forse cos, Cat....
Catone simul un colpo di tosse, lanciando uno sguardo fulminante a Macrone. Questultimo
arross e si schiar la gola prima di riprendere a parlare. Chiedi a Capito, quando gli passa la tosse.
Il pretoriano guard Catone per tornare immediatamente a concentrarsi su Macrone. Sentimi,
Calido, un consiglio damico: starei attento a quello che dici sulla legione con alcune guardie qui. C
la tendenza a pensare che siccome siamo propriet dellimperatore, allora siamo il miglior corpo
dellesercito.
E tu da che parte stai?
Io ho conosciuto solo la Guardia e penso che sarebbe unimprudenza da parte mia esprimere
opinioni su cose di cui non ho mai avuto esperienza.
Macrone lo guard sorridendo. Ragazzo saggio.
Raggiunsero il cuore del campo pretoriano e Catone e Macrone videro per la prima volta la
facciata e lentrata a colonne del quartier generale. Macrone si lasci sfuggire un fischio sommesso.
Cavolo, sembra pi un tempio che un edificio militare.
Varcarono la porta con gli occhi rivolti verso lalto e meravigliati per gli intagli del soffitto ad
arco sopra le loro teste. Appena oltre lentrata cera un ampio spazio aperto  un centinaio di piedi circa
su entrambi i lati, stim Catone a occhio  anchesso delimitato da un colonnato. Esattamente di fronte
alla porta, un secondo accesso, questa volta negli uffici stessi del quartier generale che occupavano il
lato opposto del quadrato. Allesterno alcune sentinelle sorvegliavano laccesso; intorno un concitato
viavai di funzionari ammantellati presi dalle proprie faccende. Il giovane pretoriano riport lordine
ricevuto alloptio responsabile della sezione di sentinelle e poi abbass lo scudo, si sciolse la cintura
con spada e pugnale e li lasci con le altre armi depositate da altri visitatori su un tavolo allesterno
dellentrata.
Loptio fece un cenno a Catone e Macrone. Lasciate qui furcae e sarcine. Avete armi
addosso?.
Catone indic le sacche. Sono l dentro.
Sono l dentro, signore, ribatt seccato loptio.
Catone si irrigid. S, signore.
Non so se vige un qualche tipo di disciplina nelle legioni, ma noi pretoriani ci teniamo
parecchio, prosegu loptio mentre Macrone si affrettava a mettersi sullattenti a fianco di Catone. Poi,
guardando le loro tuniche e i mantelli logori, loptio sollev il labbro superiore in segno di disgusto.
Stesso discorso vale per lequipaggiamento. Il prefetto Geta esige che i suoi uomini siano vestiti in
maniera impeccabile e voi due sembrate dei vagabondi. Non fatevi pi vedere se prima non vi siete
rasati, puliti e rimessi in ordine, sono stato chiaro?
S, signore, risposero in coro Catone e Macrone.
Bene. Ragazzo, accompagna questi due dal centurione Sinio. Ho quasi la certezza che il
centurione avr la stessa pessima impressione di voi due. Andate, termin loptio con un sorriso
ironico.
Seguirono il giovane pretoriano nellanticamera e poi lungo un corridoio con uffici su un lato e
lunghi tavoli dietro ai quali sedevano funzionari tra pile di tavolette cerate e ceste di pergamene.
Lilluminazione era fornita da lunghe feritoie in alto sul muro: luce appena sufficiente per permettere
agli uomini di lavorare anche se Catone ne not alcuni costretti a strizzare gli occhi per riuscire a
distinguere i dettagli pi piccoli sui fogli che avevano davanti. Gli bruciava ancora laccoglienza
raggelante che lui e Macrone avevano ricevuto dallarrivo al campo. Negli ultimi anni Catone si era
troppo abituato alla deferenza automatica degli inferiori di grado nei suoi confronti: era stata una vera
scossa tornare ai suoi primi tempi nellesercito ed essere di nuovo trattato da soldato semplice. Non pi
prefetto Catone, quindi, ma solo guardia Capito, e avrebbe dovuto vivere e respirare il ruolo che era
costretto a recitare. Lo stesso valeva per Macrone. Guardando di lato mentre passavano davanti alle
porte dei primi uffici, Catone not che lamico non sembrava affatto turbato dalla piccola ramanzina
che avevano appena ricevuto. Il che era sorprendente, pens Catone. Si aspettava piuttosto che
Macrone si sarebbe roso dentro di fronte a un trattamento di quel genere.
Eccoci arrivati, annunci il pretoriano, indicando una porta che, a differenza di tutte le altre,
era chiusa. Questo  lufficio del centurione Sinio.
Attese un breve istante per permettere ai due nuovi arrivati di ricomporsi e poi buss.
Un momento!, rispose una voce ovattata dallinterno. Un istante dopo: Avanti!.
Il giovane soldato sollev il chiavistello e spinse la porta verso linterno. Varc la soglia, si
mise sullattenti e chin la testa. Chiedo di riferire che loptio del turno di sorveglianza al varco
principale mi ha ordinato di scortare al quartier generale queste due reclute, signore.
Catone, pi alto della media, riusc a sbirciare sopra la spalla del pretoriano. Vide che
nellufficio il centurione copriva una tavoletta cerata e la metteva poi via in un piccolo baule di
archivio al lato del proprio tavolo. Sinio dimostrava circa una trentina di anni o poco meno, troppo
giovane per poter aver ottenuto la promozione da soldato semplice; Catone suppose che fosse stato
reclutato direttamente nel centurionato. Forse un rampollo di una benestante famiglia di ceto equestre
che aveva rinunciato ai privilegi sociali per entrare nella Guardia pretoriana. Insolitamente per un
romano, lufficiale aveva capelli chiari, leggermente ondulati, ma pettinati ad arte nel tentativo di
nascondere un prematuro principio di calvizie. Era alto e magro, con muscoli tesi e il viso duro.
Quando per sollev lo sguardo, fece un caldo sorriso.
Molto bene, falli entrare.
Il giovane si fece da parte e Macrone e Catone marciarono dentro, fermandosi a una rispettosa
distanza dal tavolo del centurione, spalle indietro e petto in fuori. Lufficio era molto spazioso, quindici
piedi buoni per lato. Dietro il tavolo una finestra con imposte chiuse; lunica fioca luce arrivava da due
fenditure in alto sul muro, proprio sotto la gronda allesterno. La parete di sinistra era rivestita da uno
scaffale pieno di tavolette cerate perfettamente ordinate, fogli di papiro e rotoli. Sulla parete di fronte, a
una struttura erano appesi una scintillante pettorina e un elmo finemente decorato con una piuma rossa.
Sinio guard brevemente le due reclute e poi fece un cenno al pretoriano. Puoi andare, chiudi
la porta quando esci.
Il giovane usc e si ud un leggero tintinnio quando il chiavistello fu riabbassato
nellalloggiamento. Sinio adesso osserv pi attentamente i due nuovi arrivi. Catone non ricambi lo
sguardo, ma tenne gli occhi fissi davanti a s, inchiodati sul busto dellimperatore su un piedistallo
accanto alla parete posteriore.
Saltiamo i preliminari. Sinio si sporse in avanti e tese una mano. Datemi i vostri documenti
di nomina, per favore.
S, signore. Catone tir fuori un papiro piegato e la lettera di raccomandazione, e li appoggi
direttamente sulla mano del centurione. Sinio lesse i documenti e picchiett il sigillo imperiale sul
fondo della comunicazione di trasferimento come per verificarne lautenticit.
Arrivate con pi che ottime raccomandazioni. Il vostro ex comandante parla molto bene di voi.
Vi definisce soldati esemplari, il che rimane tutto da verificare giacch nella Guardia pretoriana gli
standard sono pi elevati rispetto alle legioni. In ogni caso, i vostri documenti sono in ordine e il
palazzo imperiale ha autorizzato la vostra nomina, per cui siete guardie, adesso. Sinio abbass di
nuovo gli occhi sui documenti. Chi dei due  Capito?
Sono io, signore, rispose Catone.
E tu Calido. Il centurione sorrise rapidamente a Macrone. Il mio benvenuto a entrambi.
Nonostante ci che ho appena detto sugli standard, alla Guardia fanno sempre comodo dei soldati di
esperienza. Non abbiamo molte occasioni di combattere, ma quando capita, il carico delle aspettative si
fa pesantemente sentire sulle nostre spalle. In quei casi, pi veterani abbiamo nelle nostre fila, meglio .
Laltra faccia della medaglia  che dovrete accettare il fatto che i vostri nuovi incarichi necessitano di
assoluta aderenza ai protocolli consolidati. La vostra nomina specifica che svolgerete il servizio nella
centuria del centurione Lurco appartenente alla Quinta Coorte. Lurco in questo momento  in licenza,
per cui vi presenterete al comandante della centuria. Segu una pausa. Sembrerebbe che limperatore
sia stato cos colpito dal vostro coraggioso esempio che ha richiesto di assegnarvi specificamente alla
protezione di s e della sua famiglia. Questo  il motivo per cui vi trovate nella coorte che protegge il
palazzo.
Ne siamo onorati, signore, disse Catone.
E fate bene a esserlo. Un ruolo di questo tipo viene solitamente conferito solo dopo alcuni anni
di servizio attivo nella Guardia. E anche in quel caso, i nostri uomini devono essere perfettamente
consapevoli dellesatto modo in cui svolgere il compito. Vige una gerarchia molto rigida allinterno del
palazzo imperiale e tutte le guardie sono tenute a rispettarla, e quindi a rivolgersi ai membri della
famiglia come si conf alla loro classe sociale. In qualit di ufficiale responsabile del reclutamento,
addestramento e assegnazione delle coorti della Guardia far del mio meglio per prepararvi, anche se 
poco pi di un mese che rivesto questo incarico. Chieder a un esperto di spiegarvi i dettagli, e sorrise
di nuovo. Siete disposti a qualche concessione nei miei confronti, come io far con voi, eh?
S, signore, risposero Macrone e Catone.
La coorte di palazzo  comandata dal tribuno Burro. Sinio prese uno stilus e fece una veloce
annotazione su una tavoletta cerata.
Tribuno Burro, signore?, chiese Macrone con aria sorpresa.
 quello che ho detto, rispose secco Sinio, addolcendo immediatamente il tono. Ah, capisco.
I tribuni delle legioni sono ufficiali di stato maggiore, giusto? Nella Guardia  diverso. Ogni nostra
coorte ha un tribuno al comando che di solito riveste la carica per un anno, prima del pensionamento. E
questa non  lunica differenza. Le coorti della Guardia sono due volte pi numerose di quelle delle
legioni. Infatti ci sono circa diecimila pretoriani in servizio. Alcuni hanno incarichi distaccati, ma la
maggioranza si trova qui nel campo, assicurando cos allimperatore un effettivo di oltre novemila
uomini per i casi di emergenza. Un ottimo deterrente per le masse nervose. Sinio si ferm un istante.
Naturalmente non siamo gli unici responsabili dellordine. Ci sono le coorti urbane e i vigiles che
svolgono un ottimo lavoro di pattugliamento delle vie principali, disperdono le risse tra ubriachi e via
dicendo. I pretoriani, in pratica, sono utilizzati come ultima risorsa e quindi quando entriamo in azione
noi, la gente sa che si fa sul serio.
Accade spesso, signore?, chiese Macrone.
No. Ma sembra ci siano problemi nellaria. Sinio assunse subito un tono serio. A causa
dellinterruzione degli approvvigionamenti delle granaglie egiziane lo scorso anno, adesso le scorte
imperiali si stanno esaurendo. Le quote di distribuzione sono state gi ridotte e il popolo diventa
sempre pi affamato man mano che i prezzi aumentano. Abbiamo gi avuto delle piccole rivolte. 
buffo..., riflett Sinio, siamo nella pi grande citt del mondo; abbiamo bellissime terme, teatri,
arene, merci e beni di lusso da ogni angolo della terra; nelle nostre biblioteche lavorano le menti
migliori e gli imperatori che si sono avvicendati hanno costruito imponenti templi ed edifici pubblici, e
nonostante questo ci troviamo a solo qualche passo di distanza dal caos e dal collasso totale
dellordine.
Catone e Macrone non fecero commenti, limitandosi a tenere lo sguardo fisso in avanti. Sinio
sospir. Riposo. Ho superato le formalit. Adesso sono curioso di sapere qualcosa in pi su di voi. Ho
alcune domande da farvi.
I due assunsero una postura pi rilassata, scambiandosi delle occhiate. Catone si schiar la gola
e rispose per entrambi: S, signore.
Prima di tutto, arrivate dalla Britannia?
S, signore.
Dove la campagna continua nonostante Claudio abbia celebrato un trionfo conferito dal senato
per la conquista dellisola qualche anno fa.
Il cuore della Britannia  in mano nostra, signore. Stiamo respingendo i nemici tra le montagne
che confinano con la nuova provincia. Le legioni termineranno a breve il loro lavoro,  solo questione
di tempo.
Ah s? Ho un cugino che presta servizio nella Nona Legione. Di tanto in tanto mi scrive e devo
dire che non mostra affatto la vostra stessa fiducia in un progresso cos regolare. A detta sua, stiamo
ancora tentando di schiacciare i resistenti. Il nemico attacca di continuo le nostre linee di
approvvigionamento e si dilegua non appena arrivano i rinforzi.
 la loro nuova tattica di combattimento, signore, intervenne Macrone. Sono stati quasi
obbligati ad assumerla dopo aver smesso di affrontarci in battaglie campali. La strategia degli sconfitti:
stanno solo tentando di guadagnare un po di tempo prima di doversi definitivamente piegare al
cospetto di Roma.
Vorrei tanto che mio cugino avesse la tua stessa imperturbabilit, Calido. Ad ogni modo non 
lunico soldato a pensare che la campagna non stia andando bene quanto a palazzo vogliono farci
credere. Magari tra le truppe c una visione diversa. Dopotutto i soldati semplici come voi non hanno
una prospettiva cos ampia, insomma. Ditemi, cosa ne pensano gli uomini delle legioni? Qual  il loro...
umore?.
Catone riflett attentamente su quale risposta dare. Era passato qualche anno da quando lui e
Macrone avevano prestato servizio nella Seconda Legione. Anche a quellepoca, la campagna aveva
pesato parecchio sullanimo dei soldati, ma cera da aspettarselo. La questione adesso era come
sfruttare quellopportunit per mettere alla prova il centurione seduto davanti a lui.
Alcuni non sono molto contenti di trovarsi l, signore. Catone us un tono cauto.
Continua.
Non spetta a me parlare per tutti loro.
Va bene, Capito, ma vedila come una conversazione informale, niente pi. Adesso siete nella
Guardia e niente pu impedirlo. Sono solo curioso della situazione in Britannia, credimi.
Catone si scambi una rapida occhiata con Macrone che era troppo confuso sulla piega che la
chiacchierata stava prendendo per poter rispondere, e si limit a stringersi nelle spalle.
Be, signore, riprese a dire Catone, quando siamo partiti, tra le truppe circolava la
sensazione che la campagna non stesse andando da nessuna parte. Sicuramente controlliamo lisola a
meridione e a oriente, ma negli altri territori sono le trib ad avere il controllo. Attaccano i convogli di
approvvigionamento e piccoli avamposti e poi fuggono. Conoscono il territorio e sanno muoversi
veloci, per cui noi abbiamo ben poche possibilit di prenderli. Catone si ferm un istante. Se volete
sapere come la penso io, la nuova provincia non sar mai sicura. Faremmo meglio a ridurre le perdite e
ritirarci, signore. Poi, Catone ebbe un lampo di ispirazione e continu. Una notte mi  capitato di
sentire alcuni ufficiali che ne parlavano, signore. Mentre ero di guardia. Anche loro sono della nostra
stessa idea di andarcene, e uno di loro diceva che lunica ragione per cui eravamo andati l era che
Claudio doveva togliersi lo sfizio di giocare alleroe conquistatore. E poi che quando ha avuto il suo
trionfo, lesercito in Britannia  stato dimenticato.
Capisco. Sinio serr le labbra. Non sembra che rimanga molto amore per limperatore tra le
legioni in Britannia, quindi.
Catone lo guard nervoso. Le cose stavano cos quando io e Calido abbiamo lasciato la
Seconda, signore. Adesso la situazione potrebbe essere cambiata.
Certo,  possibile. Grazie per essere stato sincero con me, Capito. Stai pur tranquillo che la
nostra chiacchierata non uscir da questo ufficio.
Catone annu. Grazie, signore.
Sinio gli fece cenno con la mano. Non ci pensare pi. Qui abbiamo finito. Andate a prendere
lequipaggiamento in magazzino e unitevi alla vostra coorte. Gli uomini del tribuno Burro si trovano
nei baraccamenti allangolo sud-occidentale del campo. Consegnate questa tavoletta cerata al suo
segretario quando firmate il registro e lui vi inserisce nella centuria di Lurco.
S, signore.
Non mi rimane che darvi il benvenuto nella Guardia pretoriana. Se fate il vostro lavoro e
cercate di non mettervi nei guai, vedrete che questo incarico vi piacer. La cosa peggiore che potrebbe
capitarvi  respingere le frotte di donne che vanno pazze per luniforme, la paga e lo status che ne
consegue. E non parlo solo delle donne per la strada. C ben pi di una moglie di senatore che ha la
passione per i pretoriani.
Di fronte a quella possibilit, Macrone non pot fare a meno di sorridere.
Dopo un istante, Sinio riprese a parlare. Un consiglio, se avete orecchie per intendere: evitate
la tentazione di diventare eccessivamente familiari con qualsiasi membro della famiglia imperiale. Vi
ho messi in guardia. Adesso andate.
I due uscirono dalla stanza e si chiusero la porta alle spalle. Il centurione Sinio fiss pensieroso
la porta per qualche istante, poi apr il baule dellarchivio ed estrasse la tavoletta cerata che stava
visionando in precedenza. Prese uno stilus e scrisse alcune note, poi la ripose nel baule. Si alz dal
tavolo e lasci il quartier generale per dare istruzioni a uno dei suoi seguaci.
...
.
...
CAPITOLO SEI.
...
.
...
Macrone prese una toga bianca semplice e scroll la testa. Questa non va bene per un soldato.
E dovremmo indossarla sulla spalla e il braccio sinistro, giusto?.
Dallaltra parte della stanza della sezione Catone annu.
 una follia, continu Macrone. Come si fa a usare bene la spada con questa roba addosso?
Ti ci impigli e rischi di ferirti prima di fare in tempo ad abbattere un avversario.
Arrotol la toga, la lanci sul letto e si sedette con unespressione di disgusto in faccia, prima di
rivolgere uno sguardo al resto dellequipaggiamento che avevano avuto dal magazzino del campo. La
toga faceva parte delluniforme ufficiale che le guardie pretoriane dovevano indossare quando erano in
servizio per le vie della citt. Un contentino per quei romani che rimanevano ancora attaccati ai valori
della vecchia Repubblica, quando la presenza di uomini armati per le strade cittadine veniva
considerata una minaccia alla libert. Per ragioni simili, anche Claudio aveva iniziato a indossare una
toga disadorna, semplice, in occasione di numerose cerimonie, senza neanche la striscia porpora di
magistrato. Quellostentazione di umilt faceva buona presa sul popolo e impressionava ancor pi i
membri del senato. Per quanto riguardava Macrone, la toga era assolutamente impraticabile per i
soldati che dovevano difendere il palazzo imperiale.
E che mi dici delle guardie del corpo germaniche?, chiese Macrone a Catone. Anche loro
devono indossarla?
No, ma loro sono barbari della Batavia, mi sembra di ricordare. Vederli in giro con le toghe
sarebbe unoffesa alla pubblica sensibilit.
Stronzate, borbott Macrone, tornando a esaminare il resto dellequipaggiamento. Oltre
allarmatura funzionale, cera anche una corazza di ottone, un elmo attico con la sommit decorata e
sottili paraguance, ma nessuna protezione per il collo. Poi le tuniche di tessuto bianco sporco e i
mantelli marrone chiaro che avrebbero raccolto in men che non si dica tutta la sporcizia e il fango delle
strade di Roma, costringendoli a lavarli in continuazione; e per finire il gladio, lo scudo ovale e un
pesante giavellotto che invece sembravano lunica cosa azzeccata. Catone aveva gi ripiegato la toga,
le tuniche e il mantello, e li aveva riposti ordinatamente sulla mensola sopra il proprio letto.
Sospirando, Macrone inizi a fare lo stesso.
Che era tutto quel discorso sul calo di morale nei soldati in Britannia?, chiese.
Catone gli fece segno di stare zitto, poi si alz e si precipit alla porta per controllare
allesterno. Gli era stata assegnata una comoda stanza al secondo piano insieme ad altri due della Sesta
Centuria della Terza Coorte, lunit deputata in quel momento alla protezione del palazzo imperiale e
della cerchia dellimperatore, ogni volta che Claudio decideva di uscire in strada per visitare il senato o
per svagarsi a teatro, in unarea o alle corse. Nelle legioni i soldati erano costretti a dormire stipati in
otto in una stanza sola o, durante una campagna militare, a condividere una tenda, anche questultima
molto affollata. Nella Guardia, invece, cerano quattro uomini in una stanza che era arieggiata e ben
illuminata dalla finestra a persiane sul muro. Nel corridoio, Catone vide in lontananza alcune figure
appoggiate alla balaustra affacciata sul viale alberato che conduceva alle terme dei pretoriani: anche
queste avevano dimensioni grandiose se paragonate alle normali strutture di una fortezza legionaria. Su
un lato del cortile per allenamenti con fondo di sabbia cera una serie di camere delimitate da un basso
muro in gesso. Gli altri pretoriani lo ignorarono. Lungo il corridoio alcune porte erano aperte ma era
comunque impossibile sentire le conversazioni di chi si trovava allinterno. Catone, allora, torn al suo
letto e si sedette sul bordo.
Quando parliamo, fallo a voce bassa. E dobbiamo anche ricordarci di usare sempre i falsi
nomi.
Lo so, sbott Macrone, terminando di piegare lultima delle tuniche e i mantelli. Poi si
sedette davanti a Catone. Mi spiace per prima.  solo che non mi va gi tutta questa storia sotto
copertura.
Be, faresti meglio a fartela piacere. Per il momento siamo spie e non possiamo farci nulla
finch il lavoro non sar portato a termine. E se falliamo, Narciso ci getta in pasto ai lupi. Sempre che
sopravviviamo ai teneri ringraziamenti dei Liberatori.
Lo so, lo so, rispose Macrone in tono stanco. Mi terr concentrato su quello che dobbiamo
fare, lo giuro, ma dimmi una cosa, Capito, disse trattenendo a fatica una risatina quando us il nome
falso, perch hai rifilato a Sinio tutta quella storia sulla situazione in Britannia?
Dovevo pur dirgli qualcosa, per assicurarmi che si bevesse la storia di copertura. Poi per mi 
venuto in mente che se avessi parlato dello scontento, la cosa avrebbe potuto essere interessante per i
faziosi e, anche se Sinio non ha nulla a che fare con la cospirazione, ci sono buone possibilit che parli
con gli altri ufficiali di ci che gli ho detto. Il che farebbe circolare i nostri nomi, e magari qualcuno
potrebbe pensare che siamo un buon partito per gli scopi di chi  contro limperatore. Insomma, questo
 quello che ho pensato, concluse Catone, sbuffando.
Macrone annu. Mi sembra convincente. Come al solito, tu, amico mio, dimostri una mente
contorta. Non mi sorprende che piaci cos tanto a Narciso. Macrone lanci a Catone unocchiata
inquisitoria. Gi ti vedo prendere il suo posto a palazzo. Ci sapresti fare.
Catone lo guard e rispose volutamente con voce bassa ma decisa: Be mica male come
idea!.
Continuarono a fissarsi per qualche istante, poi Macrone gli diede una pacca sulla spalla. Ci
ero quasi cascato!, e scoppi a ridere, seguito da Catone. Ridevano ancora quando udirono un rumore
di passi e spunt una figura sulla soglia. Catone si volt e vide un uomo magro con una faccia lunga e
stretta che li fissava con sguardo glaciale. Aveva il viso fortemente butterato e i capelli sale e pepe.
Catone suppose che potesse avere appena qualche anno pi di Macrone. Si alz e gli porse la mano.
Sono Tito Ovidio Capito. Trasferito alla Guardia pretoriana dalla Seconda Legione.
Capito, ripet luomo annuendo. Mi fa piacere vedere che lumore  alto. E sei anche nella
mia sezione, aggiunse, puntandosi un pollice contro il petto. E io sono Gaio Ofonio Tigellino, optio
di questa centuria, vice comandante del centurione Lurco. Il tuo amico  laltro neoarrivato?.
Macrone si alz. Lamico pu benissimo parlare per s. Vibio Gallo Calido. Pure io della
Seconda.
Tigellino storse il naso. Da quanto ricordo, ununit abbastanza mediocre. Potete anche aver
impressionato i vostri superiori in Britannia, ma dovrete ricominciare tutto da capo per impressionare
anche me e il tribuno Burro.
Faremo del nostro meglio, rispose Catone.
Bene. Allora sarebbe meglio che vi mettiate le tuniche di servizio e vi presentiate al tribuno.
Poi, indicando il loro equipaggiamento di legionari, aggiunse: E fareste meglio a sbarazzarvi di quegli
stracci. Vendeteli al mercato, non vi serviranno pi e io non voglio pi vederli ammucchiati sul mio
scaffale. E muovetevi: il tribuno detesta i perditempo.
Lopio si volt e usc nel corridoio a passo lungo. Un istante dopo sulla porta apparve un viso
fresco ed entr nella stanza. Era un ragazzo, presumibilmente coetaneo del pretoriano che li aveva
scortati al quartier generale, ma agli occhi di Catone sembrava fin troppo sbarbatello per essere un
soldato. Quella riflessione lo colse di sorpresa quando si rese conto che lui stesso non aveva poi molti
anni di pi del giovane pretoriano che gli stava davanti. Qualche anno in pi di esperienza che faceva la
vera differenza, riflett Catone.
Prima di parlare, il pretoriano si guard alle spalle per sincerarsi che Tigellino non fosse pi a
portata di orecchio. Non vi preoccupate di lui: Tigellino d sempre una lavata di testa ai nuovi arrivati
perch dice che fa bene tenerli sempre attivi. Avreste dovuto vedere come trattava me, allora, sorrise.
Mi chiamo Fuscio.
Macrone ricambi il sorriso. Io sono Calido e quello alto e magro l  Capito. Trasferiti dalle
legioni.
Lavevo intuito quando ho visto..., le parole del ragazzo si spensero mentre indicava la
cicatrice sulla faccia di Catone. Come te la sei fatta?
Ferita di spada, spieg lui, laconicamente. Lo scorso anno in... Britannia. Me la sono presa
quando siamo caduti nellimboscata di un gruppo di Durotrigi.
Fuscio lo fiss per un lungo istante con sincera ammirazione, poi si rese conto di quanto potesse
apparire stupido e arross imbarazzato. Scommetto che avrete un sacco di storie da raccontare sulla
Britannia.
Quanto vuoi scommetterci?, chiese secco Macrone. Se vuoi roba buona, devi venire da me,
ragazzo.
Oh?. Fuscio non sapeva come comportarsi per non rischiare di offendere uno dei due, per cui
si limit a mormorare qualcosa mentre raggiungeva uno dei letti sui due lati della finestra. Be,
comunque  un piacere avere qualcun altro in stanza. Tigellino  uno che non parla. Cio, a parlare
parla, ma solo per lamentarsi di qualcosa.
Gi, labbiamo notato, fece Catone sfilandosi la tunica rossa e infilandosi la sua nuova tunica
pretoriana. Dai, Calido, meglio sbrigarsi.
Quando avrete finito per oggi, io e altri andiamo fuori a berci qualcosa, disse Fuscio. Vi
andrebbe di unirvi a noi?
Lidea non  male, rispose Catone, lisciandosi bene la tunica e allacciandosi la spessa cintura
militare intorno alla vita. Calido?
Perch no? Non mi dispiacerebbe bere roba buona dopo la schifezza che ci hanno rifilato
allarrivo.
Bene, allora andiamo dal tribuno.
Il tribuno Burro era un veterano avanti con let. Dalla quantit di cicatrici che aveva in faccia e
sulle braccia doveva aver prestato servizio per parecchi anni nelle legioni prima di entrare nella
Pretoriana. Tranne che per un solitario ciuffo bianco, era totalmente calvo. Aveva perso un occhio sul
quale portava una toppa di pelle per coprire la cavit tenuta con una sottile striscia di tessuto. Era un
uomo alto e robusto e Catone cap che doveva essere stato un personaggio formidabile a suo tempo.
Adesso, per, stava trascorrendo i suoi ultimi anni nella Guardia in attesa della buonuscita dallesercito.
Avrebbe potuto utilizzare lelevazione alla classe equestre per trovare un posto amministrativo a Roma
o in una delle altre citt in Italia, ma Catone suppose che Burro avrebbe preferito la compagnia di
vecchi soldati a quella dei burocrati. E quindi avrebbe magari finito i suoi giorni in qualche colonia
militare, rispettato da uomini che ne conoscevano le qualit anche quando avesse iniziato a farsi curvo
e debole.
Be, non statevene l a ciondolare su quella maledetta porta!, sbott Burro.
Quando Catone e Macrone gli furono sullattenti davanti, il tribuno li esamin per un istante e
poi riprese a parlare. Finalmente dei soldati come si deve! Era ora. Ho visto fin troppi giovani
mollaccioni di citt entrare nei ranghi, ultimamente. Soprattutto dopo tutte le perdite che abbiamo avuto
in Britannia. Voi ricorderete sicuramente la battaglia fuori Camulodunum:  stata la vostra legione che
ci ha salvati dalla trappola. Quei maledetti celti erano veramente dei furbi bastardi. E si sono battuti
anche bene, tirando fuori il meglio dai pretoriani, anche se noi eravamo mal gestiti. Dunque...,
concluse, fa piacere avere due veterani nella coorte. Vedo per che uno dei due  ancora molto
giovane, eh? Come ti chiami tu?
Capito, signore.
Et?
Venticinque, signore.
Avrai servito per almeno sette anni, allora.
Quasi otto, signore. Sono entrato nella legione appena dopo aver compiuto diciassette anni.
Burro aggrott la fronte. Ma  contro il regolamento: let minima  diciotto.
Sono stato mandato nellesercito da mio padre non appena ha pensato che fossi pronto,
rispose Catone senza un particolare tono di voce, come se stesse raccontando una storia di copertura.
Devi averlo reso orgoglioso, sicuramente. Hai fatto unottima scelta per te stesso.
Grazie, signore.
Burro, poi, si rivolse a Macrone. E tu, invece, che mi racconti? Dalla faccia direi che sei uno
navigato. Quanti anni di servizio, Calido?
Ventitr anni, signore.
Santi numi! E sei ancora un legionario semplice? A questora avresti dovuto finire ammazzato
o promosso a centurione, o quantomeno optio. Che  successo?.
Macrone ingoi la pillola amara e rispose diretto: Sono e rimango un soldato, signore. Non ho
visto il motivo di farmi promuovere. Mi piace fare il soldato e basta. Combatto bene e ho messo a terra
parecchi nemici di Roma.
Essere un buon guerriero  una cosa, ma pensi di poter essere allaltezza dei requisiti per
essere un pretoriano? Ti troverai costantemente sotto gli occhi dei senatori e del popolo,  richiesto
molto di pi che essere semplicemente un soldato e uccidere nemici. Se fai qualche casino e metti in
imbarazzo tutta la Guardia pretoriana, metterai in imbarazzo limperatore stesso e, peggio, molto
peggio, metterai in imbarazzo me. E se questo dovesse accadere, mi ti ritroverai addosso come una
montagna di merda, sono stato chiaro, Calido?
S, signore.
Il tribuno tacque qualche istante per far s che il suo avvertimento venisse metabolizzato, poi si
schiar la gola e riprese a parlare in tono moderato. Adesso vi dir ci che dico a tutte le reclute: siete
arrivati in un periodo difficile. Limperatore sta invecchiando e non durer per sempre, anche se a
qualche folle di senatore venisse in mente di farlo nominare divinit. Un peccato perch come
imperatore  stato uno dei migliori. Comunque  fatto di carne e ossa e morir. Il nostro lavoro  fare in
modo che questo avvenga per cause naturali. E non tiratemi fuori la battuta di spirito che tra le cause di
morte naturale in una famiglia imperiale ci sono anche insoliti acciacchi come lavvelenamento, una
pugnalata alle spalle o una spada infilata nello stomaco o anche il soffocamento da cuscino e via
dicendo. Durante il mio comando della coorte di palazzo tutto questo non accadr mai. Per cui tenete
gli occhi ben aperti quando siete in servizio. Non mi fido per niente di quei coglioni di germani della
guardia personale dellimperatore. Il nostro lavoro consiste nellimpedire che qualcuno si avvicini a
Claudio tanto da permettere poi a quei germani di doversi guadagnare il salario. Per quanto mi
riguarda, i miei uomini sono lultima linea di difesa. Se uno di voi si trover a doversi lanciare sul
pugnale di un assassino per salvare la vita dellimperatore, che non esiti a farlo. Se avr unesitazione,
be, allora non c posto per lui nella mia coorte. Chiaro?
S, signore, risposero rapidi e allunisono Catone e Macrone.
Bene. Come ho gi detto, la situazione  complicata. A palazzo ci sono varie fazioni che
stanno gi facendo piani per la successione. Alcuni sostengono Britannico, altri il prima sconosciuto
Nerone. E come se non bastasse, ci sono pure i liberti che danno consigli allimperatore: Pallante,
Narciso e Callisto, dei viscidi corrotti, tutti e tre. Cercheranno di allestire unalleanza con il loro
candidato prescelto per la porpora. I loro giochi mi vanno anche bene, ma solo finch non fanno nulla
per accelerare il processo. Tenete gli occhi aperti su eventuali pericoli sia dallesterno che dallinterno.
Domande?, chiese Burro, guardandoli. Nessuna? Allora chieder a Tigellino di prendersi cura dei
protocolli che vi riguardano domani stesso. Meglio per voi se imparate velocemente, perch vi metter
in servizio gi dopodomani. Si tratta di nuotare o affogare, ragazzi. Adesso andate!.
...
.
...
CAPITOLO SETTE.
...
.
...
Un branco di ridicoli soldatini giocattoli, ecco cosa sono i pretoriani, sbrait Macrone mentre
percorrevano il viale che portava alla locanda che Fuscio aveva nominato poco prima. Si era gi fatto
buio e i due uomini si erano messi addosso i mantelli per ripararsi dal gelo della notte invernale. Ai lati
della via svettavano le moli scure delle insulae, punteggiate qua e l da occasionali lampade e candele
accese allinterno. Laria era satura di puzzo di sudore, acque nere e verdure marce. Macrone fece un
sospiro brusco. Non pensano altro che a prepararsi per le parate.
Pensavo ti piacesse questo aspetto del lavoro, rispose Catone. Hai sempre detto che
laddestramento  il motivo per cui lesercito romano  cos imbattibile.
Be s, forse ho esagerato, ammise a malincuore Macrone. Il fatto  che laddestramento
serve per combattere, non per infinite parate e cerimonie. Dovrebbero essere soldati, non inutili oggetti
decorativi.
Bah, non saprei. Hanno comunque un certo brio e penso che al momento di combattere gli
uomini non disonorerebbero la reputazione della Guardia.
Macrone gli lanci unocchiata furtiva e inciamp su un cane morto. Oh cazzo! Guarda qui: ho
il piede tutto sporco delle sue budella.... Si ferm un istante per pulirsi la caliga sullo spigolo di un
muro. Intendevo dire che leventualit di vedere i pretoriani in azione  pari a quella di sorprendere
delle vergini vestali in unorgia. Succede, ma non cos spesso.
Noi non siamo qui per combattere. Non ho nessuna intenzione di rimanere nella Guardia
pretoriana pi del dovuto. Siamo qui per un unico scopo.
Lo so, scovare e uccidere i traditori.
In realt intendevo per prenderci tutto quello che ci deve quella serpe di Narciso.
Macrone scoppi a ridere, dando una pacca sulla spalla allamico. Ben detto, ragazzo!.
Catone sorrise. Anche se gli scocciava parecchio doversi riguadagnare la promozione a prefetto,
non era affatto male, comunque, essere tornato allo stesso grado di Macrone. Cerano stati momenti di
tensione tra loro quando Macrone aveva dovuto rimettersi al grado superiore dellamico al quale,
invece, era dispiaciuto perdere la facilit di compromesso che aveva caratterizzato il loro rapporto negli
anni precedenti. Tutto quello, per, sarebbe cambiato una volta portato a termine lincarico, riflett
Catone con una certa tristezza. Se Narciso avesse mantenuto la parola data, a lui sarebbe stata
confermata la nomina a prefetto e probabilmente anche il comando di una coorte tutta sua, mentre
Macrone sarebbe stato assegnato a una legione e cos le loro strade si sarebbero divise. Sempre che la
loro missione avesse avuto successo, ricord a se stesso.
Credo che sia questo il posto. Macrone indic un punto pi avanti sulla strada in cui si apriva
una piccola piazza intorno a una fontana pubblica. Nel tardo pomeriggio si era alzato un forte vento e
aveva spazzato via gran parte della cappa fumosa che aleggiava su Roma; in quel momento il cielo era
una luminosa volta stellata che inondava la citt di un lieve chiarore, facendo risaltare il profilo dei tetti
degli edifici alla base del colle Esquilino. Quando entrarono nella piazza, a destra videro una grande
porta con un cartello sopra, con su scritto a chiare lettere: Il Fiume di Vino. Dallesterno si sentiva
rumore di risate e urla; la porta si apr per un istante e ne barcoll fuori un uomo che vomit nel cono di
tiepido chiarore delle lampade e candele accese allinterno.
La foce del fiume, senza dubbio, sugger Catone.
Molto divertente, andiamo alla fonte. Ho la gola secca.
Catone afferr lamico per un braccio per trattenerlo un istante. Bevi ovviamente, ma non
ubriacarti. Non possiamo permetterci di farci scoprire.
Fidati di me: rimarr sobrio come una vergine vestale.
Paragone non proprio incoraggiante, stando a certi racconti.
Attraversarono la piazza e aggirarono accuratamente luomo piegato in due sul canale di scolo e
ancora scosso dai conati. Entrando nella locanda, Catone vide che la sala era grande e si sviluppava per
gran parte della profondit dellinsula, di cui costituiva le fondamenta e che si reggeva sulle grosse
colonne portanti che dividevano la sala. Il posto era gi affollato dalla clientela della sera e laria era
satura del fumo delle lampade e delle candele e dellodore acre del vino da quattro soldi. Il pavimento
lastricato era ricoperto di uno strato di paglia e segatura. Catone calcol che in quello spazio potevano
esserci, stipati, oltre un centinaio di uomini e solo qualche donna; tutti i tavoli erano occupati, per cui
alcuni avventori sedevano addossati al muro. Qua e l cerano anche piccoli gruppi di guardie fuori
servizio e altri soldati di una delle coorti urbane. Il resto erano semplici civili.
Ehi, laggi!.
Catone e Macrone si voltarono verso la voce che li chiamava e videro Fuscio che gli faceva
segno da un angolo non distante dallentrata. Era seduto con altre guardie a un tavolo pieno di boccali.
Catone e Macrone si avviarono verso il tavolo e Fuscio, gi con parecchi bicchieri di vino in
corpo, fece le presentazioni.
Amici! Questi sono i due nuovi ragazzi di cui vi ho detto. Be, proprio ragazzi forse no, eh?.
Nel presentarli pos un braccio sulla spalla di ciascuno, alitando in faccia a Catone quando si gir per
sorridergli. Questo  Capito. E questo qui invece  Callo.
Calido, lo corresse Macrone. Poi guard il resto del gruppo e fece un cenno di saluto. Erano
in nove, tre sembravano veterani e gli altri freschi e giovani come Fuscio. La maggior parte di loro
sembrava aver bevuto pesante quanto Fuscio, anche se i veterani dimostravano maggiore resistenza ed
erano apparentemente ancora lucidi.
Mettetevi seduti, prosegu Fuscio, abbassando poi gli occhi e accorgendosi che allestremit
del tavolo non cerano panche. Allora si volt verso il tavolo accanto, in cui erano seduti tre ragazzetti
scheletrici che giocavano a far ingollare vino a una grassa prostituta.
Alzatevi!, gli ordin Fuscio. Ehi, in piedi! Ho bisogno della vostra panca.
Uno dei giovani si gir e gli ribatt contro: Togliti dai coglioni! Cercati la tua cazzo di panca
altrove. Questa  occupata.
Non lo  pi. Quando un pretoriano vi dice di saltare, voi dovete saltare e di corsa. Adesso
alzatevi.
Vieni tu a farci saltare?. Il ragazzo ghign gelido, abbassando una mano sulla cintura.
Fuscio si fece da parte per rivelare, alle sue spalle, il tavolo in cui si trovavano tutti i suoi
compagni. Solo se ci costringete.
I pretoriani squadrarono i ragazzi che, capita lantifona, si affrettarono ad alzarsi, sollevando e
trascinandosi dietro anche la donna che brontol per protesta. Era ormai bella che andata, le gambe non
le si reggevano pi e i suoi amici ebbero non poche difficolt a trascinarla via nella calca. Fuscio
avvicin la panca al loro tavolo e fece segno a Catone e Macrone di sedersi.
Ecco fatto. A capotavola. Adesso bevete. Afferr la prima brocca a portata di mano, vide che
era vuota e ne cerc unaltra, poi riemp due bicchieri fino allorlo e li spinse verso Catone e Macrone,
facendo traboccare una parte del contenuto. Loro presero i bicchieri e li alzarono per brindare alla
salute degli altri.
Catone fece finta di bere un bel sorso ma ne risput gran parte nel bicchiere, che poi abbass sul
fianco e discretamente svuot a terra. Macrone, per contro, fece una bella tracannata e si pul la bocca
con il dorso della mano.
Ahhh! Niente male!.
Ovvio, sorrise Fuscio. Tengono la roba buona per i pretoriani perch paghiamo bene e non
osano rifilarci la seconda scelta.
Capisco, fece Catone, serrando le labbra; poi sollev di nuovo il bicchiere e fece finta di bere
un altro sorso.
Allora, cosa ne pensate finora del nuovo lavoro?, chiese uno degli amici di Fuscio.  o non
 il migliore dellesercito?
C un mare di differenza tra la Guardia pretoriana e il vero esercito, rispose Macrone. S,
qui il lavoro  buono, ma non  vera vita militare.
Catone trasal quando vide che lespressione degli altri presenti si era irrigidita per un istante.
Poi uno dei vecchi scoppi a ridere spernacchiando e gli altri gli andarono dietro.
Tipico di voi legionari!, fece un secondo veterano in fondo al tavolo. Pensano di essere solo
loro lesercito. Poi vengono qui con tutte quelle arie. Stronzate: dagli un anno nella Guardia e vedi
come si dimenticano di essere stati nelle legioni.
Macrone si sporse in avanti e punt un dito contro luomo. Stammi a sentire. Tu non sai quello
che stai dicendo. Mostra poco rispetto per le legioni davanti a me e Capito e potresti correre il rischio di
ferirci talmente tanto da costringerci a farti sputar fuori tutta la merda che hai dentro. Non  forse vero,
Capito?
Cosa?. Catone lanci uno sguardo furibondo a Macrone.
Ne ho fin sopra la testa di queste femminucce che si pavoneggiano. Stanno tanto a rompere
con tutta quella loro pulizia e ordine come se fosse lunica cosa importante, e trangugi unaltra
sorsata di vino. E guadagnano pure il doppio di quello che prende un onesto soldato, per giunta in
tutta comodit, mentre lo stesso soldato va a rischiare la vita per Roma....
E allora?, gli rispose il veterano allaltra estremit del tavolo. Hai fatto le tue campagne
come le ho fatte anchio e questa  la tanto attesa ricompensa che ci eravamo sempre ripromessi. Che
problema hai al riguardo?.
Macrone lo fiss, poi svuot il bicchiere e lo sbatt sul tavolo con un tonfo e spernacchi a sua
volta. Non me ne frega niente! E adesso versatemi ancora da bere.
Gli altri intorno al tavolo scoppiarono in un boato di risate mentre Fuscio riempiva il bicchiere a
Macrone. Poi si volt verso Catone che, per, fece segno di no con la testa, abbozzando un rapido
sorriso.
Senti, fece Catone, che mi dici di tutto laddestramento che ho sentito dire vi stanno facendo
fare? Io pensavo che la Guardia fosse un lavoretto facile facile. Sembra quasi che il prefetto Geta stia
preparando i pretoriani per una guerra, dalle voci che mi sono arrivate.
Al diavolo Geta!, sbrait uno dei giovani. Da quando Crispino  in permesso malattia, Geta
ci sta facendo lavorare come cani. Marcia in strada, allenamento con la spada e poi tutti quei maledetti
falsi allarmi, notte e giorno. Sono stufo. Mi sa che ci hai proprio visto bene tu: vuole convincere
limperatore a mandarci a combattere qualche guerra di merda. Il ragazzo abbass gli occhi sul fondo
del bicchiere. Con la fortuna che mi ritrovo, i pretoriani verranno rimandati in Britannia per ripulire
tutto.
Ah!, se ne usc Fuscio, applaudendo. Quant piccolo il mondo! Il nostro amico Capito 
appena tornato dalla Britannia. E anche Calido.
Eh?. Uno dei veterani fece un enorme sforzo per cercare di concentrarsi sui nuovi arrivati.
Com la situazione allora? Stiamo vincendo?.
Catone storse le labbra. Definiscimi vincere.
Definire vincere?, ripet luomo, accigliato. Che stronzata  questa? O stiamo vincendo o
non stiamo vincendo. Quale delle due?
Dovete scusare il mio amico, intervenne Macrone. Pensa di essere un filosofo. La verit 
che i celti sono delle bestie molto pi toste di quanto pensasse limperatore. Nessun problema a batterli
sul campo di battaglia, ma loro hanno iniziato a tendere imboscate alle truppe e poi a scappare subito
dopo come conigli. Saranno pure dei codardi, ma stanno decimando le truppe, uomo dopo uomo. Se
volete la mia opinione, Roma starebbe molto meglio senza quei barbari saltafossi. Limperatore
dovrebbe riportare a casa le truppe.
E i druidi?, chiese un altro giovane pretoriano.
E i druidi cosa?
Se non li schiacciamo in Britannia, poi dovremo combatterci di nuovo contro in Gallia e in
qualsiasi altro posto che possano raggiungere. Almeno questo  quanto ho sentito dire.
Be dimentica quello che hai sentito dire, allora, rispose rudemente Macrone. Te lo dico io, i
drudi sono fuori gioco. Ritirati tra le montagne. Sono finiti. Le chiacchiere sul fatto che bisogna
invadere la Britannia per salvare limpero dai druidi sono solo fandonie. C solo un motivo per cui le
legioni si trovano ancora in Britannia ed  dare allimperatore laspetto di un vero generale. Un
qualsiasi altro regnante mediamente onesto non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei suoi uomini
solo per farsi grande davanti al popolo.
Nel frattempo, mentre il suo amico parlava, Catone aveva tenuto docchio le reazioni degli
uomini e vide che molti di loro annuivano concordi. Lo scontento in merito alla politica imperiale sulla
Britannia era palpabile e le insinuazioni dellultima frase di Macrone arrivarono dritte al bersaglio.
Non durer per sempre, mormor qualcuno.
E poi, idiota?, gli sbott contro il veterano. Pensi che riusciremmo a trovare un imperatore
migliore di Claudio cos, su due piedi?
Difficile trovare di peggio. Quel giovane, Nerone, ha un buon cuore e ama le guardie. Viene
sempre a farsi un giro al campo. Si prender cura di noi.
Gi visto. Il giovane Gaio Caligola era proprio come lui e guarda poi che fine ha fatto.
In quellistante un rumoroso coro di urla annunci lentrata nella locanda di una banda di
uomini dallaspetto duro e con sudice tuniche addosso. Avevano evidentemente gi bevuto ed erano
allegri; poi il capobanda, un gigante di uomo, vide i pretoriani e stese le braccia per fermare i suoi
uomini. Gli altri avventori si voltarono e il chiacchiericcio piano piano si smorz.
Ma guardate un po laggi, ragazzi!, fece alle sue spalle. Abbiamo lonore dei soldatini
giocattolo dellimperatore stasera! Guardateli come si riempiono le budella di vino, proprio come si
ingozzano di buon pane e ottimi tagli di carne.
Chi cavolo  questo?
Cestio, rispose Fuscio. Il capo della banda del Viminale, una cricca molto pericolosa. Ogni
tanto vengono qui a bere.
Be, sembra un tipo parecchio tosto anche da solo.
Lo . Un tempo lottava nellarena: ha rotto il collo a due uomini a mani nude.
Cestio incroci le braccia massicce e fiss i pretoriani per qualche istante, prima di proseguire.
Ah, s, loro stanno proprio bene mentre il resto di Roma muore di fame. Non ho mai visto un branco
di femminucce scansafatiche come questi, mai. Tutti pulitini e ordinatini e pieni di stronzate. Ci fosse
un solo vero soldato tra loro. Ho visto uomini pi tosti tra gli accattoni nelle fogne.
Alcuni dei clienti intanto si erano alzati dai tavoli e stavano riguadagnando luscita cercando di
passare inosservati. Ne seguirono altri, mentre i pretoriani seduti agli altri tavoli si alzarono malfermi,
per avvicinarsi al tavolo in cui si trovavano Macrone, Catone e il resto della compagnia.
La situazione si sta mettendo male, comment Catone.
Forse, gli rispose Macrone. Ma almeno vedremo di che pasta sono fatti questi pretoriani.
Francamente, preferirei rimanessimo tutti dun pezzo, loro e noi.
Catone guard Cestio avvicinarsi a loro attraversando la saletta della locanda che rapidamente
si stava svuotando. Nei pressi del bancone il tenutario, intanto, stava freneticamente raccogliendo
quante pi brocche e bicchieri poteva prima che la tempesta si scatenasse. Tir gi il primo carico
dietro il bancone e riaffior per continuare quando cera ancora un momento di calma. Cestio e i suoi
scagnozzi continuarono ad avvicinarsi ai pretoriani, stringendosi in gruppo: Catone ne vide alcuni che,
in barba alla legge, portavano coltelli appesi alla cintola. Altri avevano pesanti manganelli di cuoio.
Catone non aveva armi con s e gli bast una veloce occhiata intorno per rendersi conto che solo
pochissimi pretoriani erano usciti armati, per lo pi di piccoli coltelli che usavano per affettare carne e
pane.
C una legge che vieta di andare in giro armati allinterno delle mura cittadine, annunci
Catone quanto pi audacemente poteva. Segu un breve istante di silenzio durante il quale tutti lo
guardarono con espressioni di divertito sconcerto.
Cestio si ferm a breve distanza dai soldati. Questa locanda si trova nel mio territorio. Quindi,
mio territorio, mie regole. Mi spiace ma temo che dovrete andarvene, ragazzi, disse con artefatta
civilt, allistante.
Fuscio guard gli altri pretoriani e allung una mano per prendere il mantello, ma Macrone
gliela spinse via.
Ci stavamo solo facendo una bevuta tranquilla, amico, sorrise poi a Cestio. Come vedi,
adesso c spazio per tutti, grazie alla vostra entrata.
Cestio sollev un angolo della bocca abbozzando una smorfia a met tra il sorriso e il ghigno.
Ah, ma una tranquilla bevuta  proprio ci che cerco io, e un branco di pretoriani sbruffoni potrebbero
rovinarmi lumore. Poi butt un pollice allindietro sopra la spalla. Per cui, voi fuori.
Macrone fece una faccia dispiaciuta. Non c bisogno di essere cos suscettibili. Prese respiro
e annus laria. Tra laltro, tu e i tuoi ragazzi puzzate come se foste appena usciti da una latrina. Senza
offesa, eh, ma  cos. Dunque, perch la serata continui tranquilla, evitiamo i problemi, daccordo? Tu e
i tuoi potete bere laggi, nellangolo opposto. Il primo giro ve lo offriamo noi dato che, come
giustamente dite, possiamo permettercelo. Avanti!. Prese la prima brocca a portata di mano e riemp
un bicchiere. Poi si volt verso Cestio, fece un passo e gli porse il bicchiere. Gli occhi di Cestio
caddero istintivamente sul bicchiere. E fu proprio in quellistante che Macrone gli spacc la brocca
sulla faccia gigantesca. Il recipiente and in mille pezzi con unesplosione di schegge e schizzi di vino
rosso tuttintorno. Cestio barcoll indietro con il naso rotto sanguinante. Macrone gett a terra il
manico e il suo urlo di battaglia riemp la locanda: ALLATTACCO!.
Macrone si lanci contro la banda, afferrando in corsa uno sgabello. Uno degli scagnozzi con
pi presenza di spirito degli altri balz davanti al suo capo e si abbass in posizione di difesa, mentre lo
sgabello di Macrone gli volava in testa tracciando un volo ad arco. I pretoriani che non avevano ancora
bevuto troppo vino si precipitarono avanti, tirando pugni, mentre gli altri attaccavano con movimenti
pi goffi. Luomo di fronte a Macrone sollev di scatto un braccio per cercare di parare il colpo ma
lavambraccio sbatt, scricchiolando, contro un lato della testa facendogli lanciare un urlo di dolore.
Catone serr le mani a pugno e cerc un avversario.
Che stai aspettando?, gli url Macrone al di sopra della spalla. Un invito? Colpisci!.
I due gruppi erano della stessa entit numerica e la zuffa inizi a estendersi a tutta la sala della
locanda.
Nooooo!, url il locandiere, afferrando al volo una brocca da sopra a un tavolo, poco prima
che fosse schiacciata da due uomini avvinghiati che tentavano di afferrarsi reciprocamente alla gola.
Altri tavoli e altre panche andarono per aria, con i bicchieri di ceramica e le brocche di vino ancora
sopra. Schizzi scuri di vino esplosero su tutto il pavimento. Catone scatt in avanti con i pugni
sollevati. Davanti a lui uno dei pretoriani sband di lato, esponendo un omone con una zazzera di
capelli scuri. Aveva la bocca spalancata nella quale si vedeva solo una manciata di denti storti. Catone
si slanci in avanti e gli affond il destro in faccia. Il colpo lo prese dritto sul mento, facendogli
chiudere la mandibola, e luomo cadde in ginocchio. Approfitt subito del vantaggio e gli moll un
altro colpo su entrambi i lati della testa, facendolo crollare a terra sul fianco, stordito.
Con unocchiata veloce, si accorse che Macrone stava ancora attaccando Cestio con una scarica
di potenti pugni contro testa e corpo. Incredibilmente il capo della banda resisteva allassalto e aveva
sollevato i pugni per bloccare i colpi dellavversario. A un certo punto, Cestio scosse la testa per
schiarirsi la vista e si lanci contro Macrone, con un ringhio profondo che Catone ud al di sopra di tutti
gli altri grugniti, urla e tonfi che saturavano la sala. Cestio attacc con un sinistro, un colpo da pugile
navigato che centr Macrone alla spalla, facendolo arretrare di un passo. A quel punto, in traiettoria
ampia, dallesterno, arriv il destro che Macrone riusc tranquillamente a schivare, entrando poi
nellavversario con un montante. La testa di Cestio sussult, ma luomo riusc comunque ad avanzare e
a colpire di nuovo Macrone, centrandolo in pieno alle costole con il primo affondo e sotto locchio
sinistro con il secondo, facendogli schizzare la testa allindietro. Macrone indietreggi barcollando
contro lo stesso tavolo al quale era seduto pochi istanti prima. Boccale e bicchieri volarono via e si
schiantarono a terra. Macrone era stordito, batteva velocemente le palpebre mentre il gigante gli si
profilava davanti. Cestio sogghign crudelmente e lo colp di nuovo allo stomaco e alla bocca,
spaccandogli un labbro.
Catone comprese che, se non si fosse mosso allistante, Macrone sarebbe stato battuto. Allora
spinton via un pretoriano, cercando di raggiungere lamico... Ma non si accorse del colpo che stava
arrivando: dun tratto la testa gli schizz di lato e inizi a vederci doppio. Abbass istintivamente il
capo e sollev le braccia per proteggersi; il pugno successivo gli scivol contro il gomito. Davanti a s
vide che Fuscio aveva appena abbattuto un avversario e lo stava colpendo con la gamba di una sedia
rotta.
Fuscio!, gli url. Il giovane pretoriano alz gli occhi e ud Catone gridare ancora: Salva
Macrone!.
Fuscio lo guard confuso e Catone si sent raggelare di terrore quando si rese conto di ci che
aveva appena urlato. Prese respiro e url di nuovo. Attento a Calido!. Sollev poi un braccio e indic
lamico per accertarsi che listruzione fosse chiara. Fuscio si volt e vide che il capo della banda stava
partendo con un nuovo colpo; strinse allora la mano intorno alla gamba della sedia e raggiunse Cestio
alle spalle, sollevandogli il pezzo di legno sopra la testa.
Occhio, capo!, grid qualcuno e Cestio inizi a voltarsi. Troppo tardi, per: la gamba della
sedia gli arriv dritta in testa, spaccandosi. Cestio spalanc la bocca urlando di dolore, mentre Fuscio lo
colpiva altre due volte. Il sangue prese a sgorgare, appiccicandogli i capelli al cranio. Fuscio cambi
tattica e gli sbatt la gamba della sedia sullo stomaco, facendolo piegare in due.
Cos!, url Catone, avvicinandosi, rannicchiato, a Macrone. Scambi colpi e calci con due
della banda e poi si trov accanto allamico. Nel frattempo Fuscio diede una ginocchiata in faccia
allavversario, colpendolo subito dopo alla testa pi volte di seguito finch il gigante non stramazz
sulla schiena, tirandosi dietro altri due uomini in un groviglio di braccia e gambe allaria.
Occhio!, si sent gridare. Hanno chiamato la coorte urbana! Usciamo da qui!.
Alcuni della banda si staccarono subito dalla rissa e si diressero verso luscita. Altri, curvi e
barcollanti, tentarono di andargli dietro.
Il capo!  a terra. Ehi, tu, aiutami!.
Due uomini della banda arrivarono dal capo stordito e lo afferrarono per le ascelle. Fuscio si
apprestava a colpire di nuovo il gigante atterrato, ma allultimo istante si blocc, chiedendosi se fosse
etico colpire un uomo indifeso. Quando il desiderio di approfittare della situazione era ormai svanito,
Cestio era stato trascinato gi quasi fino alla porta, mentre tentava di trovare un appiglio per rialzarsi. A
quel punto entrambe le fazioni avevano deciso di interrompere la rissa e stavano prudentemente
battendo in ritirata, lasciando tavoli e panche rovesciati tra frammenti di brocche e bicchieri, schizzi e
pozze di vino. Il locandiere si port le mani in faccia e singhiozz.
Catone si inginocchi di fianco allamico. Macrone si era addossato a una colonna, gli occhi
tremolanti mentre il sangue delle ferite sulla testa gli colava gi su fronte, naso e labbra.
Ehi, Calido?, disse a voce alta Catone. Mi senti?
Uaaaarrrgghhh!. Macrone si lecc il labbro spaccato e si scosse, sputando una boccata di
sangue. Che cazzo  successo? Chi mi ha colpito?. Macrone spalanc gli occhi e riconobbe Catone.
Ragazzo! Ci hanno attaccati! Alle armi!.
Ce lo siamo giocato, sghignazz Fuscio, inginocchiandosi accanto a Catone. Lhanno messo
a tappeto.
Catone annu: temeva che in quello stato di stordimento Macrone potesse lasciarsi sfuggire
qualcosa che avrebbe potuto smascherarli. Fuscio, trovami una brocca dacqua. Subito.
Va bene. La guardia si alz e si diresse dal locandiere per la richiesta. Mentre luomo
singhiozzava e andava a prendere ci che gli era stato chiesto, Catone si chin pi vicino allorecchio
di Macrone e sussurr: C stata una rissa e le abbiamo prese. Ma tu stai bene. Ricordati la missione e
non dire una sola parola finch non capirai di essere ben lucido. Mi hai capito? Macrone, mi hai
capito?
S... rissa. Rimanere zitto.
Bravo. Catone sospir e gli diede una pacca sulla spalla. Si alz in piedi nellistante in cui
Fuscio ritornava con una caraffa dacqua e gliela porgeva. Catone fece un passo indietro e prese bene la
mira prima di lanciare il contenuto della caraffa in faccia a Macrone. Investito dalla cascata, questi
sobbalz e sput acqua. Spalanc energicamente gli occhi, spiritati, quasi avesse intenzione di
avventarsi contro la prima cosa che gli fosse capitata a tiro. Poi riconobbe Catone e apr la bocca per
parlare, ma si blocc, ricordando lavvertimento dellamico, e rinserr la mandibola. Fece un profondo
respiro e poi chiese a voce rauca: Laltro tipo?
Abbattuto. Grazie al nostro amico Fuscio, altrimenti a questora saresti gi stato in viaggio per
gli inferi. Fuscio, aiutami a rimetterlo in piedi prima che arrivi la truppa urbana.
Ma ormai era troppo tardi. Il martellare delle caligae sul lastricato della strada echeggi per
tutta la piazza. I pretoriani stavano aiutando i compagni feriti quando i primi uomini della truppa
irruppero nella locanda. Un optio con un lungo astile entr e si guard intorno. E allora? Cosa sta
succedendo qui? Mi avevano detto che cera una rissa.
No, protest Catone. Ci stavamo solo facendo una bevuta quando la banda del Viminale ci
ha assaliti, mettendo tutto sottosopra.
Ma che bella storia!, sbuff loptio. Voi pretoriani pensate forse che mi lasci gettare polvere
negli occhi cos facilmente?
Ehi,  andata veramente cos!, gli url di risposta Catone. Sono riusciti a scappare poco
prima che arrivaste. Adesso saranno quasi arrivati alle pendici del Viminale. Se la finite di perdere
tempo e andate subito, potete ancora prenderli.
Andate a prenderli!, sbrait il locandiere alloptio. Qualcuno deve pagare per tutto questo!.
E non saremo certo noi, disse deciso Catone. Limperatore avrebbe sicuramente da ridire in
merito. Di certo prender le parti dei suoi pretoriani, per cui  meglio che corriate dietro alla banda.
Loptio si morse un labbro e si volt per uscire dalla locanda. Con me, ragazzi!, gli sent dire
Catone. La notte risuon dei passi di corsa dei vigiles.
Catone aiut Macrone a rialzarsi e si pass un braccio dellamico intorno alle spalle. Fuscio
fece altrettanto sul lato opposto.
Pretoriani!, disse Catone. Via di qui!.
Barcollarono fuori e poi, in formazione sciolta, uscirono dalla piazza e imboccarono la stradina
che portava al campo pretoriano.
Grazie per laiuto, disse Catone a Fuscio a denti stretti. Probabilmente hai salvato la vita a
Calido.
Be s, non  forse cos?. La voce del giovane pretoriano si riemp di orgoglio. Pensi che
star bene?
Oh, certo che star bene. Ha passato di peggio nella vita, credimi.
Bene.
Continuarono a camminare in silenzio per qualche minuto, poi Fuscio disse a bassa voce: A
proposito, chi  Macrone?.
Catone sent che il cuore gli si bloccava, saltando un battito. Macrone? Devo aver bevuto un
po troppo. Macrone era un mio commilitone mentre ero in Britannia. Un lapsus linguae, tutto qui.
Ah, capito, rispose in tono vago Fuscio. Solo un lapsus linguae, quindi.
...
.
...
CAPITOLO OTTO.
...
.
...
Bene, visto che voi due avete questi begli occhi neri, impossibile non notarvi. Se anche un solo
membro della famiglia imperiale vi rivolger la parola, siate pronti a rispondere con le dovute formule
di etichetta, sospir spazientito Tigellino due giorni dopo mentre la centuria, in toga di servizio,
attraversava il Foro in direzione delle porte del palazzo. Ripetiamolo ancora una volta.
Limperatore?. Tigellino marciava al fianco di Macrone e Catone e da quando avevano lasciato il
campo, non aveva fatto altro che riepilogare alcuni protocolli di base.
Fuori del palazzo, ci rivolgiamo a lui chiamandolo mio signore, allinterno, invece, vostra
maest imperiale, rispose Catone.
Tigellino annu e aggiunse rapido: E altri possono chiamarlo come meglio credono, alle
spalle.
Catone si volt a guardarlo sorpreso e Tigellino fece un sorriso.
Non sarai pi cos scioccato tra un mese, Capito. Vedrai da solo la realt della situazione.
Claudio  sempre stato comandato a bacchetta da liberti e mogli. Messalina lha tenuto praticamente in
pugno a suo capriccio finch non ha fatto uno dei suoi giochetti per prendersi il trono e invece ha avuto
il benservito. Sostituita da una gran furba. Il sorriso di Tigellino si scald per un istante. Agrippina sa
esattamente come pizzicare le sue corde, le sue o di qualsiasi altro uomo. Ma andiamo avanti, e con
limperatrice, invece?
Maest imperiale sia a palazzo che in pubblico, rispose Catone, dato che non deve
preoccuparsi dellopinione del volgo.
Tigellino gli lanci unocchiataccia. Finiscila, Capito. Ricordati che sei un soldato semplice e
non devi fare commenti su tali questioni. Usa solo la formula corretta da adesso in poi, sono stato
chiaro?
S, optio.
La colonna si ferm davanti alla porta per dare il cambio al corpo di guardia e prosegu poi
sullampia scalinata che conduceva allaccesso principale del palazzo imperiale. Molti anni prima
Catone era cresciuto proprio allinterno di quelle stesse mura, ed entrando avvert un curioso formicolio
alla nuca ripensando a tutto ci che aveva visto da bambino ai margini della corte imperiale. Per un
istante si chiese quanti degli schiavi con cui era cresciuto potevano essere ancora a servizio nel palazzo.
Ne era uscito quando era appena un ragazzino imberbe, mentre adesso era un adulto, portava i capelli
corti con taglio militare e aveva il viso segnato dalle cicatrici degli anni trascorsi nellesercito. Anche
se avesse incontrato qualcuno del suo passato, difficilmente avrebbero potuto riconoscerlo.
In testa alla colonna di quattro centurie marciava il tribuno Burro e a ogni postazione del primo
turno di guardia dava a gran voce lordine di dare il cambio a quelli che erano stati in servizio durante
la notte. Erano previsti tre turni di guardia: uno dalle prime luci dellalba fino a mezzogiorno, il
secondo da mezzogiorno al tramonto e il terzo  il pi detestato  che copriva il palazzo per lintera
notte. Il notturno operava con due sole centurie giacch erano previsti solo la sorveglianza delle entrate
e il pattugliamento dellarea cittadina intorno al palazzo. Le stanze private erano sotto la responsabilit
della guardia germanica.
Lultima a dare il cambio fu la sezione di Tigellino, mentre la colonna attraversava il palazzo ed
entrava nei giardini della famiglia imperiale  allestiti su una terrazza  circondati su tre lati da
colonne. Il quarto lato aveva una balaustra di marmo affacciata sul Foro. Tigellino e i suoi uomini
presero possesso delle postazioni intorno al giardino; Catone e Macrone furono assegnati allentrata di
una piccola zona recintata intorno a una fontana. A causa dellelevazione dei giardini, lacqua arrivava
al palazzo dallacquedotto con pressione ridotta, per cui la fontana riusciva a spruzzare solo piccoli
getti dacqua che, ricadendo nella vasca sottostante, creavano un piacevole ciangottio.
Carino, fece Macrone con un cenno della testa, ammirando il giardino ben curato. Un
posticino davvero tranquillo e riposante. E con una vista per cui si pu anche rischiare la pelle.
Sembra sia capitato davvero, rispose Catone, aggiustandosi la toga. Era ingombrante e le
pieghe interne non facevano che rimanergli impigliate sul pomo della spada che portava sotto.
Ma cosa stai facendo?. Macrone lo fissava. Sembra quasi che ti sia beccato un antipatico
prurito da una meretrice.
 questa stupida toga.
Ceto che a volte sei proprio un caso disperato, ragazzo, scosse la testa Macrone. Dai, lascia
che ti rimetta a posto io prima che ci rimanga aggrovigliato dentro. Si avvicin a Catone e tir su
unestremit del tessuto, al di sopra della spalla, e poi gliela doppi intorno al braccio sinistro. Ecco
fatto. Come ti va adesso?
Grazie... mi sento ancora ridicolo.
Be, se qualcuno pu renderla ridicola, quello sei di sicuro tu, rispose Macrone, continuando
ad ammirare il giardino. Tigellino e gli altri avevano preso le rispettive posizioni e si muovevano
allinterno delle proprie zone come se fossero semplici civili venuti a immergersi nella gradevole
atmosfera bucolica. Quindi questo  quello che dobbiamo fare? Svolazzare quass per le prossime
cinque ore? E in che modo potrebbe tornarci utile a smascherare il complotto che Narciso vuole
sventare?
Io non lo so: teniamo solo occhi e orecchie aperti.
Il sole sal pi in alto nel cielo, accompagnato da un venticello dolce che agitava i rami pi alti
degli alberi del giardino e spazzava via il fumo dei fal accesi per le vie della citt. Nonostante la bella
giornata e la scena tranquilla, Catone aveva la testa invasa da pensieri. Sebbene vi fossero
inequivocabili segnali che lautorit dellimperatore stava perdendo colpi, mancavano per prove
dirette di una cospirazione. Il duro regime di addestramento voluto dal prefetto Geta non era niente di
pi di ci che ci si sarebbe aspettati da un qualsiasi bravo ufficiale comandante. N Catone aveva
notato segni di improvvisa ricchezza tra i soldati da quando erano arrivati al campo pretoriano. Quello
era il primo giorno in cui dovevano mettere in pratica ci che avevano appreso da Tigellino. Catone si
prese un istante per riflettere sulloptio. Dalle altre guardie della centuria di Lurco era venuto a sapere
che Tigellino era arrivato nei pretoriani da poco pi di un anno, dopo essere stato richiamato dallesilio
insieme ad altri che erano entrati in conflitto con Messalina. La maggior parte di questi ex esiliati era
costituita da amici o servitori di Agrippina perseguitati da chi laveva preceduta. Quale fosse stata
lesatta colpa di Tigellino per meritarsi lesilio, nessuno poteva dirlo.
I pensieri di Catone furono interrotti dal suono di alcune voci; si volt verso il colonnato e vide
un uomo ingobbito e canuto con un mantello sulle spalle, che accompagnava due ragazzi verso la zona
recintata intorno alla vasca della fontana. Uno dei giovani poteva avere meno di ventanni, con gambe
lunghe e una bella chioma di riccioli scuri. Laltro doveva essere di poco pi giovane, ma robusto e
biondo. Seguendo gli altri, teneva lo sguardo a terra, con le mani dietro la schiena, come se fosse
profondamente immerso nei propri pensieri.
Luomo anziano gett unocchiata dietro di s e con voce fine e acuta disse: Tieni il passo,
Britannico! Non ciondolare.
Ehi!, lo esort anche il ragazzo pi grande con un sorriso. Cammina, fratellino!.
Britannico gli lanci unocchiataccia ma aument comunque il passo.
Occhi aperti! Abbiamo compagnia.
Catone e Macrone si misero rapidi sullattenti allinterno della zona recintata, uno su ogni lato
dellentrata, e fissarono lo sguardo avanti. Lo scalpiccio dei piedi sul lastricato lasci il posto al dolce
scricchiolio dei passi sulla ghiaia quando lanziano e i due ragazzi varcarono il cancello del recinto.
Dirigendosi verso lacqua, ignorarono le due sentinelle. Lanziano uomo si sedette su una panca e fece
segno ai due ragazzi di sedersi sul bordo della vasca.
Dunque, adesso fatemi fare mente locale, disse, scuotendo un dito nodoso. Ah, s!
Dovevamo parlare delle vostre responsabilit.
Che noia, disse il maggiore. Perch non possiamo discutere di qualcosa di pi importante?
Perch il tuo padre adottivo desidera che tu rifletta sui tuoi doveri, Nerone. Ecco perch.
Ma io voglio parlare di poesia, rispose con voce lamentosa e leggermente roca. Catone
arrischi uno sguardo al precettore e ai suoi due discepoli nel momento in cui erano concentrati gli uni
sullaltro. Nerone era un ragazzo dallaspetto effeminato con la mascella poco pronunciata e un leggero
broncio; occhi scuri ed espressivi con cui fissava intensamente il precettore. Poco distante da lui,
Britannico sedeva tenendosi la testa tra le mani e fissando la ghiaia, apparentemente disinteressato alla
conversazione. Il precettore aveva un viso vagamente familiare... poi Catone ebbe un flash e lo
riconobbe. Eurialo: uno dei precettori di palazzo gi quando lui era solo un bambino, deputato
allistruzione della prole dellimperatore. In questa veste, aveva poco a che fare con gli altri precettori
che seguivano listruzione dei figli dei funzionari di palazzo e degli ostaggi di cui Roma si prendeva
cura e carico, mentre i genitori dovevano mantenere accordi ed esercitare pressione nellinteresse
dellimpero. Ripensando alla sua infanzia, Catone ricordava bene il modo distaccato con cui il
precettore guardava il resto del personale di palazzo. Le loro strade si erano incrociate una sola volta,
quando il giovane Catone correva su e gi per il corridoio allesterno della stanza di Eurialo e per
questo si era preso una bella punizione.
Parleremo di poesia unaltra volta, rispose rigido il precettore. Largomento di oggi  stato
stabilito dallimperatore e n io n voi possiamo contestare la sua decisione.
Perch?, chiese Nerone.
Potrai porre la domanda quando diventerai imperatore, ribatt secco il precettore.
Se diventa imperatore, precis Britannico. Enobarbo  solo un figlio adottivo. Io invece
sono il figlio naturale e il primo nella linea di successione.
Nerone si volt verso il fratellastro, guardandolo in cagnesco. Io mi chiamo Nerone.
Britannico scroll le spalle. Cos dicono alcuni, ma nel tuo cuore rimarrai sempre legato al
nome che per primo ti  stato dato. E lo stesso per me, per cui tu sarai sempre Enobarbo.
Nerone lo guard ancora pi incupito. Sempre pronto a rimettermi al mio posto tu, eh? Be,
puoi anche essere il figlio naturale dellimperatore, ma tua madre  stata parecchio contro natura. Per
cui non conterei troppo sullaffetto dellimperatore per te, piccolo Britannico.
Mia madre  morta.  morta perch era impazzita, aveva lasciato che il potere del palazzo le
desse alla testa, ribatt Britannico, abbozzando un sorriso. Quanto tempo pensi debba passare prima
che tua madre faccia la stessa fine? E a quel punto, cosa diventerai tu? Io almeno ho lo stesso sangue di
mio padre. Tu invece, coshai?.
Catone non pot evitare di guardare il ragazzo pi giovane, sorpreso dal tono deciso e sicuro
con cui parlava.
Ragazzi! Ragazzi!, si intromise il precettore, gesticolando. Adesso basta, smettetela di
bisticciare. Non si addice agli eredi di un imperatore. Cosa direbbe se vi vedesse adesso?
Sme-sme-smet-tetela!, disse Nerone, imitando la balbuzie dellimperatore e facendosi colare
un rivolo di saliva dal labbro mentre ridacchiava.
Il precettore lo fulmin con lo sguardo e sollev una mano per far tacere il ragazzo.  assai
scortese da parte tua. Che non ci siano pi digressioni dalla lezione, mi hai sentito?.
Nerone annu, trattenendo a fatica un sorriso.
Molto bene. Largomento di oggi  la responsabilit, in particolare la responsabilit
dellimperatore nei confronti del suo popolo. Potrei farvi una lezione in merito, ma essendo greco
vorrei trattare la questione con uno scambio di opinioni con voi.
Alle parole del precettore, Catone ud un lungo sbuffo sibilante da parte di Macrone.
Iniziamo con te, Nerone, giacch oggi sei cos pieno di entusiasmo. Quali, secondo te, sono le
responsabilit primarie di un imperatore?.
Nerone incroci le dita e riflett qualche istante. Il suo primo dovere  quello di rendere Roma
una citt sicura, ovviamente. Roma deve essere protetta dai nemici e tutelata negli interessi. Poi
limperatore deve prendersi cura del suo popolo, deve nutrirlo ma non solo di cibo. Deve dargli il
proprio amore come un padre ama i propri figli.
Britannico tir su con il naso in tono derisorio, ma Nerone lo ignor e prosegu.
Deve trasmettere al popolo i valori importanti: lamore per Roma, lamore per larte, lamore
per la poesia.
Perch queste cose?
Perch senza di esse non saremmo altro che animali che vivono a stento e muoiono non
rimpianti.
Britannico scosse la testa. Il precettore colse il movimento. Hai qualcosa da dire?
S, rispose deciso Britannico, sollevando lo sguardo in tono di sfida. Enobarbo subisce
troppo linfluenza di quel suo nuovo maestro privato, Seneca. Cos la poesia per la gente comune?
Niente.  del cibo che hanno bisogno, di una casa e di svaghi, ecco cosa vogliono dal loro imperatore.
E lui non pu che fare del suo meglio per dare questo ad alcuni di loro, ma non a tutti. Per cui, qual  il
suo dovere? Semplice: far rispettare lordine e combattere il caos. Deve difendere Roma dai suoi
nemici interni tanto quanto dai barbari che vivono oltre i suoi confini.
Questa  una linea di pensiero molto cinica, giovane Britannico, comment il precettore.
Sono giovane, ma sono pi sapiente della mia et.
Gi, abbiamo notato la tua precocit.
E anche disapprovato, sorrise gelidamente Britannico.
Esiste una saggezza che viene con let e in nessun altro modo, e finch non avrai vissuto nella
pelle di altri uomini, non potrai essere saggio, ma solo istruito.
Britannico guard lanziano precettore con lespressione di uno ormai stanco della vita. Forse
se avessi vissuto nella mia pelle, capiresti il mio cinismo. La mia non  una famiglia, ma una colonia di
assassini. Ho un padre che non mi tratta pi come un figlio. Non ho pi una madre e ho un... fratello
che di sicuro mi uccider, se diventer imperatore. Il ragazzino fece una pausa. Entra nella mia pelle
Eurialo, e vedi se poi non devi vivere di espedienti.
Il precettore gli rivolse uno sguardo mesto e poi tir un sospiro profondo. Andiamo avanti.
Nerone ritiene che luomo comune pu avere poesia nella propria vita.
Proprio cos, conferm fervidamente Nerone.
 una capacit innata? O deve essergli insegnata?. Il precettore si volt verso Catone e
Macrone come se ne avesse notato la presenza solo in quel momento. Prendiamo quei due uomini
laggi. Soldati. Non conoscono altro che larte della distruzione, che  agli antipodi della conoscenza.
Conoscono le armi e gli addestramenti e trascorrono il loro tempo libero a sbronzarsi, andare a donne e
agli spettacoli nelle arene. Non  cos, soldato? Tu, laggi!, indicando Macrone. Rispondimi.
Macrone ci pens un istante e poi annu. Per lo pi s, signore.
Vedete? Come potete pensare di insegnare a uomini di questo tipo ad apprezzare il sopraffino
sentire della poesia? Come potete persuaderli a imparare le sottili sfumature del linguaggio di cui fa uso
la pi raffinata letteratura? Loro sono a una classe di distanza. Perch? Guardateli. Vedete quegli occhi
scuri? Non paghi del gi ottuso e banale spessore della loro mente, completano la propria bruttura
dandosi alle risse. Quale speranza pensate possa esserci per loro di avvicinarsi ai grandi lavori dei pi
sottili pensatori? Dubito che sappiano addirittura leggere. Ehi, tu, laltro uomo. Dimmi, hai mai letto le
opere di Aristotele?.
Quale opera signore? La Poetica, la Politica, lEtica, la Metafisica, lEtica Nicomachea o il
De Anima?.
Il precettore fiss Catone con aria sbalordita.
Britannico sghignazz. Ti prego, continua, Eurialo. La tua linea di pensiero sembra assai
avvincente.
Il precettore si alz faticosamente e fece un cenno ai suoi discepoli. Andiamo, cerchiamoci un
posto pi, ehm... riservato per continuare la discussione.
Luomo pass tra Catone e Macrone senza per incrociarne lo sguardo. Nerone lo segu,
fermandosi solo un istante per strizzare locchio a Catone e dargli una pacca sulla spalla prima di uscire
definitivamente dalla zona recintata. Il ragazzino pi giovane si alz pi lentamente, si avvicin poi a
Catone e gli si ferm davanti, fissandolo. Come ti chiami, pretoriano?
Capito, signore.
Capito... sei diverso dagli altri pretoriani, non  vero?
Non capisco cosa intendete, signore.
Certo che lo capisci. Ti terr docchio. Non dimentico una faccia. Un giorno potrei aver
bisogno di te. Dimmi, Capito, se potessi scegliere il tuo nuovo imperatore il giorno in cui Claudio
morir, chi sceglieresti? Me o Enobarbo?
Non spetta a me fare la scelta, signore.
Ma sei un pretoriano e quando arriver il momento, anche i pretoriani dovranno fare una
scelta, come  stato quando mio padre  diventato imperatore. Per cui, dimmi, chi sceglieresti?.
Catone era con le spalle al muro. Non osava dare una risposta al ragazzo. Inoltre era anche
stupito dalla matura profondit del suo sguardo e dal modo astuto di esprimersi, tipico di chi la sapeva
lunga.
Britannico scroll le spalle e scalci un piccolo sasso verso la vasca della fontana, e per un
istante sembr un qualsiasi altro ragazzino della sua et. Poi torn a parlare. Quando arriver il
momento, dovrai fare una scelta. Per me non ci sar scelta: dovr tentare di uccidere Enobarbo prima
che lui uccida me. Guard di nuovo Catone dritto negli occhi senza alcuna traccia di imbarazzo.
Sono certo che ci incontreremo di nuovo, pretoriano. Fino a quel momento, ti saluto.
Incroci le mani dietro la schiena e si incammin rapidamente con le gambe robuste per
raggiungere il precettore e il fratellastro. Quando il rumore di passi fu svanito, Macrone si gir verso
Catone e sbuff. Pfui! Bello strano quel Britannico. Un vecchio nel corpo di un giovane. Mai visto
niente di simile prima.
Catone annu. Cera qualcosa di inquietante in quel ragazzo, qualcosa che gli aveva lasciato
addosso una sensazione di freddo. Quel ragazzino aveva laria dello spietato calcolatore e Catone non
aveva dubbi che Britannico parlasse seriamente quando aveva detto che avrebbe ucciso Nerone al
momento opportuno. E avrebbe avuto i suoi sostenitori, uomini come Narciso che volevano essere certi
di mantenere la propria posizione di influenza una volta che Claudio fosse trapassato. Comunque,
Catone capiva chiaramente che il segretario imperiale avrebbe avuto a che fare con un imperatore
bambino molto pi intelligente del sovrano in carica. Britannico sarebbe stato il suo uomo. Ma che tipo
di uomo?, si chiedeva Catone. Cera del vero nelle parole di Eurialo. Lintelligenza era una cosa, ma se
non accompagnata da saggezza ed empatia poteva sfociare in una crudele tirannia della ragione,
dannosa per Roma tanto quanto lo era stata la pazzia di Caligola. Gi a quella giovane et, Britannico
dimostrava di essere una forza di cui non si poteva non tener conto.
Che ne pensi di quellaltro, Nerone?, gli chiese Macrone.
Sembra abbastanza innocuo, un po perso, forse, con la testa per aria, ma il cuore  al posto
giusto.
Proprio quello che pensavo, ed  anche popolare tra i pretoriani.
S. Catone si era accorto che Nerone aveva un modo di fare accattivante. Nellinevitabile
scontro per la successione, questo sarebbe stato un considerevole vantaggio per lui rispetto
allintelligente ma glaciale fratellastro. Catone avvert sul cuore il peso opprimente di un presagio.
Nessuno dei due ragazzi era ancora pronto per succedere allimperatore, molti anni sarebbero dovuti
ancora passare perch fossero in grado di governare con saggezza. Per quel motivo era di vitale
importanza che Claudio sopravvivesse il tempo necessario affinch lordine e la stabilit del suo regno
si consolidassero. Se Roma fosse caduta nelle mani di uno dei due ragazzi, avrebbe dovuto affrontare
un pericolo tanto serio quanto quello posto dalle orde barbariche che scalpitavano fuori dei confini
dellimpero in attesa del momento propizio per attaccare.
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CAPITOLO NOVE.
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La vigilia dei giochi dellAscesa fu dedicata ai preparativi. Da giorni andavano avanti i lavori di
costruzione di un anfiteatro temporaneo sul campo di Marte fuori dai baraccamenti. Quando gli operai
ebbero raccolto tutti gli utensili e se ne furono andati, a una delle coorti pretoriane fu ordinato di
dipingere le tribune di legno e di decorare il padiglione imperiale con ghirlande di foglie fresche di
quercia; fu poi tirato un baldacchino porpora sopra la zona di seduta del padiglione, per proteggere
limperatore e la sua famiglia dagli elementi. Sulla facciata anteriore del padiglione un gruppetto di
pretoriani dotati di maggiori attitudini artistiche realizz un grande dipinto che rappresentava Claudio
acclamato dalle guardie nel giorno in cui era diventato imperatore. Un altro murale effigiava
limperatore nellatto di distribuire monete doro ai soldati, per ricordare loro la munificenza che aveva
sempre mostrato ai pretoriani e la fedelt con cui essi lavevano ripagato.
Tutto era pronto, la sera di quel venticinquesimo giorno di gennaio. Lanfiteatro era
sufficientemente grande da ospitare, seduti dietro il basso muro di protezione, tutti i soldati del campo.
Di fronte al padiglione imperiale cera un ampio accesso per i partecipanti ai giochi e, ai lati, due altre
uscite pi piccole per portar fuori morti e feriti, liberando cos la spianata di sabbia stesa di fresco a
copertura del campo di Marte. Nel quartier generale, le sale e i colonnati erano stati riempiti di tavoli e
panche per il banchetto celebrativo che sarebbe immediatamente seguito. Nelle ore precedenti, dalle
campagne circostanti erano giunti carri carichi di pane, carne salata e affumicata, formaggi, frutta e
vino scaricati e stipati nei vari magazzini, sotto locchio vigile dei sottufficiali per evitare eventuali
piccoli furti.
Mentre sul campo pretoriano calava la notte, Macrone e Catone si godevano una seduta nel
caldarium delle terme. Scambiata qualche battuta scherzosa con i nuovi compagni, i due si erano
sistemati su una panca in un angolo dove nessuno degli altri uomini sparpagliati per la caldissima
camera li avrebbe sentiti. Alcuni chiacchieravano, ma la maggior parte si godeva, immobile, il calore
con rivoli di sudore lungo tutto il corpo.
Una goccia cadde dal folto sopracciglio di Macrone, facendogli sbattere velocemente gli occhi.
Luomo si terse la fronte con il dorso del braccio e guard Catone: lamico se ne stava seduto, immerso
nei propri pensieri, con lo sguardo fisso sul pavimento a mosaico che aveva davanti. Poche ore prima,
quello stesso giorno, Catone era stato alla casa-nascondiglio e aveva trovato un messaggio con il quale
Settimo chiedeva di riferirgli sullandamento della missione. Si sarebbero dovuti incontrare di l a due
giorni.
Un sesterzio per i tuoi pensieri, gli sussurr dolcemente Macrone.
Come?, si riebbe Catone, guardandosi intorno.
Conosco quello sguardo. Cosa ti preoccupa?
La mancanza di sviluppi della missione. Non capisco come dobbiamo fare quello che Narciso
ci chiede. Insomma, i Liberatori non stanno mica facendo selezioni di nuovi membri cospiratori, n noi
abbiamo scoperto chiss quali sinistre attivit.
E di Sinio che mi dici?, gli chiese Macrone. A me sembra un tipo abbastanza sospetto.
Vero, ma non abbiamo prove che possa essere coinvolto in una congiura. Catone si
mordicchi un labbro. Il che fa sorgere una domanda: non  che Narciso sta inseguendo delle ombre?
E se gli assalitori del convoglio della zecca erano semplicemente ladri interessati al bottino dargento?
Possibile, gli concesse Macrone, ma allora luomo che Narciso ha fatto torturare? Ha detto
che lavorava per i Liberatori e ha anche fatto un nome.
Non mi sorprende: gli agenti di Narciso conoscono bene il proprio lavoro e sarebbero in grado
di far cedere chiunque. Ma quanto ci si pu fidare di informazioni estorte sotto tortura? Immagino che
dopo poco un uomo sarebbe disposto a dire qualsiasi cosa pur di mettere fine allo strazio.
Macrone ci riflett un istante e poi annu. Daccordo, ma supponiamo che le informazioni
siano vere: dovremmo concentrare lattenzione sul centurione Lurco quando torna al campo, seguirlo,
controllare con chi parla. Se  uno dei capi del complotto, non ci metteremo molto a scoprirlo.
Gi, lo penso anchio, sospir Catone. Ad ogni modo, lui  lunica reale possibilit che
abbiamo in questo momento.
Rimasero seduti ancora un po prima di grattarsi via di dosso con gli strigili di ottone la
sporcizia trasudata dalla pelle. Poi si spostarono nel frigidarium e si tuffarono nella vasca in cui lo
shock dellacqua gelida li lasci senza respiro. Catone cominci a dare bracciate veloci, coprendo due
terzi della vasca prima di saltar fuori e correre nello spogliatoio, dove si strofin forte con uno dei teli
che si scaldavano sui tubi dellipocausto. Poco dopo lo raggiunse Macrone e iniziarono a rivestirsi.
Sai, inizi Macrone, se non esistono complotti e noi due stiamo solo dando la caccia a una
banda di ladri, allora le cose potrebbero complicarsi. Un complotto ha bisogno di sostenitori per avere
successo, mentre chiunque sia coinvolto in una banale rapina ovviamente cercher di tenere nascosta la
cosa il pi possibile.
Catone annu.
In tal caso, continu Macrone, siamo belli che fregati, giacch Narciso non ci dar mai la
ricompensa promessa se non saremo in grado di fornirgli le prove che vuole. Per quanto sia folle,
dobbiamo solo sperare che esista veramente un complotto da scovare.
Quando raggiunsero lentrata della caserma, trovarono Tigellino ad attenderli. Fece loro segno
con il pollice di andare dritti nella stanza del centurione.
Lurco  tornato e vuole vedervi, sogghign Tigellino compiaciuto. Mi ha chiesto di
mandarvi a chiamare oltre unora fa. Peccato che non sia riuscito a trovarvi: il centurione non  uno
molto incline a tollerare i ritardi. Loptio moll una risata ironica e con passo noncurante si
incammin verso la stanza dei soldati. Buona fortuna.
Macrone tenne le labbra incollate finch Tigellino non fu fuori dalla portata dorecchio e poi, a
denti stretti, sibil: Bastardo. Sapeva benissimo dove eravamo. Ci ha voluto incastrare.
Catone scroll le spalle. Adesso non possiamo farci niente. Andiamo.
Si diressero verso la porta del piccolo ufficio contiguo allalloggiamento privato del centurione
e la trovarono aperta. Lurco era in piedi davanti alla finestra e guardava la citt oltre le mura del
campo, illuminata dal luccichio di torce e lampade. Assolutamente immobile, teneva lo sguardo fisso in
direzione del palazzo imperiale, la schiena rischiarata dallunica lampada a olio accesa sul suo tavolo.
Catone fece un gesto a Macrone e insieme si fermarono, sullattenti, subito fuori della porta. Catone
fece un profondo respiro e diede un colpo secco sullintelaiatura.
Ci ha mandati a chiamare, signore?.
Lurco si volt di scatto e Catone not che era poco pi che ventenne, molto pi giovane di
quanto si aspettasse. Aveva ricci capelli scuri sistemati ad arte con olio su un viso dai tratti delicati e
innegabilmente bello. I bei tratti delluomo si indurirono di colpo in unespressione contrariata.
Siete i nuovi soldati? Capito e Calido?, chiese con una voce tenue e acuta.
S, signore.
Non rimanete l fuori, entrate.
Entrarono e si fermarono di fronte al tavolo. Lurco era pi alto di Catone, e con una leggera
inclinazione della testa allindietro dava ancor pi limpressione che li stesse guardando dallalto verso
il basso.
Dove eravate? Vi ho mandato a chiamare un secolo fa. Perch non eravate in caserma?
Chiediamo scusa, signore, eravamo alle terme, spieg Macrone.
Per imboscarvi dal lavoro, immagino.
No, signore. Siamo veterani. Siamo stati dispensati dai lavori di fatica.
Veterani?, sogghign Lurco. Per cui pensate che non dobbiate guadagnarvi una paga come
tutti? Pensate di essere migliori del resto di noi, sicuramente. Solo perch avete del fango sui calzari e
qualche graffio in faccia. Lurco sventol una mano in segno sprezzante verso Catone. A me non
interessa se siete veterani: per quanto mi riguarda, gli uomini della mia centuria sono tutti uguali. E
adesso sembra che abbiate cos tanto bisogno di me che mi  stato addirittura ordinato di sospendere
immediatamente la mia licenza e tornare al campo, per il noioso spettacolino messo in piedi domani per
limperatore. Potevo starmene a festeggiare in citt, magari a farmi una bella scopata con la moglie o la
figlia di qualche senatore, e invece no, sono bloccato qui nel campo. Per cui se io ho dovuto lasciare i
miei amici per correre qui, il minimo che possiate fare voi due  presentarvi non appena vi si convoca,
di grazia.
Catone percep unistintiva avversione per quelluomo che gli aveva fatto improvvisamente e
dolorosamente ricordare della ferita che gli deturpava il viso. Lurco, con il suo bel faccino pulito, era il
classico tipo di giovane ufficiale che non avrebbe mai avuto problemi con le donne della capitale.
Probabilmente proprio il tipo di uomo su cui una donna come Giulia avrebbe potuto benissimo fare un
pensierino. Che idiozia, disse tra s e s, furioso di aver allentato il controllo sui sentimenti che sino a
quel momento si era sforzato di tenere a bada.
Siamo venuti non appena ci  stato detto che ci cercavate, signore, disse Macrone.
Be, non abbastanza in fretta, ribatt Lurco, fissandoli infuriato. Bene, adesso ci conosciamo
e sapete come la penso. In futuro, quando vi dar un ordine, mi aspetto che obbediate allistante. Una
sola mancanza e sar mia premura farvi revocare lo status di veterani, e allora s che sarete con la
merda fino al collo: vi metter a lavorare nelle latrine per il resto dellanno. Sono stato chiaro?
S, signore, risposero Macrone e Catone.
Lurco continu a fissarli. Domani accoglieremo limperatore. La nostra coorte sar disposta
sui due lati del padiglione imperiale e questo significa che esigo una tenuta impeccabile. La mia
centuria sar lunit pi elegante di tutta la Guardia pretoriana, oppure sapr con chi prendermela. Non
vi azzardate a deludermi. Intesi?
S, signore.
Allora adesso lasciatemi. Andate. Levatevi di torno.
Salutarono, si voltarono e uscirono dalla stanza, Macrone in testa. Raggiunsero la scala e
Macrone lasci andare un vigoroso sbuffo. Ma che dannatissimo stronzo. Scommetto che quel
presuntuoso bastardo  stato respinto da una donna e adesso se la prende con noi. E poi tutta quella
manfrina sui veterani... ma che vada a...! Quel tipo ci deve un po di rispetto. Continu a friggere di
rabbia e poi aggiunse.  tutta colpa di quel Tigellino. Lui sapeva dove eravamo. Era in stanza quando
siamo usciti per andare alle terme. Voglio dirgli due paroline, per cui aiutami.
Meglio di no, rispose Catone. No, se non vogliamo beccarci una punizione per
insubordinazione.
Io pensavo a qualcosa di pi energico di una semplice insubordinazione, fece Macrone in
tono minaccioso. Una bella fracassata di botte. Conosco il tipo: trover ogni occasione per crearci
problemi.  il classico tipo di optio che farebbe qualsiasi cosa pur di fare strada, adesso che dorme tra
due guanciali certo che la nomina al centurionato  solo questione di tempo.
Scordatelo, rispose calmo Catone. Non rimarremo qui tanto a lungo da farci rovinare la vita.
Per cui lo ignoriamo e teniamo la testa concentrata sul lavoro, va bene?.
Macrone grugn. Se salta fuori che il nostro caro optio fa parte di qualche complotto, allora
non mancher di offrire il mio aiuto a chi dovr interrogarlo.
Allalba il tribuno Burro diede ordine alla coorte di riunirsi fuori delle caserme. Il cielo era
coperto e laria era umida, mentre i soldati iniziavano a formare le centurie e a disporsi sullattenti.
Macrone e Catone furono i primi a mettersi in riga, e osservarono gli altri barcollare fuori degli alloggi,
alcuni ancora intenti ad allacciarsi frettolosamente le cinture sopra le tuniche. Il centurione Lurco fu tra
gli ultimi a presentarsi, gli occhi annebbiati dal sonno e pallido in faccia.
Catone si accost a Macrone. Deve aver bevuto.
Povero piccolo, deve avere il cuore infranto, rispose Macrone senza la minima traccia di
compassione.
Tigellino, due passi avanti alla prima riga, gir la testa e url: Silenzio! Il prossimo che dice
una sola cazzo di parola  in punizione!.
Allurlo Lurco sobbalz, mentre con passo strascicato arrivava davanti alloptio e al signifero
della centuria. Quando la coorte fu al completo, ci fu un brevissimo istante di silenzio in attesa che la
figura robusta del tribuno Burro uscisse dalla porta principale delle caserme della coorte. Il centurione
anziano della coorte, il trecenario, fece un profondo respiro e poi disse: Ufficiale comandante
presente!.
Gli uomini scattarono sullattenti sbattendo rumorosamente le caligae chiodate sul lastricato.
Burro avanz fermandosi fronte allo schieramento, mani incrociate dietro la schiena e petto in fuori, e
scrut le linee di uomini disposti in centurie.
La maggior parte di voi conosce il protocollo, ma siccome dagli ultimi giochi dellAscesa ci
sono stati alcuni nuovi arrivi, lo ripeter per filo e per segno, cos che tutti sappiano cosa ci si aspetta
da noi oggi. Limperatore, la sua famiglia e alcuni selezionati ospiti della corte imperiale trascorreranno
la giornata con la Guardia pretoriana. Essendo la nostra unit quella che si trover pi vicina al gruppo
imperiale, il resto della Guardia sar giudicato in base a come ci comporteremo noi. Tenete una
condotta impeccabile o giuro che far strappare le palle a chiunque si ubriachi o compia azioni che
possano screditare lonore della Guardia pretoriana. Fece una pausa e poi riprese a parlare in tono
meno duro. Conosciamo tutti le buffe stranezze dellimperatore: ha la tendenza a balbettare e quando
si lascia prendere dallentusiasmo, perde anche bava dalla bocca. Vi garantisco che non  uno
spettacolo edificante. Ad ogni modo, Claudio  limperatore e noi tutti abbiamo fatto giuramento di
rispetto e obbedienza. Per cui non voglio sentire risate, nemmeno sghignazzamenti se il vecchio
ragazzo perde il controllo.  chiaro? Vi assicuro che ci sar ben poco da ridere per chiunque sar colto
a farsi beffe dellimperatore. Burro si volt, avanz di qualche passo e fece dietrofront.
Unaltra cosa: la nuova imperatrice parteciper ai giochi per la prima volta. Sono certo che
alcuni di voi sono ancora stupiti, se non addirittura sbalorditi, dal fatto che limperatore abbia deciso di
prendere in moglie la nipote.
Tra le file di pretoriani si lev qualche mormorio di disagio. Burro sollev una mano per
metterli a tacere.
Qualunque cosa voi pensiate, il matrimonio  stato approvato dal senato ed  quindi legittimo.
Laspetto morale della situazione non  cosa che riguarda noi. Noi siamo soldati e obbediamo agli
ordini, giusti o sbagliati che siano, fine della storia. Per cui se qualcuno di voi dovesse nutrire eventuali
perplessit in merito alla nuova moglie dellimperatore, farebbe meglio a tenerli per s,  un ordine.
Non voglio sentire una sola parola di scontento uscire dalla bocca di nessuno. Burro si ferm di nuovo
per lasciar decantare le sue parole. Unultima cosa: la giornata di oggi  unoccasione per rafforzare il
legame tra limperatore e la Guardia pretoriana. Claudio offrir i giochi e tutto il banchetto che seguir;
per questo motivo sarebbe segno di educazione da parte nostra esprimere gratitudine in ogni occasione
possibile. Acclamerete lui e la sua famiglia come se la vostra stessa vita dipendesse da loro. Sono certo
che sar un grandissimo piacere per Claudio, e un imperatore felice  un imperatore generoso. Ogni
applauso che gli farete si tramuter in denaro sonante per le nostre casse, per lo meno alla prossima
occasione di donativo alla Guardia... Il gruppo imperiale dovrebbe arrivare al campo due ore dopo il
sorgere del sole. Per quel momento ogni uomo dovr aver gi preso posto sulle tribune, in ordine e
tirato a lucido.  tutto!.
Quando il tribuno si volt verso lentrata delle caserme, il centurione anziano url: Coorte,
liberi!.
Mentre le mura delle caserme rimandavano indietro leco dellordine, gli uomini iniziarono a
rompere le righe. Macrone nel frattempo osservava il tribuno che si ritirava.
Be, devo dire che  stato un discorso chiaro, incisivo e pertinente. Poi sollev gli occhi al
cielo. Non sarebbe una cattiva idea andare a prendere i mantelli prima di trovarci dei buoni posti.
Raggiunta la cima della scala sul retro dellanfiteatro, videro che centinaia di uomini si erano
gi sistemati. A Burro e ai suoi pi stretti collaboratori erano stati assegnati i posti ai fianchi del
padiglione imperiale ubicato nella sezione settentrionale perch limperatore potesse approfittare del
tepore che il sole avrebbe offerto. A differenza dei sedili a gradinata predisposti per i pretoriani, il
padiglione imperiale era stato costruito su una piattaforma e i sedili erano in posizione arretrata. Catone
li indic. Lass.
Ma se vogliamo un buona visuale sui giochi dobbiamo sederci davanti, protest Macrone.
 dellimperatore e del suo seguito che vogliamo una buona visuale, e quello  il punto
migliore.
Macrone borbott qualcosa a denti stretti, lanci unocchiata dispiaciuta ai posti ancora vuoti in
prima fila e poi si volt per seguire il suo amico su per la ripida scala tra le file di sedili. Raggiunta la
cima, Catone guard il padiglione imperiale e si spost di qualche posto per avere una visuale dei sedili
imperiali quanto pi possibile migliore, considerata la curvatura delle tribune. Una volta soddisfatto, si
sedette. Macrone guard le file di panche subito davanti riempirsi velocemente e sospir. Gran bella
vista, disse scontento.
Perfetta per i nostri scopi, rispose Catone, stringendosi addosso il mantello e scoprendosi la
testa dal cappuccio.
Nel frattempo tuttintorno era un gran brulicare di pretoriani che arrivavano e occupavano gli
ultimi posti disponibili. Laria si riemp di un vociare allegro mentre la luce si faceva piano piano pi
intensa. Il cielo era sempre coperto, ma una macchia pi chiara sulla distesa di nuvole segnalava la
posizione del timido sole che tentava con tutte le forze di scaldare la citt e la campagna circostante.
Gli ufficiali furono gli ultimi a entrare: andarono dritti alle prime file e fecero spostare tutti i soldati che
si erano l gi sistemati. Macrone ghign a quella vista, perfidamente divertito dal loro disappunto. Il
tribuno Burro e i suoi centurioni presero posto immediatamente sotto di loro; alle loro spalle gli
optiones e i signiferi. Catone vide Lurco sedersi molto vicino al padiglione imperiale, ma non
abbastanza da uscire dal campo visivo di coloro che sarebbero stati seduti ai margini del gruppo
imperiale. Al braccio sinistro indossava un vistoso bracciale doro e di sicuro sperava di attirare
lattenzione di un possibile patrono che potesse garantirgli un bellavanzamento di carriera. Tigellino
sedeva alle sue spalle e spostato di un posto rispetto al suo centurione; Catone lo guard e gli lesse
chiaramente in faccia tutto il disprezzo che nutriva per Lurco.
Allorario stabilito il rombo di passi dalla direzione della Porta Viminale annunci
lavvicinamento del corteo imperiale. In testa cerano le guardie germaniche a cavallo, immediatamente
seguite dalle prime lettighe con gli ospiti dellimperatore, trasportate da schiavi in tuniche linde e
fresche che avanzavano sotto il gran peso mentre i passeggeri, a bordo, conversavano allegramente.
Dalle mura cittadine apparve poi unulteriore unit di otto guardie germaniche a piedi, le cui folte barbe
e bizzarre armature ne accentuavano laspetto barbarico. Poi fu il turno delle lettighe di Agrippina e
Nerone, e subito dietro quella dellimperatore in compagnia di Britannico. Prosegu poi la sfilata di
lettighe con il resto del seguito imperiale: Narciso, Pallante, Seneca  richiamato di recente dallesilio
come nuovo precettore di Nerone  e in ultimo i senatori con le consorti che avevano avuto lonore di
essere invitati personalmente dallimperatore.
La colonna si arrest allentrata del padiglione imperiale; gli ospiti minori si affrettarono a
prendere posto per permettere poi allimperatore e alla sua famiglia di fare altrettanto. Il prefetto Geta
spunt dal padiglione imperiale e si inchin al cospetto dellimperatore ancora seduto nella lettiga.
Scambi poi qualche battuta con Claudio prima di raggiungere il resto degli ospiti nel padiglione.
Molte delle guardie nelle file pi in alto voltarono la testa per seguirne larrivo. Catone e
Macrone videro Narciso sollevare rapidamente lo sguardo sulle facce ai piani alti, ma se anche li
identific, non diede comunque cenno di averli riconosciuti prima di sparire dalla vista. Alla fine fu il
turno della stretta cerchia della famiglia imperiale: Nerone salt gi dalla lettiga e si volt poi per
porgere la mano alla madre e aiutarla a scendere.
Che figlio coscienzioso, comment diffidente Macrone. E guarda poi come adora il patrigno
e il fratellastro.
Dopo aver aiutato la madre, Nerone si volt verso lultima lettiga con uno sguardo glaciale.
Britannico vi scese e chin poi rispettosamente la testa, mentre limperatore si sollevava faticosamente
dai cuscini porpora ricamati. Aggrappandosi alla mano del figlio, Claudio incedette, con la testa
tremolante, fino a fermarsi davanti allentrata. Sorridendo, fece un gesto in direzione di Agrippina e
Nerone perch si unissero a loro, poi attese che una decuria di guardie germaniche si mettesse in
formazione davanti alla famiglia imperiale al completo e facesse strada sulla scala che immetteva nel
padiglione. I pretoriani osservavano con il fiato sospeso. Le guardie del corpo si disposero ai lati e
dietro i sedili degli ospiti per non ostruirne la visuale sullarena. Qualche istante di silenzio dopo,
Narciso fece un cenno e tutti gli occupanti del padiglione si alzarono.
I pretoriani fecero altrettanto, lanciando urla di gioia che divennero sempre pi assordanti a
mano a mano che la corona dorata sulla testa dellimperatore spuntava ondeggiante. Claudio si inerpic
sugli ultimi scalini e si diresse goffamente sulla pedana su cui si trovavano due grandi sedie, una
accanto allaltra. Agrippina si un a lui e i due ragazzi rimasero in piedi ai rispettivi fianchi. Claudio
mantenne unespressione neutra, sforzandosi di controllare il tic alla testa mentre la girava lentamente
per accogliere le acclamazioni che gli venivano tributate da ogni dove. Alla fine si accomod, seguito
da Agrippina e da tutti gli altri ospiti.
Bella donna, non c che dire, comment a voce alta Macrone nellorecchio di Catone.
Adesso capisco perch il vecchio porcello se l presa.
Ha molto pi della semplice bellezza, rispose Catone. Ha influenza, cervello e un figlio in
ottima salute che potrebbe rivelarsi un eccellente erede di Claudio semmai Britannico dovesse perderne
il favore.
Quando i pretoriani iniziarono a sedersi, le urla di acclamazione lentamente si smorzarono.
Anche Catone e Macrone si sedettero e un istante dopo si ud un eccitato vociare mentre il direttore dei
giochi conferiva con i suoi funzionari per accertarsi che tutto fosse pronto. Soddisfatto, luomo guard
oltre la balaustra del padiglione imperiale e fece un cenno ai quattro soldati che attendevano in basso,
sulla sabbia, con lunghi corni di ottone in mano. I soldati sollevarono gli strumenti ed esplosero una
serie di note ascendenti. Tra i pretoriani cal allistante il silenzio e davanti al padiglione imperiale il
direttore dei giochi sollev in alto le braccia.
La maest imperiale Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico rivolge il benvenuto ai suoi
amici della Guardia pretoriana!. Il direttore dei giochi aveva una bella voce modulata che echeggiava
in tutto lanfiteatro e poteva essere udita da tutti i presenti.
Conformemente al suo desiderio di garantire ai suoi coraggiosi soldati che la loro lealt verso
limperatore  ricambiata con la stessa intensit e con il medesimo sconfinato affetto, il nostro augusto
sovrano, in onore del giorno in cui i cittadini di Roma hanno benevolmente voluto affidargli il loro
benessere, d ora inizio a un giorno di divertimenti....
Il direttore a quel punto diede lettura del programma, scatenando fragorosi scrosci di applausi a
ogni voce elencata. Mentre luomo leggeva, lattenzione di Catone si concentr sul padiglione
imperiale. Limperatore sedeva immobile per quanto il tremore gli permettesse, totalmente concentrato
sul direttore dei giochi, facendo un cenno di ringraziamento a ogni applauso. Di fronte a lui, Agrippina
teneva un gomito puntato sul bracciolo del sedile e la testa appoggiata sul palmo della mano. Aveva
laria di annoiarsi parecchio con tutti quei preliminari e dopo un istante si volt a scrutare il padiglione
imperiale, finch il suo sguardo non si ferm sul piccolo raggruppamento di sedili dei consiglieri
imperiali. Narciso era assorto in una tranquilla conversazione con un suo conoscente. Questultimo
annu e, resosi conto che limperatrice lo guardava, le rivolse un fugace sorriso al di sopra della spalla
di Narciso. Narciso se ne avvide e si volt immediatamente nellesatto istante in cui limperatrice si
voltava. Luomo rimase silenzioso per un brevissimo momento, poi riprese la sommessa
conversazione.
Catone allora rivolse la sua attenzione agli altri presenti nel padiglione e vide Britannico
rigidamente impalato accanto al padre, il braccio sinistro sotto una piega della piccola toga. Il fatto che
indossasse una toga era significativo: un chiarissimo tentativo di Claudio di indicare che suo figlio
avrebbe presto ricevuto titoli e onori superiori alla sua et come era accaduto con Nerone, suo figlio
adottivo. Questultimo, anchegli in toga, stringeva la mano della madre e se la sollev alle labbra per
baciarla, attardandosi nel bacio finch lei non la ritrasse.
Hai visto?, sibil Macrone. Cosa gli salta in mente al ragazzo? Vuole forse far scoppiare
uno scandalo?.
Catone guard i soldati ma sembr che non vi fosse alcuna reazione alla sfacciataggine di
Nerone.
Probabilmente sono abituati a queste ostentazioni, azzard. Ammettiamolo: la moralit della
famiglia reale non  poi cos limpida. Qualcuno  innocente, qualcuno non lo . Non sarebbe certo la
prima volta che qualcuno di loro traffica con lincesto.
Macrone storse la bocca in unespressione di disgusto. Degenerati.
Il direttore dei giochi strapp un ennesimo urlo assordante e Claudio sorrise, alzando un braccio
per salutare i suoi soldati. Il primo spettacolo non fu preceduto da altri preamboli: un incontro di
pugilato tra due giganti nubiani. La pelle  interamente oliata  scintillava come ebano mentre i due
lottatori assumevano la posizione di guardia e iniziavano il combattimento. Tra il pubblico, i pretoriani
iniziarono immediatamente a scommettere sul risultato, urlandosi lun laltro i pronostici. Il
combattimento prosegu e la sabbia intorno ai piedi dei due lottatori si screzi sempre pi di sangue a
mano a mano che le bende intorno ai pugni si strappavano e cadevano. Alla fine uno dei due,
grugnendo, fin al tappeto e dal pubblico si lev un boato di acclamazione. Segu poi una dimostrazione
di tiro con larco da parte di un uomo dalla pelle scura in abiti orientali, che scoccava frecce con
straordinaria precisione, anche intorno alla figura del suo giovane assistente addossato a un bersaglio di
paglia a braccia aperte. Dopo una breve pausa, il direttore dei giochi present le Gesta di Troia,
dimostrazione di destrezza equestre inscenata da alcuni rampolli dellaristocrazia romana. I pretoriani li
accolsero con un tiepido applauso di tolleranza.
Nellarena entrarono alcuni cavalieri con indosso elmi dorati che ne nascondevano il volto,
seguiti da alcune guardie che trasportavano bersagli e fantocci di paglia che poi disposero in fila per
tutto il diametro dellarena. Una volta terminati i preparativi, Claudio si alz per accogliere il saluto del
capo cavaliere in groppa a una giumenta purosangue bianca.
Po-po-potete i-iniziare!, esclam limperatore e con la testa tremante torn pesantemente a
sedersi.
I cavalieri allora iniziarono a turno a caricare i fantocci colpendoli con le spade. Poi gli furono
passati dei leggeri giavellotti e partirono al galoppo contro i bersagli, scegliendone uno contro cui
lanciare larma. Nel frattempo si era levato un forte vento, che dava del filo da torcere ai cavalieri
mentre prendevano la mira. Chi falliva, veniva escluso dalla competizione e usciva dallarena. Ben
presto rimasero solo tre concorrenti in campo e la distanza di lancio fu aumentata. Dopo un ennesimo
passaggio, usc un altro cavaliere. Gli ultimi due, uno dei quali era il capo del gruppo, erano
straordinari lanciatori e mentre le distanze venivano aumentate e i due antagonisti si davano grande
battaglia, le scommesse tra il pubblico ripresero. Alla fine il rivale del capo gruppo manc il bersaglio e
il vincitore, sostenuto da un ennesimo urlo di esultanza da parte degli spettatori, sollev il pugno in
aria, lanci il cavallo al galoppo verso il padiglione imperiale e vi si ferm bruscamente davanti
sollevando una nuvola di sabbia.
Ottimo cavalieri, comment Catone. Mi chiedo chi possa essere.
Macrone scroll le spalle. Uno dei tanti marmocchi viziati che si mettono in mostra.
Il cavaliere si port le mani al collo per sciogliersi il sottogola e poi velocemente si sfil lelmo,
rivelando il proprio viso. La folla rimase dapprima senza respiro per la sorpresa e poi esplose in un
boato di acclamazione che fendette letteralmente in due laria, quando scopr che si trattava di Nerone.
Catone guard immediatamente limperatore e ricord di aver effettivamente visto poco prima
il figlio adottivo recedere verso il fondo del padiglione. La madre di Nerone era scattata in piedi e
applaudiva entusiasta mentre Claudio era letteralmente in visibilio. I pretoriani iniziarono a scandire il
nome del ragazzo in un crescendo: Ne-ro-ne! Ne-ro-ne! Ne-ro-ne!.
Il giovane fece un rapido giro dellarena, beandosi dellovazione seduto superbo in sella.
Macrone diede una gomitata a Catone e indic il padiglione imperiale. Guarda: c qualcuno che non
 per niente contento.
Sulla piattaforma, accanto al padre, il giovane Britannico se ne stava sempre pi rigidamente
impalato, il viso indurito in unespressione di odio e la mano destra stretta a pugno. Torn a rilassarsi
solamente quando il rivale lasci larena e i pretoriani smisero di osannarlo. Era da poco passato
mezzogiorno e il direttore dei giochi annunci un breve interludio, mentre larena veniva liberata dai
bersagli e predisposta per lo spettacolo principale della giornata, una gara di dieci gladiatori che
sarebbe culminata con lo scontro tra un secutor noto come Colomba  il beniamino del pubblico in
quel periodo  e il suo avversario, il Nettuno di Nuceria, un gladiatore retiarius. Durante la pausa,
alcuni dei presenti nel padiglione imperiale si affrettarono gi per le scale per sgranchirsi un po le
gambe o godersi un po di refrigerio nella zona sottostante.
Vado a farmi una pisciata veloce, annunci Macrone, alzandosi in piedi.
Catone annu mentre lamico gli passava davanti e scendeva in direzione delluscita
dellanfiteatro.
Catone stava ancora pensando allespressione che aveva visto in faccia a Nerone appena prima
che uscisse dallarena: acceso da uninequivocabile luce di ambizione. Uno spettacolo perfettamente
calcolato al cospetto dei pretoriani che lo avrebbero scelto come loro beniamino.
Macrone se lo scroll e si riabbass la tunica. La zona delle latrine era piena di uomini che
approfittavano della pausa per liberarsi. Poi si riavvi fuori verso il varco che portava direttamente sul
campo di Marte. Si inoltr tra le lettighe e gli schiavi accovacciati silenziosi tra di esse finch non
giunse di fronte alla recinzione sotto il padiglione imperiale. Due guardie germaniche sorvegliavano la
pesante tenda rossa che celava lingresso. Quando Macrone si avvicin, uno dei due uomini stese un
braccio e disse qualcosa nella sua ruvida lingua.
Ehi, tranquillo, nordico!, gli grugn contro lui. Sto solo passando. Non farti alzare troppo i
peli della barba.
In quellistante una folata di vento spinse indietro i lembi della tenda e Macrone vide
chiaramente luomo accanto al quale Narciso era seduto prima nel padiglione imperiale. Teneva un
braccio intorno alla vita di una donna che porgeva il collo perch lui la baciasse. Laltra mano, invece,
la teneva sotto le pieghe della stola di lei, infilata direttamente tra le sue gambe, facendole avvampare il
viso di estasi. I due si voltarono bruscamente quando la tenda si sollev e incrociarono entrambi lo
sguardo di Macrone per un momento che parve durare uneternit. Poi, altrettanto allimprovviso il
vento si sgonfi e la tenda ridiscese. Nel frattempo Macrone non si era mosso di un passo e la guardia
germanica gli intim un altro avvertimento.
Me ne vado, borbott lui, affrettandosi verso linterno dellanfiteatro. Sent un fremito di
ansia corrergli lungo la schiena. La donna che aveva appena visto rapita dallestasi era Agrippina:
essere testimone dellinfedelt dellimperatrice era lultima cosa che Macrone avrebbe voluto. Una
scoperta troppo pericolosa. Agrippina aveva sicuramente imparato dagli errori di chi laveva preceduta
e sapeva di doversi sbarazzare di chiunque avesse potuto denunciarla allimperatore.
Macrone bruci letteralmente gli scalini per raggiungere Catone e si sedette come un fulmine,
arretrando con le spalle contro lo schienale della panca per essere certo che dal padiglione imperiale
nessuno potesse vederlo.
Che coshai?, gli chiese Catone. Sei bianco come una toga!.
Sto bene... bene.
Ma che succede?. Raramente Catone aveva visto lamico cos allarmato.
Macrone scosse la testa. Adesso non te lo posso dire. Indic gli uomini seduti davanti e di
fianco a loro. Non qui.
Nel frattempo nellarena i primi due gladiatori avevano appena salutato limperatore e si
stavamo mettendo in posizione di guardia per il combattimento, abbassandosi sulle gambe in attesa del
segnale di inizio. Il direttore sfrutt la tensione di quel momento finch gli fu possibile e poi url
lordine: Combattete!.
Il guerriero pi piccolo e agile caric un feroce attacco contro lavversario, e larena si riemp
immediatamente delleco metallica delle lame e dei colpi secchi delle armi contro gli scudi. Poi i due
uomini si separarono e iniziarono a girare in tondo per studiarsi. Catone sorrise di fronte alla piccola
teatralizzazione che i due gladiatori avevano escogitato per aprire il combattimento, creando immediato
entusiasmo tra il pubblico. I pretoriani fissavano avidamente la scena e commentavano il fisico e lo
stile di combattimento dei due combattenti, senza mai smettere di scommettere. Catone si chin verso
Macrone e disse con tutta la voce che poteva: Adesso puoi parlare,  sicuro, sono tutti concentrati
sullazione.
Macrone guard verso il padiglione imperiale. A meno di cinquanta passi da loro, limperatrice
era tornata a occupare il proprio posto e teneva, con il viso assolutamente composto, gli occhi fissi
sullarena. Luomo che laveva palpeggiata in quel momento non era in vista. Macrone rifer allora a
Catone per filo e per segno la scena di cui era stato testimone.
Sei sicuro che ti abbiano visto chiaramente?, gli chiese Catone.
Abbastanza da riconoscermi, se dovessero incontrarmi di nuovo.
Dannazione, sbott Catone. Questo non ci voleva proprio.
Be, scusami, grugn di rimando Macrone.
Catone si gratt il mento cercando di riflettere sulle possibili conseguenze. Se Agrippina si era
gi trovata un amante tra il seguito dellimperatore, allora stava facendo un gioco veramente
pericoloso. A meno che, per, non stesse usando luomo per qualche altro scopo. Ma quale? E questo
aveva poi qualche legame con la cospirazione che Narciso stava tentando di smascherare e soffocare?
Mentre lui era immerso in quella riflessione, Macrone vide Narciso avvicinarsi allimperatore e
chinarsi per parlargli allorecchio. Claudio dapprima ascolt e poi si gir sul sedile per guardare
preoccupato Narciso dritto negli occhi. Tra i due ci fu un rapido scambio di battute, poi limperatore
annu e gli fece segno di andare dal prefetto Geta. Qualche istante dopo alcune guardie uscirono dal
padiglione per portare dei messaggi agli ufficiali sulle tribune. Molti dei pretoriani seduti nei pressi del
padiglione imperiale osservarono incuriositi il tribuno Burro alzarsi e portarsi le mani ai lati della bocca
per urlare: Sesta Centuria! In formazione allesterno dellanfiteatro, subito!.
Lurco scatt in piedi come un fulmine e fece cenno a Tigellino di seguirlo, poi si lanci verso
lentrata, seguito subito dai suoi uomini.
Cosa pensi possa essere successo?, chiese Macrone. Dici che pu avere a che fare con
quello che ho visto?
Be, lo sapremo presto.
Mentre scendevano le scale, Catone butt unultima occhiata allinterno del padiglione.
Limperatore e la sua famiglia stavano gi uscendo, seguiti da Narciso e da altri uomini. Il resto degli
ospiti rimase dove si trovava, cercando di non lasciar trasparire lagitazione mentre nellarena il
combattimento proseguiva.
I soldati della Sesta Centuria si raggrupparono intorno a Lurco, mentre a pochi passi da loro gli
schiavi portalettighe erano gi in piedi, pronti a sollevare il loro fardello nellesatto istante in cui fosse
stato dato lordine. Quando Macrone, Catone e gli ultimi soldati furono fuori dellanfiteatro, il
centurione url per farsi sentire al di sopra del chiasso proveniente dallinterno: Limperatore sta
tornando al palazzo. Ha appena ricevuto la notizia che nel Foro  scoppiata una sommossa per il cibo.
Le coorti urbane hanno la situazione sotto controllo ma Claudio vuole occuparsene personalmente. Il
prefetto Geta ha deciso di rinforzare la sua scorta personale utilizzando la Sesta Centuria. Un incarico
extra cerimoniale: abbiamo lordine di proteggere limperatore, la sua famiglia e i consiglieri, costi quel
che costi. Siamo autorizzati a usare ogni mezzo e forza necessari per scortare le lettighe contro
chiunque tenti di bloccarci il cammino. Lurco si ferm un istante per riprendere fiato. Andate a
recuperare le armi e larmatura nelle caserme. Poi tornate subito qui pronti a marciare. Veloci!.
...
.
...
CAPITOLO DIECI.
...
.
...
Mentre lettighe e soldati scendevano incolonnati dal Viminale in direzione del centro, al di
sopra del Foro si vedeva aleggiare nel cielo pomeridiano una cappa di fumo. Anche se la notizia della
sommossa si era diffusa per le strade, molti erano tranquillamente indaffarati nelle proprie faccende e
allarrivo del centurione Lurco e della sua unit si fecero rapidamente da parte. Le guardie germaniche
avevano serrato i ranghi intorno alle lettighe dellimperatore, dellimperatrice e dei due ragazzi. Il resto
della Sesta Centuria faceva da riempimento tra le altre lettighe e chiudeva la colonna.
Catone, Macrone e quattordici altri uomini erano sotto il comando di Tigellino e seguivano in
marcia la lettiga condivisa da Narciso e dagli altri due consiglieri imperiali, tra cui anche luomo che
Macrone aveva visto con Agrippina. Dopo una rapida occhiata per accertarsi che loptio stesse
guardando avanti, Macrone parl sottovoce a Fuscio.
Vedi gli uomini nella lettiga proprio davanti a noi?
S.
Riconosco Narciso, ma chi sono gli altri due?
Quello seduto di fronte a lui, lunico altro di bellaspetto,  Pallante, uno di quei cani di liberti
di cui limperatore si ostina a circondarsi. Il terzo  Seneca, il nuovo tutore e consigliere di Nerone.
Capisco. Macrone lanci unocchiata a sinistra verso Catone e inarc un sopracciglio prima
di rendersi conto che era inutile sotto lelmo. Pallante, eh? Mi chiedo cosa si sia messo in testa.
Messo in testa?, chiese Fuscio, voltandosi verso Macrone. Cosa vuoi dire?
Niente.
Prima che potessero fiatare di nuovo, Tigellino li fulmin con unocchiata da sopra la spalla.
Silenzio tra le file! Tenete la bocca chiusa e gli occhi e le orecchie aperti!.
Avanzarono in silenzio e mano a mano che si avvicinavano al Foro le strade si facevano sempre
pi deserte. Qualche sporadico gruppo di civili preoccupati che si affrettavano a rincasare sfil di fronte
alla colonna, senza neanche rivolgere un commento o uno sguardo di sorpresa alla vista della lettiga
imperiale scortata dalle guardie barbariche. Adesso il baccano della folla iniziava a udirsi
distintamente; di l a poco risuonarono anche delle urla di rabbia e grida di terrore. Il fumo si faceva
sempre pi fitto e acre. Entrando sulla piazza in cui qualche notte prima Catone e Macrone erano stati
coinvolti nella rissa, la colonna fu investita da forti zaffate di puzzo. Catone guard verso la locanda e
vide il proprietario che chiudeva le imposte di una finestra affacciata proprio sulla fontana pubblica e
poi si rifugiava di corsa allinterno, richiudendosi la porta alle spalle. Una donna magra e dallaspetto
debole era seduta sul bordo della fontana e allattava un neonato in lacrime con occhi sporgenti e
piccole, scheletriche braccia. La donna osserv i soldati e le lettighe che le sfilavano davanti e poi si
alz faticosamente in piedi per zoppicare loro incontro, tendendo la mano libera.
Hai un sesterzio per me e il mio bambino?, implor con voce debole e tesa. Per carit di
Giove, dammi un sesterzio. Non mangiamo da giorni, signore. Tent di intercettare Tigellino, ma
loptio le si rivolt contro, ringhiandole: Togliti di mezzo, puttana! Te e tuo figlio, prima che usi
questo!, e brand il bastone contro la donna mentre questa si rannicchiava con uno strillo di terrore.
Macrone digrign i denti in segno di disprezzo per loptio e mormor: Felice di vedere che il
nostro optio ha il fegato di tener testa a una donna mezza morta di fame.
Shhh!, lo mise in guardia Catone.
Uscirono dalla piazza e proseguirono lungo la via. Poco oltre la colonna si imbatt nel primo
cadavere: un uomo grasso riverso nel canale di scolo. Era stato spogliato di tutto tranne che del
perizoma e i monconi alle mani indicavano le dita in cui prima aveva presumibilmente portato anelli.
Aveva il cranio sfondato da una serie di colpi violenti. A breve distanza la bottega di un panettiere era
stata distrutta e saccheggiata. La colonna in quel momento attraversava i margini del quartiere della
Suburra, famoso per la povert e la delinquenza. Gli alti edifici ridussero ulteriormente la gi fioca luce
e laria maleodorante serr letteralmente Catone alla gola mentre il rumore dei loro passi echeggiava
contro i muri fuligginosi.
Quando raggiunsero le pendici del colle, ci fu unimprovvisa esplosione di grida dalla parte
anteriore della colonna; Catone stir il collo e vide che il centurione Lurco stava affrontando una
piccola folla di uomini spuntati da una stradina laterale, invadendo il cammino dellimperatore e del
suo seguito.
Toglietevi di mezzo!, gridava Lurco a gran voce per superare le urla degli uomini. Lasciate
il passo allimperatore!.
 Claudio!, rispose una voce. Rimanete fermi, ragazzi. Facciamo le nostre rimostranze
allimperatore.
Lurco scagli in aria un braccio. Colonna! Alt!.
Tra i pretoriani, le guardie germaniche e gli schiavi che trasportavano le lettighe non ci fu
grande coordinazione e la colonna si arrest in modo disordinato. Al di sopra delle teste dei soldati che
aveva davanti, Catone riusc a vedere che molti dei civili erano armati di bastoni, asce e randelli. Lurco
avanz prudentemente per fronteggiare la folla, alla quale si aggiungevano sempre pi uomini che
urlavano e gesticolavano furibondi.
Lasciate il passo allimperatore, immediatamente! Non ci sar un ulteriore avvertimento!.
Claudio!, url il capobanda. Il tuo popolo sta morendo di fame! Dacci da mangiare!.
Toglietevi di mezzo!, ripet di nuovo Lurco a gran voce e poi, guardando indietro sopra la
propria spalla, ordin: Fuori le spade!.
I soldati sguainarono le armi con un frastuono metallico e le brandirono pronti ad attaccare. Il
capobanda fece un passo avanti e Catone lo riconobbe allistante.
Cestio.
Macrone guard Catone. Non  il grosso bastardo della locanda?
Esatto.
Non si d per vinto, lo stronzo.
Cestio si avvicin alla testa della colonna e url perch tutti i suoi seguaci potessero sentirlo
chiaramente. Che cos questa? Una comitiva in strada per un banchetto, scommetto. Si volt poi
verso la folla. Mentre noi patiamo la fame, mentre i nostri figli muoiono lentamente di fame, questi si
riempiono le grosse bocche di prelibatezze e poi vomitano per poter mangiare di nuovo!.
Alcuni uomini urlarono infuriati, mostrando i pugni in segno di minaccia. Cestio allora si volt
di nuovo verso i soldati. Noi da qui non ci muoviamo. Vogliamo fare le nostre richieste
allimperatore. Vogliamo pane e grano a prezzi per le nostre tasche. Sei tu, centurione, che devi
toglierti di mezzo. Pretendiamo di parlare con Claudio!.
Mentre la folla lanciava urla di approvazione, Lurco si ritrasse tra le prime file di soldati ed
estrasse la spada. Proteggete le lettighe! Al mio segnale, avanzate a passo di marcia! Optio, dai il
ritmo! Scudi in posizione!.
Il decurione al comando delle guardie germaniche fece disporre i suoi uomini in formazione
intorno alla lettiga dellimperatore mentre i pretoriani circondavano le altre. I soldati sollevarono e
inclinarono gli scudi per proteggere gli occupanti rannicchiati, tenendo i gladio con la punta rivolta a
terra, gomiti piegati e pronti a colpire. Catone avvert subito il battito accelerato e la sensazione di gelo
in pancia e agli arti che lo invadeva sempre prima di un combattimento. Poi, con la coda dellocchio
scorse del movimento, e si volt di lato appena in tempo per vedere le sagome scure di alcuni uomini
che sulla destra si stavano avvicinando a loro sbucando da un vicolo laterale. Lanci unocchiata rapida
sullaltro lato e vide altri uomini arrivare dalla direzione opposta e altri ancora, pi in lontananza,
attraversare di corsa un crocevia mentre aggiravano la colonna nel tentativo di accerchiarla.
Guarda l!. Indic gli uomini a Macrone con la spada.  una trappola.
Prima che Macrone riuscisse a rispondere, dalla testa del convoglio si ud un grido.
Avanzare!.
Uno! Due!, inizi Tigellino per dare il passo e i pretoriani si mossero, scudo contro scudo.
Alle spalle delle prime sezioni venivano le guardie germaniche e la lettiga imperiale, seguiti subito da
Narciso e dagli altri consiglieri e, a chiudere, da Tigellino con i suoi uomini. La folla si zitt per un
istante e poi Cestio rugg: Uccidiamoli! Uccidiamoli tutti!.
Un mattone sorvol lo spazio tra i soldati e la folla, andando a rimbalzare su uno scudo prima di
atterrare sulla spessa copertura di stoffa della lettiga imperiale. Allinterno qualcuno lanci un grido di
terrore. In un istante laria si riemp di altri proiettili: mattoni, pezzi di marmo e grumi di fango raccolti
dai canali di scolo. Dai vicoli laterali si aggiunse un ulteriore attacco con lanci contro i fianchi della
colonna presa in trappola nella stretta via. Avanzarono un passo dopo laltro. La folla che gli si parava
davanti rimase ferma fino allultimo momento e poi inizi a retrocedere; quelli che si trovavano subito
dietro e non riuscivano a vedere i pretoriani, per, continuarono a non cedere, bloccando la ritirata. A
quel punto gli uomini iniziarono a schiacciarsi contro i lati della strada, cercando rifugio anche negli
archi e negli androni degli edifici. Alcuni riuscirono a mettersi in fuga per le vie laterali ma altri si
ritrovarono sulla direttrice dellavanzata dei pretoriani.
Non fermatevi per nessuna ragione!, url Lurco.
Seguendo il tempo regolare scandito da Tigellino, i pretoriani arrivarono a ridosso della folla e
vi si scagliarono contro con gli scudi sollevati, abbattendo i primi che incontrarono. Scintill la prima
spada conficcandosi nel fianco di una sagoma che lottava: luomo url di dolore prima di accasciarsi a
terra. Alla fine, chi si trovava in fondo alla calca prese finalmente coscienza del pericolo e inizi a
indietreggiare. Troppo tardi, per, per coloro che invece si trovavano nelle prime file. I pretoriani ormai
caricavano implacabilmente con gli scudi, trafiggendo chiunque gli si parasse davanti. Alcuni cadevano
a terra feriti e venivano calpestati dai soldati; altri si ritrovarono schiacciati dalla soffocante pressa di
corpi per poi essere colpiti pi e pi volte dalle spade, urlando di dolore e terrore.
Sbirciando al di sopra del bordo superiore dello scudo, Catone vide lalta figura di Cestio farsi
strada a spintoni verso un vicolo dove poi si dilegu insieme a un gruppo di suoi seguaci. Davanti alla
colonna dei soldati, la folla inferocita alla fine inizi a disperdersi, lasciandosi dietro morti e feriti. Chi
ne aveva avuto abbastanza, se ne and a cercare rifugio o pi facili vittime altrove. Altri cento e pi
uomini, per, non si mossero, tenendosi a distanza di sicurezza dalle spade e continuando a lanciare
contro il corteo imperiale qualsiasi cosa avessero a portata di mano. I proiettili rimbalzavano
rumorosamente contro scudi ed elmi; gli schiavi portalettighe, invece, non avevano alcun tipo di
protezione e a quel punto gi quattro di loro erano stati abbattuti: uno colpito mortalmente alla testa,
con una lunga ferita sanguinante; altri due, sempre feriti alla testa, lasciarono andare la presa sulle
lettighe e barcollarono sul ciglio della via prima di stramazzare a terra. Lultimo si teneva stretto il
gomito spaccato e urlava di dolore a denti stretti. Gli altri schiavi rimasti illesi tentavano di avanzare
faticosamente sotto laumentato peso, superando la distesa di corpi a terra davanti ai loro piedi. A un
tratto, uno dei trasportatori incespic e la lettiga del segretario imperiale si inclin su un lato e croll a
terra, quasi sbalzando Narciso in un canale di scolo. Catone si rese conto che gli schiavi ormai non
sarebbero pi riusciti ad avanzare velocemente lungo la strada.
Esci dalla lettiga!, ordin allora a Narciso. Tutti quanti! Dovete abbandonare la lettiga.
Tenete abbassata la testa e rimanete dietro i pretoriani.
Narciso annu e insieme agli altri consiglieri scivol gi dallinterno imbottito, finendo con gli
eleganti calzari nei liquami che invadevano la strada.
Chi ha dato lordine?, url Tigellino dallaltro lato della lettiga.
Io, signore. Capito.
Sei tu il centurione, Capito? Tu non dai ordini, li esegui solamente. Tigellino si abbass per
rivolgersi ai liberti sullaltro lato della lettiga. Meglio che risaliate. Mander dei soldati a sostituire gli
schiavi mancanti.
Narciso fece segno di no. Faranno la stessa fine degli schiavi. Il soldato ha ragione, dobbiamo
abbandonare le lettighe. Lo dir allimperatore.
Tigellino lanci unocchiata furente a Catone e poi annu. Come desiderate, signore.
Tu, Capito, e il tuo compagno bassetto, fece poi Narciso. Ho bisogno di protezione.
Copritemi con gli scudi. Andiamo.
Il segretario imperiale usc dallaccerchiamento di pretoriani con Catone e Macrone su ognuno
dei lati e i tre si avviarono verso la lettiga imperiale protetta dalle guardie germaniche a poca distanza
da l. Un mattone colp lo scudo di Catone facendolo trasalire. Quando furono vicini, il cordone di
guardie germaniche si apr per lasciarli passare. Catone vide che cinque dei dodici schiavi portalettiga
erano gi a terra, mentre i rimanenti riuscivano a malapena a tenerla sollevata. Si volt verso Narciso.
Dovete portare via limperatore e gli altri o non saremo in grado di avanzare.
Capisco, annu nervosamente Narciso, abbassandosi subito per schivare una manata di sterco
che gli volava sopra la testa. Tir la tenda e vide limperatore che stringeva Britannico in un abbraccio
protettivo. Gli sedeva accanto limperatrice, che cullava teneramente la testa di Nerone in grembo.
Claudio sollev gli occhi nervoso e la sua testa ebbe uno spasmo muscolare.
Dominus, i pretoriani dicono che dobbiamo continuare a piedi.
A p-p-piedi?
S, mio signore. Le lettighe non riuscirebbero ad andare molto avanti e sarebbe rischioso
tentare.
Ma l fuori c gente impazzita!, protest Agrippina. Chiudi la tenda e facci portare a
palazzo. Te lo ordino.
Mi spiace ma non c altra scelta, vostra maest imperiale. Se non andiamo subito, rimarremo
bloccati qui, alla loro merc.
Che fine hanno fatto le coorti urbane?, chiese Agrippina. Dovrebbero essere loro a tenere a
bada questa gentaglia. Se rimaniamo qui, almeno ci troveranno.
Narciso scosse la testa.  probabile che non sappiano nemmeno cosa stia accadendo. Poi,
rivolgendosi allimperatore: Dobbiamo continuare a piedi, dominus. Subito.
Claudio si volt verso la moglie. I soldati sanno cosa  pi giusto fare, mia ca-cara. Vieni, non
facciamoci ve-vedere spaventati di fronte alla fo-folla.
Narciso aiut prima limperatore, poi Agrippina e di seguito i due ragazzi a scendere dalla
lettiga. Claudio cinse la moglie in un abbraccio protettivo e si rivolse a Catone e Macrone. Voi due,
proteggete i nostri figli.
S, mio signore. Catone chin la testa e poi fece segno a Nerone di avvicinarglisi. Calido, tu
prendi il pi giovane.
Macrone annu. Con me, marmocchio.
Britannico si accigli. Non  questo il modo di rivolgersi a me, soldato.
In questo momento lo . Macrone gli afferr dolcemente una spalla e lo tir dietro lo scudo.
Il decurione delle guardie germaniche diede ordine ai suoi uomini di formare un cordone
intorno allimperatore, poi Narciso si port una mano al lato della bocca e chiam il centurione urlando
verso le sezioni di testa poco pi avanti.
Lurco ud lurlo, si volt e prima di dirigersi verso il gruppo imperiale, chino dietro lo scudo,
ordin agli uomini di fermarsi e attendere in formazione.
Abbandoniamo qui le lettighe, gli spieg Narciso. Raduna i tuoi uomini e scortateci a
palazzo passando per il Foro. Adesso non  pi troppo distante.
Lurco scosse pi volte la testa. Sarebbe pi sicuro tornare al campo pretoriano. Dobbiamo
fuggire prima che sia troppo tardi.
No, signore, lo interruppe Catone, indicando con la spada indietro sulla strada. Guardate!.
A circa un centinaio di passi da l, nel buio, tra i vari edifici, si era raccolta unaltra piccola folla
e si stava gi dirigendo verso di loro.
Merda... no, borbott Lurco, con le labbra che iniziavano a tremargli.
Catone era sul punto di dire qualcosa, ma Macrone lo anticip. Si slanci verso il centurione,
rinfoder la spada e lo afferr per le spalle, dicendo in tono severo: Signore, state calmo. La vita
dellimperatore  nelle vostre mani. Tutte le nostre vite lo sono. Radunate gli uomini, scudo contro
scudo, e fateli muovere o siamo tutti fottuti. Vedendo lespressione di totale smarrimento negli occhi
dellufficiale, lo scosse pi violentemente. Signore!.
Lurco sbatt le palpebre e lentamente ruot gli occhi verso la famiglia imperiale e deglut. S,
certo, giusto. Sollev la testa e chiam Tigellino. Optio!.
Signore?
Fai venire il resto della centuria e mettili in formazione accanto ai germani!.
Mentre gli uomini che proteggevano i consiglieri dellimperatore correvano verso di loro, Lurco
si volt verso Macrone e Catone. Voi proteggete questi ragazzini con la vostra stessa vita, intesi?
S, signore, annu Macrone. Saranno al sicuro con noi.
Quando Pallante e Seneca ebbero raggiunto Claudio e la sua famiglia, i soldati chiusero il
cordone riavvicinando gli scudi, proteggendo anche gli schiavi, e Lurco ordin alla formazione
improvvisata di avanzare. Le sezioni anteriori attesero finch non furono raggiunte dagli altri e poi
continuarono come un unico corpo. Nel frattempo la folla alle loro spalle, fattasi pi audace, si
avvicinava sempre di pi, lanciandogli addosso insulti, pietre e pezzi di tegole raccolte da un ammasso
di macerie allangolo di un vicolo. Catone e Macrone tennero sollevati gli scudi e si piegarono in avanti
per proteggere con il proprio corpo i ragazzi affidatigli. Catone aveva rinfoderato la spada e teneva la
mano destra sulla spalla di Nerone perch potessero tenere il passo. Sentiva il ragazzo tremare sotto le
pieghe della toga.
Va tutto bene, gli disse in tono tranquillizzante. Vi faremo arrivare al palazzo il pi presto
possibile.
Per un istante Nerone sembr non rispondere, poi Catone gli sent dire: Ho paura.
Io e il mio amico ci siamo trovati in situazioni molto peggiori di questa.
Nerone lo guard. Io no, per.
E allora vedila come unoccasione per dimostrare il tuo coraggio.  bene imparare a essere
coraggioso finch sei ancora giovane.
Nerone annu con aria incerta e fece un profondo respiro per calmarsi mentre continuavano a
camminare. Tuttintorno i germani iniziarono a intonare un canto di battaglia nella loro ruvida lingua,
sbattendo limpugnatura della spada contro linterno degli scudi. Catone si raddrizz un istante e vide
che mancavano poco meno di cinquanta passi da percorrere prima che la strada sbucasse sullampio
piazzale di fronte al Tempio di Minerva, al margine del Foro.
Manca poco allo spazio aperto, ragazzi, disse Macrone in tono incoraggiante.
Dallalto arriv un grido e un istante dopo una tegola esplose a terra proprio davanti ai piedi di
Macrone. Britannico lanci un grido di spavento quando una scheggia lo colp alla mano, ferendolo.
Macrone tir il ragazzo a s pi al riparo dello scudo e url un avvertimento agli altri. Alcuni di quei
bastardi si sono nascosti negli edifici. Copritevi la testa!.
Dallalto piovvero altre tegole; rischiando grosso, Catone guard verso lalto e vide una figura
sporgersi da una finestra, prendere la mira e lanciare unaltra tegola sopra la testa di una delle guardie
germaniche. Il pezzo di terracotta colp luomo sullelmo, sbalzandogli la testa di lato e facendolo
barcollare. Immediatamente due suoi compagni rinfoderarono la spada e lo sorressero, afferrandolo da
sotto le ascelle, e lo trascinarono avanti con tutta la formazione. Sotto quella pioggia di proiettili, i
soldati accelerarono istintivamente il passo mentre quelli in testa iniziarono quasi a correre per mettersi
al riparo dal pericolo dallalto.
Non cos veloci laggi!, url Tigellino. Rimanete insieme, dannazione!.
Loptio si fece strada verso la parte anteriore del gruppo, sfiorando il centurione Lurco, e us il
piatto della spada per colpire gli scudi dei soldati che avevano iniziato a correre troppo veloci.
Nessuno deve superarmi! Sono io a dare il passo e voi seguite!.
Quando raggiunsero la fine della strada, tra gli schiavi indifesi e raggruppati in coda al corteo
erano stati colpiti e atterrati altri due uomini. Uno di essi era morto e giaceva disteso al centro della via;
laltro aveva un piede distrutto e avanzava zoppicando, uscendo dal cordone protettivo e cercando a
fatica di non rimanere troppo indietro. La folla lo raggiunse e non gli mostr alcuna piet, anche se era
un semplice schiavo e non aveva nessuna colpa. Le sue urla squarciarono laria, facendo raggelare il
sangue nelle vene a Catone; poi, in un atto di misericordia luomo fu ucciso e la folla riprese ad
avanzare.
Quando il corteo raggiunse il perimetro del complesso del tempio, per la prima volta fu
possibile rendersi conto della portata reale della rivolta. Varie botteghe nel Foro, nelle vicinanze del
senato, erano state incendiate, il vento faceva vorticare fiamme e fumo e lincendio si dibatteva come
un animale incatenato a un palo. Il viale che conduceva al Foro era una distesa di corpi, molti ancora
vivi: i loro gemiti riempivano laria. Catone not che alcuni indossavano luniforme delle coorti
urbane. Molte altre botteghe e banchi di vendita erano stati distrutti e solo i pochi pezzi sparpagliati in
giro davano una vaga idea di cosa veniva venduto. Alcuni mendicanti e ragazzini di strada stavano
spogliando i cadaveri di qualsiasi oggetto di valore avessero addosso. Alla vista degli uomini che
precedevano la famiglia imperiale, i saccheggiatori si rintanarono di corsa nel dedalo dei vicoli della
Suburra.
Giunti sul piazzale, loptio aument il passo e i rivoltosi si dileguarono, tenendosi a prudente
distanza dai soldati e dalle loro spade. Pi avanti, nel cuore del Foro, il fragore della rivolta era ancor
pi assordante, amplificato dalle mura dei templi e degli edifici circostanti che ne rimandavano leco.
Catone si accorse che Nerone era terrorizzato dalla scena e dai rumori, ma dovevano comunque
attraversare ancora il Foro e guadagnare lentrata del palazzo, sempre supponendo che la folla dei
rivoltosi non avesse sfondato le porte e saccheggiato il complesso. Con un po di fortuna, qualche unit
delle coorti urbane sarebbe arrivata per scortare limperatore e le sue guardie del corpo fino alla
sicurezza del palazzo.
Nel tratto tra il Foro di Cesare e il Tempio di Giano, il viale si restringeva fino a un corto
colonnato poco prima del Foro principale.
Ci siamo quasi!, disse agli altri loptio. Rimanete insieme e tenete gli occhi ben aperti.
Le mura su entrambi i lati si restrinsero e i rivoltosi che li stavano ancora inseguendo finalmente
desistettero, scagliando gli ultimi proiettili. Dopo tutto il fragore di lanci contro scudi e armature, il
solo picchiettare regolare delle caligae chiodate dei soldati parve improvvisamente assordante. Catone
sent il respiro affannoso delle guardie del corpo germaniche e limperatore farfugliare qualcosa di
incomprensibile mentre, claudicante, avanzava a fianco di sua moglie: le deboli gambe lo facevano
somigliare a un ragno zuppo che si trascina fuori da una pozzanghera.
Lattacco li colse nellesatto momento in cui raggiungevano il fondo del colonnato.
Da dietro le colonne di pietra sbuc, ruggendo, un gran numero di uomini che caric i soldati. A
differenza dei sediziosi di poco prima, questi erano armati di lance, asce, spade, bastoni e pugnali e
pronti a combattere. Attaccarono il cordone da entrambi i lati, cercando di strappar via gli scudi e
colpire i soldati. Catone tir Nerone pi vicino a s dietro lo scudo.
Tieniti stretto a me, gli disse in un orecchio. Qualsiasi cosa accada!.
Catone si guard intorno e vide che gli aggressori si stavano concentrando sulla testa e la coda
della colonna, nei punti in cui erano posizionati i pretoriani, mentre le guardie germaniche non erano
state ancora attaccate e attendevano, accovacciate, con gli scudi tondi sollevati e le spade pronte in
pugno. Poi vide un fiume di uomini riversarsi fuori dalle buie viscere del tempio: erano tutti armati di
spade e a guidarli cera lormai ben familiare Cestio che, con un ghigno cristallizzato di risoluta ostilit,
correva a grandi balzi lungo lo stretto viale, puntando dritto contro limperatore e la sua famiglia. I suoi
uomini, invece, entrarono a cuneo su due lati nel cordone delle guardie germaniche. Catone vide Cestio
abbassarsi per schivare un goffo fendente di spada e poi afferrare subito una guardia per la trachea e
schiacciargliela con un movimento rapido. Poi Cestio scagli via luomo boccheggiante e si guard
intorno finch non individu i due figli dellimperatore. Macrone, pi vicino, si volt per fronteggiare
lattacco, cercando nel frattempo di fare il possibile per proteggere Britannico.
Ruggendo selvaggiamente, Cestio si lanci in corsa, abbattendo unaltra guardia germanica.
Macrone sollev e affond la spada. Allultimo istante Cestio devi il colpo con un forte clangore
metallico e si scagli contro Macrone, atterrandolo. Britannico, per contro, rimase in piedi, solo e
indifeso; Cestio lo degn appena di una rapida occhiata e lo spinton via di lato per caricare poi
Catone, digrignando i denti.
Non cera tempo per pensare: Catone scese su un ginocchio, inclinando nel frattempo lo scudo e
spingendo a terra Nerone. La faccia di Cestio fu attraversata da una fulminea espressione di sorpresa un
istante prima che inciampasse e ricadesse pesantemente sullo scudo, schiacciando i due che si
trovavano sotto. Catone avvert il flusso di fiato caldo espulso dai polmoni delluomo. Fece allora
pressione sullo scudo con tutta la forza e Cestio rotol di lato, in ginocchio e con la spada sollevata.
Con la mano libera afferr il bordo dello scudo e lo stratton, scoprendo un Nerone sconvolto e
impaurito. Mentre la punta della sua spada iniziava a scendere, gli occhi del gigante riarsero di trionfo.
No!, url Catone, lanciandosi con tutto il corpo sul ragazzo. Le maniche della tunica
intercettarono la punta della lama in avvicinamento: Catone sent un rumore di stoffa che si strappava e
una fitta bruciante sul bicipite destro.
Bastardo!, ringhi Cestio, ritirando il braccio. Poi sollev lo sguardo e vide Macrone
incombergli davanti un attimo prima che la borchia del suo scudo gli arrivasse dritta in faccia.
Grugnendo, Cestio ricadde allindietro, seguito dalla spada che gli atterr rumorosamente accanto.
Inizi a tremare per qualche istante, poi si irrigid con il respiro sibilante.
Nel frattempo Macrone raggiunse Catone a terra. Ragazzo, stai bene?, gli chiese preoccupato
inginocchiandoglisi accanto. Vide lo strappo nella tunica e la macchia rosso acceso che si spandeva
sulla carne esposta del braccio e della spalla.
Nerone?. Catone si volt per cercare il suo protetto e lo vide rialzarsi a fatica, ma salvo.
Londata di sollievo dur un solo breve istante, poi arriv bruciante il dolore della ferita.
Cestio  a terra!, url qualcuno l accanto. Cestio  a terra! Ritiriamoci.
A quel grido, alla stessa velocit con cui avevano attaccato, gli uomini si sparpagliarono,
allontanandosi dai soldati per poi voltarsi e correre di nuovo nel colonnato, inseguiti dal tonfo dei loro
passi echeggianti contro le mura del tempio. Macrone aiut Catone a rialzarsi. Quellattacco fulmineo
si era dimostrato micidiale. A terra erano riversi, in ugual numero, pretoriani, guardie germaniche e
aggressori. Limperatore deglutiva nervoso mentre Agrippina aveva gli occhi sgranati e fissi per il
terrore, ma fortunatamente erano illesi come i figli.
Aiutate i feriti!, ordin Tigellino. Serrate i ranghi!. Si gir a cercare il suo centurione e lo
vide spuntare dal fondo della via con unespressione imbarazzata in viso. Dovremmo muoverci,
signore. Subito, in caso quei ribelli ritornino.
S, annu Lurco. Certo. Il centurione si schiar la voce. La Sesta Centuria avanzer!.
La colonna form ancora una volta la sua muraglia di scudi intorno ai feriti, gli schiavi
sopravvissuti e i civili e si addentr nel Foro. Macrone raccolse la spada di Catone e gliela infil nel
fodero, poi gli apr uno squarcio nella tunica per esaminare la ferita. Sanguini parecchio ma sembra un
taglio poco profondo. Dolorosa, ma te la caverai.
Da quando in qua sei un cazzo di chirurgo, tu?, gli rispose Catone a denti stretti, regolando la
presa sullimpugnatura dello scudo per poi sollevarlo e proteggere di nuovo Nerone. Quindi si volt
velocemente verso Macrone. E Cestio?
Che vuoi sapere?
Avremmo dovuto portarlo con noi.
Macrone ridacchi. Intendi che avremmo dovuto ucciderlo.
Era unimboscata, disse Catone, abbassando poi la voce in modo che solo Macrone potesse
sentirlo. C dietro sicuramente qualcosa. Dobbiamo interrogare Cestio.
Macrone si guard intorno. Dal colonnato erano gi accorsi parecchi soldati per portare via i
morti e i feriti della breve schermaglia. Cestio era scomparso. Troppo tardi.
Catone riflett velocemente. Poteva dire al centurione Lurco di tornare indietro e tentare di
raggiungere Cestio prima che i suoi lo portassero via, ma Lurco era sconvolto e voleva solo
raggiungere un luogo sicuro senza altri indugi. Lunico modo in cui Catone poteva fermarlo era
imporre sullaltro ufficiale il proprio rango superiore rivelando la sua reale identit. Narciso avrebbe
dovuto farsi garante per lui e quando tutto fosse stato chiarito, sarebbe magari stato troppo tardi per
inviare uomini a cercare Cestio.
Per quale motivo questo Cestio  cos importante?
Nessun motivo.
Nessuno?, ripet incredulo Nerone. Quelluomo ha tentato di uccidermi.
Catone lo guard per qualche istante, poi risollev lo sguardo mettendosi in marcia con gli altri
soldati. Il Foro era un vero campo di battaglia: decine di cadaveri riversi a terra, le porte di alcuni
templi erano state forzate, le scale erano cosparse di oggetti saccheggiati e poi abbandonati; molti
barroccini erano stati rovesciati o semplicemente svuotati del contenuto. Sulla destra, lincendio nel
Foro di Cesare infuriava ancora ma un gruppo di vigili del fuoco stava gi tentando di circoscriverne le
fiamme: gli uomini si passavano di mano in mano secchi dacqua prelevata dalle fontane pubbliche. In
altre zone del Foro, i soldati delle coorti urbane avevano gi quasi sedato i disordini, ad eccezione di
alcune sassaiole da parte dei rivoltosi circoscritte alla zona orientale intorno al Tempio di Venere. Poco
a poco, quando era ormai chiaro che il momento critico era superato e la salvezza ormai vicina, la
tensione del piccolo corteo imperiale si affievol.
Una centuria di una delle coorti urbane stava sorvegliando lentrata del palazzo e fece
immediatamente spazio appena vide arrivare limperatore. Il corteo entr in un piccolo giardino dove
Lurco ordin agli uomini di rompere le righe. Sia i pretoriani che le guardie germaniche erano scossi
dallimboscata e si appoggiarono a scudi e lance per riprendere respiro. Ora che si trovavano tutti di
nuovo al sicuro, si ristabil la normale gerarchia. Gli schiavi sopravvissuti furono rimandati nei loro
alloggi, e accanto alla moglie Claudio si calm e chiam a s i figli. Britannico si aggrapp al braccio
del padre. Narciso si affrett a raggiungere limperatore.
Dominus, siete ferito?, gli chiese impensierito.
No, sto bene, rispose Claudio, scuotendo la testa.
Giove sia lodato!, gio Narciso. Poi si volt verso limperatrice: Maest?
Illesa, sorrise gelidamente Agrippina.
Narciso, allora, si volt verso Britannico e lo esamin velocemente, tirando poi un sospiro di
soddisfazione nellappurare che il giovane era stato ferito solo alla mano. Poi guard Nerone e
preoccupato gli si avvicin mentre era ancora in piedi accanto a Catone.
Ho visto luomo che ti aggrediva. Prego gli di che ti hanno fatto salva la vita.
Nerone indic Catone con un cenno della testa.  stato questuomo a salvarmi la vita.
Narciso gir gli occhi e incroci lo sguardo di Catone senza mostrargli il minimo segno di
riconoscenza. Molto bene, mi assicurer che venga ricompensato.
Ecco, vedi di farlo, aggiunse sottovoce Macrone.
Nerone si volt verso Catone e lo guard dritto negli occhi. Ti sono debitore, soldato. Come ti
chiami?
Tito Ovidio Capito, signore.
Nerone spost lo sguardo sullo squarcio della tunica intrisa di sangue sulla spalla di Catone.
Fatti medicare la ferita, Capito. Io non dimenticher mai questo. Non dimentico mai un viso. Un
giorno ti ripagher. Poi abbass la voce in modo che solo Catone potesse sentirlo. Un giorno sar
imperatore e se tu avrai bisogno del mio aiuto, dovrai solo chiedere. Te lo prometto solennemente.
Afferr poi una mano di Catone e la strinse con fermezza, poi allent la stretta e si volt per
raggiungere la madre e limperatore. Narciso lo osserv allontanarsi e poi punt gli occhi su Catone
con uno sguardo fisso e glaciale, prima di affrettarsi a consolare il suo dominus.
...
.
...
CAPITOLO UNDICI.
...
.
...
Quattro giorni dopo Catone era seduto sulla sua branda quando Macrone e altri uomini
ritornavano dal giro di pattugliamento della citt. A seguito delle rivolte del cibo, limperatore aveva
ordinato che le coorti pretoriane fossero inviate per le strade insieme alle coorti urbane, lasciando il
palazzo sotto la protezione dei mercenari germanici. Erano state collocate postazioni di controllo ai pi
grandi crocevia e ogni pi piccolo assembramento di persone in luoghi pubblici veniva rapidamente
disperso. Era stata messa una taglia sui capi della rivolta e i muri di ogni via che dipartiva dal Foro
erano stati tappezzati di manifesti con le loro descrizioni. Dal giorno della sommossa erano stati
arrestati e giustiziati solo alcuni fomentatori di poco conto e le loro teste impalate di fronte allentrata
del palazzo imperiale. Cestio era ancora a piede libero nonostante la piccola fortuna offerta a chiunque
fosse stato in grado di indicarne il covo alle autorit. La sua nomea era tale che, alle domande dei
soldati di ronda per le strade cittadine, nessuno degli abitanti della Suburra ammetteva di aver mai
sentito parlare di lui.
Uno dei chirurghi dellospedale del campo pretoriano aveva pulito e ricucito la ferita a Catone,
esonerandolo anche dal servizio per una decina di giorni per permettergli di rimettersi del tutto. Catone
si era avventurato solo un paio di volte fuori del campo: la prima per una visita alla casa-covo per
lasciare un messaggio a Settimo con la richiesta di un incontro per il rapporto, e il giorno successivo
per verificare se vi fosse una risposta. Non trovandone, Catone aveva quindi deciso di rimanersene
tranquillo nel campo per qualche giorno prima di ritornare a controllare, per non rischiare che le sue
uscite attirassero attenzioni indesiderate.
Come sta il taglietto al braccio oggi?, gli chiese Macrone, appoggiando lo scudo contro il
muro accanto alla porta e slacciandosi cintura e armatura.
Indolenzito, ma il dolore  sopportabile, grazie.
Te lavevo detto, semplice ferita superficiale. Poco pi che un graffio, in fin dei conti.
Macrone si sfil faticosamente la maglia di ferro e lappoggi a terra accanto allo scudo prima di
crollare sul letto. E comunque  un buon modo per evitare il servizio.
Chiamami scemo. Catone ammicc prima di tornare serio. Come vanno le cose per le
strade?
Tutto tranquillo. Limperatore ci  andato gi duro e ha anche inviato in ogni citt nel raggio
di cento miglia la richiesta di portare carri di granaglie a Roma. Le scorte della Guardia pretoriana
verranno usate per integrare quel poco che rimane nei magazzini imperiali. Il che vuol dire che da
domani saremo a mezza razione. Decisamente non la pi intelligente delle mosse, rispose Macrone,
scuotendo la testa. Dovremmo tenerci in forze se dobbiamo mantenere lordine per le strade. Se per
sar utile a tenere buono il popolo per almeno qualche giorno, allora penso sia giusto cos. Non riesco a
capire come mai Claudio non ci abbia fatti intervenire prima. Doveva per forza sapere che la situazione
in Egitto avrebbe sicuramente causato linterruzione delle forniture per qualche tempo. Perch quindi
non ha programmato tutto subito?
Magari lha anche fatto ma qualcun altro ha sabotato i suoi piani.
Macrone inclin la testa. Cosa stai tentando di dire?
Non ne sono ancora del tutto sicuro. Catone sollev la mano sinistra sulla ferita e si strofin
delicatamente la fasciatura, avvertendo con la punta delle dita i piccoli rigonfiamenti laddove i punti di
sutura avevano richiuso il taglio. Hai tenuto docchio Lurco?
S, ma se c mai stato un gonzo della situazione, quello  proprio lui. Francamente, Catone, se
Lurco  coinvolto in un qualsiasi tipo di cospirazione, direi proprio che limperatore non ha nulla di cui
preoccuparsi.
Avevo avuto la stessa impressione anchio, annu, pensieroso, Catone, poi aggiunse: Ma 
interessante come si sono sviluppate le cose, non trovi? Prima il furto dei forzieri di monete, Narciso
che scopre lesistenza di un complotto, la sommossa, limboscata contro di noi lo stesso giorno....
Qualcosa mi dice che stai pensando che tutte queste cose possano essere collegate tra loro,
fece Macrone in tono stanco.
Non ne ho la certezza, ma devi ammettere che  tutto parecchio intrigante.
Macrone sospir. Per la tua testa, s. Per il resto del mondo, invece,  solo questione di tanta
merda che si accumula. Oppure gli di hanno deciso di farci soffrire un po per chiss quale motivo. In
ogni caso, penso che tu veda un po troppe ombre.
Catone riflett un istante, poi rispose: E forse invece qualche ombra c davvero.
Cosa vorresti dire con questo?.
Catone tent allora di spiegargli i timori che lo stavano turbando. Qualcosa sotto c, me lo
sento. Sono successe troppe cose per poter escludere con troppa facilit una qualsiasi coincidenza. E
penso che tutto abbia anche un qualche senso, o almeno lo avrebbe se riuscissi a mettere insieme tutte
le tessere. In questo momento posso solo fare supposizioni, ma sono certo che la cospirazione  reale.
Non hai chiarito granch. Macrone si alz a sedere e incroci le gambe. Naturalmente
potrebbe anche essere il solito normale casino: il palazzo ha mandato a puttane le derrate di grano e
qualche avido bastardo si  fregato largento. E per quanto riguarda il complotto di Narciso, be, dimmi
una sola volta in cui i Liberatori non hanno cospirato per la destituzione dellimperatore e il ritorno alla
Repubblica. Per me stiamo rincorrendo il nulla, Catone amico mio.
Udendo il proprio nome, Catone ringhi. Attento!.
Siamo soli. Che importanza ha?
Il problema  che te lo sei lasciato sfuggire.
Come  successo a te quando eravamo nella taverna, no?.
Catone avvamp di vergogna. Esattamente. Non possiamo permetterci di fare un altro errore
prima che sia tutto finito.
Semmai quel giorno arriver, chios Macrone in tono stanco.
Furono interrotti da un rumore di passi, poi Fuscio e Tigellino entrarono nella stanza e
iniziarono a liberarsi delluniforme.
Ancora imboscato, Capito?, chiese Tigellino.
Lho forse mai fatto, optio?. Catone abbozz un sorrisetto ironico stiracchiandosi bene sulla
branda. Questa  la vita per me. Starmene a riposo mentre voi fate su e gi per quelle strade piene di
merda nella Suburra.
E non ti sembra divertente?. Tigellino si port entrambe le mani dietro la schiena e si gratt
la base della spina dorsale. Il fatto che il centurione  un fascio di nervi non aiuta di sicuro, poi 
convinto che chiunque incontriamo per la strada ce labbia con noi. Ha fermato e perquisito quasi ogni
persona che abbiamo incrociato, e come se non bastasse con la minima scusa gli ha pure fatto una
lavata di testa. Quel bastardo impazzito finir per far scoppiare unaltra rivolta, se non sta accorto.
Tigellino rimase in silenzio per qualche istante. Non avrebbe mai dovuto essere preso nella Guardia.
Classico esempio dellidiozia delle nomine dirette al centurionato. Un centurione ha bisogno di
esperienza. E di fegato. E per farteli, devi sudare parecchio. Non  giusto che sia lui il nostro
centurione. Dovrebbe essere qualcun altro.
Tu per esempio?, sugger Catone.
E perch no? Ho fatto il dovuto. Loptio lanci a Catone unocchiata gelida. Mi stai
simpatico, Capito, ma cerca di non rovinare tutto.
E perch questa simpatia?
Per quello che hai fatto per salvare il ragazzo. Ho visto come ti gettavi tra lui e la spada.
Questo significa essere dei veri soldati, i pretoriani dovrebbero fare proprio questo. Ti stimo e sei
riuscito a guadagnarti il favore dellimperatrice e di suo figlio. Tigellino sorrise. Questo potrebbe
tornarti molto utile un giorno.
Ah s?
Certo. Pensaci bene. Claudio non vivr per sempre. E a mio avviso il giovane Nerone ha
buone possibilit di succedergli e lui ti  debitore. Gioca bene le tue carte e ne uscirai pi forte di
prima. Nel frattempo, ricordami di pagarti da bere un giorno di questi. E adesso ho un rapporto da
scrivere per quellinutile idiota di Lurco.
Tigellino usc dalla stanza e gli altri rimasero ad ascoltare il rumore dei suoi passi svanire. Poi
Fuscio guard Catone e fece unespressione poco convinta. Questa  la prima volta che gli sento
offrire da bere a qualcuno. Forse il vecchio Tigellino un cuore ce lha, dopotutto.
E allora non sar mai un buon centurione, comment Macrone.
Ah s?. Catone si sforz per trattenere un sorriso. E tu cosa ne sai, Calido?
Fidati, ne ho visti passare parecchi nelle legioni. I migliori sono quelli duri come il ferro e
senza un briciolo di piet nellanima. Naturalmente ce ne sono poi altri....
Altri come Lurco?, chiese Fuscio.
Macrone annu. S, uno o due, ma non durano mai. Muoiono subito. Oppure li promuovono a
prefetti per tenerli lontani dai guai. Lurco ha per caso sostenitori di cui tu sia a conoscenza?.
Il giovane lanci unocchiata nervosa verso la porta, come se temesse che il centurione potesse
essere l a spiarli. Poi si sporse verso i suoi compagni e bisbigli: Lho sentito vantarsi che
limperatrice si sarebbe incapricciata di lui.
Che c di strano?  un bel ragazzo. Macrone lanci a Catone uno sguardo dintesa. E in
ogni caso lei  una facile e lo sanno tutti.
Non pi da quando ha sposato Claudio. Non vuole fare la fine di Messalina, rispose Fuscio,
tracciandosi una linea con il pollice sulla gola. Se  infedele, deve stare molto attenta.
A Macrone torn in mente limmagine dellimperatrice tra le braccia di Pallante. Agrippina
rischiava, ma quanto poi fosse accorta per ricoprire le tracce rimaneva ancora da verificare. Macrone
aveva il volto oscurato dallelmo quando laveva scortata attraverso la sommossa e n lei n Pallante
avevano lasciato in alcun modo intendere che lavessero riconosciuto. Per il momento sembrava poter
stare tranquillo.
Uno dei funzionari del quartier generale buss delicatamente sul telaio della porta e fece
capolino. C la guardia Capito, qui?
Sono io, rispose Catone, alzando la mano.
Il centurione Sinio ti vuole vedere.
Adesso?.
Il funzionario serr le labbra. Se un ufficiale non specifica quando, di solito vuol dire
immediatamente, per cui fossi in te, muoverei il culo alla svelta.
Grazie. Catone si alz e indoss di corsa le caligae e la cintura militare. Aveva iniziato a
piovere, per cui prese con s anche il mantello e trotterell fuori delle caserme per raggiungere il
funzionario.
Sinio ha per caso detto cosa voleva?
No. E prima che lo domandi, io non lho chiesto.
Catone guard luomo, un soldato sovrappeso con un faccione tondo come una pagnotta. Sono
tutti di grande aiuto come te al quartier generale?
Oh no, rispose luomo in tono acido. Per lo pi sono dei totali bastardi.
Sono fortunato che abbiano mandato te, allora.
Luomo ricambi lo sguardo e fece spallucce. Scusa amico,  solo che mi girano parecchio per
le razioni dimezzate.
Lo capisco bene, rispose Catone con unocchiata rapida allo stomaco del tipo. Qualcuno ha
combinato qualche casino e poi sono i soldati a pagare il conto, no?
Proprio cos. Negli ultimi mesi limperatore si  lasciato un po troppo andare. Sempre a
coccolare quella sua nipote. Non  una cosa giusta e rispettabile e non ne verr nulla di buono. Peccato
che il figlio di lei non sia un po pi grande. Nerone  un ragazzo promettente, se vuoi sapere come la
penso. E nutre grande stima per la Guardia pretoriana. Dagli qualche altro anno e sar un ottimo
imperatore.
Sempre supponendo che il posto non vada a Britannico.
Il funzionario fece uno sbuffo ironico. Claudio sar nella fossa molto prima che Britannico
compir let sufficiente per poter prendere le redini.
E allora sarebbe il caso che qualcuno desse una spinta al processo, direi.
Il funzionario lo guard. Potrei anche essere daccordo con te, amico, e nel campo in parecchi
sarebbero disposti a farlo, ma io non andrei comunque a dirlo in giro ai quattro venti, eh?
Pensavo solo a voce alta.
E questo nessuno te lo vieta, ma le parole hanno il potere di stimolare le azioni, rispose
laltro, ammiccando. Finiamola qui, per.
Continuarono fino al quartier generale in silenzio, poi il funzionario gli indic la porta del
centurione Sinio prima di tornare al lavoro. Catone non aveva idea del motivo della convocazione e
immagin che potesse essere per aver protetto Nerone qualche giorno prima. Magari un premio per
quello. Si avvicin alla porta, si attard un istante e poi buss.
Avanti!.
Catone sollev il chiavistello ed entr. Sinio era seduto su uno sgabello accanto al braciere che
riscaldava il suo ufficio. Guard Catone e gli indic la porta. Chiudila e avvicinati.
S, signore. Catone fece come gli era stato ordinato e poi attravers la stanza per mettersi
sullattenti di fronte al superiore. Poi si schiar la voce. Mi avete mandato a chiamare, signore.
S,  cos. Sinio lo fiss per qualche istante. Sei un soldato interessante, Capito. Il rapporto
del centurione Lurco sugli accadimenti dellaltro giorno mi ha molto colpito. Oltre ad aver salvato la
vita al figliastro dellimperatore,  stata tua liniziativa di abbandonare le lettighe, se ho capito bene. O
almeno Lurco lattribuisce a te. Per tutto il resto si prende il completo merito. Comunque ho gi parlato
con il tuo optio che ha ridimensionato di parecchio le autocelebrazioni di Lurco. Tu e Calido siete una
buona coppia: mente perfettamente fredda e lucida anche sotto pressione, sembrerebbe.
Abbiamo avuto la nostra buona dose di schermaglie e combattimenti nelle legioni, signore.
Gi, immagino. La vostra iniziativa ha tirato limperatore e il suo seguito fuori da una
situazione molto pericolosa. Un segno di grande fedelt, la vostra. Immagino siate molto affezionati
allimperatore.
Ho fatto semplicemente ci per cui sono stato addestrato.
Probabilmente  cos, ma a mio modo di vedere, sareste due ottimi ufficiali subalterni, per cui
 ancor pi sorprendente il fatto che invece eravate ancora solo semplici legionari prima del
trasferimento alla Guardia pretoriana. E mi domando perch? Potresti spiegarmelo tu?.
Catone avvert unimprovvisa fitta gelida allo stomaco. Non ho idea, signore. Posso pensare
che non avevamo la faccia giusta.
In che senso?
Non c molto altro da aggiungere a ci che ho detto quando ci siamo parlati la prima volta,
signore. Io e Calido non abbiamo mai capito il perch fosse cos necessario conquistare la Britannia e
non labbiamo mai tenuto nascosto. Come non lhanno fatto molti altri.
Lo so. Mi  giunta notizia che c stato un breve ammutinamento a Gesoriacum prima che i
soldati salissero a bordo della flotta di invasione.
Proprio cos, signore.
E voi non avevate nulla a che fare con quello, naturalmente.
Catone esit un istante prima di rispondere. Capiva benissimo dove voleva andare a parare il
centurione, come capiva che quella poteva essere unottima occasione per mettere alla prova lo stesso
centurione. Non ero in disaccordo con i capi dellammutinamento, signore. Penso solo che abbiano
gestito male la situazione.
Capisco. Gestito male: tu avresti guidato diversamente la rivolta se avessi potuto.
Io non ho avuto nulla a che fare con tutto quello, signore, e nemmeno Calido. Ma giacch me
lo chiedete, allora rispondo s, se fossi stato io a guidare, sarei stato molto pi spietato. Gli ufficiali
anziani dovevano essere rimossi.  stato un errore lasciargli la libert. Sono stati loro a organizzare
larresto e lesecuzione dei capi dellammutinamento.  andata a finire come gi sapevo sarebbe
andata.
E da quel momento i vostri superiori sono stati riluttanti a promuovere te e Calido.
Sembra proprio di s, signore.
Be, decisamente ingiusto giacch non avete preso parte allammutinamento. Uomini come voi
meritano di meglio. Meritano capi migliori e questo inizia dallalto.
Signore?.
Unaltra pausa interrotta solo dal crepitio delle fiamme nel braciere. Poi il centurione riprese a
parlare in tono tranquillo. Tu sai bene cosa intendo dire, Capito, anche se sei sufficientemente furbo
dallammetterlo. Quando un capo delude i suoi seguaci o quando una serie di capi ci deludono, allora
un uomo ragionevole, un patriota, potrebbe anche chiedersi se non sia per caso necessario un
cambiamento. Non sei daccordo?.
Catone non rispose, si limit a tenere lo sguardo fisso sul centurione. Sinio lasci allungare il
silenzio per qualche istante.
Bene. Allora lascia che sia io a parlare. Non hai digerito la mancanza di promozione. Non hai
digerito lordine di prendere parte a una campagna che aveva ben poco senso. Condanni quelli che
avevano la possibilit di bloccare quella politica ma non lhanno fatto per mancanza di fermezza. Vuoi
un cambiamento. Vuoi che ti venga dato ci che ti spetta. Ho ragione?.
Catone rimase immobile qualche istante, poi accenn un leggero movimento di assenso con la
testa.
Sinio sorrise. Molto bene. Allora permettimi di farti una proposta. C un gruppo di persone
che la pensano come te. Io sono uno di loro. La differenza tra me e te  che io sono nella posizione di
poter determinare il cambiamento che entrambi desideriamo. Se io e i miei soci riusciamo a
concretizzare le nostre ambizioni, non solo renderemo un grande servigio a Roma, ma ci sar anche una
ricompensa per noi stessi. E perch non dovrebbe esserci poi? Siamo noi che corriamo il rischio e
dovremmo essere ricompensati di conseguenza. Se ti dessi la possibilit di aggregarti a noi, cosa
diresti?
Direi che siete un folle, signore. Perch dovreste fidarvi di me?. Catone fece una breve pausa
per poi arrischiare un ulteriore commento. Per quanto ne sapete voi, io potrei anche essere una spia.
Questo  vero, ed  anche il motivo per cui ho fatto tenere te e il tuo amico sotto osservazione
da uno dei miei uomini sin dal giorno in cui siete arrivati al campo. Se foste stati spie, io lavrei
saputo.
Catone sent un tuffo al cuore. Era gi stato due volte alla casa-covo e tutto faceva pensare che
Sinio non ne sapesse assolutamente nulla. Aveva adottato tutte le precauzioni possibili per evitare di
essere seguito, ma certo un pedinatore esperto non si sarebbe fatto depistare cos facilmente. Rimase in
silenzio per qualche istante per dare limpressione di considerare attentamente lofferta del centurione.
E come faccio a sapere che non siete voi stesso una spia, signore? Potrebbe essere un tentativo
per testare la mia lealt.
E per quale motivo lo farei?, Sinio sorrise. Pensi davvero che il palazzo imperiale abbia il
tempo e la voglia di mettere alla prova in questo modo la lealt di ogni nuova recluta nella Guardia
pretoriana?.
Catone serr le labbra. Suppongo di no.
Ovviamente no. Hanno le mani piene di molte altre cose pi importanti, immagino. Come la
storia della carenza di cibo. Bene, Capito, qual  la tua risposta alla mia offerta?
Prima avete parlato di ricompense.
Esatto.
Voglio una promozione, per me e Calido.
Sinio socchiuse gli occhi per una frazione di secondo. Calido  una questione a parte.
No, signore. Lui la pensa esattamente come me in quasi tutto. Gli affiderei la mia stessa vita.
Era facile da dire perch assolutamente vero e la sincerit di Catone ebbe effetto sul centurione.
Molto bene, la mia offerta si estende a entrambi allora.
Grazie signore. E voglio anche soldi. Oro. Un sacco di oro.
Quello non te lo posso dare. Ma posso offrirti argento. Un bel po, a dire il vero. Sinio si
volt e indic il baule di archivio accanto al tavolo. Apri quello. C un doppiofondo con un gancio a
quellestremit. Allinterno una scatola. Portamela.
Catone fece come gli era stato chiesto. Il baule conteneva dei rotoli, alcuni fogli bianchi di
papiro, penne, contenitori per atramentum e varie tavolette cerate. Li spost da sopra lestremit e trov
il piccolo gancio colorato che si confondeva con il marrone del legno scuro del baule. Il doppiofondo si
sollev e rivel una cavit due volte pi grande di una gavetta. La scatola che Sinio aveva descritto la
riempiva quasi totalmente. Catone afferr la maniglia e la sollev con cura, appena sorpreso del suo
peso. Attravers la stanza e consegn la scatola al centurione. Sinio se lappoggi in grembo, fece
scattare il gancio con uno schiocco e sollev il coperchio. Per un istante il contenuto rimase in ombra,
poi il chiarore giallognolo delle fiamme del braciere si riflett sulle lucenti monete dargento di fresco
conio.
Qui dentro ci sono un migliaio di denarii, Capito. Sono tuoi, se ti unisci a noi. E ce ne sono
molte altre.
Catone abbass gli occhi sulle monete. Erano senza dubbio parte del bottino rubato al
convoglio. Si costrinse a sorridere e stese una mano. Posso?
Certamente.
Catone prese una moneta a caso e la sollev per esaminarla pi da vicino.
Sono autentiche, disse Sinio, ridacchiando. Sempre che limperatore non stia usando metalli
meno pregiati.
Annuendo soddisfatto, Catone rimise la moneta nella scatola e diede allufficiale uno sguardo
indagatore. Se io, cio se noi accettassimo di unirci a voi, mi dareste questo denaro? Semplicemente,
cos? Deve esserci un tranello.
Nessun tranello, piuttosto direi una prova. Farete quello che vi chieder di fare e largento sar
vostro.
Che genere di prova?, chiese Catone sospettoso.
Del genere che possa fugare ogni nostro eventuale dubbio sulla vostra lealt e che, nello stesso
tempo, promuova i nostri scopi. Sinio richiuse delicatamente il coperchio della scatola e guard fisso
Catone. Di una semplicit estrema: voglio che uccidiate il centurione Lurco. Deve sparire senza
lasciare traccia. Entro dieci giorni da oggi. Fatelo e i miei amici saranno ben felici di accogliervi.
Fallite e non potremo fidarci delle vostre competenze. Avanzate anche un solo dubbio se farlo o meno e
saremo costretti a considerarvi una minaccia.
Capisco, sogghign Catone. Uccidere o essere uccisi.
Proprio cos. Il credo di tutti i soldati, indipendentemente dalle circostanze. Dovrebbe essere
una decisione abbastanza semplice da prendere per voi. Vi do fino allalba per darmi una risposta.
...
.
...
CAPITOLO DODICI.
...
.
...
Cosa devi fare?, chiese Macrone dopo essersi chiuso alle spalle la porta della chiassosa
stanza. Stavano giocando a dadi con altri uomini della centuria per mantenere lapparenza di soldati
comuni. Catone era stato accorto a perdere per un piccolo margine e ne aveva anche riso, per
conquistarsi la fiducia dei compagni. Macrone, per contro, aveva giocato con lintenzione di vincere e
aveva perso molto pi di Catone; di conseguenza, era un po di cattivo umore mentre riportava la
conversazione alla questione pressante. Lurco  un ostacolo, ma per me  fuori discussione togliere di
mezzo uno di noi. Anche se si tratta di un pretoriano.
Accettiamo la prova di Sinio, rispose Catone. Non abbiamo scelta.
Macrone fece unespressione sbigottita. Non puoi farlo sul serio. Uccidere un altro collega
ufficiale? No.
No, certo che non lo uccidiamo, ma dobbiamo trovare un modo per farlo sparire. E questa sar
la parte complicata.
Salirono sulle mura di cinta del campo e iniziarono a camminare lentamente lungo una sezione
affacciata sulla citt. I pretoriani di guardia erano alla loro postazione nelle torrette dangolo, e nelle
guardiole di ingresso e sulla muraglia passeggiavano altri piccoli gruppi di uomini che, incrociandoli,
scambiarono allegri saluti con loro. Catone si chiese se per caso luomo incaricato da Sinio di spiarli
non fosse proprio tra quelli.
Quando si trovarono a distanza di sicurezza dallultimo gruppetto, riprese il filo del discorso.
Almeno adesso sappiamo che il bottino dargento si trova qui. Se non proprio nel campo,
comunque a Roma.
Oh s, questo  confortante, rispose seccamente Macrone. Fece un ampio gesto della mano
verso la citt in cui viveva un milione di persone. Sicuramente molto facile da trovare.
 un inizio e in ogni caso dobbiamo riferirlo a Narciso. Deve assolutamente sapere
dellargento e di tutto il resto che abbiamo scoperto.
Bene, e come pensi di poter raggiungere la casa-covo adesso, visto che siamo spiati?
Ci ho pensato. Finora ci sono andato due volte e non sembra che Sinio ne sia al corrente.
Lunico motivo per cui questo  possibile  che il suo uomo si trovava in giro di ronda quando io ho
lasciato il campo. Le squadre hanno fatto vari turni. Potrebbe trattarsi di una coincidenza, ma nelle due
volte in cui ho lasciato il campo la coorte inviata in citt era quella di Burro.  molto pi che
presumibile che luomo di Sinio si trovi nella nostra coorte.
Macrone riflett un istante sulla tesi di Catone e annu. Molto pi probabile che sia addirittura
nella nostra stessa centuria.
Gi.
Che rogna, sibil Macrone a denti stretti. Potrebbe essere chiunque, anche Tigellino o
Fuscio. O entrambi.
E allora sarebbe meglio iniziare a sospettare loro e tenere la guardia alta, rispose Catone
preoccupato. La cosa principale adesso  mettersi in contatto quanto prima con Narciso. Qui non
possiamo contare su nessuno. Se ci succede qualcosa, lui deve sapere quello che abbiamo scoperto. Per
cui stasera andiamo a farci una bevuta, in qualche posto dalle parti della casa-covo.
Al Fiume del Vino?.
Catone annu.  un posto come un altro, e poi conosciamo gi linterno.
Macrone si sfreg una guancia. E dallaltra sera, loro conoscono noi. Dubito che verremo
accolti calorosamente.
Non siamo in cerca di risse e possiamo anche star certi che, se hanno un po di buon senso,
Cestio e i suoi amici non si faranno vedere l. Il Fiume del Vino  perfetto per il nostro scopo.
Andiamo.
Firmarono il registro delle uscite presso il segretario del centurione Lurco e lasciarono il campo
attraverso il varco che dava sulla citt. Imboccarono la stessa via che avevano usato in precedenza e
scesero dal Viminale. Camminando, parlavano a voce bassa. Di tanto in tanto, Catone si guardava alle
spalle, ma la spia di Sinio era abbastanza esperto da rimanere sempre nascosto.
E se ci stanno seguendo?, chiese Macrone. Non mi piace molto questa cosa del far finta di
essere semplicemente usciti per una passeggiata. Non mi pare naturale.
Meglio, invece: se ci fossimo comportati normalmente avremmo destato sospetti. Fidati di me,
stiamo facendo la cosa giusta. E ci stanno decisamente seguendo. Luomo di Sinio ci star alle costole
come un falco.
La via faceva una leggera curva e continuava poi dritta per un centinaio di passi, prima di
sbucare nella piazza in cui si trovava la taverna. Catone fece un profondo respiro. Che gli di ce la
mandino buona.
Entrarono nella piazza e si diressero verso il locale. Allinterno cerano parecchi tavoli liberi e
non ancora il solito affollamento serale. Nel vederli entrare, il proprietario rimase di stucco e si affrett
a raggiungerli prima che potessero sedersi.
Spiacente, signori, ma qui non siete graditi. Vi prego di andarvene. Subito, per favore.
Catone alz le mani. Non ti preoccupare, amico. Siamo solo noi due. Vogliamo solo farci una
bevuta tranquilla. Non causeremo nessun problema. Puoi stare tranquillo.... Infil poi una mano nella
sacca e tir fuori cinque sesterzi, sbattendoli sul tavolo. Prendi questi come acconto e tieni pure quello
che non ci beviamo. Va bene cos?.
Il locandiere guard le monete con espressione titubante e poi annu. Potete rimanere, ma vi
terr docchio: al primo segnale di rogne, mando la mia donna a chiamare la coorte urbana. E adesso
ditemi cosa vi porto da bere.
Il miglior vino della casa, intervenne fulmineo Macrone, accomodandosi su una panca. E
per cinque sesterzi meglio che sia veramente buono.
Facendosi cadere le monete nel palmo della mano, il locandiere fece unespressione inacidita e
si allontan spedito.
E adesso?.
Catone si sedette di fronte a Macrone e poi scandagli la sala. Nellangolo pi distante
dallentrata sedeva un gruppetto di uomini, circa una decina, con tuniche logore e mantelli. Catone fece
segno verso di loro. Proprio quello che mi serviva.
Macrone si volt per unocchiata veloce. Quelli? Per cosa?
Mi saranno utili per uscire da qui e raggiungere la casa-covo senza che la nostra ombra mi
venga dietro. Aspetta qui. Se riesco a convincerli ad aiutarci, voglio che ti avvicini al bancone e ordini
qualcosa da mangiare. Fai in modo di essere ben visibile dallentrata.
Faresti meglio a dirmi coshai in mente, ragazzo, brontol Macrone.
Lo scoprirai presto. Se riesco a uscire, aspettami qui. Tieni docchio lentrata e controlla se
spuntano facce familiari. Andr tutto bene, fidati.
Catone si alz prima che lamico potesse protestare e si diresse veloce verso il gruppo, che
osserv diffidente il pretoriano avvicinarsi.
Catone sorrise e disse: Non c motivo di preoccuparsi, non cerco problemi, signori. Vorrei
solo chiedervi un favore.
Un favore?, ripet sorpreso un uomo basso e muscoloso con capelli scuri rasati. Che tipo di
favore?
Uno per cui sono pronto a pagare. Catone prese la sacca e fece tintinnare le monete
allinterno. Dovrei incontrarmi con una donna ma il marito ha fiutato che si  fatta un amante.  fuori
che mi aspetta con dei suoi amici, mi hanno seguito dal campo. Devo riuscire a uscire da qui senza che
loro se ne accorgano. Per cui, se potessi scambiarmi il mantello con uno di voi che poi rimanesse qui
con il mio amico laggi, fece, indicando Macrone, e io uscissi con tutti voi, ci sarebbero venti
sesterzi per il disturbo.
Se sei disposto a pagare quella cifra, deve essere proprio una gran bella donna, comment un
altro del gruppo.
Credetemi, lo , sorrise Catone.
Il piccoletto serr le labbra. Vuoi scoparti la moglie di un altro e vuoi che noi ti diamo una
mano. Questo  giocare sporco, amico. Perch dovremmo aiutarti?
Perch il marito della donna  un esattore delle tasse.
E perch non lhai detto subito?!, ghign luomo. Certo che ti aiutiamo, per trenta sesterzi.
Catone sgran gli occhi. Trenta? Venticinque, non uno di pi.
E allora significa che non  cos bella se ti metti a tirare sul prezzo.
Trenta sesterzi equivalevano a molto pi di un mese di paga per un salariato. Catone aggrott la
fronte come se stesse riflettendo sul prezzo e alla fine annu. E trenta siano. Quindici subito e il resto
quando sono al sicuro.
Affare fatto, soldato.
Cont met delle monete pattuite e poi luomo corpulento si volt verso uno dei suoi compagni,
un tipo sulla cinquantina magro come un manico di scopa. Porcino, tu hai la sua stessa taglia, dagli il
mantello.
Dagli il tuo, ribatt lo smilzo.
Lamico allora gli punt un dito sul petto. Se tieni alla pelle, fai come dico io.
Porcino apr la bocca con lintenzione di protestare, poi sembr ripensarci e annu astiosamente.
Apr il gancio che stringeva il collo e consegn il mantello a Catone, prendendosi il suo in cambio.
Quando Catone lo indoss, arricci il naso per il puzzo di urina.
Mi sembra di capire che siete dei follatori.
Proprio cos, rispose con un ghign luomo muscoloso. I migliori pulitori di toghe della
citt. Non posso farci niente se il piscio  lingrediente principale del procedimento. Mi sa che la tua
donna non sar molto contenta di chi ti sei scelto come complice stasera.
Dovr correre il rischio. Con un sospiro riluttante, Catone si abbass il cappuccio in testa.
Be, muoviamoci allora.
Gli uomini svuotarono i boccali e si alzarono, alcuni coprendosi con il cappuccio come aveva
fatto Catone in modo che lui non risaltasse. Il follatore indoss a sua volta il mantello da pretoriano e
and a sedersi con Macrone, dando la schiena alla porta. Macrone gli vers un bicchiere del vino che
era stato portato al tavolo appena un istante prima. Gli altri follatori si diressero alla porta salutando
rumorosamente il proprietario. Poi, con Catone in mezzo, uscirono nella piazza e si diressero alla volta
di un vicolo stretto che saliva verso il quartiere della Suburra. Il che era perfetto per Catone, che si un
alle loro risate quando qualcuno fece una battuta pesante sulla moglie del taverniere. Nel frattempo,
continuava a lanciare occhiate rapide alle porte delle case e ai vicoli laterali che si dipartivano dalla
piazza. Nessun movimento, ad eccezione di un cane rognoso che trotterellava da un mucchio di rifiuti
allaltro. Catone usc dalla piazza sempre tenendosi allinterno del gruppo di follatori e si inerpic con
loro su per un vicolo stretto, schiacciato tra due edifici fatiscenti del quartiere pi povero di Roma. Alla
prima curva, diede una pacca sulla spalla delluomo muscoloso e disse: Mi stacco qui, e gli consegn
il resto delle monete. Grazie amico.
Porta i nostri rispetti alla tua amica, rispose il follatore.
Non mancher.
E puoi anche restituire a me il mantello di Porcino.
Catone dubitava che Porcino avrebbe mai rivisto il proprio mantello se lavesse restituito
allaltro in quel momento. Mi serve ancora. Glielo restituisco io stesso quando torno alla locanda.
E sia, rispose tranquillo luomo. Andiamo ragazzi.
Mentre il rumore dei passi si attutiva sulla distesa di reflui e fango che ricopriva il vicolo,
Catone sgattaiol dentro un accesso ad arco. Rimase immobile, trattenendo quasi il respiro, finch
lallegro schiamazzo dei follatori non svan, perdendosi tra i rumori di fondo della citt: sporadiche
urla, il vagito di un neonato affamato, persiane che sbattevano. Attese ancora un po per sincerarsi che
nessuno li avesse seguiti nel vicolo. Alla fine scivol fuori dellarcata e si diresse con molta cautela
verso la via in cui si trovava la casa-covo. Si ferm a breve distanza dalledificio e attese ancora, finch
non fu certo che nessuno stesse tenendo docchio lentrata, dallesterno almeno. Poi attravers la via
puntando verso langusta porticina e ci si infil dentro.
Il vano buio delle scale era saturo di odore di sudore e verdure bollite. Appoggi un piede sugli
scalini di legno cercando di fare il minor rumore possibile, ma questi scricchiolarono pericolosamente
non appena inizi a salire. Ud delle voci sommesse provenire da dietro alcune porte chiuse, un pianto
inconsolabile da unaltra. Poi si ritrov ormai vicino al quarto piano. Rallent, il cuore impazzito per
lascesa e la tensione. Attraverso una crepa nel muro filtrava un sottile ma luminoso raggio di luce
lunare, che fendeva loscurit fornendo una leggera illuminazione. Sul pianerottolo non sembrava vi
fosse nessuno, per cui raggiunse la porta e afferr il chiavistello. E raggel.
Fu il pi impercettibile dei rumori, come di un panno di cotone trascinato sul legno. Il sibilo di
un respiro. Catone armeggi con il gancio mentre la mano destra scese fulminea sul fianco ed estrasse
furtivamente un pugnale dalla fodera sotto il mantello. Si sent un fruscio e un rumore di passi affrettati
sui gradini pi in alto. Si volt di scatto, scoprendosi la testa dal cappuccio con la mano libera e
affondando laltra con il pugnale, pronto a colpire. Scorse uno scintillio nella colonna di luce lunare e
cap che anche laltro uomo era armato. Questi si ferm di colpo a breve distanza da Catone, con le
spalle alla luce e il volto nelloscurit.
Stai ferm l!, gli sibil Catone. Getta il coltello!.
Per un istante ci fu un silenzio teso, poi laltro uomo abbass la lama e la ripose nel fodero.
Scese gli ultimi due scalini che lo separavano dal pianerottolo ed entr nella zona di chiarore.
Settimo.... Catone emise un profondo sospiro e rilasci le spalle per il sollievo. Mi hai
spaventato a morte.
Lagente di Narciso sghignazz nervosamente. Tu non sei stato da meno. Dai, entriamo
adesso.
Accesa la lampada a olio, i due uomini si sedettero sulle brande ai due lati della pallida fiamma
gialla. Settimo aveva portato del pane e un po di salsiccia, avvolti in un pezzo di tessuto e infilati nella
sacca. Ne offr a Catone e insieme iniziarono a parlare staccando di tanto in tanto un boccone.
Ho trovato il messaggio che volevi riferirmi qualcosa, disse Settimo, indicando il
nascondiglio sotto le tavole del pavimento. Ci sono stati sviluppi a palazzo di cui Narciso pensa di
doverti mettere al corrente. Ecco perch sono qui. Aspetto da quasi due giorni.
Perch aspettavi sulle scale?
Non  mai saggio chiudersi in una stanza senza vie di uscita. Allora, cosa volevi riferirmi?.
Catone raccont i dettagli dellincontro che aveva avuto con Sinio e Settimo corrug la fronte.
Vuole che tu uccida Lurco? Ma perch?  uno dei loro uomini? Uno dei capi, a detta delluomo che
abbiamo interrogato. Non ha senso....
A meno che Lurco non abbia fatto qualcosa per compromettere i loro piani.
Gi,  vero. Non  mai una cattiva idea tagliar fuori gli anelli deboli della catena.
Catone non pot trattenere un sorriso per leufemismo: Settimo era chiaramente una creatura del
segretario imperiale, stesso stile e stessa spietatezza. Scacci quel pensiero e decise di dar voce ai
propri dubbi.
Ho avuto modo di studiare Lurco e devo dire che non mi ha dato per niente lidea del
cospiratore. Gli manca il sangue freddo necessario per questo genere di cose.
E allora  un codardo traditore, ghign Settimo.
Pensi forse che i Liberatori siano dei codardi? Vero che si tengono nellombra, ma ci vuole
comunque coraggio per opporsi allimperatore; se venissero scoperti, rischierebbero di perdere tutto. Ci
vuole fegato. Pi di quanto il nostro centurione Lurco possa avere, a mio avviso.
Settimo riflett qualche istante. E allora che idea ti sei fatto?
Che luomo che avete interrogato vi ha dato un falso nome. Per depistarvi. E non mi
sorprende: avrei fatto lo stesso anchio nella sua posizione.
Quindi Lurco  innocente?
Non ne ho la certezza. Dico solo che trovo difficile credere che possa lavorare per i Liberatori.
Supponiamo che luomo che avete interrogato stesse tentando di prendervi in contropiede: per tenere
nascosto il nome del vero capo, vi fa il nome di Lurco, e cos protegge il centurione Sinio.
Un senso ce lha, riconobbe Settimo. Ma questo non spiega ancora perch Sinio vuole che
uccidiate Lurco.
Ha detto che era una prova.
Ci sono modi migliori per mettervi alla prova. Perch scegliere proprio un ufficiale anziano?
Perch invece non un soldato semplice, qualcuno che non desterebbe poi cos tanto interesse?
Sempre che non sia proprio questo lo scopo, fece notare Catone. Per aumentare la posta in
gioco e assicurarsi che io e Macrone fossimo irrevocabilmente coinvolti. Detto questo, non posso non
pensare che vi sia qualcosaltro dietro la scelta del bersaglio. Vogliono togliere di mezzo Lurco per un
motivo, ma non ho capito esattamente quale.
Perch?.
Catone scosse la testa. Non mi sono fatto unidea chiara, non ancora.
Settimo incroci le braccia e appoggi la schiena contro la parete di gesso incrinato. Cosa
pensi dobbiamo fare noi in merito a questa vostra prova?
Penso proprio che non abbiamo scelta, rispose Catone. Almeno non se vogliamo andare
avanti e scoprire qualcosa di pi sul complotto. Dobbiamo fare quello che il centurione Sinio ci
chiede.
Settimo sgran gli occhi. Intendi dire uccidere Lurco?
No, ovviamente no, ma Lurco deve essere allontanato in modo che Sinio possa pensare sia
stato ucciso. C qualcosaltro che devi dire a Narciso.
Cosa?
Sinio si  offerto di pagarci per questo lavoro. Mi ha fatto vedere un piccolo baule con denari
di fresco conio.
Settimo si sporse in avanti. Quelli del carico trafugato?
Penso di s.
Allora  come temevamo, c un legame tra la rapina e i Liberatori.
Catone annu. Narciso avr parecchio da fare. Prima il complotto, poi la sommossa per il cibo
e il tentato assassinio della famiglia imperiale.
Un lampo di sorpresa attravers lo sguardo dellaltro uomo. Cosa vuoi dire?.
Adesso era Catone a essere sorpreso. Non te ne ha parlato? Quando limperatore stava
tornando a palazzo dai giochi dellAscesa  rimasto vittima di unimboscata nei pressi del Foro. Una
banda di uomini armati ha attaccato il corteo e alcuni di loro sono riusciti ad aprirsi un varco nel
cordone delle guardie del corpo; uno dei rivoltosi ha anche tentato di uccidere Nerone prima che
riuscissimo a respingerli.
Ah s. Ho sentito dire che c stato un... incidente, rispose Settimo con un tono di incertezza.
Narciso ha mandato fuori i suoi uomini per cercare gli assalitori.
Mi sembra di capire che Cestio non  stato ancora trovato, allora.
Cestio?
Luomo che guidava lassalto e che  quasi riuscito a uccidere Nerone.  molto probabile che
ci sia un collegamento tra lui e i Liberatori. Catone tacque un istante per riflettere. Hanno fatto un
tentativo. Potrebbero farne altri.
Avvertir Narciso. Settimo rimase brevemente in silenzio. C qualcosaltro da riferire?.
Catone scosse la testa. Che cosa voleva farci sapere Narciso?.
Settimo si scost dal muro per grattarsi la schiena. Come ben sai, lo scorso anno Claudio ha
acconsentito al fidanzamento della figlia Ottavia con Nerone. Era stata sua intenzione non farlo troppo
presto per evitare che si potesse pensare che stava preparando il terreno per la nomina di Nerone a
proprio erede. Ad ogni modo, limperatrice invece lha sollecitato a farlo. Poi, alcuni giorni fa,
limperatore ha detto ai suoi consiglieri che stava pensando di conferire a Nerone il titolo di
proconsole.
Proconsole?. Catone non riusc a nascondere lo sbigottimento. Il titolo veniva solitamente
assunto da pochissimi eletti del senato che avevano completato un anno da consoli. Anche se dalla fine
della Repubblica era diventato per lo pi un titolo onorifico, rimaneva comunque una decisione
abbastanza ardita conferire il consolato a un ragazzo di appena quattordici anni. La cosa far arricciare
pi di qualche naso nel senato.
Sicuramente. Narciso ha tentato di persuadere limperatore a desistere, ma Pallante ha preso le
parti di Claudio e Narciso si  trovato in minoranza.
Pallante?. Catone non aveva ancora rivelato ci che Macrone aveva visto sotto il padiglione
imperiale il giorno dei giochi dellAscesa: come Macrone stesso, anche lui non aveva nessuna
intenzione di ritrovarsi impantanato nelle relazioni tra limperatore e sua moglie. Ciononostante era
chiaro che Pallante stava tramando qualcosa. Catone si gratt il mento e continu. Sai se lidea del
conferimento del titolo  partita da Claudio?
Ne dubito. Non  il genere di decisioni che prenderebbe autonomamente in tutta tranquillit.
Allora  stato sollecitato da qualcuno. Molto probabilmente da Agrippina. Per sistemare il
figlio per la successione.
 ci che pensa anche Narciso.
E Pallante? Che ruolo ha in tutto questo?.
Dopo qualche istante di silenzio, Settimo rispose: Pallante  un confidente dellimperatrice,
oltre a essere uno dei consiglieri pi intimi di Claudio.
Catone sorrise. Direi proprio che c un conflitto di interessi in tutta questa storia.
A meno che anche lui non si stia ritagliando una posizione per la successione.
Narciso  di questa opinione?
Il segretario imperiale la considera una possibilit da cui guardarsi, rispose prudentemente
Settimo. Finch Pallante non far nulla per, ehm, accelerare la successione dellimperatore, Narciso
non potr agire contro di lui apertamente.
Nellombra, invece, direi proprio che non avrebbe esitazioni a farlo, se non lo sta gi
facendo.
Non spetta a me dirlo e non rientra nelle tue competenze pensarci, chios Settimo in tono
gelido. Il tuo lavoro consiste nel raccogliere informazioni e fare solo ci che Narciso ti chieder di
fare.  chiaro?
Naturalmente. Ciononostante, io e il centurione Macrone preferiamo essere al corrente di tutti i
risvolti della situazione. Abbiamo i nostri buoni motivi per diffidare del tuo padrone. Catone si ferm
e si sporse leggermente in avanti verso Settimo. Io e Macrone lasceremo Roma una volta che il nostro
lavoro sar terminato; tu invece rimarrai qui. Fossi in te, eviterei di legare troppo la mia sorte a quella
di Narciso.
Stai parlando a sproposito, Catone. Io sono leale a Narciso. So bene che di questi tempi  una
qualit rara, ma almeno alcuni di noi sanno ancora cosa vuol dire rimanere fedeli e seguire gli ordini
senza chiedere.
Se sta bene a te..., rispose Catone, scrollando le spalle.  il tuo di funerale.
Settimo lo fiss torvo; nei suoi occhi si riflettevano minuscole frecce di fuoco. Poi abbass lo
sguardo, si schiar la voce e parl in maniera meno appassionata. Cosa pensi di fare con Lurco?
Ho unidea, ma saremo costretti a portarlo qui. Poi avr bisogno che tu lo tenga lontano da
Roma finch la storia con Sinio e i suoi amici non sar finita. Pensi sia possibile?
Me ne occuper io. Il centurione si far una bella vacanza a spese dellimpero. Non posso
garantire per la qualit dellalloggio, per, aggiunse Settimo, rimanendo poi silenzioso per un istante.
Meglio che rientri a palazzo per fare rapporto a Narciso. Da oggi in poi verr qui ogni sera. Ho la
sensazione che siamo ormai agli sgoccioli con il complotto. Si mosse e si alz con uno sbuffo. Vado
io per primo. Dammi qualche istante prima di uscire, nel caso la porta sia sotto controllo.
Settimo raggiunse la porta, sollev delicatamente il chiavistello e usc facendo il minor rumore
possibile. Catone ud alcuni gradini scricchiolare e poi la scala piomb nel silenzio. Si strinse allora
meglio sulle spalle il mantello preso in prestito, arricciando il naso disgustato dal puzzo di urina.
Rimase ancora un po seduto riflettendo sulla situazione. Macrone aveva ragione: quella non era una
storia in cui due soldati come loro avrebbero dovuto lasciarsi coinvolgere. Erano pi abituati alla Roma
che avevano sempre trovato oltre frontiera, combattendo contro i nemici barbari. Ci voleva poco a
capirlo, si rimprover Catone. Limpero era attaccato da nemici da ogni dove ed era dovere di un
soldato affrontare e risolvere qualsiasi tipo di minaccia. Inoltre, Narciso aveva promesso di
ricompensarli se avessero portato a termine con successo il compito che aveva loro assegnato. Quel
pensiero port la mente di Catone a Giulia.
Aveva cercato di non pensare a lei, ma Giulia rimaneva sempre e comunque una distrazione
difficile da ignorare, come un dolore persistente al cuore. Bastava che lasciasse libera la testa di vagare
e il pi delle volte questa riportava a galla il ricordo della ragazza e il timore di non poter passare il
resto della vita con lei. Era gi passato oltre un anno dallultima volta che si erano visti. Nel periodo in
cui Catone era stato occupato nella caccia al gladiatore fuggitivo, Aiace, e durante la campagna contro i
nubiani in Egitto, Giulia non si era mai mossa da Roma e dal raffinato contesto sociale dei ricchi e
potenti. Era una donna giovane e bella e, necessariamente, attirava attenzioni.
Il tormento di Catone si dilat dolorosamente quando ricord la straordinaria bellezza di Giulia
e di come si fosse completamente data a lui, cuore e corpo, nei mesi che avevano trascorso insieme in
Siria e a Creta. A quel punto, per, la separazione stava durando da molto pi tempo e sebbene i
sentimenti di lui fossero rimasti sempre immutati, nutriti dalla prospettiva di un riavvicinamento,
Catone non sapeva se anche Giulia provasse ancora la stessa cosa per lui. Listinto gli diceva di s, ma
non si fidava di se stesso: poteva benissimo trattarsi di un ingenuo desiderio. La parte razionale della
sua mente, per contro, aveva freddamente deciso che era pi che probabile che i sentimenti di Giulia
fossero ormai svaniti. Per quale motivo avrebbe mai dovuto ricordare un giovane soldato, ora che era
immersa nel fascinoso e raffinato mondo dellalta societ di Roma?
Catone si port una mano al viso e fece correre la punta delle dita sulla guancia, proprio come
aveva fatto Giulia la prima volta che avevano fatto lamore. Chiuse gli occhi e tent di ricordare ogni
dettaglio di quel momento, ogni suono e ogni odore del piccolo giardino rischiarato dalla luna siriana.
La sua mente dipinse leffigie di Giulia abbellendola di ogni particolare fosse in grado di rievocare,
superando di gran lunga le abilit della rozza mano della natura nel plasmare il mondo reale. Poi le dita
passarono sul tessuto grumoso e indurito della cicatrice e il suo cuore fu dilaniato dal disgusto e dalla
paura. Riapr gli occhi di scatto. Per qualche istante fece dei profondi respiri, poi prese la lampada e si
alz in piedi. Ripose la lampada sulla mensola e spense la fiamma con un soffio.
Una volta in strada, si guard intorno ma gli parve di non scorgere segni di movimento, allora si
incammin verso la via principale che scendeva dal Viminale. Avvicinandosi alla piazza, si ferm un
istante e riflett velocemente, immaginando lentrata della taverna in cui Macrone lo stava aspettando.
Cerano due vicoli poco distanti luno dallaltro che offrivano la miglior visuale sul Fiume di Vino. Si
avvicin alla piazza passando per la via pi vicina alla taverna. Tenendo una mano sullimpugnatura
del pugnale, avanz furtivamente, strisciando contro il muro ruvido, attento a ogni passo che faceva.
Poco prima di sbucare sulla piazza, il vicolo faceva una leggera curva e quando Catone la raggiunse,
trattenne il respiro e sbirci da dietro langolo. Dapprima non scorse nulla, poi da dietro uno sperone
vicino alla fine della via vide salire avviticchiandosi un quasi inconsistente filo di vapore. Lo vide
anche una seconda volta e cap che era il respiro di qualcuno. Dal punto in cui si trovava, non riusciva a
vedere nessuno, per cui si arm di coraggio e riprese lentamente ad avanzare finch non ebbe una
visuale del profilo di un uomo che sorvegliava la taverna dal lato opposto della piazza. Catone si
immobilizz e attese. Qualche istante dopo luomo cambi leggermente posizione e per un istante offr
una visuale a tre quarti della propria fisionomia. Riconoscendolo con assoluta certezza, Catone sorrise.
Si ritir lentamente di nuovo dietro langolo e risal la via. Poi si abbass il cappuccio in testa e
continu finch non raggiunse lincrocio con la successiva via maestra. Arriv al margine della piazza
e, fingendosi ubriaco, barcoll fino allentrata della taverna, avendo cura di non guardare verso il
vicolo nel quale era appostata la spia di Sinio. Catone incespic dentro e vir in direzione del tavolo in
cui sedevano Macrone e Porcino. Non appena si trov fuori dal campo visivo del vicolo, si raddrizz e
spinse via il cappuccio.
Macrone sorrise risollevato. Ci hai messo parecchio. Almeno hai fatto quello che dovevi
fare?
S. Catone slacci il gancio che teneva chiuso il mantello appestante e lo lanci a Porcino.
Finito con me, signore?, chiese il follatore. Posso andare?
S, vai, rincorri i tuoi amici prima che si spendano tutti i soldi che gli ho dato.
Potete contarci. Porcino scambi il mantello di Catone con il proprio e fece un cenno di
saluto prima di precipitarsi fuori. Catone prese il suo posto sulla panca di fronte a Macrone.
Ho detto tutto quello che potevo a Settimo. Riferir a Narciso. Adesso dobbiamo decidere cosa
fare di Lurco e dobbiamo muoverci in fretta.
Perch? Per quale motivo questa fretta?.
Catone riflett un istante. I liberatori hanno gi attentato una volta alla vita della famiglia
imperiale; hanno fallito e staranno sicuramente progettando altro. Prima riusciamo a infiltrarci nel
complotto, meglio sar. Ah, e c anche dellaltro.
Cosa?
So chi sta usando Sinio per tenerci docchio.  infilato nel vicolo al di l della piazza.
Tigellino.
...
.
...
CAPITOLO TREDICI.
...
.
...
Laria del mattino era gelida e umida. La centuria si mise in formazione sul piccolo campo di
Marte tra gli edifici delle caserme. Macrone e Catone tenevano le spalle ben tirate indietro e il petto in
avanti, mentre il centurione Lurco e il suo optio percorrevano avanti e indietro la fila frontale per
esaminare uniformi ed equipaggiamento. Sotto le armature i soldati indossavano le tuniche bianche ed
erano armati di scudo, giavellotto, spada e pugnale. Era una dotazione che la Guardia pretoriana
raramente aveva occasione di utilizzare, ma le recenti sommosse avevano costretto il corpo dlite a
predisporsi ogni giorno per una eventuale azione.
Macrone e Catone erano posizionati allestremit destra della fila frontale, con gli altri uomini
della sezione di Tigellino. Sullattenti, piedi ben piantati a terra, scudo stretto nella sinistra, mentre la
destra brandiva lasta del giavellotto appena sotto il contrappeso di ferro che serviva a conferire
allarma maggiore potenza di penetrazione al lancio. Come tutti gli altri uomini in formazione, anche
loro due avevano lo sguardo fisso in avanti. Il centurione si ferm a poca distanza da loro e sbrait
contro un soldato della sezione successiva.
Hai quello che sembrerebbe un pezzo di merda sulla caliga.
S, signore.
Non ci si presenta in parata sporchi di merda.
No, signore. Sar stato uno dei cani randagi, signore. Entrano nelle caserme.
Non-voglio-sentire-scuse!, gli url in faccia Lurco. Chiaro?
S, signore.
Lurco si volt rapidamente verso il suo optio. Tigellino, mettilo dieci giorni nelle latrine, visto
che ha sviluppato questo particolare gusto per la merda.
S, signore. Tigellino si appunt una nota veloce sulla tavoletta cerata.
Il centurione continu a esaminare luomo in cerca di altre eventuali pecche. Afferr
limpugnatura della spada del soldato e la tir a s. Larma scivol fuori dal fodero con un leggero
rumore di grattatura.
C ruggine su questa. Dagliene venti, di giorni.
S, signore. Tigellino corresse immediatamente lannotazione.
I due ufficiali proseguirono lispezione lungo la fila e si fermarono davanti a Macrone. Lurco lo
esamin attentamente. Non trovando nulla da segnalare, annu, si volt e ripercorse a ritroso qualche
passo lungo la fila prima di dire a voce alta perch tutti i soldati lo sentissero: Grazie al nostro
intervento dellaltro giorno, limperatore ha chiesto che sia la mia centuria a proteggere lui e la sua
famiglia per il prossimo mese. Un segno di onore, e sono certo che voi tutti concorderete. Motivo per
cui esigo da voi uomini una tenuta impeccabile. Finch la situazione non sar definitivamente risolta a
Roma, non indosserete pi la toga, ma dovrete sempre presentarvi nelluniforme che indossate in
questo momento. Si d il caso che limperatore sar lontano da Roma per qualche giorno, allo scopo di
verificare lo stato di avanzamento dei lavori a Ostia, come anche della bonifica delle paludi intorno al
lago del Fucino a sud-est della citt. Sar nostro compito scortarlo durante queste sue uscite. Partir
domani. Per cui noi saremo perfetti e faremo unottima impressione sui civili che scenderanno in strada
a salutare limperatore. Se anche uno solo di voi mi deluder, ne pagherete tutti le conseguenze. A
quel punto si volt verso Tigellino. Optio, prendi tu il comando.
Tigellino chiuse la tavoletta cerata e la ripose frettolosamente nella sacca a tracolla insieme allo
stilus. Mentre il centurione si allontanava a passo spedito in direzione dei suoi alloggi, Tigellino diede
lordine agli uomini di rompere le righe e poi si incammin egli stesso verso il quartier generale del
campo.
Catone e Macrone si rilassarono insieme a tutti gli altri. Poi Macrone guard Catone. Che 
questa storia del lago del Fucino? Hai idea di cosa stiano facendo?.
Catone ricordava che il lago era un grande bacino dacqua a ridosso delle colline a circa mezza
giornata di marcia da Roma. Ci era passato accanto pi di una volta da bambino e il ricordo non
lentusiasmava granch. Il lago era circondato da basse terre paludose infestate da zanzare e altri
insetti, il che rendeva quei terreni inutilizzabili per i contadini, oltre a costringere i viaggiatori a fare
lunghe deviazioni intorno alla zona. La bonifica di quelle terre era un progetto a lungo atteso, che
finalmente con Claudio vedeva la propria realizzazione.
Un altro dei grandi progetti civili dellimperatore, rispose Catone. Sembrerebbe proprio che
da quando ce ne siamo andati da Roma, ci siano stati parecchi cambiamenti. Prima un nuovo porto, ora
il lago, una nuova moglie e un figliastro.
Gi, ma sempre lo stesso vecchio Narciso di una volta, borbott Macrone in tono acido. Che
tiene i fili da dietro le scene. Ci sono cose che non cambiano mai.
Seguirono gli altri uomini che lasciavano il campo di Marte e tornarono nella propria stanza.
Fuscio era gi l che sistemava accuratamente larmatura pulita e le armi sul gancio al muro. Fece un
cenno di saluto con la testa mentre i suoi compagni appoggiavano gli scudi a terra e si mettevano
anchessi a fare ordine.
Ci sar di nuovo da scarpinare, maledizione!, si lament Fuscio. Non bastavano tutti i giri di
ronda in citt. Le caligae mi stanno facendo venire le vesciche ai piedi.
Ma come siamo delicati, ragazzo, rispose Macrone. Aspetta di fare il soldato sul serio come
me e Capito: allora saprai cosa vuol dire marciare veramente.
Fuscio lo guard fisso. Risparmiami la solita storia di come era ai tuoi tempi, Calido. Sono
stufo di quei maledetti ribelli in citt. Adesso se ne sono andati, ma mi hanno reso la vita ancora
peggiore perch limperatore vuole spostare la loro attenzione sui grandi lavori che sta facendo per il
bene del popolo. Puah!  solo un trucchetto per tenerseli buoni e nientaltro. Sar felice solo quando le
cose si saranno definitivamente sistemate.
Sempre che si sistemino, disse Catone.
Oh, s che si sistemeranno, ribatt Fuscio. Ho sentito dire che limperatore ha fatto deviare
alcuni bastimenti di granaglie dalla Sicilia. Una volta che arriveranno in citt, terranno buono il popolo
mentre verr organizzato larrivo di altre scorte.
E dove lhai sentita questa?.
Fuscio storse il naso. Amici di amici.
Macrone scosse la testa, sbuffando. Come se tu avessi amici in alto, adesso....
Be, spero che tu abbia ragione, comment Catone. Limperatore ha veramente bisogno di
guadagnare tempo.
Fuscio appese la cintura della spada. C una partita a dadi alla mensa. Volete venire?
Certo, rispose Macrone. Appena abbiamo finito qui. Diede una pacca sulla sacca che aveva
a tracolla e sorrise.  ora di spendere un po della paga che il quartier generale ci ha anticipato.
O perdere tutto, scoppi a ridere Fuscio. Fossi in voi, controllerei bene i dadi prima di
giocare. Alcuni hanno il vizio di cercare di fregare sempre le nuove reclute.
Non sono mica nato ieri, fece Macrone, alzando il pugno. E poi, lasciali fare, se hanno il
coraggio.
Una volta che Fuscio fu fuori della stanza, Macrone chiese: Che cosa facciamo, allora, con
Lurco? Dicevi di avere un piano.
Catone lanci unocchiata alla porta per accertarsi che nessuno potesse sentirli e poi rispose: Il
centurione Lurco  uno a cui piace parecchio divertirsi e passa molto spesso la notte fuori della
caserma. Basta seguirlo e cercare di prenderlo mentre  solo.
E poi?
E poi gli diremo come stanno le cose.
Macrone sbuff. Gi, grandioso. Viene avvicinato da due suoi uomini, soldati semplici, e tu
pensi che possa accettare di farsi una chiacchieratina tranquilla con loro? Supponiamo, cos per parlare,
che non voglia starci a sentire. E a quel punto?
A quel punto useremo la forza e lo porteremo alla casa-covo e lasceremo che Settimo lo faccia
sparire finch il complotto sar sventato.
E quando lo faremo? Stanotte?
No, quando saremo tornati dal giro con limperatore. Se Lurco dovesse sparire stanotte,
rischieremmo che venga assegnata una diversa centuria alla protezione di Claudio mentre vengono
organizzate le ricerche del centurione. Adesso invece dobbiamo stare vicino allimperatore. La nostra
priorit  proteggerlo da ogni altro tentativo di assassinio.
Raggiunsero la partita di dadi nella mensa. Alcuni tavoli e panche erano stati spostati al muro,
cos che tutti potessero radunarsi intorno al gioco. Il portainsegna supervisionava i lanci e le rumorose
puntate tra un lancio e laltro. Catone si port una mano al lato della bocca e si avvicin allorecchio di
Macrone. Devo andare a lasciare un messaggio. Tigellino potrebbe essere ancora al quartier generale,
se non  gi tornato alla stanza. Trovalo e tienilo docchio. Se esce, seguilo, daccordo?.
Macrone annu. Sta attento.
Catone sorrise e attese lennesimo urlo di entusiasmo e scontento e che i vincitori si radunassero
intorno agli allibratori per prendersi la vincita. Approfittando del chiasso per coprire la sua uscita,
Catone sgattaiol fuori dalla sala e pass a prendere il vecchio mantello militare che aveva indossato in
Egitto. Aveva deciso che sarebbe stato pi saggio non indossarne uno della Guardia pretoriana, se
voleva mimetizzarsi meglio in strada. Raggiunta la casa-covo, scrisse un breve appunto a Settimo in cui
gli illustrava le intenzioni in merito al centurione Lurco, una volta che la centuria fosse tornata a Roma
dal viaggio di scorta dellimperatore. Rimise la tavoletta cerata nella cavit sotto le tavole del
pavimento, gir la lampada verso la porta per segnalare la presenza del messaggio come stabilito e se
ne and. Tornato in strada, si abbass di nuovo il cappuccio sulla testa e si diresse verso la piazza in cui
si trovava il Fiume di Vino. Anche se era gi mattino inoltrato, le strade erano pi tranquille del solito.
I soldati della Guardia pretoriana e delle coorti urbane pattugliavano ancora la citt e disperdevano ogni
eventuale assembramento di persone, oltre a fermare e interrogare chiunque destasse sospetti. Catone
pens che la maggior parte degli abitanti della Suburra fosse troppo timorosa per avventurarsi fuori
casa se non per le prime necessit di cibo e acqua.
Stava camminando lungo un vicolo scuro quando vide una figura maschile avvicinarglisi dalla
direzione opposta. Come Catone, anche laltro uomo portava il cappuccio abbassato e la testa china in
avanti. Da sotto i risvolti della mantellina si intravedeva una preziosa tunica ricamata. Cera qualcosa
in quelluomo che glielo rendeva quasi familiare, qualcosa nel modo di incedere, landatura impettita
del guerriero. Incrociandosi, con la spalla luomo sfior Catone e biascic un qualcosa di indistinto che
poteva essere una scusa o un avvertimento, e prosegu per la propria strada senza modificare landatura.
Continuando a camminare, Catone avvert un fremito gelido scendergli lungo la spina dorsale e
non ebbe il coraggio di voltarsi a guardare immediatamente. Era Cestio, ne era assolutamente certo.
Attese di essersi portato a una distanza sicura e poi inizi a rallentare, voltandosi a guardare al di sopra
della spalla. Il capo dei rivoltosi si trovava gi a una trentina di passi pi avanti, poi improvvisamente
imbocc un vicolo laterale che scendeva verso il Foro. Catone fece dietrofront, raggiunse di corsa
lincrocio e sbirci da dietro langolo. Cestio continuava a camminare con la testa china. Super una
porta aperta accanto alla quale, su un gradino, sedeva una donna macilenta con un neonato frignante
attaccato ai piccoli seni cascanti. La donna mormor qualcosa e tese una mano, ma Cestio and oltre
senza dire una parola. Catone gli lasci accumulare un po di vantaggio e poi lo segu gi per il vicolo,
superando di corsa la donna. Le lanci unocchiata di sfuggita, appena per scorgerne il viso teso e gli
occhi enormi. Le braccia del bimbo erano magre e sottili e sotto la pelle pallida si indovinava
chiaramente la linea del cranio. Alle spalle della donna, sul pavimento della stanza, Catone vide altri
bambini accasciati senza forze per denutrizione.
Un denaro, signore. La donna tent di aggrapparsi allorlo del suo mantello e Catone ebbe
appena il tempo di deviare per evitarne la presa. Aument il passo per allontanarsi da lei e poi rallent
di nuovo per mantenere la distanza da Cestio. Questultimo continu a scendere verso il cuore della
citt, sbucando nei pressi del Tempio di Venere. Svolt poi in direzione del Tevere, tenendosi lontano
dal centro del Foro, passando nei pressi delle mura di cinta del palazzo. Roma sembrava essere tornata
a un parvenza di normalit, in alcune zone almeno; funzionari e senatori con il proprio seguito
attraversavano il Foro diretti alla Curia o in uscita da essa. Sotto i portici della Basilica erano stati
montati alcuni dei soliti banchi del mercato, ma mancava labituale, chiassosa folla di venditori e
compratori che riempiva generalmente il Foro. A ogni angolo di strada cera una pattuglia di soldati
che teneva docchio i passanti. Per quanto gli fu possibile, Cestio tent di tenersi a distanza da essi e
imbocc uno stretto vicolo non presidiato che conduceva verso il Foro Boario e la zona dei magazzini.
Mentre recuperava la distanza, Catone si perse in un vortice di pensieri. Per quale motivo Cestio
stava sfidando il pericolo uscendo in strada quando sulla sua testa era stata messa una taglia? Dove
stava andando? Ne esamin labbigliamento. Il mantello e la tunica erano costosi; al posto delle pesanti
caligae, Cestio ne indossava un paio di morbido cuoio che gli salivano sino a met polpaccio: il genere
di calzari che Macrone avrebbe deriso definendoli da effeminato.
Catone continu a seguire Cestio in direzione del Tevere, passando tra la mole del Campidoglio
a destra e il palazzo imperiale a sinistra. Il Boario aveva accusato lo stesso calo di attivit del Foro e
solo un terzo delle botteghe, infatti, era stato aperto. In quel punto cerano meno soldati in vista, per lo
pi raggruppati fuori degli uffici degli esattori delle tasse e degli usurai, molti dei quali erano stati
rapinati durante la sommossa. Cestio entr nel Foro Boario finch non raggiunse la riva del Tevere, nel
punto in cui nelle sue acque si svuotava la Cloaca Massima, poi svolt a sinistra verso la zona dei
magazzini.
Laddove il torrentello nero di rifiuti ed escrementi si fondeva con la corrente del Tevere, il
puzzo di reflui umani rendeva laria irrespirabile. Il cadavere di un grosso uomo era rimasto incastrato
tra le boe di una chiatta ormeggiata: un paio di ratti si davano da fare a rosicchiare il tessuto inzuppato
degli abiti per arrivare alla carne putrescente sotto. Un barcaiolo remava gi in direzione del corpo, per
recuperarlo e aggiungerlo al piccolo ammasso di altri cadaveri ripescati dalle acque del fiume nei pressi
della bocca di scolo della fogna: il solito raccolto di ubriachi imprudenti, vittime di omicidi e incidenti.
Una scena che Catone conosceva molto bene sin da bambino, quando era solito scendere ai pontili con
il padre. Ricordava che, una volta recuperato un numero di cadaveri sufficiente a riempire un carro,
venivano portati e scaricati in una fossa comune allesterno delle mura cittadine.
Distolse lo sguardo dallorribile scena appena in tempo per vedere Cestio scambiare qualche
parola con un uomo corpulento e calvo, in mantello giallo brillante e tunica verde. Alle spalle del calvo
cerano due uomini muscolosi con pesanti bastoni. Il calvo sorrise e diede una pacca sul braccio di
Cestio prima di salutarlo. Catone esamin con discrezione luomo mentre gli si avvicinava e not la
catena doro che portava al collo e le pietre preziose degli anelli alle dita. Evidentemente un uomo di
cospicua ricchezza e per nulla timoroso di ostentarla in pubblico, almeno finch era scortato da quella
coppia di guardie del corpo, che sembravano capaci di polverizzare chiunque si fosse fatto anche solo
venire in mente di avvicinarsi troppo alla borsa del loro padrone.
Catone si scost leggermente cos che tra lui e luomo vi fosse un certo margine di sicurezza, e
continu a seguire il capo dei ribelli. Cestio avanz ancora un po e poi si volt fulmineo. Dopodich,
soddisfatto di non aver visto nessuno che lo seguiva, si diresse verso lentrata presidiata di uno degli
edifici adibiti a magazzino. Fece un cenno di saluto con la testa alluomo al cancello, che ne socchiuse
una met per lasciar entrare il visitatore, richiudendola immediatamente dopo che Cestio era sparito
dalla vista. Al pensiero di perdere la preda, Catone avvert una stretta allo stomaco. Si ferm sul molo
antistante il varco, si abbass come per allacciarsi un calzare e nello stesso tempo guard in direzione
dellaccesso al magazzino. Accanto alle pesanti colonne di legno del cancello, sul muro era dipinta una
scritta che informava che quei magazzini venivano affittati da Gaio Frontino. Si invitava chiunque
fosse interessato a rivolgersi ai suoi uffici nel Foro Boario.
Catone fece un bel respiro profondo per calmarsi e si avvi a passo deciso verso il cancello. La
guardia si mise in allerta e si spost per bloccargli il passo. Era un uomo robusto con la faccia piena di
cicatrici. Catone immagin che potesse essere uno dei tanti ex gladiatori che si erano riciclati in quelle
professioni dopo aver riscattato la libert o essere stati rifiutati dagli addestratori.
Che vuoi?, chiese la guardia senza tanti preamboli.
Devo incontrare qui il mio padrone, signore, rispose Catone. Lho visto entrare un attimo
fa.
Ah s? E come si chiama, allora?.
Catone apr la bocca ma riusc a trattenersi appena in tempo: se Cestio era arrivato sotto mentite
spoglie, era anche possibile che stesse usando un falso nome, e se lui avesse usato il vero nome, la
guardia non lavrebbe fatto entrare. O peggio, avrebbe anche potuto riferirlo a Cestio una volta che
fosse uscito e quindi metterlo in allarme sul fatto che qualcuno lavesse seguito.
La pausa di Catone fu talmente lunga che la guardia alla fine tagli corto. Come pensavo. Sei
un approfittatore. Adesso togliti dalle palle prima che ti faccia assaggiare questo, disse, colpendosi
con una mano il bastone appeso alla cintura.
Catone sapeva bene che era inutile mettersi a litigare, per cui retrocesse di qualche passo, poi si
volt e si incammin verso il Foro Boario. In quel momento gli venne in mente che cera ancora
qualcosa di utile che poteva scoprire e si mise a correre. Inizi a spingere forte sulle gambe, cercando
di raggiungere luomo con il mantello giallo e le guardie del corpo. Su tutto il molo non cera traccia
visibile del fin troppo vistoso indumento, per cui continu a correre per entrare nel Foro Boario.
Sebbene il mercato in quel momento non fosse gremito della solita calca di corpi, cerano comunque
abbastanza persone da oscurare la visuale di Catone. Si arrampic sul piedistallo di una statua di
Nettuno e si appese allasta del tridente scandagliando tutto il mercato. Poi vide la tunica gialla,
allestremit opposta, vicino alla zona dei commercianti di granaglie.
Ehi! Tu! Scendi!.
Catone si volt e vide un soldato di una delle coorti urbane che gli veniva incontro a passo
sostenuto. Catone scese e fece per andarsene ma il soldato gli blocc il passo.
Cosa pensavi di fare?
Stavo cercando un amico.
Cercando guai, piuttosto, gli sbrait contro il soldato, colpendolo al lato della testa e
facendogli fischiare un orecchio. Catone barcoll, sbattendo veloce le palpebre.
Acer!, si sent urlare. Basta cos!.
Un istante dopo apparve un optio e fulmin il soldato con lo sguardo. Siamo qui per mantenere
pace e ordine, idiota che non sei altro! Non per far scoppiare unaltra rivolta. Poi si volt verso
Catone. E tu, tornatene per la tua strada!.
Catone annu e si incammin barcollando dentro il mercato in direzione della zona delle
corporazioni dei mercanti, sul versante opposto del Foro Boario. La gente che aveva assistito allo
scontro lo guard diffidente, quasi che Catone portasse un qualche marchio dinfamia. Segno tangibile
che la tensione ancora aleggiava in citt. Nessuno voleva essere associato a chiunque entrasse in
conflitto con i soldati. Catone riprese velocemente lucidit e attravers il mercato rallentando fino a un
passo regolare. Ormai non vedeva pi traccia delluomo con il mantello giallo allesterno della zona dei
mercanti di granaglie e temette di averlo perso. Raggiunto il portico sovrastato da un frontone e una
statua della dea Cerere con un grosso fascio di spighe di grano, Catone si ferm e si guard intorno.
Nessuna traccia delluomo calvo, per cui entr.
Dopo la forte luce solare allesterno, una volta dentro gli ci volle qualche istante per far adattare
gli occhi allilluminazione pi debole della sala. Al centro cera un grande spazio aperto pieno di tavoli
e panche. Per tutta la lunghezza del muro cerano due piani di uffici nei quali i mercanti conducevano i
proprio affari. Allestremit cera un podio per le aste pubbliche, davanti a un enorme tabellone sul
quale venivano segnati i carichi di granaglie in vendita. Quel giorno, per, era pulito e i mercanti erano
di umore abbacchiato. Catone vide spuntare il suo uomo dal colonnato laterale della sala. Lattravers
diretto dal funzionario dasta seduto su un gradino accanto al podio e inizi a parlargli. Catone si
abbass il cappuccio e si volt verso uno dei mercanti l accanto. Gli indic luomo calvo e chiese se ne
conoscesse il nome.
Lui?, fece il mercante, dandogli unocchiata veloce.  Aulo Pisco. Perch me lo chiedi?.
Catone pens rapidamente a una risposta. Mio zio ha una panetteria nella Suburra, e mi ha
inviato qui per vedere se cera del grano da acquistare.
Se lo trovi, sei fortunato!, sbuff beffardo il mercante. Sono giorni che non se ne trova. Il
tuo Pisco si  soffiato lultimo carico.
Capisco. Catone fiss il calvo. Suppongo che questo Pisco sia un grosso cliente della
corporazione.
Solo negli ultimi mesi. Prima era semplicemente un modesto acquirente come tanti.
Adesso sembra parecchio benestante, per.
Oh, evidentemente gli  andata bene.
E come?, incalz Catone.
Be, o si  ritrovato in mano una fortuna, oppure sta facendo finta di averne. Comunque stiano
le cose, quel bastardo fortunato in qualche modo ne ha fatti parecchi, tanti da riuscire anche ad
assoldare quei due scagnozzi che gli guardano le spalle.
Catone annu, allontanandosi. Grazie, non ti ruber altro tempo.
Il tempo  un lusso che in questo momento posso permettermi, rispose il mercante,
abbozzando un sorriso. In parecchi stanno messi come me. Tuo zio riesce ad andare avanti finch non
riprenderanno le forniture di grano, eh?.
Catone scosse la testa e se ne and. Attravers la sala e si avvicin a Pisco e al funzionario
dasta, udendo di sfuggita la fine della loro conversazione.
Avvertimi non appena il primo carico di grano arriva a Ostia, intesi?
S, signore, rispose il funzionario con un cenno della testa.
Luomo calvo gli si fece pi vicino. Vedi di farlo e io sapr essertene grato. Capito?.
Il funzionario dasta annu con laria stanca di chi si fosse gi sentito ripetere la stessa offerta
pi e pi volte quel giorno. Quando Catone fu loro vicino, luomo sollev gli occhi e il calvo si volt
con espressione preoccupata.
Posso aiutarti?, chiese secco Pisco.
In effetti, s, signore. Catone sorrise, chinando educatamente la testa. Sto cercando un
amico. Lho perso nel Foro Boario pochi minuti fa e poi lho rivisto sul molo quando si  fermato a
parlare con voi.
Un amico? Tu?. Pisco guard Catone con il suo logoro mantello addosso, mostrando
unespressione di malcelato disprezzo. Non penso proprio. Perch mai un ricco mercante come lui
dovrebbe avere a che fare con te? Tornatene per la tua strada.... Pisco schiocc le dita e le sue due
guardie del corpo si fecero avanti con fare minaccioso.
Catone chin la testa e indietreggi. Mi sono sbagliato, signore. Probabilmente non era il mio
amico.
Si volt e usc dalla sala, incamminandosi sul piazzale lastricato di fronte alledificio delle
corporazioni, immerso nei propri pensieri. Che cosa stava tramando Cestio? Era chiaro che il capo dei
ribelli della Suburra aveva una seconda identit, oppure cera qualcuno a Roma che poteva essere
scambiato per il suo fratello gemello. Catone scart immediatamente la seconda ipotesi. Luomo che lui
aveva seguito somigliava, si muoveva e parlava proprio come Cestio, nel qual caso perch mai si stava
facendo passare per un mercante? E cosa ci faceva nel quartiere dei magazzini? Cera un modo per
riuscire a scoprirlo. Si diresse verso la piccola basilica indicata come indirizzo delluomo che affittava i
locali. Entrando nelledificio, Catone si rese conto che aveva dimensioni molto meno imponenti
rispetto alla sala dei mercanti di granaglie. Lungo i muri cera una fila di uffici aperti. Trovare il
cartello con il nome di Gaio Frontino fu molto facile. Sotto linsegna, un semplice bancone di pietra.
Dietro di esso sedeva un impiegato che lavorava su un libro mastro.
Catone fece un colpo di tosse. Chiedo scusa.
Limpiegato abbass lo stilus e sollev lo sguardo. S... signore?
Sto cercando Gaio Frontino.
Non  qui, signore. Posso aiutarvi io?
Forse. Volevo informazioni sullaffitto di uno spazio adibito a magazzino gi al pontile.
Luomo osserv laspetto trasandato di Catone e rispose: Non affittiamo piccole botteghe, solo
magazzini.
 proprio quello che cerco.
Allora non posso aiutarvi, signore. Li abbiamo affittati due mesi fa e ora non abbiamo altro a
disposizione.
Capisco, si rammaric Catone. A chi li avete affittati? Magari potrei parlarci e vedere se pu
subaffittarmeli.
Non sono autorizzato a dirvelo, signore, e in ogni caso  stato il mio padrone a gestire il
contratto, personalmente.
Allora posso vedere Gaio Frontino? Per discutere un contratto alla scadenza dellattuale in
corso?
Il titolare non  qui, signore, ve lho gi detto.  partito da Roma per affari un mese fa.
Ha detto quando sarebbe tornato?
No, signore. Mi ha solo lasciato una lettera in cui mi diceva di occuparmi di tutto durante la
sua assenza. Luomo si schiar la gola per darsi unaria importante. E adesso, se non vi dispiace,
signore, ho del lavoro da sbrigare. Potete provare in uno degli altri uffici di locazione, sono certo che
troverete ci che state cercando in una delle ditte pi piccole. Buona giornata.
Catone annu e si incammin lentamente. In quel momento avvert il familiare formicolio del
terrore afferrarlo alla nuca. Cera molto di pi del semplice complotto che Narciso sospettava. I
Liberatori, o chi per loro, stavano preparando il terreno per qualcosa di molto pi vasto e imponente di
quanto il segretario imperiale avesse potuto immaginare. Catone riusciva a mettere insieme solo un
limitato numero delle tessere del puzzle, ma di una cosa era assolutamente certo: il nemico era molto
ben organizzato e il suo piano era gi in fase di attuazione.
...
.
...
CAPITOLO QUATTORDICI.
...
.
...
Il sole faceva capolino a intermittenza da dietro la coltre di nuvole sparse, mentre i pretoriani
prendevano posizione intorno al palco predisposto per il discorso dellimperatore agli ospiti convocati,
per lo pi senatori con consorti al seguito, arrivati sulla sponda del lago del Fucino in lettiga. I ceti
sociali pi bassi, invece, avevano affrontato il viaggio su piccoli carri, a cavallo o a piedi, e avrebbero
preso posto, in piedi, alle spalle dei sedili riservati ai senatori. Marzo stava per finire e il terreno era
compatto e libero dalla viscida fanghiglia invernale che aveva intralciato il lavoro degli ingegneri,
incaricati di scavare il canale per scolmare gran parte del lago e degli acquitrini circostanti in un
emissario del Tevere.
I soldati del centurione Lurco avevano i piedi doloranti, dopo la marcia del giorno precedente
da Ostia, nonch per quella di due giorni prima da Ostia a Roma. Claudio aveva voluto fare una rapida
ispezione ai lavori al nuovo porto e aveva tenuto una serie di discorsi in vari punti della citt, per
riaffermare il suo amore per il popolo e la promessa della ricchezza che sarebbe derivata dallaumento
di flussi commerciali attraverso la nuova struttura portuale. Limperatore aveva anche offerto un
banchetto per i politici pi eminenti, i mercanti e gli amministratori del porto. Dopo aver tranquillizzato
gli abitanti di Ostia, lui e il suo seguito si erano poi spostati ai cantieri ingegneristici presso il lago del
Fucino per tentare di conquistarsi anche la benevolenza del popolo di Roma. In quel momento era
previsto un annuncio pubblico da parte di Claudio, sulla cui natura gli uomini della sua scorta avevano
discusso per tutta la mattinata.
Sar sicuramente un qualcosa di spettacolare, fece Fuscio. Oppure elargizione di cibo. O
magari tutti e due.
Va bene tutto purch non ci riduca ancora le razioni per far mangiare il popolo, borbott
Macrone. Da tre giorni la Guardia pretoriana era stata messa a mezza razione e lo stomaco di Macrone
iniziava a brontolare. La richiesta che limperatore aveva diramato in altre citt perch inviassero scorte
alimentari nella capitale era stata ascoltata solo in parte: ogni giorno arrivava qualche sporadico carro il
cui carico veniva in gran parte immediatamente acquistato da chi disponeva di sufficiente denaro per
pagare i prezzi gonfiati imposti. Le scorte destinate ai granai pubblici venivano dirottate da funzionari
corrotti e quel poco che rimaneva razziato da chi avrebbe dovuto sorvegliarlo. La grande massa dei pi
poveri e deboli era stata decimata dalla fame, e i carri che giungevano in citt con i carichi di alimenti
incrociavano sempre quelli che, invece, ne uscivano per trasportare i morti nelle fosse comuni scavate
allesterno delle mura di Roma. I gemiti e i pianti riecheggiavano per le anguste vie dei quartieri poveri
e Macrone si chiedeva quanto sarebbe durato quel dolore prima di trasformarsi di nuovo in rabbia.
Quando questo fosse accaduto, solo i pretoriani e le coorti urbane avrebbero potuto difendere
limperatore dalla furia del popolo.
Catone aveva ascoltato lo scambio di opinioni tra i due. Se non c pane, a Claudio rimarranno
solo i giochi circensi per tenersi buono il popolo. E se organizzer un evento di gladiatori, dovr fare
qualcosa di veramente spettacolare. E anche in quel caso, avr forse soddisfatto la sete di sangue, ma la
pancia rimarr comunque vuota.
Fuscio scroll le spalle. Suppongo di s, ma potrebbe anche dargli qualche altro giorno utile
per trovare cibo. Sempre che non ne prenda dal nostro e se far cos, allora s che ci saranno
conseguenze, aggiunse minaccioso il giovane pretoriano.
Conseguenze?. Macrone sput a terra con disprezzo. Quali conseguenze? Claudio 
limperatore, per gli di, e pu fare quello che vuole.
Lo pensi davvero?, chiese Fuscio, inarcando un sopracciglio. Claudio  limperatore solo
finch lo dice la Guardia pretoriana. Siamo stati noi a renderlo tale e potremmo anche mettere
facilmente qualcun altro al posto suo, se ci costringesse a farlo.
Chi sarebbero questi noi di cui parli? Tu e qualche altro tuo amico scontento come te?.
Fuscio si guard intorno e abbass la voce. Be, non esattamente qualche altro, a giudicare
dalle voci che corrono nelle caserme. Se arriver il momento, fossi in te, Calido, cercherei di stare dalla
parte giusta.
Forse, ma nel frattempo, fossi in te, terrei la bocca chiusa. Stai parlando di tradimento,
ragazzo.
Catone abbozz un sorriso. Conosci il detto: il tradimento  solo questione di tempismo.
Fuscio non ha tutti i torti. Meglio vedere dove tirer il vento prima di scegliere da quale parte stare.
Macrone scosse la testa schifato. Ah, la politica... i buoni soldati non dovrebbero mai farsi
coinvolgere.
Oh, sono assolutamente daccordo con te, rispose Catone. Il problema  che talvolta  la
politica a non poter fare a meno dei soldati. A quel punto cosa deve fare uno?.
Nel fare la domanda, Catone guard Fuscio per una risposta. Il giovane pretoriano lo ascolt in
silenzio, poi allimprovviso la sua espressione si fece rigida ed enigmatica quando guard al di sopra
della spalla di Catone.
Che cosa stiamo facendo qui, eh?, sbrait Tigellino. Spettegoliamo come vecchie signore?
In riga, limperatore sta per arrivare, e butt il pollice in direzione delle tende poco oltre lungo la riva
del lago. Le guardie germaniche si erano messe in movimento e di l a poco arrivarono a passo veloce
gli schiavi con le lettighe imperiali. Gli uomini della centuria di Lurco sollevarono scudi e giavellotti e
iniziarono a mettersi in formazione intorno al palco. La met doveva posizionarsi sui due lati della
piattaforma, dal suo accesso alla parte posteriore; i rimanenti, inclusi Catone e Macrone, avrebbero
creato un cordone protettivo pi ampio intorno ai lati e alla parte anteriore. Nel frattempo arrivarono e
presero posto anche le ultime famiglie senatoriali.
Merda..., borbott Macrone, e Catone si volt bruscamente a guardarlo.
Che c?
A destra, accanto alla lettiga rossa, guarda quel gruppetto di sostenitori urlanti, ma cerca di
non farti notare.
Catone gir la testa con aria indifferente per esaminare il pubblico dellimperatore e vide il
gruppo che Macrone aveva indicato: una ventina di aristocratici in costose tuniche sotto toghe assai pi
austere. Sembravano fare cerchio intorno a uno di loro. Si trattava di un uomo alto ma chiaramente
sovrappeso, al quale ballavano le guance quando parlava. Dapprima Catone non riusc a riconoscerlo
dallangolazione in cui lo vedeva, poi luomo si diede una pacca sulla coscia, ridendo tanto
sguaiatamente da farsi udire al di sopra del mormorio degli altri ospiti senatori, molti dei quali si
voltarono addirittura a guardarlo con espressioni di disapprovazione. Quando poi luomo si volt verso
il palco, Catone si sent raggelare il sangue nelle vene.
Per tutti gli di, biascic. Vitellio... il bastardo.
E chi sarebbe?, chiese Fuscio.
Catone fulmin Macrone con lo sguardo prima che questi potesse aprire bocca per rispondere.
Era un tribuno anziano della Seconda Legione qualche anno fa.
Fuscio fece un sorriso sarcastico. Non sembra che ti stia molto simpatico.
Ci ha quasi fatti ammazzare, rispose secco Catone, riflettendo fino a che punto fosse
veramente saggio parlarne. Era seccato per la reazione che lui e Macrone avevano avuto nel vedere di
nuovo Vitellio. Lex tribuno aveva partecipato a un complotto per assassinare limperatore mentre
questi si trovava in Britannia. Anche se Catone e Macrone avevano sventato il tentato assassinio,
Vitellio era comunque riuscito abilmente a tirarsene fuori. Vitellio  il classico tipo di uomo che mette
se stesso prima di tutto, al di sopra di ogni altra considerazione. Un consiglio, Fuscio: non mettergli
mai i bastoni tra le ruote perch verresti schiacciato dalla sua suola con lo stesso riguardo che userebbe
nei confronti di una formica.
Capisco. Fuscio si volt per un istante verso il rumoroso gruppo di aristocratici. Eppure,
sembra che sia popolare.
Ha carisma, dovette ammettere Catone, ricordando assai amaramente come il tribuno avesse
prima sedotto e poi ucciso il suo primo amore, nel timore che la ragazza potesse rivelare il suo
complotto per uccidere limperatore. Bastardo, ripet.
Spero proprio che non ci veda, disse Macrone. Non ci siamo salutati in maniera cos
amichevole, diciamo, spieg al giovane.
Catone guard Vitellio voltarsi, completamente assorto nella conversazione. Andr tutto bene.
Non pu riconoscerci sotto questa uniforme.
In quel momento si ud un esplosivo squillo di tromba che annunciava larrivo dellimperatore.
I pretoriani scattarono immediatamente sullattenti, scudi ritirati e lance perpendicolari al terreno. Tra il
pubblic cal un rispettoso silenzio. Alle spalle di Catone le lettighe imperiali coprirono il breve tratto
che separava le tende dal palco, poi gli occupanti attesero che le guardie germaniche si fossero
posizionate ai piedi della piattaforma. A quel punto limperatore e la sua cerchia di consiglieri scesero
dalle lettighe e si incamminarono lungo il breve canalone di pretoriani per poi salire sul palco. Con la
coda dellocchio, Catone si accorse che Claudio stava facendo del suo meglio per nascondere
landatura claudicante e trattenere il tic, per darsi un aspetto dignitoso di fronte ai propri ospiti.
Limperatore sal sulla piattaforma e si sedette sullo scranno dorato. Scandagli dapprima silenzioso il
pubblico con unimperiosa inclinazione della testa e poi fece cenno perch tutti potessero sedersi.
Narciso e Pallante, come si addiceva al loro status, rimanevano discretamente in piedi dietro la pedana:
sebbene avessero molto pi potere di qualsiasi senatore, console o proconsole presenti, in qualit di
liberti erano, tecnicamente, addirittura pi in basso del pi povero cittadino romano nato libero che
moriva di fame nei quartieri pi squallidi di Roma.
Ricordate, dominus: siate chiaro e conciso, Catone sent suggerire da Narciso.
S, lo-lo so, balbett acidamente Claudio in risposta con langolo della bocca. Non sono
stupido, sai.
Si schiar la voce con un suono gutturale assai sgradevole e fece un profondo respiro.
Amici! Roma ha dovuto sopportare grandi avversit negli ultimi mesi. La nostra ama-mata
citt  tormentata da disordini sociali. Il mancato arrivo delle scorte di grano ha fatto infuriare il nostro
po-po-polo. Io ho fatto tutto ci che era in mio potere per trovare cibo nella nostra Italia e nutrire la
capitale. Ritengo che siamo ormai prossimi alla soluzione della penuria di gra-granaglie.
Catone drizz le orecchie e ud Macrone borbottare l accanto. Trovare una fonte affidabile di
cibo era la chiave per mettere definitivamente a tacere ogni conflitto nella citt. Fatto questo, il popolo
sarebbe stato riconoscente al suo imperatore e i suoi nemici non avrebbero pi potuto approfittare del
malcontento. Per cui meglio che avesse ragione, pens Catone: se con le sue parole avesse sollevato
speranze per poi abbatterle subito dopo, non avrebbe fatto altro che scatenare la furia del suo popolo.
Limperatore era sul punto di riprendere il discorso quando Narciso si sporse leggermente in
avanti e disse sottovoce: Ricordate le pause a effetto.
Claudio annu e fiss il pubblico tanto a lungo da stimolare qualche isolato colpo di tosse da
incertezza. Poi si rilanci nel suo discorso preparato. Finch la pancia del popolo non sar di nuovo
piena,  assolutamente giu-giusto che limperatore offra a Roma i pia-piaceri del divertimento per
aiutarla a superare la cri-crisi. Se lo stomaco dei romani non pu essere riempito, che almeno lo sia il
loro cuore!. Claudio sollev le braccia in alto in un appassionante gesto plateale.
Pausa per applauso, gli sugger Narciso, e dopo un breve indugio, quelli che erano stati
appositamente assoldati iniziarono a battere le mani. Il fragore si diffuse in un continuo crescendo e
Narciso sorrise cinico mentre il suo padrone si beava nelladulazione del pubblico. Narciso lasci che
la manifestazione di entusiasmo continuasse ancora per un po e poi, con un gesto della mano, la
silenzi. Lapplauso si spense, forse anche fin troppo velocemente per i gusti dellimperatore, a
giudicare dal suo sguardo contrariato; Claudio continu comunque a parlare, indicando i canali e le
piccole dighe che erano stati costruiti per collegare il bacino del lago con lemissario del Tevere.
Entro la fine del prossimo mese, i miei ingegneri avranno terminato il loro lavoro qui e una
volta che il lago sar stato svuotato, prima della fine dellanno, riusciremo ad avere parecchie migliaia
di iugeri in pi di terra coltivabile intorno a Roma. Pi terra significa pi cereali e lUrbe non soffrir
pi la fa-fame!.
Questa volta non fu necessario che Narciso sollecitasse lapplauso: part spontaneamente da
coloro che vedevano con sollievo la prospettiva di un popolo finalmente tranquillo.
Prima che il lago venga comple-pletamente svuotato, prosegu limperatore,  mia
intenzione utilizzare la naturale arena del lago del Fucino per il pi gra-grande spe-petta-tacolo di
gladiatori della storia.
Leccitazione che si diffuse a macchia dolio tra gli astanti fu talmente palpabile che Claudio fu
costretto ad attendere un lungo momento che il mormorio si smorzasse, prima di poter riprendere a
parlare.
Due flotte cariche di diecimila gladiatori si daranno battaglia sulla superficie del lago sotto gli
occhi dellintero popolo di Roma! Per generazioni e generazioni, i romani ricorderanno il regno di
Cla-claudio non per le sanguinose sommosse per il cibo, ma per i nostri gladiatori e le spettacolari
naumachie che essi ci avranno regalato. I nostri discendenti ci guarderanno con invidia. Rifletteteci e
spargete la voce in ogni via e vicolo di Ro-roma!.
Claudio spalanc le braccia come per voler abbracciare le migliaia di persone che aveva davanti
e che lo acclamavano. Catone scorse unespressione di compiaciuta soddisfazione sul viso di Narciso
mentre questi si voltava verso Pallante. Questultimo, invece, sembrava furioso, ma si mantenne
comunque impassibile e un istante dopo si sforz di unirsi alla celebrazione con un muto applauso.
Per tutti gli di, mormor Macrone, scuotendo la testa. E dove diamine pensa di trovare
diecimila gladiatori?  matto.
No, rispose tranquillo Catone. Solo disperato.
Claudio distolse lo sguardo dal suo pubblico e si volt a guardare, perplesso, i due consiglieri.
Allora?
Ottimo discorso, dominus!, lo applaud Narciso. Le naumachie sono proprio ci di cui ha
bisogno il vostro popolo.
Assolutamente, conferm Pallante. Il vostro discorso  stato talmente bello che ci si deve
rammaricare della sua brevit.
Narciso lanci unocchiataccia allaltro liberto e poi rivolse un sorriso radioso allimperatore.
Ah, s! Ma la brevit  unarte che solo in pochi nella storia sono stati in grado di padroneggiare al
vostro livello, dominus.
Proprio cos, annu vigorosamente Claudio. E quando la notizia dei giochi avr raggiunto la
plebe, questa dimenticher di aver mai avuto fame. Parlando di fame,  ora di tornare a palazzo, voglio
mangiare. Ho una gran voglia di fu-funghi.
Con un ultimo cenno ai presenti, Claudio lasci la pedana e scese claudicante dal palco per
tornare alla lettiga. Pallante lo segu spedito, cercando di prendersi un vantaggio sul rivale. Narciso
lasci che lo precedesse e poi, passando accanto a Catone e Macrone, sembr inciampare su un lembo
della propria toga. Cadendo contro Catone, agit le braccia. Catone si accorse che il segretario
imperiale gli metteva qualcosa nel palmo della mano con la quale teneva lo scudo.
State bene, signore?, chiese Catone, aiutando Narciso a rimettersi in piedi.
Sto bene, ribatt brusco Narciso. Toglimi le mani di dosso, soldato. Si liber dellappoggio
di Catone e si affrett a raggiungere Pallante.
Personcina veramente adorabile, comment Macrone.
 un liberto, sibil Fuscio. Non dovrebbe avere il diritto di trattare cos un pretoriano. Non 
giusto.
Mentre limperatore risaliva sulla lettiga, gli ospiti convocati per lannuncio iniziarono a
disperdersi e a ritornare alle loro lettighe e cavalli, ansiosi di rimettersi in viaggio per Roma prima che
la strada si intasasse di traffico. Il centurione Lurco si port una mano al lato della bocca e url un
ordine ai suoi uomini. Sesta Centuria! In riga dietro la lettiga imperiale!.
Non avete sentito?!, url Tigellino. Muovetevi!.
I pretoriani iniziarono svelti a mettersi in formazione dietro le guardie del corpo germaniche che
cingevano la lettiga. Catone si tenne indietro e quando ebbe la certezza che nessuno lo vedeva, apr la
mano e vide un piccolo pezzo di papiro perfettamente ripiegato. Lo svolse e vide alcune parole scritte
in bella grafia. Lo riappallottol e richiuse il pugno prima di prendere posto a fianco a Macrone sulla
parte anteriore della colonna; quando gli fu accanto, bisbigli allamico: Narciso vuole incontrarci
nella casa-covo appena saremo tornati a Roma.
Il segretario imperiale si mostr preoccupato quando Settimo, quello stesso pomeriggio, apr la
porta facendo entrare Catone e Macrone. Le persiane erano socchiuse e la stanza era illuminata
dallunico pallido fascio di luce che filtrava. Narciso era appoggiato con la schiena contro il muro, le
braccia conserte. Prima di parlare attese che la porta fosse richiusa.
Ve la siete presa comoda.
Siamo venuti appena ci  stato possibile, ribatt Catone.
Sicuri che nessuno vi abbia visto venire qui?, chiese serio Narciso.
Catone annu. Tigellino  stato chiamato al quartier generale per la parola dordine di questa
notte e noi siamo usciti prima che tornasse in caserma.
E se i Liberatori vi avessero messo altri uomini alle costole?.
Abbiamo fatto dietrofront e ci siamo fermati varie volte per controllare. Siamo al sicuro.
Al sicuro?. Narciso scoppi in una fragorosa risata. In questo momento nessuno  al sicuro.
N io, n voi e nemmeno limperatore.
Macrone inclin la testa di lato. Chiss perch penso che la vulnerabilit sia pi un problema
per quelli pi in alto nella catena di comando.
Narciso gli punt gli occhi addosso. Se lo pensi davvero, sei uno stupido, centurione Macrone.
Il tuo destino  legato al mio: se i nostri nemici ce la faranno, pensi forse che possano accontentarsi di
togliere di mezzo limperatore e la sua cerchia pi ristretta? Guarda cos successo quando  caduto
Seiano: per le strade scorreva il sangue di chiunque fosse anche solo lontanamente legato a lui. Per cui
risparmiami la tua delizia per la maggior disgrazia altrui. Narciso si ferm, come se avesse ricordato
improvvisamente qualcosa. Deve per forza esserci una parola per indicare quella caratteristica, se cos
tante persone sembrano rallegrarsi per le disgrazie altrui.
Catone si schiar la voce. Ci avete convocati per un motivo particolare?
Certo. Cosa pensate dellannuncio dellimperatore?
In merito ai giochi? O sullaumento delle forniture di granaglie?.
Narciso sorrise. Su entrambi.
Non capisco come possa riuscire a organizzare il suo spettacolo navale. Dove pensa di
prendere tutti quei gladiatori? Dubito ve ne siano diecimila in tutta lItalia.
Non ce ne sono, infatti. Chiamarli gladiatori  un po tirato forse, ma alcuni ce ne saranno. Il
resto saranno criminali e avanzi degli schiavi utilizzati nelle cave e nelle propriet imperiali. Se il
popolo vedr uno spettacolo che ricorder per tutta la vita, non far molta attenzione alla qualit dei
combattimenti individuali. Li vestiremo, gli metteremo armi in mano e poi li lasceremo combattere con
la promessa di libert per i vincitori. Questo dovrebbe spronarli a sufficienza.
E le navi?, chiese Macrone. Come intendete portare nel lago le navi da guerra?
Trasformeremo le chiatte degli ingegneri in imbarcazioni simili alle biremi. Quanti a Roma
pensate siano in grado di distinguere una nave da unaltra?  tutta questione di apparenze, Macrone.
Non tutto, fece notare Catone. Uno spettacolo non riempie la pancia degli spettatori. Cosa
mi dici del grano che limperatore ha menzionato? Da dove arriver quello?
Questo non lo sappiamo ancora, ammise Narciso. Settimo, forse  meglio che li metti al
corrente.
Il segretario imperiale fece un cenno con la testa e rimase in silenzio mentre laltro raccoglieva
le idee. Con i recenti problemi in Egitto che hanno causato la riduzione di importazioni di grano, ci
sarebbe sempre stata scarsit. E qui entrano in gioco le corporazioni di commercianti di granaglie. Se
una risorsa inizia a esaurirsi, loro trovano unaltra provincia da cui importare. Da quanto sono riuscito a
capire, avevano compensato la situazione offrendo appalti a fornitori di Gallia e Sicilia. I bastimenti
sono approdati a Ostia e di seguito sono giunti a Roma, risalendo il corso del Tevere; una volta nella
capitale, i carichi sono stati messi in vendita nella sala delle corporazioni. Il fatto  che quasi tutti i
carichi sono stati acquistati in blocco da un numero esiguo di mercanti, facendo lievitare il prezzo ben
oltre i livelli soliti. Fino a primavera inoltrata non arriveranno altri carichi dallEgitto e per ora sul
mercato arriva solo un filo di grano che non  sufficiente a sfamare Roma.
Per cui, intervenne Narciso, la cosa pi pressante  trovare coloro che hanno acquistato tutte
le granaglie e poi dove lo tengono. Se c in atto un complotto per accaparrarsi il mercato delle
granaglie, allora posso anche dire che limperatore non sar molto contento quando scoprir chi sono
stati i responsabili. Potrebbe decidere di risparmiarli e non lasciarli nelle mani della folla, se
mostreranno senso civico e consegneranno a lui tutte le loro scorte perch vengano distribuite al
popolo. Nel frattempo, siamo in attesa dellarrivo di un carico dalla Sicilia. Un mese fa ho inviato al
governatore della provincia la richiesta di mandarci tutto il grano disponibile nei depositi dellisola. Il
primo bastimento dovrebbe arrivare da un giorno allaltro, e quando arriver il carico verr consegnato
direttamente a una coorte di guardie pretoriane perch lo scorti sino a Roma. Dovrebbe placare la sete
di sangue del popolo e scongiurare temporaneamente il caos. Per ora dobbiamo scoprire chi si 
imboscato il grano. A quel punto Narciso fece segno a Settimo di continuare.
Doveva essere un compito facile, ma quando ho chiesto ai mercanti a nome di chi venivano
acquistati i carichi, si  scoperto che agivano a nome di qualcun altro e che erano pagati assai
generosamente per questa loro intermediazione.
E a nome di chi?, chiese Macrone.
Sta proprio l il problema. I mercanti non hanno mai incontrato il o i compratori finali. Erano
stati pagati in argento e istruiti per consegnare il carico in un magazzino nei pressi del Foro Boario. Un
posto affittato da Gaio Frontino.
Catone si sent accelerare il battito cardiaco. Lo so. Ci sono stato.  l che ho perso le tracce di
Cestio.
Cestio?. Narciso sembrava sorpreso e si scambi unocchiata veloce con Settimo.
Lo conoscete?, chiese Catone.
Solo di fama.  a capo di una delle pi grandi bande criminali della Suburra, i banditi del
Viminale, se non ricordo male.
Esatto, ma lo conoscete anche di vista.  luomo che ha guidato lattacco contro limperatore il
giorno in cui lo stavamo scortando a palazzo dal campo pretoriano.
Narciso riflett un istante. Luomo alto? Quello contro cui hai salvato Nerone?
Proprio lui.
Quindi quello  Cestio, ripet volutamente Narciso. E che cosa ha a che fare con quel
magazzino?.
Catone raccont di quando aveva intravisto luomo in strada e di come lavesse seguito quasi
per tutta Roma, per poi scoprire che era noto ad almeno un membro della corporazione dei mercanti di
grano.  pi che probabile che Cestio sia dietro questo tentativo di controllare le scorte di grano.
Narciso si gratt il mento. Ma avrebbe bisogno di una fortuna per poterlo fare. Vero che le
bande di strada riescono ad accumulare parecchio denaro, ma sarebbero necessari anni perch possano
averne a sufficienza per acquistare i carichi di grano. C una sola possibile provenienza per una
somma come quella.
Catone annu. Il carico di monete dargento trafugato.
Settimo si schiar la gola. Il che vuol dire che Cestio lavora per i Liberatori.
Narciso gli rivolse unocchiata gelida.  evidente. Cestio  un altro nemico che dovremo
tenere in considerazione a tempo debito. Nel frattempo, voi due vi occuperete del centurione Lurco.
Che piani avete?
Niente di molto elaborato, disse Macrone. Lo seguiamo, aspettiamo che sia solo e poi gli
parliamo, se sar possibile. Se non funziona, lo stendiamo con un colpo alla testa. In entrambi i casi, lo
riportiamo qui e lo consegniamo a Settimo. Poi sar compito vostro tenerlo fuori circolazione finch la
questione non sar risolta.
Il segretario imperiale rimase a fissare qualche istante Macrone prima di rispondere in tono
tagliente: Un piano brillante, devo dire.  confortante sapere che lesercito impiega ancora strateghi di
prima categoria.
Funzioner, rispose Macrone in tono acido. E questo  tutto ci che conta.
Fate in modo che sia cos, sospir Narciso. Temo che il tempo a nostra disposizione si stia
esaurendo, signori. Deve esserci un motivo per cui i nostri nemici vogliono che Lurco sparisca dalla
circolazione; deve per forza trattarsi di pi di una prova di iniziazione. Si stanno preparando a fare la
loro mossa, lo so. E i Liberatori non sono lunico pericolo che dobbiamo fronteggiare. Lo spettacolo di
gladiatori dellimperatore distrarr il popolo per un po, ma a meno che non gli diamo da mangiare
prima che sia troppo tardi, la gente si scaglier contro di noi come lupi famelici e far a pezzi Roma.
...
.
...
CAPITOLO QUINDICI.
...
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...
Il crepuscolo iniziava ad addensarsi sulla capitale, avvolgendola in una coltre di rarefatta
foschia, quando il centurione Lurco lasci il campo pretoriano ed entr in citt. Indossava un pesante
mantello blu e solo le caligae di morbido cuoio fino a met polpaccio ne segnalavano il prestigio. La
protuberanza sul fianco rivelava che era armato: malviventi solitari e piccole bande di ladri costituivano
un pericolo non indifferente nei vicoli e nelle stradine secondarie immersi nel buio di Roma.
Macrone e Catone lo seguivano a distanza. Dopo essere rientrati al campo pretoriano in seguito
allincontro con Narciso, avevano tenuto docchio lalloggio del centurione in attesa che ne uscisse. E
Lurco era uscito una volta nel pomeriggio, con indosso la tunica militare per una breve visita al quartier
generale, e una seconda e ultima volta, con il calar della notte, con il mantello blu per cercare
divertimento per la serata. Catone e Macrone gli rimasero alle calcagna a una cinquantina di passi di
distanza. Come Lurco, anche loro erano armati, e Macrone portava una sacchetta di pelle piena di
sabbia e piccoli ciottoli.
Lurco inizi a scendere dal colle a passo brioso, senza mai preoccuparsi nemmeno una volta di
guardarsi le spalle, mentre si inoltrava nelle viuzze buie. Cera ancora parecchia gente in giro,
sufficiente perch Catone e Macrone potessero ben mimetizzarsi, ma non troppa da rendere difficile il
pedinamento di Lurco. Per quanto possibile, questultimo si teneva lontano dalle strade principali, per
risparmiarsi, forse, la scocciatura di incontrare le pattuglie o incappare nei posti di controllo delle coorti
urbane.
Inoltrandosi nella Suburra dietro il centurione, Macrone mormor a Catone: Mi rifiuto di
credere che Lurco venga a cercare distrazioni in questa fogna di posto. A meno che non abbia gusti a
buon mercato e amici con cui condividerli.
Sono sicuro che ci sono una caterva di libertini che cercano emozioni in quartieri del genere,
rispose Catone. O potrebbe anche essere diretto da qualche altra parte.
Poco oltre il centurione svolt bruscamente in una stradina alla sua destra.
Merda, deve averci visti, bisbigli Macrone.
Si affrettarono verso la svolta e sbirciarono prudentemente da dietro langolo sudicio di un
imponente edificio popolare. Lurco era arrivato poco pi avanti, e continuava a camminare a grandi
passi senza apparenti segnali di sospetto. Attesero che si prendesse un certo margine di sicurezza e poi
ripresero a seguirlo.
Perch non lo avviciniamo adesso?, chiese Macrone. Non siamo nemmeno distanti dalla
casa.
Catone scosse la testa. Vediamo prima dove  diretto. Potrebbe anche portarci da qualche suo
conoscente interessante.
O magari solo da una cricca di ubriaconi delinquenti. O potremmo anche solo perderlo di
vista, ribatt Macrone.
No, se stiamo attenti. Tra laltro non sarebbe una buona idea montare tutta una scenata che
potrebbe attirare lattenzione. Aspetteremo di vedere con chi si incontra e poi tenteremo di avvicinarlo
non appena saremo sicuri di prenderlo da solo. Catone si rese conto di aver parlato in tono perentorio
e guard subito lamico per verificare se si fosse per caso offeso. Macrone, dal canto suo, si limit ad
annuire come se avesse ricevuto un ordine. Catone rimase moderatamente sorpreso dal leggero fremito
di piacere che lincondizionata obbedienza dellamico al suo volere gli generava, oltre che dalla sua
stessa determinazione nel dirlo. Probabilmente, alla fine si erano fatti entrambi una ragione della sua
promozione a un grado superiore a quello del suo ex mentore. Ex?, si chiese Catone. No, non ancora:
cerano ancora molte e molte cose che Macrone poteva insegnargli.
Occhio!. In quel momento Macrone gli diede una gomitata, spingendolo di lato prima che
mettesse un piede su una pozza di scarti marcescenti e puzzolenti di fronte alla porta di una bottega da
macellaio. Attento a dove metti i piedi, amico. Ma porca miseria, devo tenerti per mano tutto il
tempo?!.
Catone ridacchi.
Che c di cos divertente?
Nulla, stavo solo pensando.
Macrone lo squadr torvo. E proprio per questo stavi per finire gambe allaria su quello
schifo.
Nel frattempo Lurco aveva aumentato il suo vantaggio e dovettero affrettare il passo per
riprenderlo. Loscurit incalzante rendeva pi difficile vedere chiaramente ogni movimento del
centurione, e rischiavano di spingerglisi troppo vicini. Lurco continu a scendere con andatura regolare
dal Viminale, lasciando poi la Suburra e imboccando una stradina che risaliva verso il Quirinale,
quartiere ove risiedevano alcuni dei pi ricchi cittadini romani: tra una grandiosa villa e laltra, si
inserivano anche abitazioni pi modeste di cittadini di ceto inferiore e case acquistate solo per poter
stare gomito a gomito con la crema di Roma.
Lultimo chiarore crepuscolare aveva ormai ceduto il passo alla notte e la frequentazione nelle
strade si era diradata. Lurco svolt in una via che si inoltrava tra alcune delle residenze pi maestose
della zona. Lassoluta semplicit dei muri, interrotti solo da imponenti cancellate e strette finestre con
inferriate, era fuorviante. Al di l delle solide assi di legno delle porte, dovevano sicuramente celarsi
interni eleganti e riccamente arredati di case che si sviluppavano molto in profondit dalla via
principale. Le pi grandi dovevano anche disporre di bei giardini e fontanili.
Alla fine il centurione si ferm davanti a una delle entrate pi modeste, prendendosi qualche
secondo per sistemarsi il mantello prima di salire gli scalini e bussare alla porta. Catone tir Macrone
nella rientranza ad arco dellaccesso di un negozio chiuso dalla quale si aveva una buona visuale della
casa, senza per il rischio di essere visti da Lurco, semmai si fosse voltato a controllarsi le spalle.
Osservarono il centurione bussare ancora una volta e un istante dopo la porta a grata venne socchiusa.
Ci fu un breve scambio di battute a voce troppo bassa perch loro due riuscissero a distinguerne le
parole e poi la porta venne completamente aperta. Lurco entr e la porta fu energicamente richiusa, con
un raschio sordo di chiavistello spinto nel proprio alloggiamento. Ad eccezione di una persona che
camminava poco oltre, la via era assolutamente deserta e immobile; poi anche quellunica persona
svan nelloscurit.
E adesso?, chiese Macrone. Aspettiamo finch non torna fuori?
Proprio cos. Oltre a vedere se riconosciamo le facce di eventuali persone che entrano o
escono.
Macrone si freg le mani. Ma potrebbero volerci ore.
Molto probabilmente.
Che palle! Far freddo.
Catone annu, trattenendo limpulso di dire a Macrone di smetterla di dire ovviet. Rimasero in
piedi in silenzio per un po, poi Macrone inizi a battere i piedi a terra nel tentativo di scaldarseli.
Amplificato dalla rientranza, il rumore delle suole chiodate contro la lastra di pietra della soglia del
negozio sembrava assordante. Catone si gir e lo fulmin.
Finiscila o ci farai scoprire!.
E da chi?, ribatt Macrone in tono irritato, indicando la strada deserta con un gesto della
mano.
Catone serr le labbra per un istante e poi rispose cercando di rimanere quanto pi calmo
possibile. Sarebbe utile scoprire a chi appartiene questa villa. Perch non ti fai un giro di
perlustrazione mentre io tengo docchio lentrata, eh? Vedi se riesci a trovare qualcuno che lo sappia.
Macrone ricambi lo sguardo con aria titubante. E se Lurco dovesse uscire mentre sono via?
 entrato da troppo poco e sospetto che rimarr dentro ancora per un po. Se proprio dovesse
uscire, lo seguir e cercher di prenderlo da solo, poi ci ritroviamo alla casa. Cerca solo di non metterci
troppo.
Daccordo. Macrone si stacc dal muro e si stiracchi la schiena. Butt unocchiata veloce in
entrambe le direzioni per accertarsi che nessuno fosse in vista e attravers velocemente la via. Poco
oltre cera uno stretto vicolo che costeggiava lintero perimetro della casa: Macrone lo imbocc e spar
dalla vista.
Catone pot finalmente tirare un sospiro di sollievo. Macrone era sicuramente un bravo soldato
ma gli incarichi segreti che necessitavano di pazienza non rientravano proprio nei suoi punti di forza. Si
accucci nelloscurit, appoggiando la schiena contro la porta del negozio.
Il vicolo arrivava s e no a quattro piedi di larghezza; Macrone immagin si trattasse di una
sorta di passaggio di servizio che la casa in cui Lurco era entrato condivideva con il vicinato. I muri
salivano alti su entrambi i lati e dal cielo stellato scendeva solo una lingua di luce. Sebbene il terreno
fosse interamente ricoperto di immondizia, Macrone si rendeva benissimo conto del rumore che faceva
camminando e a ogni passo tent di poggiare i piedi quanto pi delicatamente possibile. Fece scorrere
una mano sul muro, avvertendo al tatto la scabra superficie di gesso crepata e chiazze di mattoni
scrostate. Una cinquantina di passi dopo raggiunse una piccola porta, tir delicatamente il chiavistello
ma la trov bloccata dallinterno. Allora prosegu ancora e ud delle voci, una miscela spensierata di
chiacchiere e risate. Un istante dopo ai suoni della festa si aggiunsero le note di un flauto. Arrivavano
da poco oltre, davanti a lui; not che il muro si abbassava improvvisamente di met altezza nel punto in
cui terminava la struttura della casa e iniziava il giardino.
Corse avanti, e i suoni provenienti dallaltro lato del muro coprirono il rumore dei suoi passi.
Poco oltre vide spuntare dal muro lalta sagoma conica di un pioppo e punt dritto verso di esso. Se
fosse riuscito ad arrampicarsi sul muro, lalbero lavrebbe coperto, permettendogli di osservare la scena
nel giardino, pens. Da lass avrebbe potuto spiare Lurco e vedere con chi parlava. Il muro era
comunque alto, si alzava per buoni dieci piedi dal terreno, e Macrone sbuff contrariato. Si guard
intorno in cerca di un appoggio su cui salire, ma non trov nulla. Con un grugnito di rassegnazione,
infil una mano sotto il mantello ed estrasse la spada per testare con la punta la superficie del muro.
Lintonaco di gesso si sgretol con estrema facilit e i mattoni sottostanti erano sufficientemente
morbidi da potervi scavare dei gradini. Si mise allopera velocemente, incidendone una serie fino a
unaltezza da cui pensava di riuscire poi a raggiungere la sommit del muro.
Rinfoder la spada e inizi a inerpicarsi con prudenza, facendo smorfie quando con le dita
aveva difficolt a far presa nelle fessure scavate frettolosamente. Prese allora il coltello e lavor meglio
gli appigli, sempre avanzando verso la sommit del muro. Alla fine allung una mano e afferr il bordo
superiore. Rimise a posto il coltello e si iss, grattando con i calzari contro il muro per spingersi sopra
finch non si ritrov con il busto a cavallo della barriera. Si ferm qualche istante per riprendere
respiro, il cuore accelerato per lo sforzo dellarrampicata. I rami del pioppo lo nascondevano alla vista
degli ospiti della festa in giardino, e quando si sent pronto iss le gambe sul muro e si sporse meglio
per una migliore visuale dellinterno.
Vide un ampio stagno ovale circondato da una fascia pavimentata a sua volta cinta da arbusti
bassi e cespugli modellati. Qua e l piccole colonne di marmo sormontate da sculture di vario genere.
Nonostante la serata fosse assai fresca, gli ospiti erano comunque seduti tutti allesterno, riscaldati e
illuminati dai bracieri sistemati sulla pavimentazione intorno allo stagno. Potevano esserci almeno un
centinaio di ospiti, calcol a occhio Macrone. Per lo pi giovani uomini come Lurco, tutti
elegantemente vestiti. Tra loro giravano alcune donne in tuniche corte, labituale abbigliamento delle
meretrici, per lo pi truccate in maniera assai appariscente: viso incipriato di bianco, occhi evidenziati
con nera polvere di kajal e capelli raccolti accuratamente in trecce o a boccoli. Tra la folla giravano
schiavi con brocche di vino caldo dalle quali salivano sottili ciuffi di vapore. A quella vista, Macrone si
lecc le labbra e sper di potersi fare una rapida bevuta al Fiume di Vino una volta che lui e Catone
avessero finito con quel lavoro serale.
Si sporse ancora un po per poter vedere meglio, tenendosi sempre schiacciato sulla sommit
del muro nel punto in cui un ramo del pioppo spuntava allesterno, sul vicolo. Cerc Lurco in mezzo
alla folla dei presenti e lo individu senza troppa difficolt grazie al mantello blu: beveva con altri
uomini della sua et stretti intorno a un braciere. Lui e gli altri ridevano ascoltando un uomo con le
spalle rivolte a Macrone. Il chiarore sviluppato dal braciere ne evidenziava il profilo mentre lui
gesticolava e gli altri ridevano fragorosamente.
Una volta individuato Lurco, Macrone pass scrupolosamente in rassegna tutti gli altri ospiti, e
quando stava per dirsi certo di non aver scorto facce conosciute, la sua attenzione fu carpita da due
donne che si tenevano in disparte dal resto del gruppo, parlottando animatamente al chiarore rossastro
di un braciere nei pressi. Aguzz la vista per accertarsi di ci che pensava di vedere. Non cerano
dubbi: la donna sulla sinistra era Agrippina. Che caspita ci faceva l? La osserv per qualche minuto,
poi spost lo sguardo sulla sua amica, una donna alta e magra con capelli scuri sobriamente raccolti in
una crocchia da uno spillone. Cera qualcosa di familiare in lei, ma non riusciva a capire cosa
esattamente; si sforz per cercare di ricordare, ma poi desistette. Dalla sua posizione strategica aveva
visto abbastanza, ma ancora non aveva scoperto lidentit dei proprietari della villa.
Scivol indietro, butt gi le gambe dal muro e inizi prudentemente a scendere. Cerc gli
appigli che aveva scavato nei mattoni poco prima, ma alla cieca i piedi si rifiutavano testardamente di
trovarli. Le braccia ormai stanche, fece un bel respiro e si lasci andare nel vuoto. Atterr goffamente e
ricadde pesantemente indietro sul sedere, sbattendo la spina dorsale.
Cazzo!.
Si rialz, si massaggi il fondoschiena e prosegu lungo il vicolo verso il retro della casa, dove
sapeva di trovare gli alloggi degli schiavi. Con una festa nel vivo, era anche possibile che gli uomini di
scorta di alcuni ospiti li stessero aspettando proprio negli alloggi degli schiavi, che solitamente si
trovavano in fondo alle residenze pi ricche, a debita distanza dai padroni. Poco oltre, il vicolo
terminava e da quel punto Macrone sent voci diverse. Conversazioni bisbigliate prive dei toni divertiti
e spensierati dei festaioli. Si sistem il mantello per nascondere quanto pi possibile la spada e sbirci
dietro langolo del muro. Vide una via pi ampia che attraversava due file di eleganti residenze.
Sicuramente, sul retro della casa doveva esserci un cancello aperto, illuminato dalle fiamme tremolanti
di torce montate su bracci di ferro su entrambi i lati. Lungo il ciglio della strada sostavano varie
lettighe: i trasportatori attendevano che i padroni lasciassero la festa addossati al muro e avvolti nei
mantelli nel tentativo di tenersi al caldo. A guardia del cancello cerano due montagne di muscoli
armati di bastoni.
Macrone fece un bel respiro e si incammin, avvicinandosi al cancello. Le guardie lo
osservarono con vago interesse. Macrone sollev una mano in segno di saluto.
Buona sera!, sorrise forzatamente. Avete una festa?.
Una delle guardie fece un passo avanti e si batt il bastone sul palmo aperto della mano libera.
E chi vorrebbe saperlo?.
Macrone si ferm poco distante dalluomo e lo guard con aria preoccupata. Che tono
inospitale, amico. Ho solo fatto una domanda.
La faccia della guardia rimase impassibile. Come ho gi detto: chi vorrebbe saperlo?
E va bene. Macrone scroll le spalle e si punt un pollice al petto. Sono Marco Fabio Felice,
guardia personale di Aufidio Catonio Superbo che  riuscito a sgattaiolare fuori dalla casa del padre per
raggiungere i suoi amici a una festa sul Quirinale. Il fesso qui presente  stato inviato dal suo adorato
pap per riportare il giovane Aufidio a casa. Per cui, chiedo: ce lavete voi?
Non lo so, rispose secco la guardia. E nemmeno mi interessa.
Adesso per non usare quel tono con me, amico. Macrone cerc di sembrare offeso. Sono io
quello che dovrebbe essere seccato, dopo essermi fatto questa scarpinata su e gi per queste maledette
vie per quasi tutto il pomeriggio e la sera. E questa  lunica festa che sono riuscito a trovare, per cui
fatemi un favore e lasciatemi riportare a casa il ragazzo.
Neanche per sogno, amico, rispose la guardia, abbozzando lombra di un sorriso. Per cui,
fuori dalle palle.
Fuori dalle palle?. Macrone sgran gli occhi. Che bisogno c di dire cos? Io sto solo
facendo il mio lavoro. Perch non vai a chiedere al tuo padrone, comunque si chiami, se il ragazzo che
cerco  qui? Questo almeno lo puoi fare per me, eh?
Non sono mica il tuo schiavo, gli grugn contro la guardia. Non prendo ordini da te e il mio
padrone non vuole che lo disturbi durante la festa.
Un tipo suscettibile, il capo, eh?, chiese Macrone in tono solidale.
Per un istante lespressione della guardia trad un barlume di ansia. Poi fece schioccare la
lingua. Seneca  tranquillo;  quella sua amica, invece, la stronza. Se provi a interrompere la sua
serata, ti fa scorticare la schiena prima che te ne rendi conto. Seneca lo farebbe per lei, le obbedisce
come un cagnolino.
 dura, eh, annu Macrone. Inclin leggermente la testa su un lato come se stesse riflettendo.
Va bene, allora. Qui lascio stare. Dir al mio padrone che non sono riuscito a trovare la festa.
Meglio per tutti, credimi, disse la guardia, sollevato. Poi il viso gli si fece di nuovo teso e
lasci andare il bastone penzoloni. Dai, vai per la tua strada.
Macrone annu e si incammin via. Aggir altre due ville prima di tagliare per un vicolo e
raggiungere Catone.
Scoperto qualcosa?, chiese questultimo.
Abbastanza, ghign Macrone. La casa appartiene al precettore del giovane Nerone.
Seneca?. Catone espir profondamente.
Non solo: ho visto anche la moglie dellimperatore tra gli ospiti.
Lhai vista? E come?.
Macrone raccont di come si fosse arrampicato sul muro e avesse poi avvicinato le guardie al
cancello.
Questo sembrerebbe escludere qualsiasi collegamento tra Lurco e i Liberatori, rispose
Catone. Agrippina e il suo seguito non sono sicuramente a favore di un ritorno della Repubblica pi di
quanto non lo sia Claudio.
A meno che Lurco non li stia spiando per i Liberatori, sugger Macrone.
E allora perch Sinio lo vorrebbe morto?.
Macrone fece una smorfia, seccato con se stesso per non averci pensato subito. Gi, e allora
forse lo vogliono morto perch  un sostenitore di Agrippina.
O forse Lurco si trova l per una semplice coincidenza. Lhai visto parlare con lei o Seneca?
No.
Uhmm.
Rifletterono entrambi per qualche istante in silenzio, poi Catone sbuff di frustrazione. Non
riesco a raccapezzarmici in questa storia. In che diamine di faccenda ci ha cacciati Narciso? Non c
dubbio che ci sia un complotto... magari anche pi di uno.
Macrone brontol. Senti Catone, mi sta venendo il mal di testa. Che intendi dire per pi di un
complotto?.
Catone tent allora di mettere insieme le informazioni che avevano ricevuto da Narciso
allinizio della missione con quelle che avevano invece raccolto personalmente. C qualcosa che non
mi torna. Troppe contraddizioni e troppe cose che non hanno proprio senso. Tacque un istante e
guard lamico con un sorriso mesto. Hai ragione quando dici che questo genere di lavoro non fa per
noi. Fatemi fare il soldato!.
Macrone gli diede una vigorosa pacca sulla spalla. Sapevo che ti avrei trasformato in un
professionista! Dai, andiamo a dire a Narciso che ne abbiamo abbastanza di tutte le sue stronzate e
torniamocene nel nostro ambiente. Le legioni. Anche se questo significa non avere una promozione.
Sempre meglio che andarsene in giro per strade buie al freddo di notte a fare le spie, concluse in un
tono venato di una disapprovazione al limite del disgusto.
Vorrei tanto che fosse cos semplice. Narciso non ci moller tanto facilmente. E tu lo sai,
rispose amaramente Catone. Non abbiamo molta scelta. Dobbiamo portare a termine la missione. Si
rannicchi in avanti e guard verso lentrata della casa. Nel frattempo, aspettiamo che Lurco esca da l.
Rimasero nascosti nel buio del recesso facendo passare le ore. Catone era pi sensibile al freddo
dellamico e tremava in tutto il corpo, nonostante gli sforzi per rimanere fermo. Se ne stava seduto sulla
gelida lastra di pietra avvolgendosi come meglio poteva nel mantello, le braccia strette intorno alle
ginocchia. La via rimaneva deserta e silenziosa se non per qualche sporadico passante e un carro
coperto che arrancava pesantemente e rumorosamente in direzione del Foro. Di tanto in tanto si sentiva
un coro di risate o applausi da quelli che facevano bisboccia in giardino. Poi, verso mezzanotte, si apr
la porta della casa e la strada fu illuminata da un fascio di luce. Ne usc, barcollante, un piccolo gruppo
chiassoso di giovani uomini e donne. Catone li osserv per qualche istante, ma nessuno di loro
indossava il famoso mantello blu.
Macrone cambi posizione. E se Lurco uscisse con altra gente? E se andassero da qualche altra parte?
Li seguiremo e aspetteremo. A un certo punto dovr pur tornarsene al campo.
E lo stesso dovremo fare noi.
Finch torniamo in tempo per ladunata della mattina, non ci sono problemi.
A parte morire di freddo e di stanchezza.
Catone si volt verso Macrone e sorrise. Nulla a cui non siamo gi abituati.
Argh!, brontol Macrone innervosito.
Dalla casa uno dopo laltro iniziarono a uscire altri piccoli gruppi di ospiti e dal vicolo laterale
spuntarono anche le rispettive lettighe, portate da schiavi muniti di torce per fare luce sulla via del
ritorno. I due uomini nel buio della cavit al di l della via osservarono i festaioli in partenza a nervi tesi.
Scommetto che Lurco sar lultimo a uscire. Vediamo se abbiamo fortuna.
Shhh!, gli sibil Catone, sporgendosi in avanti. Eccolo.
Sulla soglia della casa si erano attardati due uomini. Per il mantello, Lurco era sufficientemente
riconoscibile, pur avendo la testa incappucciata. Il secondo uomo indossava un normale mantello nero
con il cappuccio ben abbassato in avanti che ne celava perfettamente la fisionomia. Uscirono in strada e
si incamminarono verso il Foro, proprio in direzione della rientranza in cui si tenevano nascosti
Macrone e Catone.
Questultimo si schiacci bene contro il muro e Macrone si fece piccolo piccolo accanto alla
porta. Catone aveva il cuore che batteva allimpazzata e trattenne il respiro per evitare che il vapore
potesse tradire la sua presenza. Il rumore dei passi dei due che si avvicinavano echeggi contro i muri
degli edifici che fiancheggiavano la via. Parlavano a voce alta come fanno quelli che hanno alzato
parecchio il gomito.
Bella festa, disse Lurco. Quel Seneca sa come intrattenere con stile.
Stile?, grugn il compagno del centurione. Il vino era buono, ma col cibo ha fatto proprio il
taccagno, e poi ho visto puttane migliori.
Ah, ehm, s. Io in realt sono stato a parlare con Seneca. Ottimo narratore.
Stronzate.  solo un tronfio che si crede una spanna pi in alto di tutti gli altri solo perch sa
imprecare in greco. Per non parlare poi di quella sgualdrina di Agrippina... io sono abbastanza aperto di
vedute, Lurco, ma quella donna  veramente insaziabile. Si prende tutto, dallo schiavetto imberbe al
vecchio bacucco incartapecorito come Seneca.
Superando Catone e Macrone, i due tacquero un istante, poi Lurco aggiunse: Fossi in te, starei
attento a dire cose del genere.  parlar da traditori, soprattutto se lo fai davanti a un ufficiale della
Guardia pretoriana.
Pfui! Fate solo finta di fare i soldati. Ho visto uomini molto meglio di voi nelle peggiori
centurie della Seconda Legione, e questo  tutto dire....
A mano a mano che la strada digradava, le loro voci si facevano sempre pi lontane. Macrone
strinse una mano intorno al braccio di Catone e sussurr in tono pressante: Quella voce. Hai
riconosciuto di chi era, vero?.
Catone annu. Vitellio.
Cosa facciamo? Non possiamo rischiare che quel bastardo ci riconosca.
Andiamo, disse Catone, alzandosi in piedi. Non dobbiamo perderli.
Prima che Macrone potesse protestare, Catone part in tromba dietro ai due, tenendosi
nellombra su un lato della via. Imprecando a denti stretti, Macrone lo segu. Si tennero a distanza cos
che i loro passi non potessero essere uditi dai due davanti. Mentre uscivano dal quartiere del Quirinale,
Lurco rallent e si spost faccia al muro di una casa appena prima di un crocevia. Si sollev lorlo del
mantello e armeggi sotto la tunica.
Tu continua pure, Vitellio. Io ti raggiungo.
Laltro guard indietro, annu e svolt allangolo, lasciando Lurco che sospirava di sollievo
mentre lo zampillo della sua urina picchiettava contro la base del muro.
Proprio quello che ci serviva, sentenzi Catone. Prendiamolo adesso, mentre  ancora solo.
Macrone annu, mettendo mano al randello; accelerarono, avanzando sempre a passo felpato sul
lato opposto della via finch non si trovarono quasi allaltezza di Lurco. Allultimo istante,
attraversarono come fulmini la stradina acciottolata e Lurco si volt lentamente non appena ud
limprovviso rumore. Catone gli si scagli alle spalle, sbattendolo contro il muro. Lurco espulse tutta
laria che aveva nei polmoni con un grugnito esplosivo di dolore. Macrone gli diede un colpo di
randello alla nuca e Lurco cedette sulle gambe, crollando dritto nella pozza che aveva appena fatto.
Catone aveva il fiatone e il cuore che batteva forte. Era stato tutto pi facile di quanto si
aspettasse. Adesso dovevano solo portarlo alla casa-covo e consegnarlo a Settimo.
Tiriamolo su, dai. Dammi una mano.
Si abbassarono e sollevarono il centurione svenuto, facendosi passare le sue braccia sulle spalle.
Pronto?, chiese Catone sottovoce.
S.
Andiamo via di qui prima che Vitellio torni a cercarlo.
Avevano percorso solo qualche passo quando sentirono una voce alle spalle.
Cosa diamine state facendo?.
Catone si volt rapidamente e vide Vitellio impalato in mezzo allincrocio, a una decina di passi
da loro. Sebbene fosse notte, il terso cielo stellato gettava qual tanto di luce sufficiente perch ognuno
vedesse il viso dellaltro.
Dapprima Vitellio fece unespressione confusa, poi rimase a bocca aperta e un istante dopo
disse, sbalordito: Tu!.
...
.
...
FINE Parte 1.